Angela La Marca

Da const.

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2020 07 08[modifica | modifica sorgente]

LA TRASPARENZA? UN PROBLEMA SERIO PER CHI SI FA GLI AFFARI PROPRI😉

Ormai le norme sulla trasparenza e l'anticorruzione, impongono ai nostri COA e ad ogni istituzione forense di uscire fuori da quell'alone di mistero e segretezza che ha fatto per anni da padrone, innescando un concetto difficile da sradicare, " sono affari nostri". La questione è complessa perché sempre più spesso chi chiede trasparenza, si sente rispondere " non capisco di che ti impicci". Sembrerebbe ormai assorbito che le istituzioni forensi, si occupino di cose che non riguardano la comunità e che i cattivi siano coloro che chiedono conto. È su queste basi che pochi " boy scout", chiedono che verbali delle sedute consiliari, delle assemblee, spese per consulenti e difensori, criteri di scelta di questi, siano resi noti, tra le voci di tanti contestatori che invece, non comprendono davvero il perché. Le risposte istituzionali, invece sono un po' più auliche e si appellano alla privacy 😅😅 In pochi boy scout, abbiamo chiesto conto al CNF dei verbali di nomina dei difensori dell'ente nei giudizi in cui si costituisce anche volontariamente, delle parcelle erogate, dei criteri di scelta di questi difensori che il karma vuole siano sempre gli stessi. Ebbene la risposta è stata " tuteliamo la privacy"😅😅😅. È come se io chiedessi a mio marito cosa ha fatto con i soldi che avevamo in comune e lui mi rispondesse " non fare la gelosa"🙂 Ed è la privacy che viene usata, direi anche male, per mantenere il segreto su delibere scomode, laddove esse dovrebbero essere nella disponibilità di tutti, come previsto dalle normative sull'anticorruzione e la trasparenza. Eh sì, perché vedete, vi sembrerà strano ma i CoA, la Cassa Forense, il CNF, OCF, non sono cosa loro, ma cosa di tutti e se questo non è un concetto assodato per molti, fidatevi che è un problema e questa volta, non dei boy scout, ma degli altri, di chi non si scandalizza di fronte ai dinieghi, di chi non si scandalizza per la mancata pubblicazione dei verbali, di chi non si scandalizza della riservatezza con cui vengono gestiti affari nostri e non loro, di chi non vede che dietro la " privacy" si nascondono tonnellate di abusi e violazione. Ed è in questo clima che i soliti boy scout, sono costretti a rivolgersi al TAR per sapere ciò che doveva essere già noto, per sapere quanto costa a tutti noi il patrocinio di un ente in giudizi in cui volontariamente si costituisce in difesa di posizioni indifendibili, per sapere perché vengono nominati per il patrocinio più o meno sempre gli stessi nomi, che c'avranno di speciale??😉😉😉 Mi guardo intorno e con consolidato disincanto, mi dico che fino a quando avremo bisogno di " boy scout" per affermare l'ovvio, resteremo esattamente dove siamo 🙂 Il mondo ha bisogno di eroi ed aggiungo, purtroppo!

2020 05 27[modifica | modifica sorgente]

NON TEMETE DI CHIAMARLA MAFIA!

In occasione dell'anniversario della morte di Giovanni Falcone, i social sono stati letteralmente presi d'assalto da post in memoria. Tutti, in questi giorni di commemorazione, si trasformano in facili " antimafiosi", tutti, compresi coloro che non hanno esitato ad isolare chi ha avuto il coraggio di associare il sistema ordinistico, a quello mafioso. Il tema della mafia degli ordini professionali, come centri di potere che si servono delle asimmetrie di posizione e di capacità economica, per trasformare gli incarichi ricoperti, in mezzi di realizzazione di interessi propri, ai danni della categoria, commettendo abusi ed illegalità, è un tema assai scomodo e soprattutto molto poco dibattuto. Chi ha studiato l'evoluzione delle mafie italiane, tuttavia, non fa nessuna difficolta' a dichiarare che esse, negli anni, hanno subito una trasformazione, infiltrandosi nei sistemi di potere, in ogni loro articolazione e divenendone modus operandi abituale. Ne diviene connaturale, l'abuso, il sopruso, la sistematica e normalizzata sopraffazione, l'abituale violazione delle regole o attraverso la loro completa elusione, oppure attraverso " interpretazioni", ovviamente strumentali alla loro elusione. Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti, lo abbiamo visto con il CNF, lo vediamo con Cassa Forense che vede un presidente scaduto in Aprile 2020, ancora assiso, senza la minima preoccupazione di giustificare agli iscritti le ragioni della sua permanenza in carica. All' abituale uso della sopraffazione all'interno dei sistemi ordinistici, corrisponde nella stragrande maggioranza dei casi, il silenzio degli appartenenti alla categoria. Disinteresse o collusione, operano da linfa vitale per le mafie ordinistiche e sistemiche, le quali per difendersi dalle poche voci dissenzienti, utilizzano ormai con disinvoltura la minaccia economica. Oggi sistema mafioso o paramafioso, necessità di rendere silenti coloro che diffondono informazioni scomode ed agiscono con la denuncia esplicita degli abusi perpetrati e lo fa con sempre maggiore frequenza minacciando di attingere al patrimonio dei " denuncianti/dissenzienti", attraverso azioni risarcitorie di dubbia fondatezza. È così, che proliferano le richieste di risarcimento, le querele a carico di chi non teme di parlare. È un mezzo dissuasivo, sintomo ed effetto delle stesse asimmetrie di potere di cui il sistema si serve per agire. È la SLAPP, di cui pochissimo si parla in Italia, ma che tantissimo viene utilizzata dal "sistema" come mezzo di soppressione o eliminazione della denuncia e del dissenso. La mafia non spara soltanto, essa agisce attraverso il potere e si serve dell'indifferenza per fare affari. Non temete di chiamarla Mafia o l'aiuterete a proliferare.

2020 05 02[modifica | modifica sorgente]

IDEALI IN DISUSO : il conflitto generazionale mancato.

I conflitti generano cambiamenti, sopprimerli è l'arma di chi ha interesse a che nulla cambi, il mezzo, è il richiamo costante e ridondante all'unità. È così che da decine e decine di anni, il conflitto generazionale si limita ad una critica tra leve senza mai arrivare al rifiuto categorico dei capisaldi delle generazioni precedenti. Giovani contro vecchi solo per poco, visto che i primi sono pronti a vendersi per raggiungere interessi concreti di poca durata. La capacità dei vecchi di cooptare i giovani tra le proprie fila arruolandoli e formandoli all'ubidienza, rende del tutto vano ogni tentativo di cambiamento, eppure se i giovani conoscessero il furto che hanno subito, dovrebbero scatenare l'inferno. Pagano i fallimenti dei padri, pagano il loro benessere, pagano un debito servito alla ricchezza dei padri che oggi, sono fonte di aiuti e regalie a quei figli che non potranno fare lo stesso con le generazioni future. Il sistema previdenziale attuale è lo specchio del mancato conflitto tra generazioni, i giovani pagano privilegi abusati dai vecchi ed inconsapevolmente ringraziano quei padri nobili che li hanno derubati. Il riequilibrio, mera utopia, in una società che si dirige verso la disinformazione, complice una scuola devastata e devastante che non forma che agnelli sacrificali, proni ad un destino nefasto. Non c'è salvezza possibile per chi non vede o vede le briciole lasciate dal passato, come un enorme tesoro. Il potere poi... quello, non è altro che un mezzo delizioso per arricchire pochi e lasciare intatto un sistema che tutela i vecchi e toglie ai giovani, innocui spodestati che non avranno mai la forza ed il coraggio di lottare per ideali di equità e giustizia. Si fa largo la lotta per gli interessi, che esaurisce ogni ragion d'essere con il raggiungimento di un apparente, contingente, fasullo benessere. E tutto qui, il fallimento di una società che guarda al passato sperando che torni, in luogo di un futuro che sembra scomparire.



Vedi che oggi il troll è concorde? Io mi preoccuperei :)




La differenza è che la tua bellissima disamina , che descrive esattamente la situazione, non fa riferimento ad un numero, ad una legge, ad una dichiarazione ecc. Mentre io , il troll, sono partito dalla legge istitutiva dell'Inps, la modifica scellerata del 1939, le casse dei professionisti prima fase, il metodo retributivo di Brodolini, le finte privatizzazioni, Damiano venduto ai fondi, Brambilla venduto a Berlusconi venduto ai fondi, M5S venduto a tutti e non sono creduto.




Dimenticavo la Riforma Fornero https://const.miraheze.org/wiki/La_riforma_delle_pensioni_Fornero



2020 03 23[modifica | modifica sorgente]

LE BALLE DI NUNZIO PART 2458965490000000

"Cassa forense non è lo stato e non può adottare con le sue risorse misure sostitutive del reddito per 245.000 colleghi". Partendo da un assunto facile facile, facciamo notare al Nunzio balls, che nessuno ha chiesto misure sostitutive del reddito per 245.000 colleghi, ma semplicemente misure di sostegno del reddito per le fasce deboli, distribuendo gli aiuti a partire dalle famiglie monoreddito che dichiarino non oltre 20.000,00 euro annui.

