Controllo della istruzione

Da const.

Giro e condivido un post ricevuto su WApp che riguarda la Storia della Professoressa Dell’Aria di Una Scuola di Palermo.

Aggiungo che non bisogna concentrarsi su gli effetti di “Salvini Vs democrazia” ... ma su le azioni di tanti “ducetti” locali pronti a comminare ed eseguire punizioni su sottoposti, immediatamente e senza le garanzie contrattuali, ossia protocolli persecutori e tentativi di epurazioni, ben oltre il mobbing dei mitici anni ‘80, con fine sostitutivo di non aggregati alle congreghe con formati moderni esecutori e scalpitanti favoriti, protocolli desiderati da tanto tempo ed ora possibili da attuare anche se illegittimi ... aggiungendo, ancora, che il “ducetto” odierno, a differenza delle vecchie congreghe, inserisce, per l’onda nera, la componente perversa della gogna per il malcapitato da ostentare come bottino di guerra ... facendoci rimpiangere, solo per soffrire di più, le aggressioni al patrimonio preda ... (o le due aggressioni possono coesistere ... ??)

                <<<<<<<<<<<>>>>>>>>>>>>>

“” Condividiamo il testo di Romano Luperini, uno dei massimi esponenti della critica letteraria italiana, sul caso della prof.ssa Dell’Aria di Palermo:

I fatti di Palermo costituiscono una minaccia alla libertà dei cittadini e un attentato gravissimo ai diritti sanciti dalla Costituzione: la libertà di opinione e la libertà di insegnamento. Una insegnante è stata esclusa per quindici giorni dall’insegnamento e da parte dello stipendio (ridotto alla metà) per non aver vigilato su un video dei suoi alunni che accosta il decreto salviniano sulla sicurezza alle leggi razziali del 1938 (cosa peraltro pensata da almeno un terzo degli italiani).

Il fatto è di una gravità inaudita. Chi riteneva i gesti di intolleranza del nostro ministro degli interni delle innocue pagliacciate deve ripensarci. Questo atto di forza vuole intimidire non solo una categoria (gli insegnanti) ma tutti i cittadini. E che si sia partiti dai docenti non è casuale: sono loro che devono insegnare il rispetto dei diritti, la democrazia, la tolleranza, i principi della Costituzione antifascista. La scuola da sempre è un terreno di resistenza. Per questo è stata colpita per prima.

Questa prova di forza è solo un inizio, un ballon d’essai per vedere quanto avanti ci si può spingere sin da oggi nella fascistizzazione dello stato. Per questo esige una risposta pronta e decisa. Già gli insegnanti e gli studenti di Palermo, che sono subito scesi in sciopero, hanno reagito con decisione.

Nessuno sottovaluti quanto è successo. Di qui in avanti nessuno è più sicuro e, come è successo alla insegnante di Palermo, chiunque può trovarsi la Digos in casa o in classe. Si sta procedendo alacremente verso uno stato di polizia, e bisogna resistere, resistere subito con gli strumenti della democrazia ma con il massimo di determinazione.

Romano Luperini “”


< Indice >