ENPAF

Da const.
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ISCRIZIONE D'UFFICIO ALLA CASSA? VALE PER POCHISSIME CATEGORIE E MAL SI ADATTA ALLA CRISI DEL LAVORO. Dovrebbe esser un concetto chiaro a tutti, invece.... stralcio di un articolo che trovate sotto ..."Un secondo gruppo (avvocati, consulenti del lavoro, medici, notai, farmacisti, veterinari, biologi, infermieri, psicologi, agronomi e forestali) ,per il quale è previsto - per l'accesso alla previdenza - il solo requisito della iscrizione all'albo professionale, cui consegue l’automatica iscrizione alla cassa di previdenza categoriale."......Secondo quanto detto sopra, all'iscrizione all'Albo consegue automaticamente l'iscrizione alla Cassa professionale, ma non è così, almeno che io sappia.... L'iscrizione d'ufficio alla Cassa vale solo per i medici, farmacisti, veterinari ( i veterinari dipendenti iscritti all'Albo dopo il 1991 possono cancellarsi da Enpav), notai, consulenti del lavoro e per gli avvocati. Nelle casse di nuova generazione istituite con il dlgs 103/96. ( biologi, infermieri, psicologi, agronomi e forestali ..) NON VIGE L'ISCRIZIONE D'UFFICIO ALLA CASSA. esempio ✅..."L’articolo 4 dello Statuto Enpab delinea in via generale quando è richiesta l’iscrizione alla cassa di previdenza per biologi. È obbligatoria l’iscrizione all’Enpab per chi fa parte dell’Ordine Nazionale dei Biologi ed esercita “attività autonoma di libera professione in forma singola o associata senza vincolo di subordinazione, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa ancorché svolgano contemporaneamente attività di lavoro subordinato”"..... fonte https://www.money.it/Enpab-cassa-previdenza-biologi-contributi-iscrizione-scadenze ✅CHIMICI ...."Chi deve iscriversi Ai fini della propria tutela previdenziale, tutti gli iscritti agli albi di: Attuari Chimici e Fisici Geologi Dottori Agronomi e Dottori Forestali che esercitano la libera professione".....https://www.epap.it/adempimenti/iscrizione-allente/ ✅PSICOLOGI ..."Enpap: iscrizione alla cassa psicologi L’iscrizione alla cassa di previdenza per psicologi è necessaria per tutti coloro che sono iscritti all’Albo e che abbiano conseguito redditi dall’esercizio della libera professionale. Nel caso in cui vengano a verificarsi le due condizioni descritte è necessario quindi procedere con l’iscrizione Enpap.".....https://www.money.it/Enpap-cassa-previdenza-psicologi-iscrizione-contributi

✅INFERMIERI..."Iscrizione alla Gestione Principale ENPAPI LIBERI PROFESSIONISTI CHE TRAGGONO REDDITO DALLO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ PROFESSIONALE MEDIANTE: – TITOLARITÀ DI PARTITA IVA INDIVIDUALE; – IN FORMA ASSOCIATA; – TRAMITE SOCIETÀ TRA PROFESSIONISTI; – IN QUALITÀ DI SOCI DI COOPERATIVA DI TIPO A.".....https://www.ordineinfermieribologna.it/libera-professione/iscrizione-enpapi/gestione-principale/

Mi fermo qui, ma se andate a vedere i regolamenti delle altre casse, vedrete che nelle Casse di nuova generazione istituite con il dlgs 103/96 non esiste l'iscrizione d'ufficio. Non esiste neanche in alcune casse di vecchia generazione come quella degli ingegneri e dei commercialisti, dove gli iscritti all'Albo che svolgono lavoro subordinato non hanno nessun obbligo di iscriversi alla Cassa di categoria. 

➡️Il principio secondo cui la Cassa di Previdenza è obbligatoria solo per I LIBERI PROFESSIONISTI CHE TRAGGONO REDDITO DALLO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ PROFESSIONALE, dovrebbe essere un principio universale, e non si dovrebbero invece applicare quote previdenziali agli iscritti agli Albi "senza" reddito o che pagano già INPS per via del lavoro da dipendenti.