Passiamo poi alle differenze tra stato e Cassa Forense, facendo notare al Nunzio balls, che lo stato a reddito zero, non chiede di pagare, come invece Cassa fa con disinvoltura, applicando una contribuzione minima obbligatoria slegata dal reddito.

Ma il rilievo fondamentale, è essenzialmente che se Cassa forense, non è lo Stato, perché mai una intera categoria dovrebbe essere OBBLIGATA ad affidare la propria assistenza e le proprie pensioni a questo ente e non allo stato?

La verità è che oggi, si è scoperchiato il vaso di Pandora ed è venuto fuori, in tutta la sua abnormita', lo scellerato disegno criminale, posto alla base della obbligatorietà della iscrizione a cassa forense. Se non oggi quando? Quando avremmo la forza e la lucidità di ribellarci a questa oppressione imposta?

Il problema degli uomini è che essi dimenticano, ed io voglio augurarmi che dopo i fatti di questi giorni, gli avvocati non tornino nella loro comfort zone, per dimenticare che l'avvocatura è stata lasciata sola da istituzioni che siamo obbligati a pagare ed a riconoscere come gestori del nostro futuro.

C'è molto da fare per il futuro partendo da una certezza " l'è tutto da rifare".

2020 03 20[modifica | modifica sorgente]

ABBIAMO UNA CHANCE! Quello che accade nel mondo, deve farci assolutamente riflettere. Il più grande fallimento per l'umanità, sarebbe quello di non trarre insegnamenti da questa catastrofe. I morti saranno morti altre dieci e cento volte, se usciti dalla morsa di un virus bastardo, continueremo a vivere come capre. Non chiedeteci come ci siamo arrivati, fermiamoci a “dove”. Guidati da mediocri, da persone che hanno conquistato il potere un po' per volta, quasi a loro insaputa, a furia di favoritismi, di collusioni, di compiacenze, siamo arrivati in un punto troppo in basso, quello da cui un virus bastardo, impegna davvero poco a lasciarti sotto per sempre. Piangiamo morti che non torneranno, piangeremo vivi che non potranno farcela. Abbiamo una chance, quella di cambiare tutto a partire da chi comanda, ripartendo dal risultato nefasto cui siamo arrivati, per pretendere che chi ha fallito si metta da parte. Torniamo all'avvocatura .... martoriata ancor di più, ignorata da tutti, ridotta in cancrena dall'atrofia troppo lunga di chi oggi, cerca di riparare ciò che in anni ha distrutto. Non servirà a ripartire, non serve a sopravvivere, nessuno ci aiuterà, non certo chi per anni ha pian piano lacerato i tessuti di una categoria che ha scelto di piegarsi alla corruzione di mediocri affaristi che hanno badato ad elargire briciole sparse, mangiandosi la torta. ARDE non dimentica l'opposizione strenua alla modifica dell'articolo 21 della nostra legge professionale, da parte di decorosi difensori della toga. ARDE non dimentica le proposte oscene sull'avvocato monocommittente in difesa dell’art. 18 della nostra legge professionale, ma quanto invece sarebbe stato importante oggi avere dalla nostra parte la possibilità di non dover dimostrare un esercizio continuativo e prevalente ed avere riconosciuti avvocati dipendenti con regolari contratti da lavoro subordinato? Abbiamo una speranza ed è radere al suolo il passato, cancellare il presente, non dimenticare e ripartire da qui: a) modifica del corso di studi in giurisprudenza agevolandone l’indirizzo verso la specializzazione professionale mediante l’istituzione e l’attuazione di tirocini curricolari al quarto e al quinto anno di corso di studi e anticipando l’immissione dei neolaureati nel mercato del lavoro; b) obbligo del rimborso delle spese per il praticante avvocato; c) eliminazione dell’incompatibilità della professione forense con il lavoro subordinato di cui all’articolo 18 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, prevedendo l’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro degli studi professionali per avvocati e praticanti; d) revisione delle modalità dell’esame di abilitazione previste dagli articoli 46 e seguenti della legge 31 dicembre 2012,n. 247, mediante l’introduzione di misure premianti e di meccanismi di trasparenza, con l’obbligo di motivazione non puramente numerica e la fissazione di criteri effettivi, obiettivi e omogenei, su scala na-zionale, da seguire per la valutazione delle prove di cui all’articolo 17-bis del regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37. Previsione dell’aggiunta di una ulteriore sessione per le prove scritte salvaguardando l’esito favorevole delle stesse in caso di supera-mento, al fine di poter affrontare un’unica prova orale; e) previsione di agevolazioni fiscali e previdenziali per i giovani avvocati; f) previsione di un rimborso delle spese obbligatorio per i tirocinanti; g) eliminazione dell’obbligo dell’iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense e liberalizzazione del settore previdenziale e assistenziale con la fornitura delle relative prestazioni anche da parte di altri soggetti mediante l’introduzione di forme di previdenza complementare e di meccanismi concorrenziali, individuando meccanismi efficienti di progressività nella contribuzione previdenziale; h) abolizione dei requisiti dell’abitualità, dell’effettività e della continuità della professione forense di cui all’articolo 21della legge 31 dicembre 2012, n. 247, al fine della permanenza dell’iscrizione al relativo albo; i) reintroduzione dell’accordo con il quale l’avvocato e il cliente stabiliscono che il compenso per la prestazione professionale svolta è determinato in percentuale rispetto al risultato ottenuto, al fine di ridurre gli oneri a carico dei clienti. l) reintroduzione dei minimi tariffari; m) cancellazione dei pensionati dall’albo; n) defiscalizzazione del problem solving; o) obbligatorietà della condanna alle spese ed abolizione dell’istituto della compensazione delle spese legali. p) abolizione degli ordini e creazione di una rappresentanza unitaria dell’avvocatura sullo schema parlamentare. ARDE lo dice da anni, e' arrivato il momento di scegliere.



Punto g) non funzionerà mai, non puoi fare l'opting out da un sistema a ripartizione. Va fatta l'incorporazione in INPS, anche alla luce dell'avvocato dipendente, che può tornare anche libero professionista

Il fatto che il punto g) sia irrealizzabile, è interessante per il libbrone. Proprio ieri un professore di filosofia mi ha suggerito di studiare la prepolitica. In effetti un testo anonimo fa parte delle regole del regime imbecillocratico dove si interrompe la catena delle responsabilità, che fa invece parte della prepolitica. In pratica siete intossicati dalle regole del malaffare, che anche il nuovo parte errato .

2020 02 24[modifica | modifica sorgente]

"La mafia...è stata ed è essenzialmente uno strumento di governo; una condizione diffusa che consente di agire senza logica e senza democrazia, eppure mantenendo il consenso sociale" (Sebastiano Ardita, "Cosa Nostra S.p.A.", 2020). Queste parole, lucide, meditate, profonde, provenienti da uno dei magistrati che più conoscono Cosa Nostra per averla combattuta in tante indagini e dibattimenti, testimoniano la grande sottovalutazione di cui Cosa Nostra ha sempre saputo trarre vantaggio: essere un formidabile strumento di governo e non venir percepito come tale ha permesso, infatti, alla mafia, di cristallizzarsi sempre più in rapporti di poteri malati e perversi, opachi e non democratici, che solo l'assenza di istruzione e di intelligenza critica poteva accettare, subendoli senza comprenderli.

E chi ha governato questo paese per decenni, non solo al Governo nazionale, ma anche in tanti enti locali, anche in tanti corpi sociali intermedi cosiddetti, in tanti ordini professionali "alti", intenzionalmente ha favorito politiche pubbliche di anestetizzazione etico-sociale, di analfabetismo civico diffuso e distratto, per sottrarre chi usava questo "strumento di governo" ad un controllo di legalità che mai avrebbe potuto sopportare, impegnato com'era a favorire il plasmarsi di un blocco di potere fra classi socialmente ed economicamente dominanti e sodalizi mafiosi che oggi rappresentano la nuova frontiera dell'evoluzione del fenomeno mafioso, impregnato di pezzi deviati dello Stato, di massoneria definita deviata, di partitocrazia ben poco ancorata alla difesa dei beni comuni.


La sua è una denuncia di cui la ringrazio particolarmente per il riferimento agli ordini professionali. Allo stato il CNF, capeggiato da un presidente illegale continua la propria opera grazie alla connivenza del ministro della giustizia che avrebbe il potere di commissariare e fare cessare questo patologico rapporto tra potere e sclerotizzazione abituale di esso. Ci dia una mano, noi siamo isolati e pochi in una battaglia enorme che combattiamo con le fionde.


