Conflitto sociale legale/Casse di previdenza dei liberi professionisti

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Le casse di previdenza dei liberi professionisti di cui al D.Lgs. 509/1994, in quanto Casse pensioni statali e quindi amministrazioni pubbliche, sono un caso complesso di spoliazione legale in quanto nella gestione di questi istituti si ravvisano due meccanismi fondamentali:

  1. la spoliazione legale tra coorti dovuta alla instabilità demografica degli iscritti;
  2. la spoliazione legale nella gestione finanziaria del patrimonio in presenza dello Stato fortemente indebitato.

Previdenza sociale pubblica[modifica | modifica sorgente]

La previdenza sociale pubblica è la risposta che lo Stato dà con le sue istituzioni alla domanda di previdenza.

Previdenza è l'organizzazione di un sistema che eroga una pensione di vecchiaia al termine della vita lavorativa al fine di garantire un reddito sufficiente ad una vita dignitosa. Il tutto secondo principi di natura assicurativa in quanto la durata della vita non è un dato definibile a priori e pertanto l'ente gestore assorbe le durate superiori alla media trattenendo i fondi risparmiati per i partecipanti deceduti prematuramente.

I sistemi che si possono organizzare sono di due tipi:

  1. a capitalizzazione;
  2. a redistribuzione dei tributi.

Fondi pensione privati a capitalizzazione[modifica | modifica sorgente]

Nel sistema pensionistico a capitalizzazione, durante la vita lavorativa una quota del reddito viene conferita ad un fondo pensione attraverso il pagamento di un premio che viene assunto nel patrimonio, con l'obbligo di restituzione durante il periodo di pensionamento sotto forma di rendita vitalizia perpetua.

Il fondo pensione, nella gestione finanziaria chiama la somma delle obbligazioni di tutti gli iscritti riserva matematica. In ogni momento il patrimonio deve essere superiore alla riserva matematica.

La pensione si incrementa con il rendimento del patrimonio del fondo pensione.

Vi è in ogni istante una corrispondenza analitica tra i contributi versati e la riserva matematica e una altrettanta corrispondenza tra la riserva matematica ed il patrimonio. Il rapporto tra patrimonio e riserva matematica si chiama indice di patrimonializzazione e deve essere superiore al 100%.

Ogni iscritto riprende quanto versato e l'istituto è un amministratore di fondi che grazie alla gestione del patrimonio di previdenza trasferisce nel tempo il reddito accantonato oggi per essere consumato domani. Il patrimonio è la garanzia della prestazione previdenziale.

In questo sistema ognuno durante la propria esistenza consuma solo il reddito da lui prodotto, incrementato con il tasso di rendimento degli investimenti.

Popolazione fondo Popolazione fondo


Gestione fondo Gestione fondo

Criticità[modifica | modifica sorgente]

Per far capire che l'opzione opting-out, di cui si parla per i sistemi pensionistici pubblici a redistribuzione dei tributi, non è di possibile attuazione, basta pensare che se l'aliquota contributiva è del 33%, per avere un patrimonio di previdenza che copre tutte le obbligazioni, ci sarebbe bisogno di un patrimonio di previdenza pari al 2700% della spesa ossia il 900% del PIL monte dei redditi.

Una riserva economica di tale entità non esiste in nessuna economia mondiale e se fosse realizzata, il controllo dell'intera economia andrebbe in mano ai fondi pensione, superando il potere politico dei singoli stati.

Sistema pensionistico pubblico a redistribuzione dei tributi e senza patrimonio di previdenza[modifica | modifica sorgente]

Il sistema pensionistico pubblico a redistribuzione dei tributi e senza patrimonio di previdenza svolge la funzione di assicurare la previdenza ossia una pensione di Stato che consiste in una rendita vitalizia dopo il termine dell'età lavorativa.

Lo Stato raccoglie i tributi (denominati contributi previdenziali obbligatori) e li assume nel suo patrimonio o nel patrimonio dell'ente ma a differenza dei fondi pensione, utilizza lo stesso patrimonio per il pagamento delle pensioni in essere nello stesso esercizio, in pratica nello stesso anno, per cui il patrimonio netto diventa solo indice del livello di squilibrio corrente tra entrate ed uscite e non ha alcun riferimento con la copertura delle obbligazioni determinabili anche in questo caso con la riserva matematica.

Nell'ipotesi di esistenza dello steady state (condizione teorica di stabilità demografica ed economica degli iscritti e dei pensionati), utilizzando le stesse regole per il calcolo della pensione, anche senza la costituzione di un patrimonio da investire si eroga un servizio pubblico pur in assenza del patrimonio di previdenza.

A primo impatto si può pensare che in tale situazione si avrebbe una decurtazione della pensione dovuta alla mancanza di incremento per gli investimenti sul patrimonio di previdenza, in questo caso inesistente in quanto l'indice di patrimonializzazione è nullo.

