Francesco Briganti

Da const.
Jump to navigation Jump to search

< Indice >

< prec > < succ >

< prec ind> < succ ind>

< Autori >




varie[modifica | modifica sorgente]

2021 04 07[modifica | modifica sorgente]

… il principe … ovvero: dotti medici e sapienti

07/04/21: giorno nuovo in un anno di (dis)grazia per volontà di un virus dei presidenti del consiglio ( vari ed eventuali) e del Popolo ed in prossimità di date importanti per la mia terra Calabra, per l’Italia e gli Italiani tutti …

Tempo fa scrissi della differenza tra un leader intelligente ed uno furbo paragonando il primo ad un lupo ed il secondo ad una volpe e determinandone la maggiore differenza nel fatto che il primo sa riconoscere e quindi sceglie come suoi collaboratori persone altrettanto intelligenti nonché oneste e lineari mentre, il secondo, sceglie vie a lui più usuali e si affida a persone mediocri ma “ traffichine” benché altrettanto furbe e “ spicce ” come lui nonché aduse al cecchinaggio ed all’adattamento ad ogni situazione pur di continuare nel loro insperato pulpito da schiavi-lberti.

E’ questa condizione uno dei guai della società italiana, si ritrova in politica, ma purtroppo per il paese anche nella società civile, nelle aziende, nella burocrazia ed in quant’altro nel quale serva un pedissequo fedele a far il “ caporale “; persino nella Chiesa di Cristo troverete, a cercarli anche senza troppa cura, i farisei della legge del tutto incuranti della giustizia professata dal loro fondatore.

Da qui i guai che affliggono noi tutti. Solo per fare un veloce accenno al mio quotidiano, in questo periodo io vivo l’inizio di una fine o la fine di un inizio: ma questa è un’altra storia.

Dicevamo della distinzione tra un lupo ed una volpe in relazione ad un leader; a questa distinzione va però fatta una premessa, nel nostro caso, propedeutica alla precedente valutazione.

Siamo in una democrazia e quindi la regola vorrebbe che i leader fossero espressione univoca o a maggioranza del popolo stesso; ma chiunque guardasse questa strana democrazia italiana si accorgerebbe che in tutti, ma proprio tutti i casi, sia per imposizione delle liste, sia per fanatica estemporaneità, sia per assimilata coincidenza con i propri privati interessi, i leader italiani sono dei capipopolo che hanno affermato : “ … ECCOMI QUA …, chi mi vuole si aggreghi! ”.

Ragione per cui viene a cadere la concatenazione tra leader furbo eletto da un popolo furbo e quella tra leader lupo eletto da un popolo lupo ed allora occorre spostare al popolo l’angolo di visuale e rendersi conto che su di esso che occorre puntare il microscopio dell’attenzione e dunque bisogna classificare quel popolo elettore.

Innanzitutto diciamo che cade anche la presunzione secondo la quale una classe politica per la maggior parte asservita, criminale e inconcludente è espressione ed è responsabilità di quel popolo: alla luce della legge elettorale e dei modus votandi questa affermazione è sbagliata ed è falsa; ma questa deduzione: lungi dall’essere una scusante fa scendere ancora di più nello scala dei “ valori dell’essere ” quello steso popolo il quale, molto sommariamente, può classificarsi come appartenente ai:

“ … amechemifregamicamichiamopasqualeio” o ai “ eccoquelloèilmiodioluicomandaedioobbedisco”.

Considerata la parte degli astenuti, in numero sempre crescente la cui presenza assenza è quanto di più inutile esista al mondo, alle su citate classificazioni e rispettivamente, appartengono quelli che:

“… franza o spagna basta che si magna …”

e quelli che: 

“ … ne abbiamo provato tanti proviamo anche questo …”.

Nell’uno e nell’altro caso l’esito del voto è una legittimazione piena ed irresponsabile di coloro che vengono eletti i quali hanno il sacrosanto diritto di affermare che sono lì per volontà del popolo elettore e, dunque, hanno piena autorità nel comportarsi come realtà quotidiana ci mostra: anche se quel popolo, in numeri assoluti è sempre meno a votare ed in percentuale le maggioranze relative sono in realtà dele minoranze assurte ad un rango che non competerebbe loro se a votare fossero tutti gli aventi diritto.