Angela La Marca ma sei una illusa, il M5S e Casaleggio sono sponsorizzati dalle Casse e dai Fondi che si reggono grazie agli Ordini ed al CNF. Ulisse Io Mauriizio Rodinò Giambattista Scirè Barbara Balanzoni Vanna Renella


Angela La Marca dimentichi i massoni eletti e non con i grillini, dimentichi che stanno attuando la riduzione dei parlamentari voluta dalla P2, dimentichi il vincolo di mandato e la prescrizione illegittima. Per questo gli imbecilli indotti inconsapevoli sono il nemico.

Mauriizio Rodinò Ulisse Io Giambattista Scirè Barbara Balanzoni Vanna Renella

2020 02 23[modifica | modifica sorgente]

L'ÉLITE SE NE FREGA.

Non è certo semplice tradurre il concetto di élite, un termine con il quale spesso si suole identificare proprio coloro che appartengono alla casta degli istituzionalizzati, ma anche chi detiniene una grossa fetta dell'economia di settore. Esiste una élite culturale, ma quella si tiene decisamente fuori dalla gerarchia socio economica che ci interessa e spesso si accosta alla base per cultura. Mi piace dunque, semplicisticamente, scindere in due l'élite degli avvocati : elitari per appartenenza al potere; elitari per ricchezza. Entrambe le categorie si tengono fuori dai problemi che colpiscono il maggior numero di avvocati, si tengono decisamente distanti dal problema della legalità istituzionale. Il problema reddituale, sembra non interessare l'élite istituzionalizzata, che si occupa di "avvocati in costituzione" ed elude il dibattito sugli "avvocati poveri ". Avvocati poveri, categoria cospicua per numero, che serve ad alimentare la macchina clientelare dei potenti e di fatto la alimenta e che, tuttavia è assente dal dibattito politico dei capi. L'élite per ricchezza se ne disinteressa, resta lontana dalla politica istituzionale e fa affari d'oro che le rendono del tutto superfluo ogni interessamento ad altro. L'avvocatura povera non interessa né gli uni né gli altri, ed anzi, è una fastidiosa presenza da eliminare con il tempo, attraverso politiche che gravano proprio i poveri, costretti con il tempo a fare altro, in un sistema che consente alla deontologia di cancellare dall'albo chi non può sostenere previdenza, assicurazioni e oneri di iscrizione agli albi di vario genere. In questo quadro, è decisamente ragionevole che ieri, nella riunione dei delegati in cassa forense, sia stato bocciato, l'emendamento proposto da tre delegati napoletani: Fera, Riccio e Santoro. Un emendamento al regolamento previdenziale che, sottraendo parte delle risorse destinate al famoso welfare, proponeva l'abolizione dei minimi slegati dal reddito e l'introduzione di un sistema proporzionale e progressivo, oltre alla riduzione delle sanzioni previste per i versamenti in ritardo e per la presentazione del modello 5. Bocciato, ma non è dato sapere con quanti voti favorevoli.

Allo stesso modo, l'élite istituzionalizzata e quella dei ricchi si disinteressa e tace sul problema, da molti considerato marginale, della illegalità del Consiglio Nazionale Forense. Qui, tuttavia l'atteggiamento è duplice: da un lato, l'élite istituzionalizzata tace o addirittura disprezza chi ha affrontato la questione nelle sedi giudiziarie, considerandoli peggiori di chi viola la legge: dall'altro, vi è chi tacendo, per evidente collusione e connivenza, tende invece a minimizzare, relegando il fatto ai margini di problemi ben più gravi, tra cui ovviamente l'odio che investe la categoria😉 L'élite ricca, invece se ne frega, guarda e resta disgustata di istituzione che non le servono a nulla, visto che se proprio deve si serve di " ganci" ben più potenti e validi dei quattro sfigati seduti nelle istituzioni forensi. Pochi, e sono fuori dall'élite o in rarissimi casi l'hanno elusa per cultura e coerenza intellettuale, riconoscono alla situazione illegale dei nostri rappresentanti l'importanza che merita. Pochi riescono a vedere che rappresentanze illegali, sono rappresentanze private di ogni potere negoziale, destinate inevitabilmente a cedere al ricatto di ritorsioni da parte di un Ministro che può far finire la festa, in un solo istante. Tra i pochi che vedono e denunciano, ancora meno sono quelli disposti a fare davvero, gli sparuti boy scout, applauditi ma mai affiancati 😉 . In questo quadro, è interessante analizzare cosa fa la base, quella vessata dalle politiche istituzionali e dunque maggiormente interessata ad avere rappresentanze forti e combattive. Nils Bejerot non avrebbe dubbi : sono per lo più affetti da "Sindrome di Stoccolma" con un atteggiamento che va dall'ammirazione, al diretto sostegno degli aguzzini. La base, quasi sempre si identifica con un'élite che la disprezza, ponendosi nella situazione del complice dell'aguzzino e per ringraziarla di una politica che prima lo ha reso povero, massificando e svilendo la professione e poi lo elimina dal circuito con politiche finanziarie e previdenziali per lui insostenibili, lo sostiene o al massimo resta immobile. Brodo di giuggiole, incarichi inutili, partecipazione a commissioni, sottocommissioni, convegni e buffet deliziosi, servono poi a conservare fedeli il numero sufficiente di poveri adulatori che, in cambio di briciole, saranno sempre pronti a difendere un'unità che serve ai potenti per continuare ad esser tali. Restiamo in pochi, isolati e stanchi, ma uniti, questa volta si, da un unico grido : " noi non ci fermiamo"!


MR Le rivoluzioni o gli aggiustamenti democratici non si fanno con il voto o, forzando il pensiero dei singoli, con singolari “libbri” di evangelizzazione similbibbia, non si consolidano e non durano nel tempo ... ma con azioni chirurgiche, costanti e strategicamente orientate ... se ci riflettete un attimo, una gran parte delle persone non si libera da sola ma ha bisogno della costanza e della determinazione di altre meglio orientate per risolvere i propri problemi ... un piccolo esercito agente motivato e strategicamente orientato è sempre il punto di partenza ... altrimenti basterebbe solo la cultura ...


MPR Analisi a mio avviso errata. L'élite culturale è strategica nella costruzione degli imbecilli indotti inconsapevoli. Basta vedere la voce CNPADC su Wikipedia. È la disinformazione istituzionalizzata.

2020 02 20[modifica | modifica sorgente]

https://docs.google.com/document/d/1cyIkIxz5BQE8Ubr5rFM_hXT_ohJFmmoqxFoMW2agF0Q/mobilebasic

In questo documento sono riportate in maniera dettagliata le vicende che vedono Francesco Oddi, Presidente della sezione II del tribunale di Roma che ha in carico la decisione del ricorso ex art 700 CPC in discussione in questo momento, in stretta collaborazione e vicinanza con Savi e Pasqualino, due degli otto contro cui agiamo. L'astensione sarebbe doverosa e rispettosa del diritto, anche perché si vocifera che Oddi abbia una forte amicizia con Pasqualin, uno dei capi massoneria più potenti che oggi si è costituito in proprio nel giudizio. Noi confidiamo nel buon senso e nella giustizia, ma è bene che si sappia che sappiamo 😉, perché ogni decisione che contraddica il precedente della medesima sezione, sarà oggetto di doverosa segnalazione agli organi di controllo della Magistratura. Noi non ci fermiamo!



🔹️ELEZIONI CNF E DOPPIO MANDATO: IL COMUNICATO STAMPA DEI 20 RICORRENTI AVVERSO L'ELEZIONE AL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE DI BEN 9 DEI SUOI COMPONENTI ATTUALI TRA CUI IL PRESIDENTE MASCHERIN🔹️

<<Oggi si è tenuta l'udienza di discussione del Ricorso ex art. 700 cpc che abbiamo promosso avverso l'elezione di 9 Consiglieri del CNF avvenuta in violazione del limite del doppio mandato. Si è discusso di legittimazione, di interesse, di fumus e periculum oltre che di una questione di legittimità costituzionale della norma della 247/12 che prevede l'elezione del CNF sollevata da uno dei resistenti. Ci sarebbero da fare diverse considerazioni non soltanto sulle eccezioni formulate dai nostri contraddittori ma, soprattutto, sullo stile quasi irridente adottato dalla difesa del Consiglio Nazionale Forense nei confronti dei loro Colleghi ricorrenti i quali, secondo controparte, non avrebbero interesse a sindacare circa l'utilizzo dei soldi versati dagli avvocati in favore del CNF medesimo e non potrebbero promuovere alcuna azione finalizzata ad avere rappresentanti legittimi. Ma abbiamo rispetto per chi in queste ore giudicherà la fondatezza dell'azione di urgenza e, pertanto, ci riserviamo di dare puntuale resoconto delle esatte parole proferite dai difensori del CNF nel corso dell'udienza i quali, si anticipa solo quanto è già noto, sono andati ben oltre il definire i ricorrenti "quisque de populo".>>

I 20 Ricorrenti.

