Class action pubblica Franco Picchi

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LE DIFFIDE E LE CLASS ACTION CHE SARANNO INIZIATE da me e da chi vorrà sostenermi... La class action PUBBLICA è diversa da quella prevista per gli utenti/consumatori. Prevede che prima sia inviata una diffida e che trascorsi 90 giorni senza che i cambiamenti richiesti siano stati effettuati, sia possibile depositare il ricorso (che ha comunque tempo 1 anno per essere depositato) La class action pubblica prevede la possibilità che il TAR, condivisa e ritenuta giusta la richiesta presentata con il ricorso, imponga all’ENPAM di rivedere le questioni presentate e di risolverle, anche in tempi brevi, (secondo la valutazione di merito espressa dalla Corte) altrimenti verrà nominato un commissario straordinario con il compito specifico di attuare quanto disposto. Il problema era trovare come rientrare nei limiti ristretti previsti dalla legge cioè trovare un comportamento illegittimo dell’ ENPAM che dimostrasse anche l’inefficienza dei Ministeri vigilanti nel loro compito istituzionale di vigilanti che hanno approvato la riforma previdenziale ENPAM. A mio avviso è ben chiaro che una “violazione degli obblighi previsti dalle carte dei servizi” è certamente gestire in maniera NON equa e INVECE discriminatoria tutte le classi di iscritti all’ENPAM ( quota A,quota B, MMG, ambulatoriali e specialisti esterni) L’imparzialità e l’equità nei confronti dei cittadini sono infatti sottointesi in qualunque carta dei servizi della pubblica amministrazione, quali irrinunciabili valori costituzionali. Le diffide che porteranno ai ricorsi spiegano in breve i motivi di iniquità e imparzialità. I ricorsi dovranno entrare in maniera molto approfondita nel merito delle soluzioni esistenti, del percorso ministeriale della loro approvazione e della soluzione da me proposta. LA PRIMA DIFFIDA La prima diffida riguarda l’aumento contributivo e la conseguente riduzione dell’aliquota di rendimento contributivo per gli iscritti alla quota B L’aumento contributivo a regime sarà del 56% ( passando i contributi dal 12,50 al 19,50%). La diminuzione dell’aliquota di rendimento contributivo a regime (passando da1,75% a 1,25%) determinerà una riduzione del rendimento pensionistico per ogni 1000 € versati del 54,2% ( passando da 140 a 64,1). In pratica, con la riforma del 2012, gli iscritti della quota B dovranno versare più del doppio dei contributi per avere riconosciuta, anno per anno, la stessa quota di pensione riconosciuta da ENPAM pre riforma. Il punto è che questo drastico provvedimento non era necessario in questi termini, vista la situazione patrimoniale prospettica della quota B. Infatti questo determinerà una riserva patrimoniale della quota B largamente (enormemente) superiore a quella richiesta dalla legge Fornero. Questa “punizione” degli iscritti alla quota B servirà UNICAMENTE a permettere al patrimonio complessivo della Fondazione di rispettare i limiti imposti dalla legge Fornero, perché altri fondi ENPAM, e in particolare il fondo dei MMG, nei prossimi anni presenteranno invece un deficit MOLTO importante rispetto ai parametri previsti per la riserva legale ( cioè il patrimonio che un fondo deve avere rispetto alle pensioni che eroga, anno per anno, nelle previsioni del bilancio tecnico), cioè 5 volte il valore delle pensioni correnti (dell’anno). Questa “punizione” è ancor più iniqua e discriminatoria perché agli iscritti al fondo dei MMG è richiesta una contribuzione soggettiva ( a regime dal 2024) del solo 15,625% perché la restante parte che viene riconosciuta all’iscritto viene versata dall’ASL ( 10,375%). L’attuale Presidente ENPAM (consigliere previdenziale dell’ex Presidente Parodi, vice Presidente vicario dal 2010 al 2012, Presidente facente funzioni dal maggio 2012 al 13.07.2012, Presidente ENPAM dal 14 .07.2012 a tutt’oggi e fino al 2025) è iscritto al fondo dei MMG. La soluzione richiesta per rendere maggiormente equa ed imparziale la riforma previdenziale ENPAM per gli iscritti alla Quota B, prevede dal 2020 una riduzione del 20% dei contributi versati mantenendo la stessa spesa pensionistica prevista ( anno per anno) dal bilancio tecnico 2017. Questo significa assegnare un rendimento pensionistico per 1000 € versati di 80,1 € dal 2020, invece dei previsti 64,1 €. Quindi versare il 20% in meno di contributi ed avere un rendimento pensionistico maggiore del 25%. LA SECONDA DIFFIDA L’ENPAM non permette agli iscritti del Fondo Generale- Quota B di ricongiungere nella Quota B stessa i periodi e i rispettivi versamenti effettuati in altri enti previdenziali (come INPS). Per gli iscritti nella Quota B è previsto di ricongiungere tali periodi e i rispettivi versamenti solo nella Quota A del Fondo Generale, ma questo comporta generalmente solo il riconoscimento di una parte dei contributi ricongiunti versati precedentemente alla riforma previdenziale ENPAM del 2012. Infatti, la differenza monetaria tra quanto viene ricevuto da ENPAM come contributo previdenziale ricongiunto da altri enti previdenziali e quanto invece prevede la costituzione della riserva matematica presso la quota A per gli anni così ricongiunti ( costo della ricongiunzione) , viene incamerata dall’ENPAM, senza il riconoscimento di alcun ulteriore beneficio all’iscritto. In questa proposta di ricongiunzione la quota incamerata da ENPAM senza alcuna contropartita per l’iscritto ammonterebbe a circa 58.000 €, corrispondente alla differenza tra quanto trasferito ad ENPAM ( 80.566,26 €) e il costo della ricongiunzione ( 22.469,43 €). 📷 Se ricongiunta nella quota B, invece, questa cifra sarebbe riconosciuta integralmente, come avviene per tutti gli iscritti alla gestione della Medicina Convenzionata e Accreditata, che hanno la possibilità di ricongiungere nel loro fondo di appartenenza ulteriore al fondo generale-Quota A. A nulla vale l’esistenza dei diversi alternativi istituti previsti rispetto alla ricongiunzione, quali cumulo e totalizzazione, perché la fruizione di questi pone limiti da rispettare” punitivi “ rispetto alla ricongiunzione. La mancanza di equità e imparzialità è evidente, perchè tale modalità di ricongiunzione ( nel proprio fondo di appartenenza ulteriore rispetto al fondo generale -Quota A) è prevista e praticata negli altri fondi ENPAM della Medicina Convenzionata e Accreditata, i cui singoli iscritti possono ricongiungere i periodi contributivi versati in altri enti previdenziali, nel loro specifico fondo di appartenenza, con il totale riconoscimento del valore della loro posizione previdenziale così ricongiunta.


