Franca Giordano

Da const.
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2020 09 26[modifica | modifica sorgente]

LE STRATEGIE ...SONO RAFFINATISSIME...(cit.) La lotta per l'affermazione della legalità si sviluppa anche attraverso le lecite articolazioni ...del diritto.

Al 31 dicembre 2019, oltre un milione di euro di perdite per la società che edita il Dubbio, il foglio di carta dell'avvocatura. Il bilancio di esercizio della Edizioni Diritto e Ragione srl, casa editrice de IL DUBBIO, si chiude al 31.12.2019 con una perdita pari ad - € 1.092.283, perdita da ripianare, utilizzando la riserva appositamente costituita, così come si evince dal bilancio depositato.

La società Edizioni Diritto e Ragione srl é interamente partecipata dalla FAI, una delle fondazioni del Consiglio Nazionale Forense.

Il CNF tramite la propria Fondazione FAI - Fondazione Avvocati Italiani '- ha costitutivo nel 2015 la società di capitali Edizioni Diritto e Ragione s.r.l., con sede in Bolzano, con il compito di provvedere alla pubblicazione del quotidiano.

Al fine di consentire la diffusione del quotidiano, a seguito di riunioni tra i componenti del CNF, il direttore responsabile ed Ordini distrettuali, gli iscritti ai rispettivi albi professionali risultano .....ABBONATI DI UFFICIO, in senso stretto e letterale, senza voler fare simpatica ironia.

La perdita sarà ripianata? La riserva , per ripianare la perdita..."come è stata appositamente costituita"?

ll Cnf nella sua struttura decapitata dal reggente illegale e decimata dagli illegali sospesi è una impalcatura che cerca di resistere alle "minacce di ripristino della legalità ". Adottare il sistema del ripudio della trasparenza, favorisce la mancata conoscenza dei meccanismi che muovono l'attribuzione degli incarichi, oscura il funzionamento del sistema, lo rende inaccessibile , lo censura , acuendo in maniera esponenziale il distacco tra rappresentanti e rappresentati. Lo scheletro amputato, resiste e deve resistere, perché il vero meccanismo che alimenta il sistema è dato anche dagli organismi satellite di diritto privato. FAI e FIIF, sono due fondazioni che fanno capo al CNF...sono le due fondazioni del CNF.

Le fondazioni, in generale, costituiscono da tempo, per esplicite   indagini conoscitive condotte dall'autorità anticorruzione , il paracadute legale/istituzionale che consente alle consorterie, presenti ormai in qualunque  o quasi,  tutti i sistemi di potere...autoreferenziali, di operare e resistere. Le fondazioni sono il vero obiettivo di un indagine diretta a ristabilire la legalità in qualunque tipo di istituzione.

All'esterno abbiamo la struttura...all'interno, in assenza di adeguata pubblicità e comunicazione per favorire informazione e trasparenza ai coiscritti, di fatto, la distribuzione delle attività in genere, avviene attraverso i meccanismi del diritto privato e basta leggere anche superficialmente gli statuti di dette aggregazioni di diritto privato. Orbene, aver previsto nello spazzacorrotti la possibilità di equiparare le indagini anche alle fondazioni non basta se lo stato non predispone i mezzi e le sostanze economiche per far fronte alle accurate indagini dirette a ristabilire la legalità. Se la legalità non deve risolversi in un mero esercizio labiale per accompagnare progetti politici non meglio identificati è bene porre a baluardo della propria attività una seria indagine diretta a svelare i meccanismi per i quali l'informazione "su carta" è solo espressione del sistema autoreferenziale costituito, con l'aggravante che tutto... avviene a " spese di tutti per finanziare i pochi".

2020 07 08[modifica | modifica sorgente]

La disobbedienza civile. Le piattaforme digitali hanno determinato un' alluvione incontrollata e incontrollabile di contenuti, l' informazione appare fenomeno accessibile a tutti ma il fenomeno lungi dall'essere sostenziale è apparente. La censura sembrerebbe uno strumento velleitario nel controllare la libera espressione di contenuti. Qualunque tentativo di controllo o censura, potrebbe sembrare un vano tentativo di svuotare l'oceano con una tazzina da caffè. Basta invece leggere con attenzione le notizie di politica internazionale per verificare che la censura è ancora pratica corrente in tutto il mondo. In genere sembrano le ripicche goffe e inefficaci di un piccolo satrapo che non ha capito come funziona il mondo. In realtà, come tutte le forme di censura, la repressione serve da deterrente per i regimi: colpirne uno per educarne cento. È la stessa logica con cui si muovono i poteri (e le mafie e le milizie) che minacciano, feriscono, uccidono i giornalisti scomodi: non tanto perché abbiano scoperto o stiano per scoprire quello che è già sotto gli occhi di tutti, ovvero che il potere è corrotto e corrompe, quanto per lanciare un avvertimento: se dici che il re è nudo, rischi di fare la stessa fine. Partire dalla scuola, dal momento formativo è il passo principale per conformare menti e contenuti a quei regimi autoreferenziali che non hanno interesse alcuno a promuovere il principio democratico di libera espressione del pensiero. La democrazia è purtroppo apparenza di libertà anche per quei paesi che si professano "democratici" e la censura cammina di pari passo in tutti i settori in cui si evolve l'attività dei consociati.

" Tra i contenuti che verranno cancellati dai libri di testo, o fortemente ridotti, almeno all’inizio, non ci sono solo passaggi critici della recente storia cinese, come il massacro di Piazza Tienanmen, la Rivoluzione Culturale e le purghe degli elementi di destra compiute da Mao Zedong (tutti questi ad oggi sono solitamente racchiusi in un solo paragrafo nei libri di storia). Scompariranno dai programmi anche personaggi come Martin Luther King e Mahatma Gandhi, essendo il tema della disobbedienza civile troppo delicato da quando è stata varata la nuova legge."

https://www.tempi.it/hong-kong-gandhi-martin-luther-king-e-su-xun-rimossi-dai-libri-di-testo/

2020 06 23[modifica | modifica sorgente]

Nel nome della Toga, del Decoro e dello Spirito di Servizio...il Grande Inganno.

La storia, si sa, ha i suoi tempi di “decantazione” e dopo molti anni rivela all’opinione pubblica quanto di più nascosto, ed indicibile, era riposto nel fondo degli scrigni della memoria ma, soprattutto, nel fondo degli archivi delle coscienze, delle menti e delle segrete stanze. Accade spesso che vengano sacrificati uomini e progetti , in nome di un totalitarismo democratico forte dei suoi segugi , pronti a riportare alla regola del silenzio e della soggezione chiunque dissenta od osi manifestare pubblicamente dei dubbi .

Il dissenso non è consentito ed è pericoloso perché può “contagiare” il resto delle masse, indurle alla riflessione, al "dubbio", generando un calo del consenso. Il paradosso è che questa forma di violenza, nell'avvocatura ma anche in tutte le altre categorie professionali e produttive, proviene proprio da coloro che si ammantano, nel nostro caso, di toga, di decoro e di deontologia e si infarciscono la bocca di mantra politicamente corretti. Nel tempio sconsacrato del diritto, sull'altare della Legalità, nel nome della Toga, del Decoro e dello Spirito di Servizio, va in scena l'omicidio della consenziente avvocatura. La Censura Deontologica perpetrata da una giurisdizione domestica che si è guardata bene dal conformarsi alla istituzione di una sezione specializzata per gli illeciti deontologici, esprime in pieno un concetto di "autonomia del Cnf " concepito per svincolarsi anche dalla politica e gestirsi in maniera completamente autonoma e al di fuori della Legge. Il fatto che agli illegali nel Cnf , prima della loro decapitazione giudiziaria , non fosse stato mai contestato ed applicato alcun illecito deontologico per aver disatteso la regola del doppio mandato è fatto grave e sintomatico per chi, con la giurisdizione domestica , intende "giudicare e colpire solo determinate ipotesi di illecito e non altre". Gli Avvocati sono, per loro naturale funzione, i garanti della corretta applicazione della legge e che, pertanto, il mancato rispetto della stessa assume, nei loro confronti, sicuro rilievo deontologico ma così non è stato.

