Costituzione italiana incostituzionale

Da const.
Jump to navigation Jump to search

< Indice >

< prec > < succ >

< Spoliazione legale >

La base giuridica della spoliazione legale in Italia è nella Costituzione italiana incostituzionale.

La prima parte della Costituzione contiene i principi programmatici che sono alla base del contratto sociale.[1]

In tale punto la Costituzione italiana è tra le più avanzate al mondo.

La Costituzione è una condizione necessaria per l'applicazione dello Stato sociale ma non è sufficiente se essa non viene implementata attraverso la legislazione ordinaria.[2]

Se i principi in essa contenuti vengono o ignorati o applicati al contrario, significa che la Costituzione non è adeguata.

Per essere pienamente applicata una Costituzione deve garantire il controllo di legittimità costituzionale delle leggi.

Se si vede come è stata redatta la Costituzione in merito a tale aspetto, si può cogliere in essa la tecnica della spoliazione legale infatti nella prima approvazione si è tralasciato di affrontare l'argomento dei controlli rimandandoli ad una legge costituzionale successiva, approvata appena un mese dopo.

Come insegna la tecnica della spoliazione legale, dividendo la normativa in fase di approvazione si perde il contesto generale e si possono approvare leggi che vanno a danno dei saccheggiati.

Questo è quello che è esattamente accaduto e che risulta vigente nella Costituzione Italiana.

La Costituzione entrata in vigore il primo gennaio 1948 recita:

Art. 134 c. 1 - La Corte costituzionale giudica: sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni;

Art. 137 - Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie d’indipendenza dei giudici della Corte.

Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la costituzione e il funzionamento della Corte.

Contro le decisioni della Corte costituzionale non è ammessa alcuna impugnazione.

Quindi veniamo a sapere che i padri costituenti nei due anni non avevano ritenuto opportuno sviscerare questo aspetto in merito al controllo di legittimità costituzionale, aspetto evidentemente secondario anche se da implementare con legge costituzionale.

O forse per la maggioranza fu una scelta politica evidenziatasi nel dibattito sulla Corte costituzinale in Assemblea Costituente.

Dalla lettura della legge costituzionale n. 1 del febbraio 1948 si può constatare che vinsero i sostenitori di chi riteneva che le decisioni sovrane dell'assemblea parlamentare fossero insindacabili per la Corte costituzionale a meno di casi molto particolari.

Ecco quindi l'articolo della vergogna, quello che permette di stare in piedi a tutte le leggi sulla spoliazione legale:

Art. 1 - La questione di legittimita' costituzionale di una legge o di un atto avente forza di legge della Repubblica, rilevata d'ufficio o sollevata da una delle parti nel corso di un giudizio e non ritenuta dal giudice manifestamente infondata, e' rimessa alla Corte costituzionale per la sua decisione.

Per fare un esempio recente, questa legge costituzionale incostituzionale, ha permesso che un comma dell'art. 19 dello Statuto dei lavoratori restasse in vigore dal 20 maggio 1970 al 2013 ossia ben 43 anni.

I padri costituenti, coscientemente o incoscientemente hanno deciso che il popolo sovrano, nel momento in cui una assemblea approva una legge, nessuno, se non in casi particolarissimi e limitati, può contestarne la legittimità costituzionale.

Ed in fase di approvazione delle leggi, la pregiudiziale sul profilo di costituzionalità del progetto di legge è votata dagli stessi che poi la possono approvare.

Il controllo fatto dagli stessi che stanno approvando una legge incostituzionale è solo una sollecitazione alla coscienza individuale del parlamentare, non un reale controllo di legittimità visto che controllato e controllore coincidono.

Solo in Italia si può credere che la coscienza dell'individuo sia superiore ai suoi interessi economici.

Alcuni esempi di leggi incostituzionali[modifica | modifica sorgente]

  • La legge Pinto sulla durata eccessiva dei processi - Corte costituzionale - Sentenza 19 febbraio 2016 n. 36

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Leggi[modifica | modifica sorgente]

  • 9 febbraio 1948, n. 1, in materia di "Norme sul giudizi di legittimita' costituzionale e sulle garanzie d'indipendenza della Corte Costituzionale."

Spoliazione legale (indice)

< Indice >

  1. interv. Fausto Bertinotti, Referendum costituzionale. Bertinotti: vincerà il sì lo vuole la troica. Ma i cattolici ..., 2 giugno 2016. URL consultato il 4 giugno 2016.
    «D. E che cosa è accaduto in questo arco di tempo? B. Da almeno un quarto di secolo la costituzione materiale, ossia l'insieme delle leggi, degli accordi, dei contratti che si producono a fronte di quella formale, da almeno un quarto di secolo va in direzione opposta all'indirizzo programmatico della carta costituzionale.».
  2. interv. Fausto Bertinotti, Referendum costituzionale. Bertinotti: vincerà il sì lo vuole la troica. Ma i cattolici ..., 2 giugno 2016. URL consultato il 4 giugno 2016.
    «D. In altri termini? B. In altri termini e successo che in questi 25 anni abbiamo assistito ad una progressiva sostituzione di fatto e talvolta da un punto di vista legislativo, a pezzi della nostra Costituzione con altri pezzi non solo incongrui ma che la contraddicevano formalmente.».