Ringrazio il SIOD ( Sindacato Italiano di Odontoiatria Democratica) e il il SULPMO ( Sindacato Unitario Liberi Professionisti Medici Odontoiatri e Pensionati) che hanno deciso di sostenere la class action spedendo anche a loro nome le mie diffide. Un ringraziamento ai rispettivi Presidenti Giulio Cesare Leghissa e Cornelio Blus e al segretario Sergio Nucci https://www.facebook.com/sindacatosiod/posts/3112323262327615

https://www.facebook.com/1095160623/videos/10218371649297982/


Condividiamo volentieri questa battaglia del collega Franco Picchi che riportiamo di seguito e che abbiamo già sostenuto in via ufficiale. Per chi volesse partecipare attivamente alla discussione sulla Class action segua il seguente link . Occorre cliccare SOTTOSCRIVI e seguire le Istruzioni a video. https://www.facebook.com/groups/802764126880758/permalink/1143707182786449/

"LE DIFFIDE E LE CLASS ACTION CHE SARANNO INIZIATE da me e da chi vorrà sostenermi... La class action PUBBLICA è diversa da quella prevista per gli utenti/consumatori. Prevede che prima sia inviata una diffida e che trascorsi 90 giorni senza che i cambiamenti richiesti siano stati effettuati, sia possibile depositare il ricorso (che ha comunque tempo 1 anno per essere depositato) La class action pubblica prevede la possibilità che il TAR, condivisa e ritenuta giusta la richiesta presentata con il ricorso, imponga all’ENPAM di rivedere le questioni presentate e di risolverle, anche in tempi brevi, (secondo la valutazione di merito espressa dalla Corte) altrimenti verrà nominato un commissario straordinario con il compito specifico di attuare quanto disposto. Il problema era trovare come rientrare nei limiti ristretti previsti dalla legge cioè trovare un comportamento illegittimo dell’ ENPAM che dimostrasse anche l’inefficienza dei Ministeri vigilanti nel loro compito istituzionale di vigilanti che hanno approvato la riforma previdenziale ENPAM. A mio avviso è ben chiaro che una “violazione degli obblighi previsti dalle carte dei servizi” è certamente gestire in maniera NON equa e INVECE discriminatoria tutte le classi di iscritti all’ENPAM ( quota A,quota B, MMG, ambulatoriali e specialisti esterni) L’imparzialità e l’equità nei confronti dei cittadini sono infatti sottointesi in qualunque carta dei servizi della pubblica amministrazione, quali irrinunciabili valori costituzionali. Le diffide che porteranno ai ricorsi spiegano in breve i motivi di iniquità e imparzialità. I ricorsi dovranno entrare in maniera molto approfondita nel merito delle soluzioni esistenti, del percorso ministeriale della loro approvazione e della soluzione da me proposta. LA PRIMA DIFFIDA La prima diffida riguarda l’aumento contributivo e la conseguente riduzione dell’aliquota di rendimento contributivo per gli iscritti alla quota B L’aumento contributivo a regime sarà del 56% ( passando i contributi dal 12,50 al 19,50%). La diminuzione dell’aliquota di rendimento contributivo a regime (passando da1,75% a 1,25%) determinerà una riduzione del rendimento pensionistico per ogni 1000 € versati del 54,2% ( passando da 140 a 64,1). In pratica, con la riforma del 2012, gli iscritti della quota B dovranno versare più del doppio dei contributi per avere riconosciuta, anno per anno, la stessa quota di pensione riconosciuta da ENPAM pre riforma. Il punto è che questo drastico provvedimento non era necessario in questi termini, vista la situazione patrimoniale prospettica della quota B. Infatti questo determinerà una riserva patrimoniale della quota B largamente (enormemente) superiore a quella richiesta dalla legge Fornero. Questa “punizione” degli iscritti alla quota B servirà UNICAMENTE a permettere al patrimonio complessivo della Fondazione di rispettare i limiti imposti dalla legge Fornero, perché altri fondi ENPAM, e in particolare il fondo dei MMG, nei prossimi anni presenteranno invece un deficit MOLTO importante rispetto ai parametri previsti per la riserva legale ( cioè il patrimonio che un fondo deve avere rispetto alle pensioni che eroga, anno per anno, nelle previsioni