Viceversa, la minaccia di azioni dirette al risarcimento del danno, solo contro chi osa mettere in discussione il sistema, si fa scudo del ripudio di una comunicazione diversa , talvolta sorretta da un eleoquio forte e fuori dagli schemi del politichese corretto. Una censura che ha adottato come alibi, lo sdegno per il dileggio e come modalità di repressione, il paravento della deontologia per sopprimere il diverso. Una censura che continua ad ignorare che la comunicazione politica, la critica politica si sta evolvendo e si è già evoluta attraverso paradigmi non più lontani ma vicini alle persone...alla gente comune. I social hanno dato la possibilità all'uomo comune di comunicare con il politico e di rivolgere allo stesso apprezzamenti e critiche in tempo reale, sublimando, almeno all'apparenza, il suo bisogno di partecipare alla gestione della res pubblica . I social sono divenuti luogo di scambio mediatico , di scambio di contenuti ma anche luogo di scambio di interlocuzione tra politici e tale interlocuzione , talvolta dai toni duri e aspri è divenuta ormai la regola consentita, tollerata ed utilizzata dai politici stessi, anche esclusivamente per meri scopi propagandistici. Nell'avvocatura invece il sistema della comunicazione è arcaicamente vincolato alla censura deontologica, quella stessa censura, in senso lato e descrittivo che bruciava i libri, che falsificava la storia e che ha la pretesa di riscrivere il presente, che vuole riprogrammare le menti per garantire l’infallibilità ad un manipolo di persone che si sono autoproclamate garanti della verità nella tutela esclusiva delle rendite di posizione acquisite. Queste le modalità di comunicazione per una "categoria professionalizzata", tenuta insieme dal collante delle rendite di posizione e legalizzata da una legge professionale estorta grazie alla paralisi delle menti. È corretto porre l'attenzione e stimolare una riflessione, attraverso il parallelismo tra comunicazione politica, fuori e dentro le istituzioni forensi. Coloro i quali, del linguaggio forte hanno fatto veicolo per stigmatizzare denunce di iniquità, diseguaglianze e abuso dello strumento legislativo ai danni della categoria all'interno delle istituzioni forensi, subiscono, allo stato, isolatamente ed esclusivamente le ripercussioni, in una categoria prossima al collasso, per disinteresse, sottomissione, ignavia e scelta consapevole di affidarsi al sistema dilagante dell'illegalità. La repressione della forma, anche forte e spregiudicata , per fini politici, dell'eloquio forbito è divenuta ormai un alibi per il potentato forense per colpire, attraverso la deontologia malata, ogni forma di espressione del dissenso. Anziché intimidire e limitare la libertà di espressione però si sta ottenendo l'effetto contrario, perché ormai "il sistema è svelato".

La nostra Costituzione, frutto di un compromesso tra forze politiche diverse e talvolta contrastanti ma unite da un unico obiettivo diretto alla tutela e salvaguardia di uno stato democratico e sovrano ...subisce passivamente questa "violenza concordata perpetrata attraverso la censura deontologica", frutto di un tentativo di legittimazione di un potere autoreferenziale e autarchico che fa propria l'illegalità per restare autonomo e istituzionalizzare definitivamente il "presunto governo dell'avvocatura".


https://www.mondoprofessionisti.it/intervento/nel-nome-della-toga/

Articoli sempre belli ma l'analisi politica non può prescindere dalla storia. Gli ordini sono nati per sopprimere il dissenso. Ci sono norme (devo ritrovarle) che dopo la caduta del fascismo dovevano eliminare la giurisdizione domestica. Non si è fatto, perché? Perché il fascismo non è mai finito.



Mario Paolo Rossi ogni regime, ogni sistema, sottintende a sé stesso i mezzi per assicurarne l'esistenza .


Franca Giordano esattamente, così come ogni struttura sociale ha a monte un progetto sociale sulle posizioni di ogni individuo. Il problema sorge quando un gruppo non accetta più la posizione che gli è stata assegnata, e nasce il conflitto sociale . Se chi non accetta il sistema non ha un progetto sociale alternativo, resta una rivolta, se ha un progetto sociale alternativo e lo attua con violenza, si ha una rivoluzione, se si cambiano le regole secondo le leggi, si ha una riforma. Quello che ancora non vedo è il nuovo progetto sociale .

2020 06 22[modifica | modifica sorgente]

Rigurgiti di dignità, fierezza ...e malessere diffuso e irreversibile...per tutte le "toghe sporche".

La conclusione della missiva indirizzata dal presidente f.f.del cnf al Presidente Mattarella così recita: «Signor Presidente della Repubblica, l’Avvocatura è pronta a collaborare per la riscrittura delle regole e guarda a Lei con fiducia, schierandosi senza riserva alcuna, ancora una volta e sempre, dalla parte della Costituzione». "Riscrivere le regole"...l'avvocatura italiana, quell' avvocatura che ha tollerato la presenza di un presidente illegale; quell'avvocatura che ha subito la decapitazione giudiziaria del suo reggente e che, in ossequio ai tanto declamati principi di Dignità , Decoro e Toga, ha sempre ritenuto irrilevante il rispetto della regola del doppio mandato; quell'avvocatura che ha accettato e subito una riforma della legge professionale capestro che sta affamando le sue fasce deboli; quell'avvocatura che si scaglia contro " i suoi figli dissenzienti" attraverso il perverso strumento della deontologia casalinga e casareccia; quell'avvocatura che non è mai stata in grado di porsi come credibile interlocutore con la politica nazionale perché retta da un presidente illegale che ha barattato con il ministro claudicante la sua permanenza oltre mandato nel cnf, restando silente sulle istanze riformiste proposte; quell'avvocatura che si autoassolve , addossando ad altri, senza una autorevole e concreta autoanalisi, le responsabilità delle criticità di tutto il comparto giustizia, criticità enfatizzate dal Covid 19 ma presenti già da prima; quell'avvocatura che vuole aprire i tribunali, che fa morire e resuscitare la Giustizia a seconda della data da concordare per il suo funerale...insomma si potrebbe continuare ad oltranza...ma quale avvocatura??? E la Costituzione... La massima istituzione forense, decimata dall'illegalità manifesta e accettata, si esprime sul caso "toghe sporche" proponendosi per una riscrittura delle regole. Le toghe sporche si lavano in famiglia...direbbe qualcuno, lottiamo per assumere piena autonomia e teniamoci la giurisdizione domestica fino a che morte non ci separi...ma riscriviamo le regole per la magistratura... "Ricordare il passato è fondamentale per costruire un futuro diverso ed è doveroso indignarsi e rifiutare il presente se non conforme alle regole"...così, tempo fa, declinava queste strofe il presidente deposto. Al momento l'Avvocatura rispettosa della Legge, "poca gente" purtroppo, rifiuta il presente per come falsamente rappresentato da chi dovrebbe essere baluardo di legalità, rigore e serio autogoverno. Riscriviamo qualche capitolo più interessante della nostra storia per le future generazioni, per sanare il vuoto educativo nella politica forense ...perché davvero ...la fantasia è finita.


2020 06 07[modifica | modifica sorgente]

“Purtroppo è un matto vero… – è stato il commento di Palamara nella chat con Forciniti – Però va fermato, non può continuare così”.

Battute estrapolate da conversazioni che, indipendentemente dalla loro effettiva rilevanza penale, hanno il pregio di inquadrare la vicenda in un contesto generale utile alla comprensione, per l'uomo comune, delle modalità di indirizzo delle azioni e ripercussioni nei rapporti tra magistratura e ndrangheta , nel caso di Gratteri. Gratteri viene definito "un matto vero" per l'oggetto e la portata delle indagini condotte, matto vero perché la sua azione di svelamento...svela troppo e i matti ormai sono coloro che, attraverso il proprio lavoro, mostrano la vera realtà. Matti veri sono coloro che offrono della realtà la verità nuda e cruda , un sistema di rapporti e relazioni in cui il ruolo rivestito ed il potere ad esso correlato, sono strumento non solo di affermazione personale ma fonte di privilegi e mezzo per coordinarsi con gli altri poteri che si contendono la gestione politica ed economica della società in cui viviamo. Combattere le mafie, denunciarle in tutte le loro colorate manifestazioni, in tutti i settori in cui si manifestano...denunciare la "professionalizzazione delle mafie" significa denunciare un modus operandi che ormai non risparmia nessuno. I matti sono scomodi, perché quella che vogliono far passare come follia è il mezzo per esprimere e rivendicare i valori soppressi e barattati a favore del profitto di posizione, di rendita ed incremento economico ad esso correlato. Rivendicare il riequilibrio delle posizioni, nel rispetto dei ruoli, nel rispetto del dialogo e confronto dei poteri ...lottare per rimuovere le disuguaglianze ...è follia. I matti hanno il pregio di svelare la realtà, pagando duri prezzi per la loro attività...e tutto sommato la definizione è comoda...al momento non è una qualificazione negativa ma l'attenuante ed il pretesto per continuare a dire la verità. Ben vengano i matti.


https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/06/chat-magistrati-palamara-a-forciniti-nicola-gratteri-e-matto-va-fermato/5826488/


Se lui è matto, un complottista scientifico che descrive l'imbecillità indotta inconsapevole di milioni di persone, cosa è?