In realtà si dimostra che è possibile restituire un incremento dei tributi versati grazie alla crescita economica ossia alla somma della produttività del lavoro ed all'aumento delle ore lavorate, parametri che nel sistema pensionistico pubblico italiano si approssima alla crescita complessiva dei salari dei lavoratori iscritti nel parametro monte dei salari considerato pari alle variazioni nominali del PIL.

Popolazione cassa Popolazione cassa

Gestione cassa Gestione cassa

Criticità[modifica | modifica sorgente]

Come si vede dai grafici, il patrimonio di previdenza in questo caso è nullo e il sistema è perfettamente funzionante, anzi l'unico possibile se si vede alle criticità del sistema pensionistico a capitalizzazione.

Nel caso delle casse di previdenza dei liberi professionisti che prevedono un patrimonio nella gestione, tale patrimonio assume una connotazione negativa nel caso di forti squilibri demografici in quanto serve per l'attuazione della spoliazione legale ossia per trasferire risorse non dovute tra generazioni successive o tra iscritti, per prestazioni pensionistiche non dovute.

La previdenza sociale pubblica è un cantiere sempre aperto[modifica | modifica sorgente]

Questa frase è usata da tutti gli esperti per descrivere la realtà legislativa dei sistemi pensionistici pubblici.

Poiché l'ipotesi dello steady state è solo teorica, dovuta al fatto che la demografia, l'economia ed i redditi degli iscritti sono estremamente variabili nel tempo, non essendoci un patrimonio di previdenza a garanzia delle promesse pensionistiche, per mantenere l'equilibrio di cassa ossia tra le entrate contributive e le uscite per le pensioni nell'anno di esercizio, si deve intervenire costantemente o aumentando le aliquote contributive di finanziamento, o diminuendo l'aliquota contributiva di calcolo, o aumentando l'età per il pensionamento di vecchiaia o diminuendo le pensioni in essere con il blocco dell'indicizzazione.

Per l'INPS si sono contate 30 riforme previdenziali in 20 anni.

In pratica quando si parla di sostenibilità, la stessa può far riferimento al lasso di tempo tra una riforma e la successiva manovra economica del governo visto che l'equilibrio dei conti va visto nel complesso del bilancio dello Stato.

Quindi il singolo iscritto riceverà una pensione che non può essere determinata in base ad un patrimonio di previdenza corrispondete e il sistema funziona sulla base di metodi di calcolo della pensione basato su diversi parametri.

In periodi di alta inflazione, per mantenere una corrispondenza tra ultimi stipendi e prima pensione, si usavano i redditi degli ultimi anni (metodo di calcolo retributivo) mentre successivamente si è introdotto in forma pro-rata il metodo di calcolo contributivo con rivalutazioni legate alla crescita economica.

Il secondo sistema resta comunque un metodo di calcolo fittizio che non garantisce la restituzione secondo le regole dei fondi pensione in quanto non essendoci un patrimonio di previdenza, se il monte dei redditi si dimezza, anche le pensioni si devono dimezzare ovvero se i pensionati raddoppiano in rapporto ai lavoratori, accade la stessa decurtazione.


Lifetime tax rate[modifica | modifica sorgente]

E' opportuno introdurre il concetto di lifetime tax rate che tradurrei in aliquota di tassazione media dei redditi conseguiti durante l'esistenza.

Anziché valutare la tassazione anno per anno in base a redditi variabili, è possibile introdurre questo concetto che serve ad avere un rapporto tra tutte le tasse pagate e tutti i redditi pagati.

Con questo indicatore, è possibile confrontare l'importo di tutti i servizi pubblici di cui si è usufruito durante l'esistenza e valutare se sono superiori o inferiori, ossia se il saldo è favorevole o sfavorevole.

Naturalmente in un sistema tributario progressivo si avrà che chi ha redditi bassi riceve più servizi pubblici rispetto ai tributi pagati rispetto a chi ha redditi elevati che riceverà meno servizi pubblici.

Lo stesso ragionamento si può fare per i soli contributi previdenziali pagati e la pensione ricevuta.

Il bilancio dovrebbe essere nullo come nel caso di un fondo pensione che restituisce i premi versati rivalutati del rendimento del patrimonio tolte le spese di gestione.

La spoliazione legale endocorporativa[modifica | modifica sorgente]

Il primo caso di spoliazione legale è tra gli appartenenti alla stessa cassa quando alcune coorti di iscritti, anziché avere un bilancio neutro tra contributi e prestazioni pensionistiche hanno un saldo positivo che naturalmente sarà a carico degli altri iscritti.

Si va dal caso delle baby pensioni con un rapporto uno a tre, ma altri casi dove il rapporto arriva uno a 20 o uno a 40 come nei vitalizi o nelle pensioni gonfiate dei sindacalisti.

Tale situazione si determina in quanto nel sistema pensionistico pubblico a redistribuzione dei tributi e senza patrimonio di previdenza, l'importo della pensione di Stato viene determinato con un metodo di calcolo che non prevede un rapporto sinallagmatico con i contributi previdenziali versati (imposte dirette e indirette).

