Il conflitto pensionistico/Sintesi

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Divario fiscale generazionale e spesa pensionistica pubblica sul PIL sono i due concetti alla base del conflitto pensionistico.

In parole povere si direbbe che il conflitto pensionistico nasce quando le ricche pensioni dei nonni sono pagate tassando oltremisura figli e nipoti.

La pensione è un servizio pubblico che si distingue dagli altri servizi pubblici per queste caratteristiche:

  • viene erogato in forma individuale;
  • viene erogato in denaro.

Altri servizi pubblici hanno caratteristiche molto diverse nel senso che vengono forniti in modo indivisibile ad esempio la difesa è una spesa pubblica indivisibile o in modo collettivo ad esempio la scuola primaria viene fornita in modo paritario a tutti gli alunni.

Anche la manutenzione delle strade è fatta in modo indivisibile a prescindere dall'utilizzo che ciascuno ne fa.

La sanità pubblica è un servizio fornito in caso di necessità in modo principalmente gratuito salvo dei ticket che coprono una piccola percentuale della spesa.

La sanità pubblica viene quindi fornita su base individuale ma come servizio, non come compartecipazione in denaro. Il fatto di essere cittadini italiani garantisce una sorta di "assicurazione sanitaria obbligatoria" pagata dalla collettività attraverso i tributi.

Il servizio pensionistico pubblico è fornito ai sensi dell'art. 38 della Costituzione per sostenere i lavoratori in alcune situazioni di bisogno previste dalla legge ossia in vecchiaia quando non possono lavorare, per invalidità o per inabilità. Sono previste anche altre forme di sostegno per i superstiti dei lavoratori, per i disoccupati ecc.

Come nasce il conflitto pensionistico?

Poiché le pensioni sono pagate dallo Stato o da suoi enti pubblici preposti con i tributi, non vi è accumulo dei contributi pagati da ciascuno durante la sua vita lavorativa in modo tale che possa crearsi una propria posizione assicurativa coperta da un patrimonio di previdenza.

Si dice quindi che non esiste un rapporto sinallagmatico tra contributi versati e pensione corrisposta dallo Stato. In parole povere non c'è corrispondenza tra quanto versato e quanto pagato dallo Stato.

L'importo della pensione viene quindi stabilito secondo una formula predefinita della rendita che viene applicata per legge.

Storicamente è avvenuto che nella fase di avvio di un sistema pensionistico pubblico a redistribuzione dei tributi si hanno pochi pensionati i cui costi possono essere sostenuti da un numero elevato di lavoratori attivi pagando un basso livello di tributi.

In una fase di crescita si possono aumentare le aliquote contributive ai lavoratori attivi alle imprese e aumentare il gettito fiscale totale in rapporto al PIL e garantire pensioni che restituiscono quindi molto di più dei tributi versati dai primi iscritti.

Una volta raggiunte le aliquote massime sostenibili dal sistema economico attraverso politiche di consolidamento fiscale, per mantenere la sostenibilità del sistema si riducono le pensioni dei nuovi pensionati allungando l'età pensionabile e riducendo i nuovi importi delle pensioni.

Il conflitto pensionistico si manifesta quando il sistema pensionistico pubblico, ai pensionati continua ad erogare pensioni che sono multipli dei tributi versati (aliquota fiscale effettiva sopportata in fase attiva che comprende i contributi previdenziali) e promette ai lavoratori attivi pensioni che sono una restituzione parziale dei tributi versati. E' il divario fiscale generazionale o fiscal gap.

Infine si arriva ad una insostenibilità fiscale e sociale dei sistemi pensionistici pubblici quando si crea una bolla previdenziale che porta l'economia di uno Stato ad avvitarsi su se stessa.



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