2020 05 23[modifica | modifica sorgente]

La mafia sistemica.

Il paese è da tempo ormai nelle mani di una propaganda che nulla ha a che vedere con l'accertamento della verità, con il giudizio razionale teso a restituire, a chi ha perso la vita, un briciolo di giustizia vera, con un giudizio ancorato all'accertamento della verità sostanziale. La ricostruzione giudiziaria dei fatti posti alla base delle stragi di mafia, la ricostruzione mediatica e, di conseguenza, l'informazione, subiscono il condizionamento delle versioni univoche della verità...presunta. Posta una doverosa linea di confine con l'accertamento giudiziario della responsabilità penale, restano aperte delle ricostruzioni che, seppur prive del riferimento "delle responsabilità giudiziariamente accertate", lasciano aperto il campo a valutazioni sull'intero e complessivo sistema in cui determinati eventi erano collocati, sì che la ricostruzione fatta nei tribunali e in tutti i gradi di giudizio risulta solo una componente dell'indagine conoscitiva sui fatti e sugli eventi. Lo studio e la letteratura sulle stragi di mafia hanno evidenziato le gerarchie di Cosa Nostra, le sue lotte intestine, le trame diaboliche dei suoi capi, la sua storia tormentata, ma non hanno ancora svelato le vere trame sottese agli eventi delittuosi. È emersa la storia di un mondo, nei suoi principi generali, in cui tutti sono nello stesso tempo amici e nemici di tutti, professano lealtà ma, nel contempo, sono pronti all'inganno più subdolo, progettano congiure e imboscate, tradiscono e uccidono senza rimorsi. La mafia, ormai, è stata descritta dettagliatamente dal suo interno già dalla strage di Capaci e, ad oggi, il sistema è svelato attraverso la tradizionale ricostruzione della vita quotidiana dell'uomo d'onore, le sue amicizie, gli odii, gli affetti di un'esistenza dominata dalla paura di essere uccisi e dalla necessità di ammazzare. Ma il fenomeno mafioso, il suo paradigma sociale, con la modernità e con il progresso tecnologico si è evoluto, trasformato e ramificato in tutti i settori dell'agire umano, e si afferma e consolida come un virus senza vaccino. Oggi il metodo mafioso

è sistemico ed è di categoria, nessuna esclusa.

Il patto Stato/Mafie è sempre esistito.

La logica del compromesso istituzionale è stata sempre protagonista delle sorti del paese. 

Le mafie sistemiche , non hanno subito, come per "la mafia al tritolo" di Falcone e Borsellino, indagini e svelamenti di rilievo ...perché connaturate all'essenza del sistema, tutelate dai componenti del sistema stesso e spesso lo strumento della legge è utilizzato ad arte a fondarne la legittimazione e la legalità. Mafia di lupara, mafia al tritolo, mafia di sistema, mafia nelle professioni...mafia in ogni ambito e settore in cui le disuguaglianze tra le posizioni creano bisogno e subordinazione. La criminalità organizzata è solo un aspetto, un'esternazione del sistema. Le mafie sono un fenomeno più complesso da analizzare nella loro attualità, senza perderne l'evoluzione storica dell'attività svolta dai protagonisti. Una visione di insieme e un approccio multidisciplinare di difficile realizzazione nel concreto perché, qualsivoglia definizione ed analisi scientifica del metodo, sarà sempre in ritardo rispetto agli effetti che si sono già prodotti e consolidati nel sistema stesso. L'indagine condotta sulle aree contigue, sui sistemi e sottosistemi sociali, di categoria, contribuisce ad ampliare la conoscenza di un fenomeno organizzativo in cui le singole postazioni di potere sono blindate...dal potere stesso. Alla base vi è il "consenso", talvolta cosciente e altre volte di necessità, ad un sistema che vedrà la sua fine quando ad esso si sostituirà la coscienza della possibilità di un vero cambiamento.




Sono commosso




La cosa che mi è veramente piaciuta è il discorso sull'approccio multidisciplinare. Il libbrone o meglio l'enciclopedia sul conflitto sociale legale si basa proprio su questa intuizione . Poiché stavo a discutere impantanato da 1000 fake news, ho detto mi faccio una enciclopedia per tutte le voci. Per spiegare come la mafia opera in ogni campo.

https://const.miraheze.org/wiki/Enciclopedia_del_conflitto_sociale#Come_fare



Quello dove non concordo è la coscienza dal basso. Capisco che può sembrare assurdo, ma la maggioranza in basso non ha mai voluto la mafia. Il conflitto sociale legale è tra élite. È l'elite che non la vuole che non la sa contrastare. È come se i giocatori che stanno perdendo danno la colpa ai tifosi.




" Una volta mi chiesero che cos'è la MAFIA oggi. Risposi che oggi per me la mafia è un qualunque gruppo di uomini che agisce per tutelare i suoi stretti interessi, accrescere il proprio potere e preservarlo, con ogni mezzo, legale e illegale, raggirando norme e leggi, o facendosele scrivere per le proprie esigenze, da una classe politica corrotta. Quei mezzi che non portano più necessariamente la morte, quella fisica, terrena. Quei mezzi fatti di gestione degli appalti, di affidamenti di incarichi e in generale che controllano e gestiscono i processi dell'economia. Quei mezzi che rendono questa mafia oscura, subdola, spettrale, impalpabile. Quella mafia che si muove nei meandri oscuri delle istituzioni, della burocrazia e della politica. Che ha tra le sue fila politici e burocrati specializzati per agire su quella linea sottile che separa la legalità dall'illegalità....per controllate, per pilotare, per aggiustare le cose degli amici e degli amici degli amici, delle famiglie, dei clan, delle filiere di partito. Questa è la mafia che oggi pervade il nostro paese. " Cit.




Mario Paolo Rossi ne faccio memoria. La tentazione della mafiosita' è sempre in agguato.





Un sinonimo di mafia sistemica https://const.miraheze.org/wiki/%C3%89lite_della_spoliazione_legale





Mario Paolo Rossi ne faccio memoria. La tentazione della mafiosita' è sempre in agguato.






Carmela Gioscia questa è bella, è la tentazione di fare autogol per un compenso

2020 03 21[modifica | modifica sorgente]

https://lavialibera.libera.it/it-schede-68-21_marzo_2020_caselli_le_vittime_di_mafia_ci_ricordano_che_lo_stato_siamo_noi

I Rivoluzionari portatori della Legalità. Una "celebrazione" virtuale e forse passata in secondo piano per l'emergenza Covid 19 ma sempre nella consapevolezza della presenza del malaffare in tutte le maglie del sistema e nella memoria del prezzo altissimo pagato dall'Italia in termini di vite umane.

" Viviamo in un Paese nel quale lo Stato si manifesta troppo spesso solo con i volti impresentabili di tanti personaggi eccellenti che con il malaffare hanno scelto di convivere. Le vittime di mafia sono state straordinari creatori di credibilità e rispettabilità. Operando come hanno operato in vita, e sacrificandosi fino alla morte, hanno restituito lo Stato alle persone, che così riescono a dare un senso alle parole “lo Stato siamo noi”. E prende forma l’idea delle vittime di mafia come “rivoluzionari”, in quanto portatori di legalità."



Ma la spoliazione è legale

2020 03 19[modifica | modifica sorgente]

...dove tutto ebbe inizio...cani sciolti senza guida...solo uno sfogo personale .

Anni di sudditanza e di schlerotizzazioni di rendite di posizione non si cancellano all'improvviso. La nostra legge professionale è una perfetta macchina da guerra. Nell'ottica del puro "concetto di autogoverno dell'avvocatura" , utopisticamente orientato da una sana , corretta e democratica formazione del consenso e nel rispetto della legge, l'ideale, i principi ispiratori in astratto sono ...erano assai nobili. Nel concreto, nel panorama ormai magmatico della "illegalità istituzionalizzata ed accettata" è la nostra legge professionale la perfetta macchina da guerra. Normativa di potere nelle mani di chi, in nome dell'avvocatura tutta ma nell'interesse di pochi, decide e pianifica gli strumenti per effettuare il controllo sulle sorti della categoria. Alla base , un sistema elettivo del Cnf rigorosamente ancorato agli Ordini locali ed autoreferenziale che, dopo la decapitazione temporanea del capo ed altri 8 componenti, con la reggente pro tempore facente funzioni... "fa funzioni perfettamente in piena continuità " con le istruzioni impartite dal suo dominus.