2020 02 19[modifica | modifica sorgente]

È COSA LORO, È CASA LORO! il racconto delle provocazioni dei coiscritti costituiti nel giudizio di oggi contro gli illegali del CNF, restituisce una fotografia ben nota a chi si oppone al sistema. È cosa loro, le istituzioni sono affari per pochi e se provi ad entrarci sei di troppo. I difensori costituiti, con affermazioni che non lasciano dubbio alcuno, hanno descritto la mentalità onnipotente di chi siede nelle istituzioni forensi. " Vi state occupando di affari che non sono vostri" come dei " boy scout" " non è elegante parlare di gettoni". Ovviamente le loro difese non hanno nulla di sensato in diritto, ma danno il senso di quanto invadente possa apparire la richiesta di giustizia, per chi è abituato ad abusare ogni giorno del potere di cui è investito. Questa è l'Italia, questa l'avvocatura. Noi però, non molliamo!

  1. algoritmiimpazziti #legalitanelleistituzioniforensi #boyscoutdellagiustizia

2020 02 16[modifica | modifica sorgente]

UNITI E FEDELI? NO GRAZIE!

Arriva il tram tram dell'invito all'unità ed io ogni volta che ascolto o leggo le parole di chi ha dimostrato in ogni momento di essere attaccato alla poltrona, più che alla propria famiglia, mi chiedo "ma uniti con chi?" Unità, rispetto per la toga, silenzio, sono gli inviti che puntuali arrivano per sedare le ondate di malcontento. Ora, io ogni tanto penso di essere unita ad uno che ha mortificato ogni principio per non staccarsi dalla poltrona, oppure ad uno che per lustri è passato da un incarico ad un altro nelle istituzioni forensi senza mai ottenere uno straccio di risultato, oppure ad uno che si è affiliato ad un padrino di cui puntualmente fa gli interessi per vedersi riconosciuti i voti, oppure ad uno che mi parla di consenso violato dopo 20 anni di carica ricoperta senza mai aver detto una sola parola...ecco, io immagino di essere unita a qualcuno del genere e mi viene un' angoscia infinita. Ma uniti a chi? Ma uniti de che? L'unità è un concetto aberrante, vagamente mieloso, la caramella che si dà ai bimbi dopo che sono caduti, sino a rappresentare il motore immobile di ogni cosca, di ogni manifestazione distorta dell'uso del potere. Ogni volta che l'avvocatura si dimena un po', arrivano puntuali i richiami all'unità. Restiamo uniti, non ci muoviamo, restiamo buoni e fermi. Io non mi unisco a chi si è arricchito ricoprendo una poltrona ai danni della categoria, non mi unisco a chi non ha mai fatto nulla per contrastare la morte dell'avvocatura, io non mi unisco a chi concepisce il potere come un diritto e non come un dovere, io non mi unisco ai corrotti, agli illegali, agli abusivi, io non mi unisco a chi ha fatto delle istituzioni un luogo in cui si coltivano i propri interessi. Ecco un ' immagine che racconta dell'unità contro gli abusi di potere ed il malaffare. Io non conosco altra unità degna di rispetto, io resto fedele ed unita solo a chi combatte!

R.

Il regime è imbecillocratico. È un peccato che ognuno debba perdere una vita prima di arrivare a digerirlo superando la distopia reale. Io ci ho messo un paio di anni, ma 8 anni per descriverlo in maniera scientifica. Per evitare che gli imbecilli indotti inconsapevoli non ci arrivino mai, per mancanza di risorse, ci ho costruito una wiki, libera, aperta, gratis, potentissima, che per varie voci è in testa a Google. Peccato non studiare.

2020 02 02[modifica | modifica sorgente]

DA OGGI LE SENTENZE DICHIARATIVE NON HANNO EFFICACIA ESECUTIVA. LUCCHI DOCET. Il caso Cagliari a mio avviso ha risvolti agghiaccianti, a tratti inverosimili, ai limiti del concepibile. Pensavo di aver visto tutto, ma ho dovuto ricredermi. Il CNF dichiara decaduti tre consiglieri, i quali, nella pur legittima possibilità di impugnare in Cassazione, decidono de imperio di postecipare gli effetti della sentenza del CNF, all'esito dell'impugnazione. Dunque, mi pare di ricordare che costoro avessero dichiarato la loro intenzione di chiedere la sospensione dell'esecutivita' della sentenza, che per una eccezione incartata dalla nostra legge professionale, va chiesta al CNF. Tuttavia, già prima dell'esito dell'istanza di sospensione ed a prescindere da essa, i nostri pionieri del diritto e della giustizia, decidono, forti di un parere pro veritate, concesso da autorevole giurista alla stregua di Verde e Cariola, di creare la figura della sentenza che esiste, ma non esiste per tutti, che è efficace ma non è efficace davvero, che dichiara ma non stabilisce. Io non credo di avere parole esprimibili per descrivere il mio stato d'animo, mi sento più o meno come se avessi trovato mio marito a letto con un'altra donna in un evidente performance sessuale e stessi ascoltando lui che tenta di convincermi che in realtà stavano solo sperimentando una nuova amicizia. Io non credo di poter vedere altro. Sto!

2020 01 19[modifica | modifica sorgente]

MASCHERIN E GLI ACCLAMANTI, STORIA DI UN AMORE PATOLOGICO😉

C'è qualcosa di inspiegabile, distorto, malato, nell'assenso degli ACCLAMANTI ( è così che li chiamerò fino a quando avranno il coraggio di ricoprire ancora cariche istituzionali), nell'appoggio incondizionato all'opera del capo cosca Andrea Mascherin. Deve essere un meccanismo in cui la completa assenza di senso del giusto è direttamente proporzionale ad una sorta di autolesionismo. Esistono infatti, 33 avvocati italiani che siedono al CNF, essi per candidarsi, devono essere iscritti agli albi dei patrocinanti innanzi alle Magistrature superiori, di solito vengono dal mondo istituzionale forense. Costoro hanno tutti già ricoperto incarichi prestigiosi all'interno delle istituzioni, dunque in un mondo normale dovrebbero essere sia avvocati esperti, sia politici navigati. In un mondo normale... Nell'avvocatura invece, tutto cambia e si inverte: Costoro mostrano ogni giorno di non conoscere neppure il senso della giustizia. Essi prima hanno acclamato un presidente ed un vicepresidente illegalmente candidati, senza proferir verbo; poi hanno rimesso la questione di costituzionalità alla Consulta per una contesa che già la Corte di Cassazione a sezioni unite, aveva indicato come rispondente ai criteri di costituzionalità citando i precedenti della Consulta; ancora, dopo che la Consulta ovviamente li ha "mandati a comprare il pepe", hanno deliberato di difendere la posizione degli illegali, costituendosi nei processi a spese degli avvocati italiani, per sostenere che però quei principi solo a loro non si applicano🙂 perché "ce l' hanno profumato"; poi, emettono sentenze che riguardano casi identici dicendo che si applica la legge e che la Consulta e la Cassazione hanno ragione; poi ancora, quando il tribunale dice che legge si applica anche a loro, consentono che un Presidente che ormai aspetta solo di essere messo fuori con la forza, partecipi ed intervenga all'Inaugurazione dell'anno giudiziario e continui pubblicamente a fingere che nulla sia accaduto ed a rappresentare l'avvocatura.🙂 Se fosse un film, sarebbe tra i peggiori cinepanettoni😅 Noi di ARDE, il 31 gennaio andiamo in Cassazione a dire che i criminali non possono rappresentare l'avvocatura, poi verrà il turno di tutti gli altri 🙂 Per ora ...

2020 01 18[modifica | modifica sorgente]

MASCHERIN ALL'INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO, L'ENNESIMO SCHIAFFO ALLA GIUSTIZIA!

La lettura della sentenza del CNF relativa al caso del COA di Latina, non lascia dubbi : i colleghi di Mascherin sanno come funziona, hanno letto le sentenze della Cassazione e della Consulta in tema di divieto di terzo mandato consecutivo, hanno incamerato la ratio della norma e la sua interpretazione, sanno contare, non vi è dubbio che abbiano anche chiaro che norme identiche non sono suscettibili di applicazioni diverse, sanno che per Mascherin e gli altri "magnifici sette" illegali è arrivato il tempo di andare. I colleghi di Mascherin e dei magnifici sette illegali, conoscono anche gli effetti della decadenza, li riportano per iscritto, sono consci che la decadenza opera ex tunc , eccezion fatta per il caso in cui il legislatore intervenga per " salvare " l'efficacia degli atti compiuti. Non c'è motivo di dubitare dunque che gli ACCLAMANTI, non avranno scusanti per giustificare il loro assenso né il loro silenzio. Questa sentenza, correttissima in diritto, è una confessione stragiudiziale di connivenza e complicità con il malaffare, è una effigie: i componenti del CNF che hanno acclamato Mascherin, sanno di aver acclamato un malfattore, perché è tale chi viola scientemente la legge. Ogni giorno di silenzio in più, rende la posizione degli acclamanti parificabile a quella di chi compie la violazione; ogni giorno che passa senza che questi signori manifestino di dissociarsi dall'attivita' che Mascherin pone in essere quale Presidente del CNF, rende loro conniventi e complici. La presenza di Mascherin all'inaugurazione dell'anno giudiziario, nella veste di Presidente illegale del CNF, è l'ultimo affronto alla dignità dell'avvocatura e chiunque tolleri che ciò accada è da considerarsi correo. Il silenzio non è più tollerabile e presto il conto sarà servito a tutti, ACCLAMANTI ed ACCLAMATI.

