D.P.R. n. 756 del 4 agosto 1971

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Approvazione del nuovo statuto dell'Ente nazionale assistenza agenti e rappresentanti di commercio - ENASARCO.

Vigente al: 3-11-2020  
                  IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 Visto il regio decreto in data 6 giugno 1939, n. 1305, con il quale

e' stato concesso il riconoscimento giuridico all'Ente nazionale assistenza agenti e rappresentanti di commercio e ne e' stato approvato lo statuto;

 Visto  il  proprio  decreto  in data 22 giugno 1940, n. 388, con il

quale sono state approvate modifiche agli articoli 3, 4, 9 e 15 e sono stati soppressi gli articoli 7, 8 ed il secondo comma dell'art. 10 dello statuto medesimo;

 Visto  il proprio decreto in data 24 dicembre 1965, n. 1649, con il

quale sono state approvate ulteriori modifiche all'art. 9 di detto statuto;

 Vista  la  deliberazione  in  data  9  aprile  1970,  n.  100/70 di

repertorio, con la quale il consiglio di amministrazione dell'Ente nazionale assistenza agenti e rappresentanti di commercio ha deliberato l'integrale revisione dello statuto, tenendo presenti, per quanto applicabili, i criteri desumibili dall'art. 27 della legge 30 aprile 1969, n. 153, concernenti il riordinamento degli organi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale;

 Udito   il   parere,  favorevole  con  osservazioni,  espresso  dal

Consiglio di Stato, commissione speciale, sezione II, nell'adunanza del 26 novembre 1970;

 Vista  la  deliberazione  in  data  19  luglio  1971,  n. 197/71 di

repertorio, con la quale il consiglio di amministrazione dell'Ente nazionale assistenza agenti e rappresentanti di commercio ha nuovamente approvato il testo del nuovo statuto, opportunamente modificato in conformita' delle osservazioni contenute nel citato parere del Consiglio di Stato;

 Sulla proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale;
                             Decreta:
 E' approvato il nuovo statuto dell'Ente nazionale assistenza agenti

e rappresentanti di commercio ENASARCO, nel testo deliberato dal consiglio di amministrazione dell'ente nella seduta del 19 luglio 1971 e vistato dal Ministro proponente.

 Il  presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserto

nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 Dato a Roma, addi' 4 agosto 1971
                              SARAGAT
                                                        DONAT-CATTIN

Visto, il Guardasigilli: COLOMBO

 Registrato alla Corte dei conti, addi' 7 settembre 1971
 Atti del Governo, registro n. 244, foglio n. 90. - PASQUALUCCI

TITOLO I

Costituzione e scopi

Ente nazionale assistenza agenti rappresentanti commercio ENASARCO 


                         TESTO DI STATUTO 


                              Art. 1. 


 L'Ente nazionale di assistenza per gli agenti e  rappresentanti  di

commercio - ENASARCO, ha personalita' giuridica di diritto pubblico e gestione autonoma.

 L'ente provvede, nelle forme, alle condizioni e  con  le  modalita'

stabilite dalle leggi, dai regolamenti e dagli accordi economici collettivi in vigore, alla previdenza, all'assistenza ed alla istruzione professionale per la categoria degli agenti e rappresentanti di commercio.

 L'ente ha sede legale in Roma. Svolge la sua attivita' in tutto  il

territorio nazionale anche attraverso una propria organizzazione periferica. TITOLO II

Organi dell'ente

                              Art. 2. 


 Gli organi dell'ente sono: 
   1) il presidente; 
   2) il consiglio di amministrazione; 
   3) il comitato esecutivo; 
   4) il collegio dei sindaci. 
 Gli organi previsti dal precedente comma durano in  carica  quattro

anni ed alla scadenza del mandato i membri possono essere riconfermati.

 Il membro nominato in sostituzione di altro venuto meno  nel  corso

del quadriennio, per dimissioni o per altra causa, rimarra' in carica fino a quando vi sarebbe rimasto il membro surrogato.

                              Art. 3. 


 Il presidente e' nominato con decreto del Ministro per il lavoro  e

la previdenza sociale sulla base di una terna di nomi proposta dal consiglio di amministrazione che provvede in merito in occasione della sua prima riunione.