Rappresentanza esclusiva con il Ministero della Giustizia , rapporti con il potere giudiziario, autonomia regolamentare e rapporti con gli Ordini, autonormazione deontologica , il tutto condito ed assaporito dalla imposizione dei minimi slegati dal reddito e dalla negazione di un sistema previdenziale improntato alla proporzionalità rispetto al reddito effettivamente realizzato (strumento di distruzione/distrazione di massa) al fine di affamare e distrarre le masse e non renderle attente alla realizzaione dell'obiettivo principale : governo di pochi e selezione darwiniana fino al paradosso dell'annientamento delle fasce più deboli. Da ultimo le dichiarazioni del reggente dell'ente di "previdenza ed assistenza " che risponde agli avvocati ..."Con calma , senza stress ...abbiamo ...anzi...avete ancora tempo per morire". La deontologia poi, ma giusto per ricordarlo è questione corporativa, in dispregio del suo reale fondamento, volto alla tutela e affidamento riposto dalla collettività su un esercizio corretto della professione in funzione anche del suo specifico ruolo di strumento attuatore del diritto di rango costituzionale alla difesa (art. 24 Cost.). Tutto nelle mani di chi continua a disattendere in maniera sprezzante ed eversiva il rispetto della Legge e le aspettative di una categoria al collasso.

Ora che il malessere pandemico e sistemico ha smosso tutti i dormienti ...ora che forse è chiaro l'obiettivo di selezionare anime secondo la regola darwiniana del più forte... si cercano soluzioni ed interventi da parte della rappresentanza che non esiste. Ocf , al momento, organo di rappresentanza politica dell'avvocatura, dovrebbe innanzitutto sciogliere il silenzio sul Cnf e contrariamente alla continuità proclamata dalla nuova presidente, dovrebbe esigere dimissioni immediate dei sospesi e chiedere di motivare per iscritto le ragioni del silenzio acclamante di tutto il consesso . Rappresentanti che dovrebbero dare il conto all'Italia intera del loro operato. Ma questo, questo ammutinamento è solo un'aspettativa delirante di chi ha compreso bene gli ingranaggi ed incrostazioni delle rendite di posizione. Fuori tutti ...come in tempo di saldi...perché siamo stati svenduti, alla politica e alle istituzioni, con la complicità e l'acquiescenza della gran parte della nostra categoria. Ora tutto ritorna al mittente, il sistema è imploso e nel marasma delle richieste e proposte, sempre e solo Ocf, dovrebbe divenire organismo di sintesi e catalizzare le professionalità più competenti , anche all'esterno di se stesso, tra l'avvocatura tutta, per articolare e richiedere al Governo un piano di interventi di medio e lungo periodo per affrontare l'emergenza che ci porterà, se trascurata, al collasso definitivo. Ma anche questa è un'aspettativa delirante perché la risposta sta nell'affermare che Ocf già rappresenta l'avvocatura...ed ecco il serpente che si mangia la coda, il sistema della rappresentanza infedele costruita sul consenso malato, il serpente che si nutre di sé stesso...il sistema... come il "serpente uroboro" ...così come profetizzato dal compianto combattente che fu Maurizio De Tilla.

"Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare."

Non ho soluzioni, non ho piani strategici di rinascita e componimento della crisi...ho solo le idee chiare sugli eventi che ci hanno portato a tutto questo e non dimentico il malessere ... non sopporto il dolore per aver affamato e distrutto la nostra professione. Dalle grandi sofferenze, quando si è toccato il fondo, solo allora... potranno rinascere anime ed obiettivi veri.

2020 02 21[modifica | modifica sorgente]

https://www.mondoprofessionisti.it/intervento/la-denuncia-dellillegalita-e-i-ventuno-avvocati/

2020 02 04[modifica | modifica sorgente]

La Resistenza Ideale, la Resistenza all'illegalità...il Rifugio della libertà.

"Il diritto di resistenza è sostanzialmente (ed implicitamente) accolto dalla nostra Costituzione, in quanto rappresenta una estrinsecazione del principio della sovranità popolare, sancita dall’art. 1 della Costituzione e che quindi informa tutto il nostro Ordinamento giuridico."

È una impostazione che onestamente mi sento di condividere completamente, perché la Resistenza è in un certo senso Madre della nostra Costituzione e al tempo stesso Figlia, quale valore ideale cui tendere costantemente difronte alle violazioni dei principi cardine posti a fondamento e garanzia dello stato italiano. La Costituzione è il più grande risultato della Resistenza sul piano politico e sociale tanto che l’una è il punto d’arrivo, l’altra è il punto di partenza. Si può dire che la Resistenza traccia le linee del cammino, la Costituzione pone le basi del nuovo Stato. In altre parole la Costituzione raccoglie gli ideali della Resistenza: il governo dal basso, i diritti di libertà e sociali, il ripudio della guerra. La nostra Costituzione è in astratto ed in concreto la sintesi del ripudio del fascismo e di tutti i regimi totalitari che ignorano ed annientano l'ideale democratico sostanzialmente concepito. È senza dubbio l'espressione politica, la sintesi delle tre componenti ideali della Resistenza, l'ideale liberale classico, quello socialista e quello cristiano democratico, tutti convergenti nei principi di libertà, uguaglianza e solidarietà. La frequente alternanza dei governi, le altrettanto frequenti iniziative dirette a modificare la Costituzione , al di là di come tali modifiche possano intendersi , se manomissioni o riforme della stessa, evidenziano l'incapacità di risolvere i problemi del paese ......"modificandola, riformandola...e non uniformandosi alla stessa". Un dato è innegabile : la Resistenza , ideale e sostanziale è il punto di inizio e di arrivo per la Carta Costituzionale e per la Democrazia. La Resistenza sostanziale è quella che si è opposta al totalitarismo del fascismo e del nazismo , affrontando gli orrori della guerra civile e militare . La Resistenza ideale ......sopravvive costantemente giorno dopo giorno , a tutela dei valori democratici affermati e conquistati...è un modo di essere...una scelta di vita. La Resistenza ideale è dapprima coscienza individuale e successivamente baluardo collettivo a tutela e orientamento dei valori necessari a garantire che " il governo dal basso non subisca prevaricazioni da qualsivoglia potere che si ponga arbitrariamente ed autoritativamente dall'alto". Resistenza e Costituzione sono intimamente connesse , capolavoro dell'epoca di compagini politiche che seppero unirsi in un obiettivo comune nel rispetto delle diversità individuali. La Resistenza ideale non viene mai meno e mai si completerà perché è nella sua natura esistere per attuare la Costituzione. Essa è dovere morale, coscienza critica, ripudio e baluardo verso ogni forma di illegalità , occulta , palese ed istituzionalizzata.

Resistere dunque è un dovere. Resistere alle illegalità perpetrate, anche quando queste sono figlie del sistema è coscienza morale e civica anche e sopratutto quando il corporativismo delle caste impone strumenti di lotta all'apparenza comuni perché inneggianti all'unità. In realtà, dietro la paventata unità si celano i più concreti strumenti e programmi per consolidare il sistema e gli abusi da sempre tollerati e "legalizzati ". Non c'è fine e non c'è inizio ma solo continuità per un Popolo Sovrano che intende rinnovarsi attraverso la memoria del sacrifico che portò alla conquista dei valori sostanziali in Essa custoditi.

2020 01 14[modifica | modifica sorgente]

Toghe , riforme e forche.

