Consiglio Nazionale Forense in Costituzione

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20190612

“CICERO PRO DOMO SUA” (L'AVVOCATO IN COSTITUZIONE") La proposta del CNF per il rafforzamento del ruolo dell’avvocato in Costituzione, in realtà non prevede alcun “rafforzamento” dell'Avvocatura, ma - io penso - solo del suo Organo esponensiale di controllo disciplinare, cioè di se stesso : Non v’è nessun accenno alla “par condicio”, che, sul piatto della bilancia della Giustizia, dovrebbe avere la Difesa con la Pubblica Accusa, nessun conferimento all’Avvocato della stessa gratuità dei mezzi investigativi di cui oggi dispone solo il PM, (Il PM ha tutto gratuito,l’avvocato deve pagare tutto di propria tasca), nessuna maggiore garanzia di un lavoro libero e retribuito nell’ambito della”aleas” della difesa d’ufficio . Insomma non c’è nulla di nuovo “pro” Avvocatura, anzi, semmai, vi sono limitazioni: è previsto che in certi casi (???) si può fare a meno dell’avvocato. La proposta del CNF mira, (velatamente), a rendersi "costituzionale" e a rafforzare viepiù il (suo) potere giurisdizionale sugli illeciti disciplinari degli avvocati, anche se non fa alcun cenno ai poteri che già ha in abbondanza. E mira a poter legiferare in modo apodittico anche per “altre" (N.B.indefinite) sue "attribuzioni” ..... ( a buon intenditor poche parole) Dopo una disquisizione “strizza cervello” ( dottrinale e giurisprudenziale) di circa 20 pagine, ecco i tre comma che vorrebbe fare aggiungere all’art.111 della Costituzione: :

“Nel processo le parti sono assistite da uno o più avvocati. In casi straordinari tassativamente previsti dalla legge, E' POSSIBILE PRESCINDERE DAL PATROCINIO DELL'AVVOCATO , a condizione che non sia pregiudicata l’effettività della tutela giurisdizionale (comma 3)”.

“L’avvocato esercita la propria attività professionale in posizione di libertà e di indipendenza , "NEL RISPETTO DELLE NORME DI DEONTOLOGIA FORENSE" (comma 4).

“La funzione giurisdizionale sugli illeciti disciplinari dell’avvocato è esercitata da un organo esponenziale della categoria forense, eletto nelle forme e nei modi previsti dalla legge, che DETERMINA ANCHE LE SUE ALTRE ATTRIBUZIONI (???). Contro le sue decisioni è ammesso il ricorso per cassazione” (comma 5).

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(Intelligenti pauca). (giudicate Voi e correggetemi, se sbaglio)

20190320

Dal web


Avv. Salvatore Lucignano

La costituzionalizzazione del CNF è l'oggetto di uno scambio tra Mascherin e Bonafede di cui in queste ore si mormora con insistenza. L'attuale Ministro della giustizia ha ovviamente interesse a ricattare un fantoccio che si dice rappresentativo degli avvocati. Ciò che lascia basiti è il silenzio di una categoria che non vede l'autoritarismo che c'è dietro lo scambio. Il CNF, attraverso la sua incostituzionale proposta di riforma dell'art. 111 Cost., vuole assicurarsi di essere l'unico organismo di riferimento dell'avvocatura, garantendosi, in uno, sia la funzione disciplinare, sia le prerogative politiche già esercitate, ma solo grazie alla connivenza e alla subordinazione dei boss mafiosi della cupola ordinistica. Il Congresso Nazionale Forense, già inutile passerella di cretini e di servi sciocchi, in caso di approvazione del progetto dell'imperatore di merda, il boss siculo friulano Andrea Mascherin, perderebbe qualsiasi funzione e con esso l'OCF, che non avrebbe alcun appiglio per poter rivendicare una rappresentanza in contrasto con quella del CNF. L'uomo di carta di Mascherin, tale Malinconico, è un servo che non si opporrà in alcun modo al disegno maniacale di Mascherin. Solo la magistratura può impedire che la mafia del CNF arrivi integra a vedere i passi di un presunto disegno di legge costituzionale. Bonafede otterrà il via libera alle sue azioni e in cambio il padrino friulano mira a rendere definitiva l'onnipotenza della commissione capi mandamento della Cosa Nostra Forense.

E gli avvocati? Zitti, accucciati, a capo chino. E' tutto.

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