 Il presidente viene scelto al di fuori dei componenti del consiglio

di amministrazione e puo' essere riconfermato.

 Il presidente: 
   a) ha la legale rappresentanza dell'ente; 
   b) convoca e presiede  il  consiglio  di  amministrazione  ed  il

comitato esecutivo, determinando le materie da portare alla loro discussione;

   c) vigila  sulla  esecuzione  delle  deliberazioni  adottate  dal

consiglio di amministrazione e dal comitato esecutivo;

   d) firma gli atti e documenti che comportino impegni  per  l'ente

con facolta' di delegare, per il compimento di determinati atti, la legale rappresentanza dell'ente al direttore generale ed a funzionari appositamente, di volta in volta, designati. Il presidente puo' delegare particolari funzioni inerenti alla sua carica, o per determinati atti la legale rappresentanza dell'ente a uno dei vice presidente;

   e) esercita le altre attribuzioni demandategli dal  consiglio  di

amministrazione e dal comitato esecutivo.

 In caso di assenza o impedimento il presidente  e'  sostituito  dal

vice presidente nominato tra i consiglieri di cui al punto a) del successivo art. 4 e in caso di assenza o impedimento di quest'ultimo dall'altro vice presidente.

 Nel caso in cui la carica di presidente si  sia  resa  vacante  nel

corso del quadriennio, il consiglio di amministrazione propone la terna di nomi, di cui al primo comma del presente articolo, nella sua prima riunione.

                              Art. 4. 


 Il  consiglio  di  amministrazione  e'  nominato  con  decreto  del

Ministro per il lavoro e la previdenza sociale ed e' composto dal presidente dell'ente e dai seguenti membri:

   a)  otto  rappresentanti  degli  agenti   e   rappresentanti   di

commercio;

   b) quattro rappresentanti delle imprese mandanti; 
   c) un rappresentante del Ministero del lavoro e della  previdenza

sociale;

   d) un rappresentante del personale  dell'ente  designato  tra  il

personale stesso, con votazione da effettuarsi tra il personale di ruolo e fuori ruolo.

 I rappresentanti di cui ai punti a) e b) sono scelti  dal  Ministro

per il lavoro e la previdenza sociale tra i nominativi designati da ciascuna delle rispettive associazioni sindacali piu' rappresentative a carattere nazionale e comunque da quelle firmatarie degli accordi economici collettivi nazionali per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale.

 Qualora le associazioni sindacali non provvedano a  trasmettere  le

designazioni di propria competenza entro il termine che sara' stabilito dal Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, questi ha facolta' di provvedere direttamente.

 Il consiglio di  amministrazione  nomina  nel  suo  seno  due  vice

presidente, scegliendone uno tra i consiglieri di cui al punto a) ed uno tra i consiglieri di cui al punto b).

 I vice presidente esercitano anche le funzioni che vengono ad  essi

attribuite di volta in volta dal consiglio di amministrazione per incarichi particolari.

                              Art. 5. 


 Il consiglio di amministrazione si riunisce in via ordinaria almeno

ogni bimestre su convocazione del presidente, mediante avviso da inviarsi con lettera raccomandata almeno dieci giorni prima, indicante il luogo, il giorno e l'ora della riunione e gli argomenti da trattare.

 In caso di assoluta urgenza il termine puo' essere  ridotto  a  tre

giorni e la convocazione con lettera raccomandata puo' essere sostituita da convocazione telegrafica contenente l'indicazione sommaria degli argomenti da trattare.

 Il consiglio di amministrazione si riunisce  in  via  straordinaria

ogni qualvolta il presidente lo ritenga opportuno, oppure ne facciano richiesta almeno un terzo dei componenti o il collegio dei sindaci.

 Le adunanze sono valide con l'intervento di almeno  la  meta'  piu'

uno dei componenti.

 Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti dei presenti. 
 In caso di parita' prevale il volo del presidente. 
 Il consiglio di amministrazione, sentito l'interessato, propone  al

Ministro per il lavoro e la previdenza sociale la sostituzione dei membri che, per quattro sedute consecutive e senza giustificato motivo, non intervengano alle riunioni del consiglio stesso.