"La Francia è la patria della Rivoluzione!! La Francia è la patria dei diritti !!Gli avvocati francesi hanno gli attributi!!" Frasi utilizzate per stigmatizzare la protesta francese a fronte dell'indolenza italiana e l' accostamento, prima facie è sicuramente condivisibile . Nella sostanza però le situazioni non sono assimilabili perché diverse "negli uomini" che le sostengono e nel substrato culturale di cui sono espressione. La rivolta degli avvocati in Francia è sostenuta dall'equivalente del Cnf, l'organo che ha la rappresentanza istituzionale dell'avvocatura, che è sceso in piazza a protestare "con l'avvocatura". Il rappresentante è una donna, particolare di non secondaria importanza e non è un organismo che versa in condizioni di illegalità tale da essere ricattabile come invece in Italia. Noi italiani medi, noi avvocati medi, al di là dall'esprimerci come meri opinionisti social, facciamo finta di ignorare la nostra reale situazione, che ci vede in ostaggio di rappresentanze corrotte ed asservite alle rendite di posizione acquisite , rappresentanze che hanno latitato in sede di riforme ed adesso si agitano sommessamente invocando guerre ,rivoluzioni e partecipazione. La realtà è che la vera mobilitazione dovrebbe essere sostenuta dalle rappresentanze politiche ed istituzionali, quelle legali, quelle non ricattabili, quelle che rivendicano rappresentanza e poteri attribuiti dalla legge ma sottratte "da altri". Nella richiamata "ammuina", che purtroppo continuo a citare perché non mi sovviene termine diverso e più rappresentativo, nel continuo spostarsi da destra verso sinistra e viceversa, le posizioni si mischiano, si confondono e si perdono di vista gli obiettivi fondamentali...e la nave si ribalta !! Si contesta e deride Bonafede, ma Bonafede ha trattato con la nostra rappresentanza istituzionale e ha siglato il patto sulle riforme con supina acquiescenza del Cnf. Si contesta Davigo ed altri come lui, perché giustizialista ma Davigo è espressione anche di quella parte della magistratura, che nonostante il ruolo ricoperto, si permette "lezioni" ad una avvocatura assente in tema di riforme , contenuti ed elaborazione. L'eversiva inamovibilita' degli illegali al Cnf , da nessuno di fatto contestata, se non da chi ha richiesto il commissariamento del Cnf ed intentato ricorsi avverso detta situazione, continua a non essere argomento sentito...argomento da rivoluzione per la legalità violata ...ma ci agitiamo per tutto il resto...tutto il resto che è amara conseguenza della legalità violata e barattata. A Mascherin spetta presenziare all'inaugurazione dell'anno giudiziario...ci andrà e ci rappresenterà tutti degnamente...perché questo siamo, un popolo di mediocri nelle mani di altrettanto mediocri commedianti che ogni giorno barattano le nostre sorti sul tavolo dei loro interessi. In un sistema in cui il Governo , con il suo ministro , ignora in maniera evidente "l'illegalità consumata e reiterata delle istituzioni forensi" , dal CNF ai localismi dei COA e presta attenzione al solo rilievo delle riforme , non vi è via di scampo per ritenere che il patto "stato/antistato" ...stia continuando il suo percorso , secondo il disegno già tracciato da chi comanda sul silenzio e sull'inerzia degli inetti. Comunque vada, l'avvocatura ormai è destinata a soccombere.La pratica della complessità, l'educazione al ragionamento complesso necessitano di formazione ed analisi critica ed obiettiva dei dati "oggettivi" a disposizione delle masse. La fruizione dei dati e la loro conoscenza è oscurata e "asservita ai più "e quando è fruibile, poco comprensibile , perché mal veicolata a chi potrebbe recepirla. Solo uno sforzo univoco di competenze individuali, riunite in un unico progetto, non asservito a nessuna logica di potere "locale o centrale" che sia, svincolato da individualismi travestiti da "bene comune " può condurre alla vera ed utopistica "semplificazione della complessità ". Considerazioni impopolari , per chi non vuole vedere...per chi non vuole cambiare. Sarà difficile operare una selezione di capacità individuali "idonee allo scopo" condotta sull'analisi delle effettive capacità individuali e nel vero e serio ancoraggio agli obiettivi che si intendono perseguire. Il compromesso può essere utile solo quando comporta uguali rinunzie tra i "contendenti" per l'univocita' dello scopo ed "a patto" che apporti beneficio ad entrambi. Compromettersi rinunziando alla tutela degli interessi che si dovrebbero rappresentare e tutelare... equivale a vendersi. Il sano rapporto tra egemonia culturale e coscienza morale impone che alla ribellione morale che determina , cortei e mobilitazioni non segua l'opposizione del muro di omertà dei sudditi coscienti e dei mediocri silenti. Ebbene il concetto di ribellione morale è palpito inespresso quando all'interno delle istituzioni, nelle istituzioni forensi appunto, ti senti usurpato dell'unica garanzia posta a tutela dei diritti che meriterebbero tutela...la Legalità! Non c'è toga che non si strappi, non c'è riforma equilibrata tra istituzioni politiche e forensi credibile...resta la sola forca per decapitare il potere criminale che a ciò ci ha condotti.

2020 01 12[modifica | modifica sorgente]

Il silenzio dei mediocri. Ci sono rivoluzioni che non fanno rumore. Sono quelle rivoluzioni che raggiungono il loro massimo livello di espressione quando hanno già raggiunto lo scopo e hanno tessuto ed intrecciato le maglie del potere che le esprimono. Agli esordi e nel loro percorso evolutivo sono silenti ...ed evidenti lo diventano nella fase conclusiva , quando i mezzi e strategie hanno raggiunto lo scopo. La rivoluzione silente dell'omologazione che vede la conquista del potere da parte di uomini privi di qualità, inizia già dal settecento, quando le abilità si concentravano nella ricerca si favoritismi e compiacenze da parte di uomini scaltri ...ma solo scaltri. Via via la rivendicazione di posti di potere da parte dei mediocri ma scaltri si fa più forte , alimentata dall'avvento del capitalismo e dalla rivalutazione e rivoluzione degli ingranaggi produttivi. E come negli ingranaggi produttivi, l'uomo segue i meccanismi della catena produttiva, senza particolari slanci di talento e di difformità dalle tecniche prestabilite e conformanti. L'appartenenza all'ingranaggio produttivo fa si che il lavoro sia assimilato solo a ciò che consente il sostentamento, appiattendo e sopprimendo il libero estrinsecarsi della personalità. La governance del potere economico, delle multinazionali ed il suo benessere diventano gli interessi degni di tutela cui affidare non solo l'intero impianto economico ma anche quello politico che ad esso si uniforma assicurandone tutela formale e sostanziale attraverso le leggi. L'appiattimento delle menti si misura con la necessità di governi tecnici e specialistici dove le competenze scientifiche sono sottomesse alla governance delle multinazionali ed in quel sistema si vive e sopravvive se si assimila la logica del compromesso senza coscienza critica e con sottomissione a ciò che il sistema impone e non solo come logica produttiva. L'intellettuale puro non ha spazio nella mediocrazia originata da questa silente rivoluzione che ormai è diventata "sistema". Il mediocre dunque, da semplice conoscitore di intarlazzi utilizzati per fare carriera, si trasforma nel mediocre talentuoso dei nostri giorni, nel mediocre consapevole dell'esigenza di arginare l'appiattimento delle menti che genera creatività e coscienza critica, e che finge di voler sovvertire il sistema, rifacendosi a modelli seriamente rivoluzionari che però non perseguira' e realizzerà mai. Su questa falsa rappresentazione di sé fonda però il suo "consenso"per conquistare il potere, perché il mediocre è ben cosciente che l'umanità ormai naviga nella mediocrità di necessità, quella subita ed accettata ...che impedisce la ribellione alla moltitudine che " tiene famiglia e deve tirare a campare". Il sistema ci induce ad essere ciò che non siamo, a dire ciò che non pensiamo , a fare ciò che non avremmo fatto, per indole e per coscienza forse. Il sistema ci induce a fare ciò di cui esso stesso ha bisogno...e la ricerca della verità, come stato di felicità individuale in grado di proiettarci in una dimensione collettiva che sia realmente aderente alle necessità, diventa la menzogna da combattere ed annientare. Qualcuno disse : "𝐿𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑜 𝑒̀ 𝑛𝑜𝑡𝑎 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖, 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑐𝑎𝑝𝑟𝑖𝑐𝑐𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝐷𝑒𝑖, 𝑒 𝑠𝑖 𝑛𝑢𝑡𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑎𝑛𝑎𝑔𝑙𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑎𝑙𝑖. 𝑇𝑟𝑎 𝑜𝑚𝑏𝑟𝑒 𝑑’𝑒𝑟𝑜𝑖 𝑒 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑖, 𝑙’𝑜𝑠𝑐𝑢𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐𝑖 𝑖𝑛𝑔ℎ𝑖𝑜𝑡𝑡𝑒 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑟𝑐𝑖 𝑎𝑙 𝑀𝑜𝑛𝑑𝑜".

