Fiscalità generale

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Con fiscalità generale,[1] nel dibattito politico economico in Italia, si intende l'insieme delle entrate fiscali dello Stato italiano, raccolte in base a obblighi di leggi che non indicano già una specifica destinazione di spesa pubblica.

Le imposte IRPEF ed IVA, ad esempio sono imposte che non hanno una specifica destinazione e vanno a contribuire alla formazione della fiscalità generale.

La fiscalità generale, attraverso i trasferimenti dello Stato alle amministrazioni pubbliche permette l'attuazione dei programmi di spesa pubblica es. gestione e manutenzione di strade, servizio sanitario nazionale, istruzione pubblica, servizio pensionistico pubblico attraverso l'INPS.

È l'opposto dell'imposta di scopo.

Nel caso dell'INPS i trasferimenti dalla fiscalità generale hanno assunto nel tempo una importanza via via maggiore anche in considerazione delle sempre più vaste competenze assegnategli.

L'entità non è comunque significativa in quanto nell'ambito della valutazione della spesa pensionistica non cambia se il finanziamento è legato all'imposizione fiscale degli iscritti o meno.

Ciò attiene infatti alle politiche di redistribuzione dei redditi che vengono attuate dal Governo.

Fiscalità generale e tributi di scopo nel campo della previdenza sociale pubblica[modifica | modifica sorgente]

La teoria costituzionale nel diritto della previdenza sociale prevede che all'onere di soddisfare le necessità dei cittadini in condizioni di bisogno "provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato" (Art. 38 c. 5 Cost.).

Da un punto di vista sostanziale non ha significato distinguere gli interventi di welfare pubblico, regolati da norme di diritto pubblico qual'è il diritto della previdenza sociale, se finanziati direttamente dallo Stato o con i tributi raccolti dagli istituti preposti tipo INPS o casse di previdenza D.Lgs. 509/1994 e D.Lgs. 103/1996.

I contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie sono tributi a tutti gli effetti e le amministrazioni pubbliche che erogano le pensioni pubbliche sono gestite con la contabilità finanziaria e secondo il principio di copertura finanziaria.

Pertanto la differente modalità di finanziamento attraverso la fiscalità generale ed i trasferimenti agli enti ovvero direttamente tramite la raccolta dei tributi da parte degli enti rappresenta solo una scelta organizzativa, mentre le politiche di spesa degli enti previdenziali sono sempre decise a livello politico dal parlamento attraverso le successive riforme delle pensioni e non in base ad una gestione con contabilità economico patrimoniale aziendale secondo il principio del bilancio in cassa chiusa con patrimonio di previdenza.

La riforma delle pensioni Fornero è una legge di bilancio pertanto il bilancio va inteso come conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche che va valutato nella sua interezza quale avanzo o disavanzo e quindi deficit dello Stato ai fini della sostenibilità finanziaria di tutti i programmi di spesa pubblica.

Molte sono inoltre le leggi di fiscalizzazione degli oneri sociali che di fatto rendono impossibile definire il finanziamento della spesa pensionistica per la pensione pubblica come finanziato semplicemente dai contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. La Gazzetta del Mezzogiorno, Ma perché, forse, spaventato dalla voglia matta di partiti e parti sociali di finanziare qualsiasi iniziativa con il ricorso alla «fiscalità generale»

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

News[modifica | modifica sorgente]


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