Contributi previdenziali (cosa sono)

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Glossario della previdenza sociale

I contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie hanno la natura giuridica di imposta e precisamente di una imposta sulle retribuzioni per la previdenza sociale[1] previsto dalle leggi di diritto della previdenza sociale sul sistema pensionistico pubblico per il finanziamento degli enti previdenziali gestori di forme di assicurazioni sociali obbligatorie.

Nel tempo hanno assunto molteplici definizioni tra le quali si rilevano: oneri sociali, contributi sociali, contributi previdenziali.

I contributi obbligatori sono classificabili come imposte dovute obbligatoriamente in relazione di un rapporto giuridico di diritto pubblico, da persone fisiche o persone giuridiche, ad enti previdenziali, con personalità giuridica pubblica (enti pubblici) o privata (fondazioni o associazioni) ma comunque sempre pubbliche amministrazioni ovvero enti gestori di sistemi pensionistici pubblici, per il finanziamento parziale o totale della spesa pubblica necessaria all'erogazione delle pensioni o di altre prestazioni previdenziali.

La contribuzione obbligatoria viene applicata in Italia ai sensi dell'art. 23 della della Repubblica Italiana Costituzione per il finanziamento dei servizi pubblici previsti dell'art. 38 della Carta nel rispetto dell'art. 53. I contributi previdenziali, benché apparentemente della stessa forma, assumono la forma di imposta diretta o imposta indiretta a seconda dei soggetti obbligati.

I contributi obbligatori minimi, non rispettando l'art. 53 della Costituzione si configurano come un caso di spoliazione legale.

I contributi previdenziali sono imposti a seguito di un obbligo di legge da cui discende la natura di imposta degli stessi come evidenziato nella teoria costituzionale nel diritto della previdenza sociale.

L'entità del pagamento è determinato secondo l'aliquota contributiva pensionistica di finanziamento definita anche aliquota di scopo in quanto destinata al finanziamento degli enti previdenziali, ancorché spesso con l'integrazione di trasferimenti dalla fiscalità generale.

Da ciò discende che le pensioni erogate dal sistema pensionistico pubblico e le altre prestazioni previdenziali si pagano con le [1].[2]

La differenza rispetto ad altre imposte dirette o indirette come l'IRPEF o l'IVA è che le prime sono riscosse dallo Stato e successivamente trasferite secondo la necessità agli enti previdenziali es. INPS, mentre i contributi obbligatori sono riscossi dall'ente impositore es. INPS o INPGI che sono anche gli erogatori di un pubblico servizio pubblico.

Essi risultano regolati dal "R.D.L. 04-10-1935, n. 1827 (convertito) Perfezionamento e coordinamento legislativo della previdenza sociale." Titolo II Assicurazioni obbligatorie Capo III Contributi obbligatori e tutte le successive modificazioni. Dello stesso tipo sono i contributi obbligatori stabiliti nella costituzione di casse di previdenza per singole categorie di lavoratori.

Secondo l'art. 2753| del Codice Civile, in Italia, "i crediti derivanti dal mancato versamento dei contributi ad istituti, enti o fondi speciali, compresi quelli sostitutivi o integrativi," "Hanno privilegio generale sui mobili del datore di lavoro".

Si distinguono dai versamenti in forma volontaria fatti agli enti gestori di forme di previdenza complementare, definiti premio assicurativo in quanto queste obbligazioni nascono in virtù di un rapporto giuridico di diritto privato di tipo assicurativo.

I contributi obbligatori vengono conteggiati al pari delle altre tasse ed imposte nell'indicatore cuneo fiscale per valutare l'incidenza dei tributi sul costo del lavoro ovvero nell'aliquota fiscale effettiva per analizzare il livello di tassazione del lavoratore dipendente o autonomo.

I contributi obbligatori vengono inoltre conteggiati nel gettito fiscale totale indicato nel conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche per valutare sia la pressione fiscale apparente che il deficit delle amministrazioni pubbliche come previsto dall'art. 97| della Costituzione.


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  1. Michele Tronconi, Tfr in busta paga, un siluro alla previdenza integrativa, in intermediachannel, 07/10/2014. URL consultato il 7 ottobre 2014.
    «Tenuto presente che già il 33 per cento, in vigore per il settore privato (per gli autonomi è il 20 per cento), veniva valutato da Franco Modigliani “come una tassa invece che come risparmio obbligatorio” (“Avventure di un economista”, Laterza, 1999).».
  2. CBC News 22/08/2014, Essentially, the contributions are on the government's books, but they go into general revenue and no outside assets are purchased to cover them — ultimately the payment to the pensioner will come out of future general tax revenue.