2019 11 27[modifica | modifica sorgente]

Il substrato che nutre ed alimenta il perpetrarsi dell'illegalità nelle istituzioni forensi è la nostra legge professionale, perfettamente incastrata "in combinato disposto " con un regime previdenziale capestro che determina soggezione ,selezione e sterminio nella categoria perché in violazione dei criteri costituzionalmente previsti. Illegalità e Libertà di esercizio della professione, due principi contrapposti, due principi che richiamano il concetto "o vita... o morte "a cui ormai soggiace la nostra categoria. La denuncia dell'illegalità da sola non può sostenere un Movimento di Rifondazione della Professione se non sostenuta dalla costituzione di "laboratori politici di studio" che siano in grado di elaborare proposte risolutive nel panorama forense. Nelle more che nell'avvocatura maturi questa consapevolezza e presa di coscienza, al di là delle colorazioni politiche, ci sono forze in campo che intendono dare sostegno a quei progetti di riforma, presentati in parlamento, che costituiscono spiragli ed aperture di notevole rilievo per gli avvocati. Da Napoli e da Catania partono due momenti di studio, di approfondimento e riflessione, condotti secondo impostazioni diverse ma entrambi di rilievo nelle motivazioni ed intenzioni che credo siano quelle che al momento, ci vedono riuniti nella lotta al rispetto della Legalità. Due momenti , " fuori e dentro le istituzioni "che invito tutti a considerare come lavoro di professionisti impegnati per la Legalità. Un invito a dare sostegno con la partecipazione e divulgazione. Grazie a tutti coloro che riterranno di riconoscersi almeno negli obiettivi prefissati. Anche questo è motivo per superare le disuguaglianze e le asimmetrie di cui si nutre il sistema per il quale rivendichiamo il rispetto della Legalità .

2019 11 22[modifica | modifica sorgente]

NOI, AVVOCATI.

Noi avvocati non abbiamo mai eletto un Consiglio dell'Ordine con una norma elettorale decente. Noi avvocati abbiamo il Consiglio Nazionale Forense zeppo di eletti illegalmente. Noi avvocati abbiamo applaudito e acclamato ai Congressi Nazionali le mozioni illecitamente proposte da esponenti di istituzioni illecitamente eletti. Noi avvocati siamo quintuplicati in poco più di vent'anni, mentre i nostri redditi sono drasticamente calati, nello stesso periodo. Noi avvocati accettiamo di fare udienze in luoghi pericolosi e fatiscenti, privi di bagni in condizioni igieniche dignitose, sprovvisti di strutture, parcheggi, aule a noi dedicate, e non muoviamo un dito contro questa situazione. Noi avvocati abbiamo decine di migliaia di rappresentanti, ma non abbiamo risolto o migliorato un solo aspetto della professione e della giurisdizione, negli ultimi trent'anni. Noi avvocati abbiamo decine di interrogazioni parlamentari, esposti alla Direzione Investigativa Antimafia, alle Procure della Repubblica, alla Corte dei Conti, all'ANAC, al Parlamento, al Ministro della Giustizia, che segnalano la conclamata illegittimità del nostro assetto istituzionale, ma tale illegittimità è denunciata da poche decine di iscritti, mentre 240 mila avvocati parlano di toghe e decoro. Noi avvocati siamo abituati a stare con i più forti, a tollerare sopraffazioni e soprusi, al nostro interno, ma insorgiamo, con atteggiamento corporativo, puerile e miserevole, quando un estraneo alla categoria ci critica. Noi avvocati viviamo di retorica, di frasi fatte, di riferimenti aulici ad un passato glorioso che in realtà non c'è mai stato, perché non abbiamo la fibra morale, la dignità ed i requisiti minimi per essere degni dell'avvocatura, combattendo per ripulirla dall'illegalità che la domina. Noi avvocati , non lo siamo affatto perché incapaci di intestarci la principale delle battaglie, la battaglia per il rispetto della Legalità.





Libertà, onestà e democrazia sono valori che non si ereditano dalle generazioni precedenti ma ideali che attraverso la denuncia, la lotta alla connivenza , alla corruzione e agli abusi di potere, si attualizzano esigendo piena tutela dall'ordinamento giuridico esistente. La loro conquista avviene sempre attraverso l'azione che rende reale...l'ideale.

"Pericle, discorso agli Ateniesi, 431 a.C."

Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’ eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’ uno dell’ altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’ universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’ Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

2019 11 16[modifica | modifica sorgente]

È importante dare un senso alla costituzione del Comitato per la Legalità nelle Istituzioni Forensi.

Le istituzioni forensi, le associazioni forensi, così come strutturate, coloro che hanno " l'occhio lungo" , nel panorama dell'illegalità conclamata, hanno da sempre mostrato attenzione, all'esito delle azioni giudiziarie intraprese, a quelli che saranno i nuovi rimescolamenti e sostituzioni nelle istituzioni stesse. Questo è un dato da non trascurare in vista della imminente cronaca di una morte annunciata , che prima o poi avverrà, del Cnf . Come ad ogni regime che si appresta a spirare, gli adepti , adesso accucciati e riverenti hanno già predisposto i ruoli, le funzioni ed attribuzioni "di chi uscendo poi rientrerà con altre figure allo scopo predisposte e con altri meccanismi e paradigmi". Ciò posto, ogni aggregazione che si ponga in contrasto con detto sistema dovrà porsi necessariamente al di sopra delle sigle associative, al di sopra dei ruoli eventualmente ricoperti, al di sopra delle proprie prospettive personali, il tutto per convogliare forze ed energie nella preliminare battaglia alla illegalità. È di facile comprensione il concetto che gli ordini professionali e le istituzioni forensi hanno fallito in maniera eclatante nel loro progetto di "autogoverno" a favore della categoria ma è altrettanto evidente la maestria che mostreranno nel ricollocarsi e continuare a fare ciò che hanno sempre fatto, e cioè gli interessi di pochi ...continuando a professionalizzarsi in maniera anche assai remunerativa. Ma non è solo colpa di Mascherin e di chi segue il suo esempio !! Una analisi critica e mirata non può prescindere dall'esame del comportamento di chi sta dall'altra parte e stanco di subire si oppone all'illegalità diffusa. L' opposizione... l'universo delle piccole monadi sparse, molte con forza e voce evidente, altre con toni pacati e moderati, tutte concretamente impegnate ma prive di una reale sinergia di intenti collaborativi diretti alla costituzione di una vera alternativa al Governo Vecchio della classe. La mancanza di omogeneità e coesione, anche solo in prospettiva dell'obiettivo, che dovrebbe essere comune per tutti, di sconfiggere il regime della illegalità istituzionalizzata , ci rende tutti "opinionisti cronici e talvolta occasionali delle vicende forensi" ma non reali fautori del cambiamento. Se Mascherin resiste è anche colpa dell'opposizione , forse troppo impegnata nel ritagliarsi margini di operatività validi per il futuro prossimo o troppo attenta nel rivendicare la paternità di dure e faticose battaglie utili allo scopo, o ancora, troppo impegnata a scagliarsi contro chi persegue analoghi obiettivi, accecata da manie di personalismi mossi da radicata assenza di una visione di insieme tale da convogliare ogni singolo sforzo nell' intento comune. L' avvocatura distratta e approssimativa non è solo dall'altra parte ma è presente anche nell' opposizione che non riesce a fare da catalizzatore , trascurando l'unico elemento che rende forte un idea, un obiettivo e cioè...la coesione . In questo assurdo panorama di frammentazione le "grandi firme avranno sempre il controllo del mercato" ed il piccolo imprenditore resterà tale, soppresso dal peso della concorrenza. Non ha senso invocare la speranza nel cambiamento perché chi spera si distrae , non fa e sopratutto affida ad altri il proprio destino. Bisogna continuare a credere nella verità e concretezza degli ideali che motivano quotidianamente le nostre azioni in questa doverosa battaglia per la legalità violata. Ciò che verrà dopo, probabilmente non sarà diverso da ciò che oggi si combatte...ma occorre dare sempre un senso alle proprie azioni, al proprio impegno, alla propria vita...ogni giorno. Il futuro andrà sicuramente ridisegnato ...ma questa è un' altra storia che mi auguro sarà scritta dagli uomini meritevoli di operare il vero cambiamento...cambiamento che sin da ora va ridisegnato e programmato attraverso le riforme.

