Conflitto sociale legale/Paralisi del saccheggiato

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La paralisi del saccheggiato è la situazione che vive il saccheggiato nel tempo in cui si svolge la spoliazione legale.

Con essa si definisce lo stato di asimmetria informativa che determina l'incapacità di comprendere il meccanismo di spoliazione legale basato sulla costruzione della verità da parte delle élite.

Costruzioni legislative ed economiche che i saccheggiati non sanno confutare per la mancanza di capacità di approfondire argomenti complessi. La spoliazione legale non è mai fatta con meccanismi di facile comprensione, non funzionerebbe.

Ad esso si aggiunge il fascino dell'ipse dixit delle élite che continuano nella narrazione delle verità costruite, per tutto il tempo della spoliazione legale.

Il saccheggiato vive quindi in una condizione per cui, in base alla verità che gli è stata narrata, giudica le altre posizioni, anche quelle giustificate da ragionamenti logici e documentate, come false e quindi da attaccare ed eliminare.

Il gregge nel momento in cui viene saccheggiato, diventa carnefice di sé stesso eliminando tutti i tentativi di acculturamento che gli vengono proposti in quanto inaccettabili in base alle proprie ovvie convinzioni.

Quindi, così come Chomsky ha spiegato di non attaccare le persone a capo delle istituzioni che praticano la spoliazione legale, visto che le stesse saranno eliminate dal sistema, per permettere al sistema stesso di perpetuarsi, parallelamente i saccheggiati eliminano dal sistema qualsiasi voce contraria in quanto il riconoscimento della verità che evidenzia la natura di saccheggiato, lo distrugge nella sua personalità.

Es. se al pensionato che ha comprato le obbligazioni subordinate dicevate che le stesse erano pericolose, ti diceva che erano sicure perché l'aveva detto il suo direttore di banca e che magari volevi fargli perdere un affare. Venderle significa ammettere che non aveva capito nulla di come aveva investito il suo patrimonio.

Il meccanismo si ripete sempre con lo stesso schema della favola di Pinocchio indicata nella premessa in quanto al riconoscimento del fatto di essere caduto nel tranello, si aggiunge la difficoltà di dover competere nella spiegazione con una situazione "miracolosa".

Come si fa appunto a spiegare razionalmente che una situazione miracolosa, descritta dalle élite non è possibile?

C'è un linguaggio ("neolingua") che viene utilizzato correntemente, ci sono i personaggi famosi (ipse dixit), magari ci sono falsi testimoni, ci sono i professori universitari, i convegni, i video.

Quindi colui che dovesse presentarsi con un compendio organizzato di ragionamenti logici, che annullano e distruggono dalle fondamenta un sistema, è visto come quello che vuole capire tutto, che ha delle fantasie, che sta andando appunto contro tutto e contro tutti, un complottista.

E' successo molte volte nella storia, pensate a Galileo Galilei, solo che i meccanismi di spoliazione legale sono infiniti e ripetitivi in quanto organizzati a ripetizione.

Pensate alla storia di Ignác_Semmelweis, finito pazzo in manicomio per aver scoperto che le mani dei medici, non lavate, diffondevano le malattie.

Tutte figure che scardinavano sistemi di abitudini vecchi di secoli.

In conclusione, chi riesce ad analizzare un meccanismo di spoliazione legale, è come se ha scoperto un nuovo sistema copernicano e mai sarà creduto dalla maggioranza dei saccheggiati.

In Italia la laurea è una patente da ignorante[modifica | modifica sorgente]

Secondo il World Economic Forum le competenze fondamentali necessarie per vivere nel XXI sec. sono:

  1. Litteracy (istruzione linguistica)
  2. Numeracy (istruzione matematica)
  3. Scientific litteracy (istruzione scientifica)
  4. ICT litteracy ([ITC Information e comunication tecnology])
  5. Financial education (istruzione finanziaria)
  6. Cultural e civic litteracy (educazione civica)

In Italia, la quasi totalità dei laureati ultra quarantenni ha carenze in almeno due delle competenze fondamentali tra istruzione finanziaria, educazione civica, istruzione ICT, pertanto la laurea è di fatto una patente da ignorante non nel senso di bifolco ma di colui che ignora la realtà delle cose in quanto vive sulle opinioni e non sulla conoscenza dei fatti e quindi il laureato non ha le competenze indispensabili di base necessarie per sviluppare la propria personalità di cittadino in rapporto con la società.

Quindi, pur in presenza di un elevato livello di istruzione specialistica, se mancano le competenze per comprendere la realtà, si è di fatto in balia delle élite dei gruppi di potere.

Di fronte alla affermazione "La disoccupazione colpisce la generazione più istruita di sempre" bisogna rilevare che questo confronto va fatto sulla base delle competenze necessarie.

Un contadino analfabeta che però ha le competenze necessarie per saper gestire il suo fondo agricolo, riusciva a sopravvivere e quando vessato dalle élite o per il prezzo del pane o per altro motivo, aveva le competenze per organizzare una rivolta.

Fare una rivolta significava quindi avere le competenze per contrastare le élite quando superano il limite.

Oggi in presenza di una generazione di disoccupati istruiti e sfruttati, la rivolta non avviene in quanto questa generazione non riesce a comprendere le ragioni, le motivazioni, la tecnica del raggiro, in sintesi la tecnica della spoliazione legale attuata da parte delle élite.