                              Art. 6. 


 Spetta al consiglio di amministrazione: 
    1) deliberare la terna di nomi da proporre  per  la  nomina  del

presidente;

    2) deliberare la nomina dei vice presidenti  in  conformita'  di

quanto disposto dall'art. 4 e del componente elettivo del comitato esecutivo di cui all'art. 7;

    3) deliberare la nomina del direttore generale; 
    4) deliberare sulle direttive  generali  per  il  raggiungimento

delle finalita' dell'ente;

    5) deliberare sui  regolamenti  di  attuazione  delle  forme  di

assistenza e previdenza esercitate dall'ente anche mediante l'istituzione di gestioni separate e di fondi speciali;

    6) deliberare sui regolamenti che disciplinano le  attivita'  ed

il funzionamento dell'ente, ed in particolare le procedure per gli appalti e le forniture e per la stipula dei contratti in genere, stabilendo i limiti di materia e di spesa entro i quali gli organi dell'ente sono competenti a deliberare;

    7) deliberare sulla dotazione organica e sulla  regolamentazione

dello stato giuridico e del trattamento economico di attivita' e di fine servizio del personale dell'ente;

    8) deliberare sui bilanci preventivi e consuntivi; 
    9) deliberare  annualmente  il  piano  di  impiego  delle  somme

eccedenti la normale liquidita' di gestione ai sensi e per gli effetti dell'art. 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153;

   10) deliberare sui criteri direttivi per l'impiego dei  fondi  in

conformita' al piano di cui al precedente punto, nonche' sulla costituzione e sulla disciplina dei fondi di riserva;

   11) deliberare sull'acquisto,  l'alienazione,  la  permuta  e  la

eventuale trasformazione di beni immobili nei limiti di competenza stabiliti dai criteri di cui al precedente punto;

   12) deliberare sull'accettazione di donazioni e legati  a  favore

dell'ente;

   13) deliberare sull'attribuzione degli incrementi  derivanti  dai

bilanci di esercizio;

   14) deliberare sulle proposte di modifica al presente statuto; 
   15) deliberare sulla istituzione, composizione ed attribuzione di

comitati consultivi;

   16)  decidere  sui  ricorsi  concernenti  i   contributi   e   le

prestazioni e sulla applicazione delle sanzioni pecuniarie previste dalle leggi e dagli accordi economici in vigore;

   17) deliberare su ogni altra questione ad esso deferita da leggi,

decreti e regolamenti, e che non risulti espressamente deferita ad altri organi.

 Le deliberazioni di cui  ai  punti  3),  5),  6),  7)  e  14)  sono

sottoposte all'approvazione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministero del tesoro per quelle concernenti i regolamenti del personale dell'ente.

 Le deliberazioni di cui al  punto  9)  dovranno  essere  sottoposte

all'approvazione ai sensi di legge.

 Il consiglio puo' delegare al presidente la facolta' di  deliberare

gli investimenti concernenti:

   depositi  sui  conti  correnti  fruttiferi  presso  istituti   di

credito;

   mutui ipotecari inferiori a venti milioni di lire. 
                              Art. 7. 


 Il comitato esecutivo e' composto: 
   a) dal presidente dell'ente; 
   b) dai vice presidenti; 
   c) dal rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza

sociale;

   d) da un consigliere di  amministrazione,  eletto  dal  consiglio

stesso.

 Esso e' convocato dal presidente in via ordinaria almeno una  volta

al mese e in via straordinaria ogni qualvolta il presidente lo ritenga opportuno o ne facciano richiesta almeno due membri o il collegio dei sindaci.

 Per  la  validita'  delle  riunioni  occorre  la   presenza   della

maggioranza dei componenti; per la validita' delle deliberazioni occorre il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti; in caso di parita' prevale il voto del presidente.

 L'avviso di convocazione, indicante il luogo, il giorno  e  la  ora

della riunione e le questioni da trattare, e' inviato dal presidente almeno tre giorni prima, salvo il caso di assoluta urgenza, in cui la convocazione deve essere fatta telegraficamente almeno ventiquattro ore prima.