20191115[modifica | modifica sorgente]

“Troppi, per diventare o restare dignitari, smettono di essere dignitosi” Giovanni Maria Flick il 29.5.2019 alla inaugurazione dell’Anno giudiziario del CNF

La sentenza della cassazione SU n. 32781/2018 e quella n. 173/2019 della Consulta hanno chiarito che la Legge 247/12 ed il meccanismo elettorale di Consigli territoriali e CNF non sono incostituzionali, non sono retroattivi, sono di ampia applicazione per le cariche pubbliche, sono di portata generale nel più specifico ambito degli ordinamenti professionali. Pur con le statuizioni recenti delle massime autorità giurisdizionali, il CNF non si è adeguato alla loro decisione ed oggi ci sono 9 eletti al Consiglio Nazionale Forense in contrasto con la previsione di legge. Per questo motivo pendono diversi giudizi: davanti alla Magistratura per ciò che attiene i Consiglieri del CNF, davanti al CNF per ciò che attiene i Consiglieri degli Ordini territoriali. Avvocati e Associazioni forensi hanno inoltrato al Ministero della Giustizia decine di richieste di commissariamento del CNF, nelle quali si chiede che poi si proceda in tempi brevi a nuove elezioni nei Distretti, al fine garantire la corretta composizione ed il corretto funzionamento del CNF stesso, visto il ruolo che la Legge professionale assegna al Consiglio A questa richiesta di intervento, il Ministro della Giustizia, On.le Alfonso Bonafede, non ha saputo o voluto dare ascolto, con il risultato di lasciare ancora oggi l’avvocatura italiana e la sua rappresentanza apicale in uno stato di conclamata illegittimità. Le pastoie giudiziarie, gli interessi di nove uomini, solo nove uomini, tengono bloccate le riforme, le proposte di legge e le iniziative che riguardano ben duecentoquarantamila avvocati. E’ una sproporzione intollerabile. Gli avvocati italiani hanno bisogno di rappresentanze libere, non ricattabili, capaci di dire NO ad ipotesi di riforma lesive dei diritti dei cittadini e delle prerogative degli avvocati, capaci di battersi per i diritti dei più deboli e non sottoposte ai diktat dei più forti, perché terrorizzate dalla possibilità di perdere un seggio acquisito senza tener conto della Legge e della lettura data anche dalla Corte costituzionale. Tra i componenti che hanno violato l’art. 34 della Legge 247/12, circostanza ancor più grave, v’è anche il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, che evidentemente antepone i propri interessi a quelli dell’intera avvocatura italiana. Ecco i nomi dei Consiglieri Nazionali eletti contra legem: l’avv. Andrea Mascherin, dichiarato eletto per il distretto di Trieste per il quadriennio 2019-2022 aveva già ricoperto la carica di Consigliere del CNF nei precedenti tre mandati dal 2007 al 2018

l’avv. Antonio Baffa, dichiarato eletto per il distretto di Catanzaro, per il quadriennio 2019-2022 aveva già ricoperto la carica di Consigliere del CNF nei precedenti tre mandati dal 2007 al 2018

l’avv. Andrea Pasqualin, dichiarato eletto per il distretto di Venezia per il quadriennio 2019-2022 aveva già ricoperto la carica di Consigliere del CNF nei precedenti due mandati dal 2010 al 2018 l’avv. Giuseppe Picchioni, dichiarato eletto per il distretto di Bologna, per il quadriennio 2019-2022 aveva già ricoperto la carica di Consigliere del CNF nei precedenti tre mandati dal 2010 al 2018 l’Avv. Maurizio Magnano di San Lio, eletto nel circondario di Catania, distretto di Catania, che aveva già espresso un componente nei precedenti tre mandati: dal 2007 al 2014 (Avv. Florio) e dal 2015 al 2018 (Avv. Geraci); l’Avv. Stefano Savi, eletto nel circondario di Genova, distretto di Genova, che aveva già espresso un componente nei precedenti tre mandati: dal 2007 al 2014 (Avv. Alpa) e lo stesso Avv. Savi nell’ultimo mandato dal 2015-2018 l’Avv. Giovanni Arena, eletto nel circondario di Messina, distretto di Messina, che aveva già espresso un componente nei precedenti tre mandati: dal 2007 al 2014 (Avv. Vermiglio) e dal 2015 al 2018 (Avv. Marullo di Condoianni) l’Avv. Carlo Orlando, eletto nel circondario di Perugia, distretto di Perugia, che aveva già espresso un componente nei precedenti tre mandati: dal 2007 al 2014 (Avv. Mariani Marini) e lo stesso avv. Orlando nell’ultimo mandato dal 2015 al 2018 l’Avv. Salvatore Sica, eletto nel circondario di Salerno, distretto di Salerno, che aveva già espresso un componente nei precedenti tre mandati: dal 2007 al 2014 (Avv. Silverio Sica) e lo stesso Avv. Salvatore Sica nell’ultimo mandato dal 2015 al 2018 Se sei un Avvocato e se ritieni anche Tu che sia giunto il momento di far cessare questa situazione di conclamata illegittimità, firma la petizione che chiede le immediate dimissioni degli Avvocati che siedono illegalmente nel Consiglio Nazionale Forense , in violazione del divieto di rielezione dopo lo svolgimento di due mandati all’interno del Consiglio o per non aver rispettato la turnazione tra gli Ordini del Distretto

2010 08 10[modifica | modifica sorgente]

https://www.mondoprofessionisti.it/intervento/eresia-ed-utopia-nella-politica-delle-idee/

Eresia ed utopia

Svincolata dalla qualificazione religiosa, che la definisce quale deviazione dottrinale di un pensiero religioso con analoghe matrici genetiche , l' eresia, ben può essere utilizzata come termine per indicare un'opinione , un'orientamento filosofico, politico, scientifico o artistico in antitesi con quelli generalmente accettati come autorevoli. Talvolta insostenibile, sovversiva e scandalosa determina nel suo portatore spirito innovativo ma difficilmente condiviso. L'eretico è colui che nega il presente, o meglio tutto ciò che appare come unica dottrina , religiosa o politica del momento, capace di indirizzare, condizionare in maniera impositiva il vivere comune nell'attualità, attraverso l'accettazione, consapevole o meno, imposta o volontariamente acquisita, spesso senza coscienza critica ed elaborazione. L'eretico è in realtà...un "chiamato" , colui che pone un' alternativa anche non immediatamente concepibile o addirittura di impossibile realizzazione ma capace di porsi di fronte all'azione come forza generatrice, innovativa, di contrasto con le istituzioni perché ipotesi di lavoro ed intervento basata sull'analisi delle criticità dell'attualità. L'eresia non è scienza del passato : è sforzo passionale di comprensione del presente, svincolato dal passato e non necessariamente investito della responsabilità di imbastire il futuro come continuità del presente e rendergli la qualificazione di un eterno divenire sempre uguale a se stesso. Dare un senso al presente , nella sua complessità e svincolarlo dal fardello del passato e, contestualmente impedire che si riproponga a se stesso...come futuro...è operazione per pochi. L'eretico ha il guizzo nello sguardo e nell'analisi perché in grado di proiettarsi oltre il tempo e di afferrare il vivente al di là di come viene imposto. L'eretico talvolta si proietta verso l'isola felice dei valori irrealizzabili, della società perfetta, dove il bene e la giustizia sono valori condivisi ed accresciuti da un continuo scambio di conoscenze indirizzate alla tutela del singolo e della collettività. L'isola non esiste...ma esiste la volontà che non si piega ad ammetterne l'irrealizzabilita'. Una volontà grande che si insinua e si tormenta tra eresia ed utopia e rende la storia... una magnifica alternanza di utopie...realizzabili. ...continua...

2019 07 10[modifica | modifica sorgente]

I dati ...

Il CNF (Consiglio Nazionale Forense) è ente pubblico a carattere associativo (art. 24 delle legge n. 247/2012). • La FAI (Fondazione dell’Avvocatura Italiana)è ente di diritto privato (art. 2 dello Statuto della Fondazione) interamente controllata dal CNF. • La Edizioni Diritto e Ragione s.r.l. è societa le cui quote sono possedute al 100% dalla FAI. Con delibera n. 4 del 20.11.2015 il Consiglio Nazionale Forense ha approvato la convenzione con la Fondazione dell’Avvocatura Italiana (FAI) affidando alla FAI la realizzazione del piano editoriale e pubblicazione di un quotidiano e si impegnava a determinare l’ammontare dei contributi dovuti alla FAI per la realizzazione di detto piano. La FAI in pari data (20.11.2015) ha approvato la convenzione CNF/FAI sul progetto editoriale e ha formalizzato la delega a costituire una srl per il Giornale del Cnf . Successivamente nel mese di Aprile 2016 nelle edicole usciva il Dubbio. Successivamente si è appreso che l'editore del Dubbio, la srl "Edizioni Diritto e Ragione" è "società a socio unico" le cui quote sono detenute al 100% dalla FAI. Gli avvocati italiani si ritrovano "abbonati d'ufficio " al Dubbio ( l'espressione è assai simpatica quanto realistica e veritiera) in violazione della normativa sulla privacy, anche se abilmente aggirata "con l'espediente della consultazione " ed il Cnf promuove informazione o almeno formalmente ha tentato di veicolare tale finalità, in palese contrasto con gli scopi ed obiettivi che gli deriverebbero da statuto. Nel 2016 furono presentate anche interrogazioni parlamentari sulla legittimità della procedura costitutiva del Giornale di Mascherin e del Cnf...interrogazioni...inabissate.