Quindi, nel confronto con una volta, questi erano molto più competenti nel conflitto con le élite di quanto non lo siano oggi e le élite oggi hanno molti più strumenti di controllo che non una volta quanto molto si basava sulla sola forza.

La situazione inoltre è aggravata dal fatto che il laureato con la patente da ignorante, ossia il 99,99%, a differenza dell'analfabeta, ha la presunzione di capire tutto (v. ignoranza istruita) (come disse Alda Merini "La gente quando non capisce inventa. E questo è molto pericoloso") e di conseguenza , nel caso in cui ci fosse la necessità di arrivare ad una rivolta, si creano infinite discussioni senza senso senza mai arrivare ad una conclusione logica e razionale. WEF

Ciò si ricongiunge all'analisi dell'economista Susan George, già trattata nel libro.

I prigionieri degli stereotipi[modifica | modifica sorgente]

I saccheggiati diventano quindi prigionieri degli stereotipi che la "cultura della spoliazione" propone e se si prova a demolirli, essendo privi delle competenze di base per poter elaborare la realtà, non possono uscirne.

Es. Il sistema pensionistico a redistribuzione è basato su un contratto che non ho firmato.

In questo caso si ignorano 100 anni di evoluzione dello stato sociale e si vorrebbe ritornare agli albori della rivoluzione industriale quando l'assistenza era demandata alle istituzioni caritatevoli della Chiesa.

Es. Il sistema pensionistico deve essere a capitalizzazione integrale, ognuno è libero di scegliere e responsabile delle proprie azioni.

In questo caso si ignora che il 99% dei paesi OCSE usa il sistema a redistribuzione dei tributi e che il valore dei fondi pensione che in Italia non coprono l'1% della riserva matematica delle obbligazioni pensionistiche, negli ultimi anni hanno perso il 20%.

Senza considerare che il metodo di calcolo contributivo come è applicato in Italia non esiste in alcuna parte del mondo dove si prevedono ampie situazioni di contribuzione figurativa per riequilibrarne l'equità sociale.

L'unica via per cambiare questi stereotipi sarebbe diffondere la cultura previdenziale e la cultura finanziaria ma se neppure i laureati hanno gli strumenti di base per capire, come si possono diffondere le competenze?

L'unico metodo è partendo dall'alto ossia attaccando i costruttori della verità, che siano giornalisti, sindacalisti, professori universitari o politici, ossia tutta l'élite legata direttamente o indirettamente alla spoliazione legale.

Esempio di stereotipi[modifica | modifica sorgente]

Maurizio Landini - La cassa integrazione è pagata dai lavoratori e dalle imprese.

I contributi previdenziali obbligatori sono imposte e le imposte, per definizione dei tributi, non hanno un vincolo specifico di destinazione nel bilancio dello Stato.

Esse vanno a finanziare direttamente lo Stato o determinati enti che erogano le prestazioni previdenziali in base alle leggi dello Stato. Le prestazioni che erogano sono prestazioni sociali in denaro.

Se passa il concetto che i tributi o le imposte o i contributi previdenziali, che sempre tributi sono, appartengono a chi le paga, finisce lo Stato sociale e crolla la Costituzione Italiana ed il contratto sociale.

La crisi del sistema pensionistico italiano deriva dalla situazione opposta a quella stereotipata di Maurizio Landini ossia che le pensioni sono state regalate in quanto pagate con le imposte.

Ad esempio Landini si lamenta dell'aumento dell'età pensionabile, ma ciò è stato fatto proprio perché le promesse pensionistiche del passato sono state fatte senza considerare i contributi versati e nonostante l'aumento dell'età di pensionamento di vecchiaia e quindi la riduzione del numero dei beneficiari e l'aumento delle aliquote contributive di finanziamento e dei trasferimenti dello Stato, non si riesce a coprire l'aumento della spesa pensionistica pubblica che è gestita con il sistema pensionistico a redistribuzione dei tributi.

Quindi Landini desidera l'aumento della spesa pensionistica, forse perché pagato con le imposte ma se tale spesa è coperta da tagli alla sanità o all'istruzione, allora ciò non è accettabile.

Il controllo sociale del saccheggiato[modifica | modifica sorgente]

All'interno delle istituzioni che praticano la spoliazione legale, è diffuso il controllo sociale che scoraggia ogni tipo di affermazione di idee innovative.

E' il caso degli Ordini professionali.

Dalla loro istituzione essi erano deputati ad essere una magistratura per gli iscritti e sviluppano, approvano e gestiscono il codice deontologico e quindi la deontologia professionale.

Modalità di contrasto[modifica | modifica sorgente]

Il contrasto va effettuato con cautela secondo diverse fasi:

  1. individuare il meccanismo di spoliazione legale;
  2. aspettare che altre persone sposino l'analisi svolta in merito al caso di spoliazione legale;
  3. iniziare ad eliminare per primi i costruttori della verità presso le università dimostrando le loro fallacie (scontro tra élite);
  4. iniziare ad eliminare la stampa che fa da cassa di risonanza alle élite che propugnano la verità costruita (sono i tecnici della disinformazione che dicono le cose a metà, quelle che fanno comodo alle élite);
  5. iniziare ad individuare le élite che beneficiano della spoliazione legale;
  6. individuare i legislatori che portano avanti la legislazione coerente con la spoliazione legale a vantaggio delle élite;
  7. individuare una nuova normativa che elimina la spoliazione legale (eliminazione delle istituzioni che la praticano e sostituzione con altre che non la praticano;
  8. individuazione dei legislatori che sono favorevoli a tale nuova legislazione.

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