del bilancio tecnico), cioè 5 volte il valore delle pensioni correnti (dell’anno). Questa “punizione” è ancor più iniqua e discriminatoria perché agli iscritti al fondo dei MMG è richiesta una contribuzione soggettiva ( a regime dal 2024) del solo 15,625% perché la restante parte che viene riconosciuta all’iscritto viene versata dall’ASL ( 10,375%). L’attuale Presidente ENPAM (consigliere previdenziale dell’ex Presidente Parodi, vice Presidente vicario dal 2010 al 2012, Presidente facente funzioni dal maggio 2012 al 13.07.2012, Presidente ENPAM dal 14 .07.2012 a tutt’oggi e fino al 2025) è iscritto al fondo dei MMG. LA SECONDA DIFFIDA L’ENPAM non permette agli iscritti del Fondo Generale- Quota B di ricongiungere nella Quota B stessa i periodi e i rispettivi versamenti effettuati in altri enti previdenziali (come INPS). Per gli iscritti nella Quota B è previsto di ricongiungere tali periodi e i rispettivi versamenti solo nella Quota A del Fondo Generale, ma questo comporta generalmente solo il riconoscimento di una parte dei contributi ricongiunti versati precedentemente alla riforma previdenziale ENPAM del 2012. Infatti, la differenza monetaria tra quanto viene ricevuto da ENPAM come contributo previdenziale ricongiunto da altri enti previdenziali e quanto invece prevede la costituzione della riserva matematica presso la quota A per gli anni così ricongiunti ( costo della ricongiunzione) , viene incamerata dall’ENPAM, senza il riconoscimento di alcun ulteriore beneficio all’iscritto. In questa proposta di ricongiunzione la quota incamerata da ENPAM senza alcuna contropartita per l’iscritto ammonterebbe a circa 58.000 €, corrispondente alla differenza tra quanto trasferito ad ENPAM ( 80.566,26 €) e il costo della ricongiunzione ( 22.469,43 €).

Se ricongiunta nella quota B, invece, questa cifra sarebbe riconosciuta integralmente, come avviene per tutti gli iscritti alla gestione della Medicina Convenzionata e Accreditata, che hanno la possibilità di ricongiungere nel loro fondo di appartenenza ulteriore al fondo generale-Quota A. A nulla vale l’esistenza dei diversi alternativi istituti previsti rispetto alla ricongiunzione, quali cumulo e totalizzazione, perché la fruizione di questi pone limiti da rispettare” punitivi “ rispetto alla ricongiunzione. La mancanza di equità e imparzialità è evidente, perchè tale modalità di ricongiunzione ( nel proprio fondo di appartenenza ulteriore rispetto al fondo generale -Quota A) è prevista e praticata negli altri fondi ENPAM della Medicina Convenzionata e Accreditata, i cui singoli iscritti possono ricongiungere i periodi contributivi versati in altri enti previdenziali, nel loro specifico fondo di appartenenza, con il totale riconoscimento del valore della loro posizione previdenziale così ricongiunta."


Anche il SULPMO ha deciso di sostenere le diffide poste in essere da Franco Picchi a tutela della nostra categoria. Nello specifico le due diffide riguardano la prima l’aumento contributivo e la conseguente riduzione dell’aliquota di rendimento contributivo per gli iscritti alla quota B. La riforma del 2012, infatti, obbliga gli iscritti della quota B a versare più del doppio dei contributi per avere riconosciuta, anno per anno, la stessa quota di pensione individuata da ENPAM pre riforma. Un provvedimento non necessario, dunque, considerata anche la situazione patrimoniale prospettica della quota B.

La seconda il ricongiungimento delle quote versate. L’ENPAM non permette agli iscritti del Fondo Generale- Quota B di ricongiungere nella stessa Quota B i periodi e i rispettivi versamenti effettuati in altri enti previdenziali (es. INPS). Per gli iscritti nella Quota B è previsto di ricongiungere tali periodi e i rispettivi versamenti solo nella Quota A del Fondo Generale, ma questo comporta generalmente solo il riconoscimento di una parte dei contributi ricongiunti versati precedentemente alla riforma previdenziale ENPAM del 2012. Adesso la palla passa ai nostri interlocutori. Abbiamo fiducia che qualcuno si faccia portavoce delle NOSTRE istanze.