Conflitto sociale legale/Imbecillocrazia (definizione)

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    < Conflitto sociale legale
    Versione del 21 ago 2018 alle 07:11 di Paolo C (discussione | contributi)
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    L'imbecillocrazia (dall'italiano: imbecille e dal greco antico: κράτος, krátos, "potere") etimologicamente significa "governo sugli imbecilli", ovvero sistema di governo in cui la sovranità emana dal popolo di imbecilli indotti (N.B. l'imbecillità indotta non ha nulla a che vedere con l'imbecillità fisiologica), generalmente identificato con la maggioranza dei cittadini, viene fatta esercitare agli eletti a mezzo di votazioni che non permettono una libera scelta (liste bloccate, maggioritario, collegi territoriali anziché nazionali, quorum inaccessibili di firme) in modo che si arrivi alla elezione di un gruppo di rappresentanti, denominati "imbecillocrati", che non rispondono ad un programma ed ad un partito ma a gruppi di potere con interessi confliggenti con la maggioranza di imbecilli indotti che li ha eletti.

    Non bisogna confondere l'idea che le votazioni servano a selezionare il più imbecille indotto tra il popolo in quanto si ricadrebbe nella casistica della democrazia rappresentativa. Esse servono a conferire la legittimità del potere agli imbecillocrati che vessano la maggioranza che li ha eletti.

    L'imbecillocrate agisce quindi in totale autonomia nel mandato di rappresentanza tutelando gli interessi delle lobby che hanno gestito la sua elezione.

    La imbecillocrazia si regge con la tecnica della spoliazione legale.

    L'imbecillocrazia è l'equivalente di quella che lo storico Emilio Gentile ha definito democrazia recitativa o al totalitarismo rovesciato del politico teorico Sheldom Wolin.



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