  1. NOAMASCERINALLINNAUGURAZIONEANNOGIUDIZIARIO
  2. NONINMYNAME


Sono commosso. Hai iniziato anche tu la guerra all'avvocato imbecille indotto inconsapevole

https://const.miraheze.org/wiki/Guerra_culturale_(indice)



Perché ti faccio ridere?



Angela La Marca ma sei tu che mi dai ragione, per due anni hai puntato Mascherin, ora invece hai scoperto gli imbecilli indotti inconsapevoli (avvocati)




https://www.assoavvocatiarde.it/2020/01/16/lettera-al-presidente-della-cassazione-giovanni-mammone/

2020 01 12[modifica | modifica sorgente]

POSTER: Seduti con le mani in mano... Un palco, drappi bordeaux, sei uomini seduti, una platea in basso, tanti uomini, pochissime donne! Lo scenario riflette un mondo, racconta una storia che ogni volta si ripete e si conferma. "Dove comanda la mafia, al potere ci sono sempre degli imbecilli", Giovanni Falcone lo sapeva benissimo, molti altri lo sanno, pochi lo dicono. Ieri i presidenti degli ordini, delle unioni ed alcuni ignoti designati a far parte di " gruppi di lavoro", sono approdati a Roma, in una location adatta al rituale, per partecipare all'AGORÀ degli orridi ( cit.) e sedevano in una platea sottostante ad un palco che ospitava degli illegali, degli uomini che violano la legge, degli uomini che resistono in giudizi dall'esito scontato ed ovvio, perché utilizzano la giustizia a scopo dilatorio. In platea si mescolavano a uomini che rispettano la legge, altri che si trovano nella medesima condizione di quelli seduti sul palco.

Tutti con abbigliamento signorile, sfoggiavano le migliori mise, tutti rispettosi ed educati, tutti seduti con le mani in mano, nessuno, NESSUNO, ha sentito l'obbligo morale di prendere la parola e dire : dobbiamo metterci in regola, dobbiamo fare in modo che le rappresentanze istituzionali siano legali, non possiamo continuare a vivere di compromessi se non con la conseguenza di vedere del tutto delegittimata la nostra attività. 

Tutti in religioso silenzio, il silenzio degli indecenti. Raccontata così, è già grave, se ci aggiungiamo che si trattava di quattrocento avvocati, rappresentanti dell'avvocatura, riuniti in un consesso eversivo e non previsto dall'ordinamento ed in più a spese dei loro rappresentati che non sanno neanche che ci facevano li...beh, allora diventa indecente. Quattrocento rappresentanti della categoria e non uno, non uno, che abbia avuto il bisogno morale, prima che giuridico ed istituzionale di ribellarsi. Rappresentanze non rappresentative fanno della categoria, un corpo disomogeneo ed assolutamente irrilevante sul piano politico sociale, lo capirebbe anche un bimbo alle elementari, non lo comprende una categoria chiamata a tutelare i diritti. Ora chiedetevi pure perché l'avvocatura non riesce ad organizzare manifestazioni di protesta decisive, fate ancora i paragoni con l'avvocatura francese, ma non chiedeteci di partecipare al vostro stupore, noi siamo che qui da anni a combattere per avere rappresentanze rappresentative e competenti. Ecco a voi, l'agorà degli ordini signori!

2019 12 17[modifica | modifica sorgente]

I SETTANTA GIORNI DELL ' INGIUSTIZIA

"Agli uomini non interessa né la verità, né la libertà, né la giustizia. Sono cose scomode e gli uomini si trovano comodi nella bugia e nella schiavitù e nell’ingiustizia. Ci si rotolano come maiali". Settanta giorni di silenzio, settanta giorni da quando il Tribunale di Roma si è riservato sul reclamo presentato dall'avvocato Baffa, membro plurimandatario del CNF per il distretto di Catanzaro, contro l'ordinanza ex art. 700 CPC, che ammetteva il Collega Altieri a subentrare al reclamante. SETTANTA GIORNI DI RISERVA, per decidere se uno soggetto che abbia svolto già due mandati debba restare al suo posto, SETTANTA GIORNI per stabilire se quello che dice la legge, ribadisce la Corte di Cassazione, conferma la Consulta, vada APPLICATO. SETTANTA giorni di silenzio per stabilire se gli avvocati debbano sottostare alla legge. I tempi dell'ingiustizia, quelli congeniali a che il sistema regga, quelli che fanno bene solo a pochi. Quei tempi che valgono solo per alcuni... Appesi, per un tempo indeterminato, in attesa che qualcuno decida di dire che, la legge va APPLICATA. Ti chiamale se vuoi...ISTITUZIONI!

2019 11 23[modifica | modifica sorgente]

La magistratura italiana ha sempre respinto, pur con argomentazioni che non appaiono condivisibili, il concetto di proporzionalità dei contributi previdenziali rispetto al reddito. Il sistema previdenziale pubblico o comunque obbligatorio, quale è quello a cui fa riferimento la Cassa di Previdenza Forense, viene legittimato, nelle sue pretese impositive, da vincoli di presunta mutualità obbligatoria e doveri solidaristici che non riescono più a spiegare il rapporto tra contribuzione sproporzionata, all’attualità, e prestazioni insufficienti ed incerte, in relazione al momento di maturazione del diritto al trattamento pensionistico connesso ai contributi versati. Tuttavia la recente sentenza 67/2018 della Consulta, apre la strada ad una duplice riflessione. Con queste parole : “Però, nella specie, il rimettente deduce soltanto la mera circostanza fattuale della ritenuta eccessiva onerosità del contributo previdenziale, circostanza che attiene alle peculiarità del caso, e non svolge una adeguata censura di carattere generale sul complessivo sistema di provvista della Cassa in raffronto alle prestazioni erogate. Tale insufficiente motivazione della censura comporta l’inammissibilità della sollevata questione di costituzionalità", la Corte Costituzionale, da un lato motiva l’insufficienza della motivazione alla censura proposta del rimettente, dall’altro non esclude affatto che “…un’adeguata censura, di carattere generale, sul complessivo sistema di provvista di Cassa in raffronto alle prestazioni erogate…”, possa essere vagliata dalla Corte. Si tratta di un aspetto della motivazione di grande importanza, che apre un ulteriore spiraglio per chi voglia impugnare i minimi contributivi, chiedendo una declaratoria di inammissibilità per violazione dell’art. 53 Cost. Ne parleremo il 29 novembre in un convegno che non ha eguali, quanto a preparazione dei partecipanti e liberta'. Stay tuned 😉

https://www.assoavvocatiarde.it/2018/11/11/i-contributi-previdenziali/

2019 11 12[modifica | modifica sorgente]

MASCHERIN VS ANTIMAFIA: UNO SCONTRO CHE PARTE DA LONTANO

Il 4 giugno 2014 la Commissione Parlamentare Antimafia ascolta Guido Alpa ed Andrea Mascherin, per discutere di zona grigia, di connivenze tra Ordini professionali e mafie, di professionisti in odore di mafia che passano da un Foro all'altro, eludendo anche radiazioni ed altri provvedimenti disciplinari. Il resoconto di questa audizione è disponibile a questo link:

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/pdf/24/audiz2/audizione/2014/06/04/leg.17.stencomm.data20140604.U1.com24.audiz2.audizione.0037.pdf

Durante l'audizione l'allora segretario di Alpa, Andrea Mascherin, minimizza la notizia relativa ad avvocati in odore di mafia, paragonando il numero di quelli citati dalla Presidente Bindi ad un gruppo "inferiore a quello per la convocazione ai mondiali di calcio..." A questo atteggiamento la Presidente della Commissione risponde con un'aspra ed umiliante reprimenda, che richiama il Mascherin alla serietà del luogo in cui si trova, costringendo l'allora numero due di Alpa a scusarsi per la facezia. Al netto di questa ennesima figura di palta, che per il Mascherin deve essere praticamente una condizione di vita permanente, è un altro aspetto che balza all'occhio: quando la deputata Enza Bruno Bossio chiede conto del sistema che mira ad espellere dall'Ordine Forense gli avvocati che non riescono a raggiungere un certo fatturato, anche per mezzo delle disposizioni illegali ed incostituzionali dell'art. 21 della legge professionale forense, il Mascherin difende quella impostazione, parlando di avvocati con basso fatturato come probabili evasori e probabili avvocati part time, ma soprattutto, non negando, bensì riaffermando, la validità del criterio di censo economico, come fattore in grado di sostituire l'effettiva verifica dell'evasione fiscale o del mancato svolgimento della professione. Questo documento è illuminante. Dimostra non solo l'opacità del Consiglio Nazionale Forense, la sua storica ritrosia nel fornire documenti e collaborazione allo Stato, anche su temi scabrosi come quelli legati alle infiltrazioni delle mafie nell'Ordine Forense, ma testimonia la visione di Alpa e Mascherin in merito agli avvocati poveri: probabili evasori, probabili perditempo e dunque da "scremare", mediante le disposizioni illegali affidate al braccio della Cassa Forense.