                              Art. 8. 


 Il comitato esecutivo: 
   1)  esercita  le  attribuzioni  demandategli  dal  consiglio   di

amministrazione ed esamina le questioni ad esso demandate dal consiglio medesimo e dal presidente per il migliore funzionamento dell'ente;

   2)  delibera  sull'impiego  dei  fondi  secondo   il   piano   di

investimenti predisposto dal consiglio di amministrazione in conformita' dell'art. 6 ad eccezione degli investimenti immobiliari;

   3) esamina i bilanci  preventivi  e  consuntivi  dell'ente  e  le

relazioni del direttore generale, da sottoporre al consiglio di amministrazione per l'approvazione;

   4)  delibera  sulla  cancellazione,  riduzione,  surrogazione   e

frazionamento di ipoteche iscritte a garanzia dell'ente e sugli annotamenti relativi nonche' sullo svincolo di cauzioni e sulla rinuncia, proroga e rateizzazione dei crediti;

   5) delibera sui provvedimenti concernenti il  personale  ad  esso

demandati dal consiglio di amministrazione;

   6) esamina, in genere,  tutte  le  proposte  da  sottoporre  alla

approvazione del consiglio;

   7) esercita  tutte  le  altre  attribuzioni  che  siano  ad  esso

espressamente demandate da leggi, decreti e regolamenti.

                              Art. 9. 


 I verbali delle riunioni del consiglio  di  amministrazione  e  del

comitato esecutivo sono trascritti in apposito libro numerato progressivamente per ciascuno dei due predetti organi e firmati dal presidente, dal direttore generale o dal funzionario dell'ente incaricato dal consiglio delle mansioni di segretario.

                             Art. 10. 


 Le funzioni di controllo sono esercitate da un collegio dei sindaci

nominato con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.

 Il collegio dei sindaci e' costituito da: 
   a) un rappresentante del Ministero del lavoro e della  previdenza

sociale che lo presiede;

   b) un rappresentante del Ministero del tesoro; 
   c) due rappresentanti degli agenti e rappresentanti di commercio;

d) un rappresentante delle imprese mandanti.

 Per ciascun membro del collegio e' nominato un supplente  il  quale

sostituisce in caso di assenza o impedimento il membro effettivo.

 I rappresentanti di cui ai punti c) e d) sono scelti  dal  Ministro

per il lavoro e la previdenza sociale tra i nominativi designati da ciascuna delle rispettive associazioni sindacali piu' rappresentative a carattere nazionale e comunque da quelle firmatarie degli accordi economici collettivi nazionali per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale.

 I sindaci esercitano le loro funzioni in conformita' degli articoli

2403 e seguenti del codice civile, in quanto applicabili.

 I sindaci assistono alle riunioni del consiglio di  amministrazione

e del comitato esecutivo.

                             Art. 11. 


 Il direttore generale e' nominato dal consiglio di  amministrazione

con delibera da sottoporre all'approvazione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, fra il personale dell'ente avente qualifica di direttore superiore.

 Il consiglio di  amministrazione  puo'  altresi'  nominare  persona

estranea all'ente purche' sia provvista dei requisiti di carattere, generale previsti per il personale di ruolo dell'ENASARCO - fatta eccezione del limite massimo di eta' - del diploma di laurea ed abbia particolare esperienza nel campo delle attivita' previdenziali ed assistenziali.

 Il direttore generale dirige i servizi dell'ente, ne sovraintende e

ne regola il funzionamento, sovraintende al personale, ne cura la disciplina ed esercita le attribuzioni conferitegli dai regolamenti dell'ente e dagli organi di amministrazione.

 Il  direttore  generale  esercita  tutte  le   funzioni   ad   esso

espressamente delegate dal consiglio di amministrazione o dal presidente dell'ente.

 Il direttore generale interviene con voto  consultivo  alle  sedute

del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo, fa parte di tutti i comitati di cui al punto 15) del precedente art. 6 e riferisce annualmente in sede di preventivo e consuntivo sulla gestione dell'ente.

 Lo stato giuridico, il trattamento economico di attivita' e  quello

di quiescenza del direttore generale sono stabiliti mediante delibera del consiglio di amministrazione, da sottoporre all'approvazione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministero del tesoro.