Valutazioni... https://www.mondoprofessionisti.it/intervento/a-spese-di-tutti-per-finanziare-i-pochi/


2019 07 08[modifica | modifica sorgente]

A spese di tutti ....per finanziare i pochi...la fine della propaganda di regime .

Che il Dubbio e tutti coloro che gravitano intorno siano espressione della “propaganda di regime “ purtroppo è dato certo ed evidente. Che le nostre istituzioni forensi non riflettano a pieno i principi di autonomia, indipendenza a tutela della classe e che si mostrino vicine alla politica in maniera esclusiva  è un dato ormai evidente.

Alla base difetta un sistema di corretta formazione delle rappresentanze che tiene fuori l'avvocatura e dimostra il fallimento della legge professionale che non è idonea allo scopo che dovrebbe assolvere. L'impalcatura che dovrebbe reggere le rappresentanze forensi è autoreferenziale, univoca e non garantisce la corretta e democratica formazione del consenso come potrebbe invece un sistema elettorale diverso come il sistema proporzionale con premio di maggioranza. Al tavolo delle trattative con il governo si siedono in pochi ed i meccanismi di i formazione e conoscenza per i rappresentati sono "falsati". L'informazione .....non è tale ma solo espressione del sistema autoreferenziale costituito, con l'aggravante che tutto avviene a " spese di tutti per finanziare i pochi".

Giova ricordare, per chi è distratto dalle problematicità che purtroppo quotidianamente impegnano la professione forense, che

“Il Dubbio”, il quotidiano generalista in precedenza diretto da Piero Sansonetti, pubblicato in formato cartaceo e digitale è interamente finanziato dal CNF con la quota annuale obbligatoria versata agli Ordini distrettuali da tutti noi Avvocati, costato dal 2015 ad oggi oltre due milioni di euro.

Il CNF tramite la propria Fondazione FAI – Fondazione Avvocati Italiani ha costitutivo nel 2015 la società di capitali Edizioni Diritto e Ragione s.r.l., con sede in Bolzano, con il compito di provvede alla pubblicazione del quotidiano. La suddetta società di capitali ha quale socio unico la F.A.I. ed a capo del consiglio di amministrazione l’Avv. Mascherin, l’allora ed attuale Presidente del CNF. L'attuale presidente del Cnf è al suo quarto mandato, ignorando legge professionale, Cassazione a Sezioni Unite e successivi interventi legislativi. Al fine di consentire la diffusione del quotidiano, a seguito di riunioni tra i componenti del CNF, il direttore responsabile ed Ordini distrettuali, gli iscritti ai rispettivi albi professionali risultano .....abbonati di ufficio, in senso stretto e letterale, senza voler fare simpatica ironia. Adelante esprime perplessità e seri dubbi sia sulla legittimazione delle istituzioni forensi sia sull'uso distorto della informazione non diretta ad attività e ad argomenti di interesse dell'avvocatura. Viviamo e tolleriamo il paradosso di istituzioni rette da pochi e finanziate da tutta la categoria. Il momento impone, per le vicende relative alla illegalità istituzionalizzata e per i risvolti e riscontri quotidiani che viviamo "e tolleriamo" , analisi critiche e sintesi coordinate di uomini e di idee dirette al cambiamento. Basta alla propaganda di regime. Il Dubbio va chiuso!!

2019 06 27[modifica | modifica sorgente]

https://www.mondoprofessionisti.it/intervento/lavvocatura-che-resiste-al-limite-del-doppio-mandato/

Facebook 1 maggio 2019[modifica | modifica sorgente]

Finalmente leggo il testo del disegno di legge "L' avvocato in Costituzione". Hanno sprecato un Congresso ad hoc ed una sessione suppletiva. La nostra Costituzione, frutto di un compromesso tra forze politiche diverse e talvolta contrastanti ma unite da un unico obiettivo diretto alla tutela e salvaguardia di uno stato democratico e sovrano ....dovrebbe adesso subire una "violenza concordata", frutto di un tentativo di legittimazione di un potere autoreferenziale e autarchico che fa propria l'illegalità per istituzionalizzare definitivamente il "presunto governo dell'avvocatura". Mi auguro che questo "compromesso" resti relegato nei meandri dell'illegalità che lo promuove....i nostri Padri Costituenti non meritano tale oltraggio. Riprendiamoci come categoria la sovranità di un consenso democraticamente acquisito. Che le vere riforme a sostegno dell'avvocatura abbiano il giusto rilievo ed attenzione da parte delle istituzioni.

http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/testi/51590_testi.htm

Facebook 28 aprile 2019[modifica | modifica sorgente]

L'arroganza del potere. La nostra legge professionale è una perfetta macchina da guerra. Nell'ottica del puro "concetto di autogoverno dell'avvocatura" , utopisticamente orientato da una sana , corretta e democratica formazione del consenso e nel rispetto della legge, l'ideale, i principi ispiratori in astratto sono assai nobili. Nel concreto, nel panorama ormai magmatico della "illegalità istituzionalizzata" è decisamente una perfetta macchina da guerra. Normativa di potere nelle mani di chi, in nome dell'avvocatura tutta ma nell'interesse di pochi, decide e pianifica gli strumenti per effettuare il controllo sulle sorti della categoria. Alla base , un sistema elettivo del Cnf rigorosamente ancorato agli Ordini locali ed autoreferenziale. Rappresentanza esclusiva con il Ministero della Giustizia , rapporti con il potere giudiziario, autonomia regolamentare e rapporti con gli Ordini, autonormazione deontologica , il tutto condito ed assaporito dalla imposizione dei minimi slegati dal reddito e dalla negazione di un sistema previdenziale improntato alla proporzionalità rispetto al reddito effettivamente realizzato (strumento di distruzione/distrazione di massa) al fine di affamare e distrarre le masse e non renderle attente alla realizzaione dell'obiettivo principale : governo di pochi e selezione darwiniana fino al.paradosso dell'annientamento delle fasce più deboli. La deontologia è questione corporativa, in dispregio del suo reale fondamento, volto alla tutela e affidamento riposto dalla collettività su un esercizio corretto della professione in funzione anche del suo specifico ruolo di strumento attuatore del diritto di rango costituzionale alla difesa (art. 24 Cost.). Tutto nelle mani di chi disattende in maniera sprezzante ed eversiva il rispetto della Legge. La spirale dei ricorsi ormai attivata attende completamento in pronunce si spera, risolutive ed idonee al ripristino della Legalità violata ...ma nelle more il Ministero tace e pare tollerare questo illegittimo ed illegale atteggiamento di chi ignora la regola del doppio mandato.... ostentandone addirittura quattro...di mandati. L'arroganza del potere è sfacciata ed evidente , non per particolari competenze ed attitudini di chi la ostenta ....ma per l'inerzia, ignavia e indifferenza dei destinatari......noi.....noi avvocati..... Il Ministero della giustizia svolge la funzione di vigilanza e controllo su molti Ordini professionali. L’attività di vigilanza dovrebbe rientrare nel più ampio concetto di controllo e garanzia del rispetto della legalità : un particolare esame volto a rivedere, appunto vigilare o riscontrare la regolarità di una funzione esercitata da un soggetto diverso da quello che pone in essere il controllo stesso. Essa si esplica attraverso richieste di chiarimenti ai Consigli degli ordini professionali e, in alcune ipotesi, può estendersi ad attività di tipo ispettivo. Secondo una previsione sostanzialmente omogenea delle leggi che regolano gli Ordini professionali, compete al Ministro della giustizia lo scioglimento dei Consigli che non siano in grado di funzionare (per qualsiasi ragione) o commettano reiterati atti illegittimi. L'acquiescenza per il caso del plurimandatario reggente del Cnf è ormai cosi eclatante e tollerata che si può solo presumere che tale indifferenza sia scelta volontariamente adottata ...." perché mani non sorvegliate da nessun controllo tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora." "Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare." Nonostante tutto...si continua a sperare nella Magistratura......



Bisogna attendere che la macchina giudiziaria porti a completamento la stagione dei ricorsi. Nelle more costituire una classe “politica del l’avvocatura “e dico politica nel senso di cosciente e seria partecipazione democratica alla “cosa forense” ed interagire in maniera qualificata con le istituzioni attraverso le riforme. Il rispetto per la legalità normativamente e tassativamente imposto dalla Costituzione. La vera “rivolta” è quella interiore...la presa di coscienza.

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

  1. Disinformazione
  2. Costruzione della verità
  3. Spoliazione del pensiero (indice)
  4. Puttanatologia
  5. Modello sociale della spoliazione legale


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