🔴RICORSI ELEZIONI CNF: DEPOSITATA OGGI INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DA PARTE DELL'ON. ALBERTO BALBONI (vicepresidente Commissione Giustizia, gruppo FDI, avvocato)🔴

《BALBONI. - Al Ministro della Giustizia.

Premesso che:

da quasi un anno continua la querelle sulle elezioni dell’avvocatura e sul divieto di superamento del secondo mandato consecutivo; dopo la sentenza della Cassazione S.U. n. 32781/2018 e quella n. 173/2019 della Consulta, è stato chiarito che la legge 31 dicembre 2012, n. 247 ed il meccanismo elettorale dei Consigli territoriali e del Consiglio Nazionale Forense non sono incostituzionali, non sono retroattivi, sono di ampia applicazione per le cariche pubbliche, sono di portata generale nel più specifico ambito degli ordinamenti professionali; in particolare la citata sentenza della Corte Costituzionale ha precisato quanto segue: «sta di fatto che la previsione di un limite ai mandati che possono essere espletati consecutivamente è un principio di ampia applicazione per le cariche pubbliche, citando espressamente, tra gli altri, «membri elettivi del Consiglio superiore della magistratura (CSM); componenti del Consiglio degli avvocati (...); membri del Consiglio nazionale forense», ed affermato che «è comunque, un principio di portata generale nel più specifico ambito degli ordinamenti professionali»; pur con le statuizioni recenti delle massime autorità giurisdizionali, il Consiglio Nazionale Forense non si è adeguato alla loro decisione ed oggi ci sono 9 eletti allo stesso organismo in contrasto con la previsione di legge; in reazione alla lamentata condizione di illegalità sono stati introdotti plurimi giudizi, sia avanti i Giudici ordinari che avanti quelli amministrativi; del pari, da parte di avvocati ed associazioni forensi, risultano inoltrate al Ministero della Giustizia decine di richieste di commissariamento del CNF, nelle quali si chiede che poi si proceda in tempi brevi a nuove elezioni nei Distretti, al fine garantire la corretta composizione ed il corretto funzionamento del CNF stesso; il 23 luglio scorso, nel corso di un’audizione al Senato avanti la Commissione Giustizia, l'interrogante, che ricopre peraltro l'incarico di vicepresidente della medesima Commissione, chiedeva al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede quale fosse l’intenzione in materia, da parte del ministero che ha il compito di vigilanza su tutta l’avvocatura; il Guardasigilli replicava che, mentre in riferimento ai Consigli degli ordini circondariali forensi si era intervenuti anche con decreto legge e poi con un emendamento in conversione di altro decreto, con riguardo al Consiglio Nazionale Forense erano pendenti giudizi e quindi, che la parola stava alla magistratura, ed in particolare al TAR; in effetti, all’epoca erano pendenti due giudizi avanti il TAR e poco dopo il tribunale si era poi pronunciato declinando la giurisdizione del giudice ordinario; in successione al TAR, a cagione del permanere della condizione di illegalità del CNF, uno dei ricorrenti ha proposto azione ex art. 700 del Codice di procedura civile avanti il tribunale di Roma per sentir dichiarare l'illegittimità dell'elezione del consigliere del Consiglio Nazionale Forense Antonio Baffa; il giudice monocratico del tribunale di Roma ha accolto il ricorso con ordinanza di 14 pagine; non accettando la decisione del tribunale romano, il resistente e soccombente consigliere del CNF Baffa ha svolto reclamo avanti il collegio; contro la decisione che rileva la sua elezione illegale e ordina di estrometterlo dal Consiglio Nazionale Forense; in tale successivo giudizio di impugnazione si è costituito, con autonomo reclamo pure il medesimo Consiglio Nazionale Forense; ciononostante, quanto detto in audizione dal ministro di Giustizia in merito al lasciare la parola alla magistratura, disattendendo quanto esposto al legislativo, nel giudizio di reclamo introdotto dal consigliere soccombente Baffa e dal Consiglio Nazionale Forense anche il ministero si è costituito chiedendo l’accoglimento di quanto richiesto dal consigliere Baffa e dallo stesso Consiglio Nazionale Forense;

si chiede di sapere:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e, in particolare, della costituzione in giudizio dello stesso ministero; se il Ministro ritiene di poter spiegare l’attività giudiziale del Ministero in contrasto con quanto da egli annunciato nella citata audizione; se non ritenga intervenire immediatamente facendo ritirare la costituzione del ministero affinché sia confermata la posizione di neutralità annunciata in sede di audizione.》

2019 11 03[modifica | modifica sorgente]

La famiglia nutre i figli creando gli adulti di domani, gli uomini e le donne che affronteranno il mondo, quello lasciato loro dai padri. È un mondo che non hanno scelto, che non hanno determinato ma che devono vivere, affrontandolo e perché no, cercando di migliorarlo. Insegnare ai propri figli la menzogna, il nascondersi per non affrontare, la finzione, lo scappare, il non dire, vuole dire lasciarli al mondo del vittimismo, della mistificazione , delle cose vere solo per se stessi. Insegnare loro che han sempre ragione, che sono i migliori, che "se sbagli non è certo colpa tua", significa lasciarli al fallimento certo, all'incapacità di fare autocritica, all'impossibilità di migliorare se stessi ed il mondo. Insegnare ai figli l'amore per la verità, per le azioni a viso scoperto, per le scelte chiare, che se sbagli è colpa tua e puoi migliorare, che se ti nascondi non avrai mai la forza per vivere davvero, è un dovere. Insegnate ai figli l'amore, insegnate loro ad essere se stessi, nel bene e nel male. Insegnategli la chiarezza, il coraggio per le idee, insegnate loro semplicemente ad essere liberi.

2019 10 11[modifica | modifica sorgente]

QUEL BANDO CASSA FA SCHIFO, MA NELL'ITALIA DELLE DISUGUAGLIANZE SOCIALI, PUÒ PERSINO APPARIRE NORMALE.

L’Italia è tra i primi Paesi al mondo per lavoratori poveri. Un terzo dei nati fra il 1970 e il 1984 si è ritrovato in una classe inferiore rispetto ai genitori. Un sondaggio Censis del dicembre 2018 rivela che " L' 87,3% degli appartenenti al ceto popolare pensa che sia difficile risalire nella scala sociale, una posizione condivisa dall’87,3% del ceto medio e persino dal 71,4% del ceto benestante. Tutti invece pensano che sia estremamente facile scivolare in basso nella scala sociale, compreso il 62,1% dei più abbienti"

e non hanno affatto torto, in Italia va così ed è storia vecchia.
Due ricercatori di Banca d’Italia, nel maggio del 2016, pubblicavano i dati ottenuti incrociando i registri dei contribuenti di Firenze del 1427 con quelli del 2011. Il risultato fu che a distanza di sei secoli la ricchezza è rimasta nelle mani delle stesse persone. Tre fra i primi cinque contribuenti di sette anni fa appartenevano a famiglie che già nel Quindicesimo secolo si trovavano nel 7% più ricco della popolazione per reddito, e nel 15% più ricco per patrimonio. Viceversa, i cognomi più poveri del 2011 lo erano anche nel 1427. 

In questo contesto, in un'Italia in cui il merito è relegato a requisito secondario, i bandi come quello pubblicato da Cassa forense ieri, a molti appaiono regolari, perché appare normale che un avvocato ricco abbia competenze maggiori di un avvocato povero. Il fatturato appare dunque un criterio di merito a prescindere dai meriti, mentre in un paese dove le disuguaglianze sociali non sono pane quotidiano come in Italia, il fatturato alto, semplicemente non è un demerito.

In altre parole, se è vero che un avvocato ricco può senz'altro avere le competenze specifiche e settoriali volute dal bando, dovrebbe essere assolutamente vero, che un avvocato non ricco o povero, potrebbe averne ugualmente. 