 Il direttore generale non puo' essere mantenuto in  servizio  oltre

il 65° anno di eta'.

                             Art. 12. 


 Il Ministero del lavoro e  della  previdenza  sociale  esercita  la

vigilanza sull'ente e puo' ordinare ispezioni ed indagini sul suo funzionamento. Qualora siano accertate gravi irregolarita', sul funzionamento dell'ente puo' essere disposto, con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, la nomina di un commissario per l'amministrazione straordinaria dell'ente con i poteri che saranno fissati nel decreto stesso e per una durata non superiore a tre mesi, prorogabile al massimo per un altro trimestre. TITOLO III

Patrimonio e amministrazione


                             Art. 13. 


 Il patrimonio dell'ente e' formato dai beni immobili e mobili e dai

valori per gli acquisti, lasciti, donazioni e per qualsiasi altro titolo, spettino all'ente.

                             Art. 14. 


 Le entrate dell'ente sono costituite: 
   1) dai contributi ad esso spettanti; 
   2) dalle rendite del patrimonio; 
   3) dalle somme incassate per atti di liberalita' e per  qualsiasi

altro titolo.

                             Art. 15. 


 I fondi liquidi dell'ente devono essere investiti: 
   a) in titoli dello Stato o garantiti dallo Stato; 
   b) annualita' dovute dallo Stato; 
   c) in cartelle o titoli equiparati degli  istituti  esercenti  il

credito fondiario;

   d) in depositi fruttiferi presso istituti di credito  di  notoria

solidita';

   e) in mutui fruttiferi garantiti da ipoteche di primo grado; 
   f) in beni immobili liberamente disponibili; 
   g) in  altre  forme  autorizzate  dalla  legge  o  dai  Ministeri

competenti su proposta del consiglio di amministrazione.

 I depositi fruttiferi debbono essere contenuti in misura idonea  ad

assicurare in ogni momento la disponibilita' dei fondi per le prestazioni.

                             Art. 16. 


 L'ente,   mediante   convenzione   approvata   dal   consiglio   di

amministrazione, puo' affidare in tutto o in parte la custodia dei valori ed il servizio di cassa ad uno o piu' istituti di credito di notoria solidita'.

                             Art. 17. 


 Gli esercizi  finanziari  dell'ente  vanno  dal  1  gennaio  al  31

dicembre di ogni anno.

 Per  ciascun  esercizio  debbono  essere  compilati,  a  cura   del

direttore generale, il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo, quest'ultimo con la situazione patrimoniale alla fine dello esercizio. Qualora siano stati istituiti fondi speciali o gestioni separate, devono essere compilati per essi bilanci distinti.

 I bilanci, corredati dalle relazioni del direttore  generale,  sono

sottoposti dopo l'esame del comitato esecutivo, unitamente alle relazioni del collegio dei sindaci, al consiglio di amministrazione che deve deliberare sul bilancio di previsione entro il 30 novembre precedente l'esercizio considerato e sul bilancio consuntivo entro il 30 aprile successivo all'esercizio cui si riferisce.

 I bilanci, unitamente alle relazioni del direttore generale  e  del

collegio dei sindaci, saranno trasmessi al Ministero del lavoro e della previdenza sociale.

                             Art. 18. 


 L'ente puo' istituire, ai sensi dell'art. 6, punto  10),  fondi  di

riserva per le singole gestioni. TITOLO IV

Disposizioni generali e finali


                             Art. 19. 


 In caso di scioglimento  dell'ente  il  liquidatore,  nominato  con

decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, provvedera' alla liquidazione dell'attivo e alla estinzione del passivo e il patrimonio netto risultante a liquidazione chiusa sara' attribuito agli iscritti, salvo che la legge non disponga altrimenti, in proporzione ai saldi dei conti individuali alla data di scioglimento.

                             Art. 20. 


 Per tutto quanto  non  e'  previsto  dal  presente  statuto  si  fa

riferimento alle disposizioni di legge ed in mancanza di esse ai principi generali del diritto vigente.



          Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica 


         Il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale 
                           DONAT-CATTIN 

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