Come dimostrato nella gestione finanziaria di cassa, nel caso di steady state il patrimonio di previdenza non è necessario se ognuno riprende una pensione che ha una corrispondenza attuariale con i contributi versati.

Nel caso delle casse di previdenza dei liberi professionisti di cui al D.Lgs. 509/1994, il patrimonio netto svolge la funzione di patrimonio preda in modo eclatante.

Infatti esso viene alimentato sia da soggetti esterni come le società di ingegneria, sia dalle coorti successive con un meccanismo ad es. in Inarcassa, del contributo integrativo che viene conteggiato nel metodo misto, quota di calcolo con il metodo di calcolo contributivo, con una restituzione del 50%.

Il caso è eclatante quindi in quanto le coorti precedenti non solo usufruiscono del vantaggio della crescita economica degli anni passati, non solo usufruiscono del vantaggio del contributo integrativo ma sfruttano l'incredibile aumento demografico che ha portato in 20 anni alla quadruplicazione degli iscritti.

Grazie a questi meccanismi, le casse prevedono la riduzione dei tassi di sostituzione del 50% rispetto a quelli garantiti in passato.

Un caso particolare è quello dell'INGPI che prevede per alcuni casi un tasso di sostituzione del 104%.

Grazie a questi meccanismi di calcolo e di gestione finanziaria, la spoliazione legale permette di corrispondere a queste coorti di pensionati delle pensioni di Stato che restituiscono fino ad otto volte i contributi versati.

Il bilancio tecnico di Cassa Ferense 2015, per evitare di sollevare il problema, ha evitato di calcolare i tassi di sostituzione come previsto dalla legge. Di fatto il Ministero del Lavoro approverà un bilancio tecnico illegale.

La spoliazione legale corporativa[modifica | modifica sorgente]

La spoliazione legale corporativa si basa sul concetto che i contributi previdenziali obbligatori sono tributi, che tutte le casse di previdenza sono amministrazioni pubbliche e che lo Stato esegue trasferimenti di tributi solo verso alcune gestioni.

In questo caso bisogna considerare anche l'aliquota contributiva pensionistica di finanziamento e l'aliquota contributiva pensionistica di computo.

Ci sono casi in cui la il cuneo fiscale e la pressione fiscale totale sono uguali ma le aliquote contributive di finanziamento e di computo sono diverse.

In questo caso, a parità di pressione fiscale totale durante tutta la vita, l'iscritto alla corporazione che eroga pensioni sulla base di aliquote di calcolo inferiori resterà penalizzato e lo stesso, con il resto della pressione fiscale, andrà a finanziare il welfare dell'altra corporazione.

Anche in questo caso il parametro per vedere la disparità di trattamento è il tasso di sostituzione netto.

Casi speciali sono le gestioni pensionistiche degli Organi Costituzionali (Camera, Senato, Corte Costituzionale, Regioni, sia per gli eletti, sia per i dipendenti).

In questo caso i regolamenti di previdenza sono totalmente sconosciuti e non vengono pubblicati, né quelli vigenti né i precedenti.

Altri casi particolari sono le pensioni gonfiate dei sindacalisti o le baby pensioni.

La differenza tra contributi versati e la riserva matematica assegnata grazie a generosi metodi di calcolo della pensione di Stato, determinano la creazione di debito pubblico esplicito che va a carico della collettività.

Il bilancio non va comunque fatto con i soli contributi versati ma considerando l'aliquota fiscale media dell'esistenza.

Le leggi incostituzionali che regolano le casse di cui al D.Lgs. 509/1994[modifica | modifica sorgente]

Le norme che regolano le casse di cui al D.Lgs. 509/1994 e che violano i principi costituzionali sono:

  • la creazione di associazioni con iscrizione obbligatoria;
  • la previdenza sociale corporativa;
  • il metodo di calcolo misto;
  • la legislazione da parte degli iscritti sul destino contributivo di chi si è cancellato dalla associazione e non ha diritto di voto;
  • la gestione del patrimonio senza la tutela del risparmio.

La riforma di Inarcassa del 2012[modifica | modifica sorgente]

Si riportano di seguito alcuni grafici per valutare l'effetto della riforma del regolamento di previdenza Inarcassa 2012.

Figura 1

HP2RB 1

A parità di redditi, un pensionato della coorte 1935 percepisce una pensione di 28.000,00€ contro circa 8.000,00€ per un pensionato della coorte 1985

Figura 2

HP2RB 2

A parità di redditi, un pensionato della coorte 1935 ha versato ca. 50.000,00€ contro circa 148.000,00€ per un pensionato della coorte 1985

Figura 3

HP2RB 3

A parità di redditi, un pensionato della coorte 1985 percepisce una pensione pari al 38% rispetto a quella di un pensionato della coorte 1935

Figura 4

HP2RB 4

Nella figura 4 si evince che la coorte del 1975 pagherà il 280% dei contributi rispetto alla coorte 1935 ed avrà una pensione ridotta del 60%.


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