Eppure non può partecipare al bando. Questo meccanismo, affatto isolato, ma utilizzato spesso dagli enti nella selezione di professionisti, in realtà non solo contribuisce a lasciare rotto irrimediabilmente il famoso ascensore sociale, ma inficia e rende del tutto vano, lo sforzo di chi da figlio di nessuno, acquisisce sul campo competenze specifiche in materia finanziaria. Ma cosa accadrebbe se Cassa Forense estendesse il bando anche agli avvocati poveri? Senz'altro potrebbe essere aggiudicato a soli ricchi, ma nulla esclude che anche un solo avvocato povero potrebbe rientrarvi e nel caso di specie, l'ente avrebbe risollevato le sorti economiche di quell'avvocato, aggiudicandosi, per altro, un nuovo buon contribuente. Invece no... Pare che la ricchezza sia un merito ed il merito senza ricchezza decisamente non sufficiente a giustificare quel salto che consente ad un bravo povero di diventare un bravo ricco. Un calcio alla competenza insomma che sempre più di sovente, viene rimpiazzata da ricca incompetenza. Eppure, per alcuni è normale...

2019 09 26[modifica | modifica sorgente]

I trenta - quarantenni, la generazione che paga per le scelte sbagliate di chi li ha preceduti.

2019 09 12[modifica | modifica sorgente]

Ebbene, domani a Cormons saranno distribuiti crediti formativi per un convegno in cui si discorrerà del ruolo dell'avvocato come garante della Giurisdizione ed in cui interverranno, due membri del cnf ineleggibili Mascherin e Pasqualin, ancora assisi nonostante le pronunce di Cassazione, Corte Costituzionale e da ultimo Tribunale di Roma in sede cautelare. Ora io so che può sembrarvi impossibile ma è esattamente così, l'avvocatura che domani parteciperà a questa farsa riceverà crediti formativi per sentir parlare di giurisdizione da chi sistematicamente viola la legge😅 Egnente, il paese della cuccagna😜

2019 09 08[modifica | modifica sorgente]

LA VERA PIAGA STA NELLA MENTALITÀ.

Esiste un mostro a tre teste che invade l'avvocatura e le sue istituzioni. È un mostro silenzioso, che agisce indisturbato, indifferente ad ogni colpo. È il mostro della corruzione, della mentalità mafiosa, della normalizzazione degli abusi, della criminalizzazione del giusto. Il giusto, dovrebbe essere il movente per agire ed ottenere " giustizia" ed invece, non è giusto ciò che è pulito, regolare, leale e fatto secondo la legge, ma ciò che conviene. L'ordinanza emessa in via cautelare, per il caso Altieri / Baffa per le elezioni al CNF, in una categoria pulita, animata da sentimenti di giustizia, animata dalla ricerca del "giusto", avrebbe provocato immediatamente otto ricorsi dello stesso tenore, avrebbe determinato la volontà decisa di tutti i "secondi eletti" dei distretti in cui vi sono eletti illegali, di ripristinare il giusto, di tornare alle regole, di imporre il rispetto della legge. Invece, accade in fori come Udine, che il secondo eletto al CNF rinunci a fare ricorso, in cambio di pace e potere, di promesse... Il vero mostro, quello davvero grande, disarmante per quanto esteso e radicato, è esattamente quello che impedisce a chi ha il diritto di succedere a coloro che hanno abusato del potere e violato la legge, di agire per ottenere giustizia. La sostituzione sistematica del concetto di giustizia, con quello di convenienza e opportunità, è la vera piaga che si abbatte sulla categoria. Un posto dove i pochi che urlano e chiedono giustizia, sono "i cattivi", perché: " non conviene, che ti importa? tanto se stai zitto arriva un bel premio, sarai il re al mio posto, se ora fai il bravo"! Un posto dove l'abuso è normalizzato e giusto, se conviene, è un posto che con il diritto e la legge non ha nulla a che vedere. Non ci resta che dire ai giovani di scappare da qui.

20190806[modifica | modifica sorgente]

"La legge è l'antidoto all'abuso e al sopruso. La legge serve a cristallizzare una volontà estranea alla propria, insegnando al cittadino che per stare insieme occorre rispettare gli altri. Una legge ingiusta può ovviamente essere oggetto di disobbedienza, quando i valori e i principi riconosciuti dall'umanità vengono negati dalla legge, ma quando la disobbedienza è figlia di un arbitrio, volto a procurare a chi viola la legge ingiusti vantaggi, la condanna della società deve essere irremovibile."

20190802[modifica | modifica sorgente]

Quando una istituzione forense, invece di stigmatizzare il comportamento di chi resta illegalmente assiso, stigmatizza un consigliere dell'ordine, che autonomamente e senza impegnare l'istituzione a cui appartiene, lotta contro l'illegalità, abbiamo perso tutti. Ha perso l'avvocatura, ha perso la difesa del giusto, ha perso la libertà di pensiero e di azione. La vergogna è tutta qui, nella difesa di chi mette sotto i piedi ogni regola e nella stigmatizzazione di chi invece combatte contro l'illegalità. Se questi sono avvocati...se questi sono gli uomini delle istituzioni, allora... Abbiamo un grande problema , immenso!

20190731[modifica | modifica sorgente]

INTRAMONTABILI AL POTERE CON CARICHE INVENTATE ED IL FEUDALESIMO È COMPIUTO.

Ill.mo Ministro Bonafede

Il rapporto di vassallaggio non era un semplice contratto, ma un legame di ordine morale sancito da un rito intriso di elementi religiosi. Il futuro vassallo, prestava giuramento di fedeltà posando la mano destra su un oggetto sacro e recitava un giuramento. Al giuramento faceva seguito l’investitura: il signore consegnava al vassallo un simbolo del feudo da lui concesso, per esempio uno scettro, un’insegna, un bastone, una zolla erbosa, un guanto, un anello. Il vassallo entrava così in possesso di un feudo (per questo l’organizzazione politica che ne derivò è stata definita dagli storici contemporanei feudalesimo) come usufruttuario; la proprietà era conservata da colui che faceva la concessione. Il vincolo così consacrato non poteva essere violato: sul vassallo che fosse venuto meno agli obblighi assunti si riversava la riprovazione collettiva e lo si bollava con il marchio disonorevole di «fellone». Ugualmente riprovevole era un signore che non rispettava gli impegni presi nei confronti del vassallo. Ai feudatari maggiori, che erano vassalli diretti dei sovrani, si affiancò via via una schiera di feudatari minori, a loro volta vassalli dei feudatari maggiori, chiamati valvassori, dal latino vassi vassorum, cioè “vassalli dei vassalli”, che a loro volta nominavano i valvassini.

Penserà che sono in vena di ripetere con lei un po' di storia medievale, invece, questo mio breve prologo, serve a segnalarle un raccapricciante parallelo, rispetto a quanto accade nell'avvocatura, dove la storia si ripete tra signori, vassalli, valvassini e valvassori ed una schiera di 240.000,00 avvocati, ridotti alla fame.

Voglio segnalarle il caso del CoA di Salerno, dove un presidente uscente, signore indiscusso del foro da interi lustri, dopo essersi dimenato alla notizia che una legge si fosse permessa di impedirgli di continuare ad essere il signore del foro, dopo aver atteso la sentenza della Consulta, ha finalmente deciso di non candidarsi, costringendo il foro di Salerno a votare alle porte di Agosto. Le parlo di Montera, un coiscritto che per lustri ha goduto dei benefici legati alla carica di consigliere dell'ordine, prima, di Presidente, poi, per accaparrarsi, con favoritismi, incarichi, medagliette, agevolazioni, una schiera di votanti fedelissimi per l'eterna carica. È così che il Montera, benché incandidabile, forma una lista fatta di vassalli, valvassini e valvassori cui riesce a trasferire il voto dei clientes che negli anni si era assicurato. Nominato l'ufficio di presidenza, i vassalli in carica non potendo venire meno all'obbligo di ricompensare il signore per il feudo ricevuto, si inventano la carica di PRESIDENTE EMERITO, si! ha capito bene, presidente emerito al COA di Salerno. Fanno di più, gli affidano una delega, affinché Il Signore possa ancora beneficiare del rapporto con i clientes e possa continuare nell'opera di raccattamento dei voti che serviranno in futuro, quando dopo lo stop imposto dalla legge, potrà tornare ad essere il padrone del foro.

Ebbene sig. Ministro, è quanto accade nell'avvocatura sotto gli occhi di tutti, un feudalesimo moderno in cui le cariche ordinistiche passano da signore a vassallo, ed i feudi, lei lo sa, servono solo ad arricchire i signori e la loro schiera di vassalli, ma impoveriscono sempre più il popolo. Se pensa, poi, che il popolo nel caso sono gli avvocati, una classe a cui dovrebbe essere affidata la difesa dei diritti, ci metterà davvero poco a comprendere che ormai la giustizia in Italia è destinata a divenire un orpello vacante, che servirà solo ad alcuni, i pochi eletti che potranno giovarsene.