Cosa aspettano le casse ad adottare "tutte" questo principio? I contributi previdenziali si dovrebbero pagare in proporzione al reddito da lavoro percepito e non in base all'iscrizione ad un Albo. La situazione più eclatante si trova in Enpaf dove un farmacista, ex dipendente, che non ha mai aaaaaaperto una p.iva e che si trova disoccupato dopo 5 anni di disoccupazione, e non si cancella dall'Albo si vede chiedere da Enpaf 2.300 euro. Questo per colpa dell'iscrizione d'ufficio, una regola inadeguata ai nostri tempi, che nel caso dei farmacisti risale al 1946. http://www.cassaforense.it/riviste-cassa/la-previdenza-forense/previdenza/l-accesso-alla-previdenza-dei-liberi-professionisti-tra-perduranti-diversificazioni-e-prospettive-di-unificazionestar/"


Questo accade perché con il metodo di calcolo contributivo tanto paghi, tanto prendi e le nuove Casse hanno il patrimonio di previdenza. Le vecchie casse devono garantirsi il patrimonio preda per le pensioni regalate . Il conflitto sociale legale è endocorporativo. Intergenerazionale.


Le vecchie casse devono pagare le pensioni paghi 1 e prendi 8. Come fanno?


QUELLA LETTERA ENPAF CHE NESSUNO VORREBBE RICEVERE.

Cari colleghi, in questi giorni molti farmacisti, soprattutto collaboratori precari e disoccupati, si vedono recapitare una lettera dall'Enpaf. Questa viene solitamente inviata dall'ente a novembre, come avvertimento al farmacista che ha superato i 5 anni di disoccupazione, con l'avviso che se non si cancella dall'Abo entro dicembre e rimane disoccupato l'anno successivo, dovrà all'ente 2.300 euro. Nessun altro professionista, sanitario e non, subisce una cosa del genere.

Non ci stancheremo mai di ricordarvi che tutti i lavoratori dipendenti (medici esclusi) pagano solo una previdenza, cioè Inps e che Enpaf è l'unica Cassa tra quelle esistenti che non applica aliquote sul reddito, ma ha un sistema a quota fissa di 4.500 euro e riduzioni normate da regole assurde.

La riduzione è un diritto solo per il dipendente che ha la fortuna di avere un lavoro a tempo indeterminato o comunque continuo. E' un diritto per i disoccupati solo se non superano i 5 anni di disoccupazione. Ma attenzione perché l'anno è considerato di disoccupazione anche quando si lavora come farmacisti per meno di sei mesi e un giorno in quell'anno. Quindi se il farmacista ha contratti a termine o fa sostituzioni di breve durata, nel giro di 5 anni facilmente maturerà i 5 anni di disoccupazione. A quel punto non è più presenza gradita all'Enpaf, e per questo l'ente gli applica la quota di 2.300 euro, cioè una quota "disincentivante" che lo spinge alla cancellazione, dandone avviso di solito a novembre del quinto anno inviandogli questa assurda lettera.

La soluzione per poter lavorare dopo questi 5 anni sta nella cancellazione alla fine del quinto anno, e nella reiscrizione nell'anno successivo quando si trova lavoro, con l'accortezza che il periodo di lavoro superi la metà più un giorno del periodo di iscrizione all'Albo ( norma oltretutto assente nel regolamento Enpaf, che prevederebbe in teoria questa possibilità solo in fase di prima iscrizione), o i 6 mesi e un giorno di una anno solare. Questo vuol dire che se il malcapitato trova ad esempio 3 lavori come farmacista di breve periodo durante l'anno, dovrà ogni volta cancellarsi finito il lavoro e reiscriversi e ripagare le tasse governative di 180 euro con il nuovo lavoro, facendo attenzione alle tempistiche. Insomma una vita infernale che rende impossibili contratti di breve periodo e che innesca il meccanismo dell'espulsione dall'Albo, di quella fuga dalla professione oltretutto negata dall'ente. Attenzione colleghi perché Enpaf non svuota solo le vostre tasche, ma svuota anche l'Albo dei farmacisti, allontanando i precari e chi non ha la fortuna di un lavoro stabile, spesso gli over 50.

Questo post è dedicato a tutti quei farmacisti iscritti dopo il 2004 che hanno optato per il contributo di solidarietà, che non conoscono il sistema Enpaf e che fanno spallucce a questa tassa fondo perduto e affermando che si tratta di un male sopportabile. Questa norma dei 5 anni di disoccupazione è solo una delle tante "trappole" del regolamento, trappole tese a chi non ha un lavoro stabile. Vi auguriamo ogni bene colleghi, ma soprattutto continuità lavorativa, perché senza di questa, le trappole del regolamento sulla riduzione verranno tese anche per voi.