Tant'è sig. Ministro ma c'è chi combatte e non si ferma, c'è chi ogni giorno le ricorda che se il caso Salerno è divenuto possibile è grazie ad una struttura apicale che lo consente e se ne giova...le Mafie, lei lo sa, proliferano grazie alle coperture istituzionali.

Con l'occasione le rammento che al CNF sono ancora assisi 9 membri illegali e che ai sensi dell'articolo 24 della legge professionale forense, lei avrebbe il potere di controllo e sorveglianza sull'organo. Le ricordo altresì che il 10 luglio il sen. Iannone le chiedeva conto di cosa intendesse fare circa il commissariamento del CNF e che di recente i senatori Modena e Balboni le hanno riproposto la medesima questione.

Mi piace riportarle le parole usate dal senatore Balboni nell'audizione del 25 luglio:

" Altra questione, l’ha accennata la collega Modena poco fa. Noi versiamo in una situazione di CONCLAMATA ILLEGITTIMITÀ per quanto riguarda, se non ricordo male, o sette o nove componenti del CNF. E c’è una richiesta di commissariamento. Io ne ho ricevute DECINE, penso che anche tutti gli altri colleghi le abbiano ricevute… Eh insomma, se noi abbiamo un CNF e anche molti organismi, molti organi di avvocati con componenti che sono lì CONTRO UNA NORMA dichiarata legittima dalla Corte Costituzionale, oltre che dalla Corte di Cassazione, eh c’è un problema, perché GLI AVVOCATI DEVONO ESSERE I PRIMI A RISPETTARE LE LEGGI… e io le chiedo COSA INTENDE RISPONDERE ALLA RICHIESTA DI COMMISSARIAMENTO che sta arrivando da gran parte del mondo forense?”

Restiamo in attesa di suo riscontro sig. Ministro e ricordi che mai alcuna rivoluzione è avvenuta grazie ai silenzi.

I miei più distinti saluti Napoli 31 luglio 2019

                        Avv. Angela La Marca

20190618[modifica | modifica sorgente]

Cari Consiglieri dell'ordine Italiani eletti contra legem, Cari Consiglieri nazionali forensi assisi illegalmente, Vengo con questa mia, umilmente a dirvi: NON CE NE STA PIÙ, THE ZEZZENEL OFF, C'EST FINÌ, THE END! Che è successo? Niente, è successo che non sanno più come dirvelo che in democrazia occorre rinnovamento e discontinuità, che la permanenza perpetua nelle istituzioni genera "cristallizzazione di posizioni di potere" che quel consenso a cui vi appigliate per legittimarvi, è un consenso che si forma secondo logiche che non rispondono a criteri democratici, ma clientelari. Niente, è successo che la Consulta ha detto che la norma sul limite del doppio mandato, non viola alcun principio di diritto anzi, risponde ad esigenze di rinnovamento e democrazia. Ah, ha detto pure che la norma non è retroattiva ma non perché vi dà ragione, al contrario! L'ultimo capoverso del comunicato stampa di ieri, semplicemente vi spiega di nuovo che dovete studiare, che la norma, come già detto dalla Cassazione, non è retroattiva, come voi sostenevate per indicarla incostituzionale, vi spiega che semplicemente la norma si applica da quando entra in vigore e che i requisiti di elegibbilita' devono essere sussistenti al momento in cui entra in vigore, esattamente come tutti gli altri. In pratica, ve lo dico con un esempio: se la norma avesse detto che per essere eleggibili bisogna essere casti e puri, semplicemente dovete esserlo già quando vi candidate, non che lo diventate dal giorno dopo😅😅😅. Niente, lo so...capisco, ma è proprio che ve ne dovete anna'! Si certo, aspettate il testo della sentenza, va bene, ma badate che non uscirà un miracolo, sempre quello dice, non è che cambia e vi dice che diventate legali.... niente, ve ne dovete anna'. Si, ho capito, ci sta la CEDU, e potreste ricorrervi per allungare il brodo, ma in verità in uno stato di diritto, si applica la legge vigente, quindi mentre ricorrete alla CEDU, sempre ve ne dovete anna', perché se restate, siete illegali, oltre a dimostrare che quegli incarichi vi interessano più di ogni altra cosa al mondo, più di quel minimo di dignità umana che, invece, dovrebbe suggerirvi di schiodarvi da quelle poltrone. Niente, cari Consiglieri illegali, non ce ne sta più! Si...i cavilli, i cinque giorni, la propogatio, i pareri di Verde e di quegli altri...ma vedete, poi arriviamo di nuovo alla Cassazione e in 7/8 mesi sempre ve ne dovete anna', perché poi la Cassazione vi deve di nuovo dire che dovete studiare, che il diritto non è cosa vostra, che la durata del mandato la stabilisce la legge e non il giorno in cui si svolgono le elezioni. Insomma, andate da uno psichiatra, fatevi vedere figli miei...trovatevi un lavoro, fate all'amore! Fuori dalle istitizioni c'è vita... Insomma, il succo è che : ve ne dovete anna', poi fate voi, ma pensate che se uscite da lì potreste cominciare a studiare ed a capire perché. Suvvia, coraggio!😅

20190526

Ricapitoliamo: il CNF, allo stato conta circa dieci membri ILLEGALI, ossia eletti in assenza dei requisiti previsti dalla legge; il MINISTRO BONAFEDE, con poteri di vigilanza sul CNF, nonostante sia stato compulsato da diversi avvocati a mezzo PEC, se n'è letteralmente sbattuto; la commissione elettorale che aveva il potere di non dichiarare eletti questi signori, era composta da amici degli amici, anche questo segnalato ampiamente e passato sotto il silenzio mafioso che caratterizza ogni sistema corrotto; 22/ 23 avvocati italiani su 243.000 ricorrono al TAR contro questi illegali; nel frattempo, sempre questi signori, che sono anche Giudici dei loro affiliati, invece di applicare la legge, si inventano un'inesistente questione di costituzionalità della norma di interpretazione autentica che vieta il terzo mandato consecutivo, assumendo cose che la mia parrucchiera si vergognerebbe di dire e rinvia tutto all'esito della decisione della Corte Costituzionale; la Corte Costituzionale miracolosamente, fissa un udienza in tempi brevissimi, forse avverte la necessità di ripristinare la legalità, forte di decine e decine di precedenti emanati sul punto e sa che dovrà svergognare questi magliari, esattamente come ha fatto la Cassazione nella 32785/18; nel frattempo i magliari ed i loro sodali, arrabbiati e stizziti, si lasciano in dichiarazioni pubbliche che, Totò Riina, MUTO! " Non decidono i giudici come vengono eletti gli avvocati"; " ci mancherebbe altro che un cittadino, un avvocato debba adeguarsi ad una norma che ritiene ingiusta, con questa logica ci saremmo dovuti adeguare anche alle leggi razziali, anche le leggi razziali sono leggi" ( giusto alcune chicche 😅). Ebbene, dopo questo scempio, a fine maggio, quindi a cinque mesi compiuti dall'apertura dell'anno giudiziario, ossia in estremo ritardo rispetto agli altri anni, sempre questi signori, si fanno il festino nella location chic, pagata con i soldi degli avvocati italiani ed invitano tutti come di rito, come se fossero legittimati a ricevere autorità di garanzia di legalità😅😅😅 loro, che sono illegali fin dentro le viscere e che si sono venduti una professione per restare attaccati al potere. Egnente, il 29 maggio il CNF illegale, apre l'anno giudiziario a Villa Aurelia😅 Se questi sono uomini....


20190523 Il 1992 fu un anno devastante per la giustizia. Ventisette anni fa Giovanni Falcone veniva ucciso dalla mafia insieme agli uomini della sua scorta, solo due mesi dopo, stessa sorte toccò al suo collega Paolo Borsellino. Da quell'anno, la giustizia ha avuto un tonfo grande quanto le esplosioni che uccisero i due Giudici. La mafia esiste, ha creato le basi del mondo invivibile di oggi, trasforma la mentalità, fa apparire l'interesse di pochi, come l'interesse di tutti, si trasforma, è ovunque, nelle istituzioni, nella politica. L'avvocatura ne è un lampante esempio, sottoposti silenti alla illegalità diffusa, asserviti e timidi di fronte al potere di pochi che curano i propri interessi, muti di fronte ad una mediocrità disarmante. La mafia uccide fisicamente, ma anche moralmente, la mafia sottomette e distrugge, intimidisce e lusinga. La mafia uccide la giustizia. Per non dimenticare, 23 maggio 1992


2019 05 20

È questo il tempo in cui

viene giudicato sbagliato chi concede fiducia, non chi tradisce,

viene considerato furbo chi briga,

viene applaudito chi vince imbrogliando,

viene considerato degno chi si adegua,

fallito chi combatte,

giusto chi se ne fa una ragione,

è il tempo in cui la vera vittoria non è superare i propri limiti,

ma spingere gli altri a farlo,

restando a guardare.

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