Il tutto nel mentre di un divenire sempre più diffuso, forse ancora rimediabile, comunque ad essere un imbecille ed inutile asservimento alla logica del “ quelpocochehomelotengostretto ” in funzione della quale stiamo precipitando questo paese nel baratro del “ nessunoavràpiùnulla ” ivi comprendendo anche quelli che adesso navigano nell’oro della disperazione altrui.

Che fare allora? : semplicemente una scelta di campo: chiara precisa onesta non già partendo da quel che dice caio, promette sempronio, profetizza tizio, ma direttamente proporzionale a “ quelpocochehomelotengostretto ”; quindi una scelta di interesse e di classe sociale, una scelta che miri a migliorare le proprie condizioni e quelle dei propri simili e dei viciniori e dei viciniori a questi ultimi: fino ed in sostanza a rispettare tutto e tutti; così ed infine da costituire una scelta che ben conosce le difficoltà che ancora e, forse di più, si dovranno affrontare per riuscire ad iniziare a sperare di risolvere la crisi esistente.

Vedete da voi che il susseguirsi dei verbi appena elencati spiega ampiamente che non sarà una cosa facile, ma se la scelta sarà fatta tra i lupi: definendo come tali i leader intelligenti con collaboratori altrettanto sagaci, onesti e lgi ad una causa comune e di rinnovamento, ne esistono e sono in numero sufficiente tra le persone che compongono un popolo non più da considerare: gente, massa informe, gregge,pletora di imbecilli, allora potremo sperare di avere alla fine un leader vero al servizio ed al governo di un popolo finalmente lupo anch’esso.

Cambieranno la legge elettorale sapendo di correre questo rischio, ce lo lasceranno fare?; se tra i politici esistenti ce ne sarà uno anche solo sufficientemente intelligente a dar vita a cascata ad un insieme a generare e contenere altri insiemi retti in modo coerente da persone intelligenti con collaboratori intelligenti, i politicanti volpe alla fine saranno sconfitti; ed è proprio in quest’ottica che se noi stessi, ciascuno a proprio modo, non ci trasformeremo in lupi famelici le volpi al governo finiranno per mutarsi definitivamente in Iene e ridens per giunta!.

E chi deve capire comprenda!; altrimenti e come si dice al mio paese: quella Lamezia Terme ad avermi fatto uomo: “ ognuno si aiuti l’amata gamba, troverà solo e pur se vincesse …

l’ennesima sconfitta con le volpi che avrà scelto! “.

2021 03 14[modifica | modifica sorgente]

… i marchesi del grillo …

“ DOVERE: l'insieme ed il complesso (in genere sistematico) delle norme che regolano la vita dei membri della comunità di riferimento. Il dovere (dal latino debere, derivato a sua volta dalla preposizione de, 'da', e dal verbo habere 'avere') è il comportamento imposto da una norma. Poiché esistono diversi tipi di norme - giuridiche, morali, religiose ecc. - si avranno altrettanti tipi di dovere. “ (Wikipedia; ndr)

Che altro aggiungere alla definizione di cui sopra?: nulla!.

Esse sono, nella loro sinteticità, esaustive per quanto riguarda sia l’una parola che l’altra ed in una società civile, giusta, democratica si pretende il loro rispetto nei confronti e da parte di ognuno dei componenti senza eccezione alcuna, quindi senza deroghe e sine causa ad personam. Questo in una società civile!.

Su questo pianeta, però, ci sono nazioni, stati e governi che spacciano per democrazia qualcosa che più lontano da essa non potrebbe essere; paesi in cui vige la legge del più forte, quella del più furbo ed ancora quella del più ricco e potente. Ci sono paesi dove il carpire la fiducia di un popolo è una strategia elevata al rango di arte e dove i mezzi più subdoli e fantasiosi vengono utilizzati per trasformare e frastornare la realtà. Ci sono stati in cui la menzogna diventa regola e la negazione dell’evidenza sistema; dove, infine, i doveri diventano dogmi da accettare e rispettare pedissequamente e supinamente mentre i diritti risultano degli optional talmente facoltativi che già la sola loro elencazione si palesa come un reato di utopia.

In quei paesi il pretenderne, poi, il rispetto viene vissuto dalla classe politica come un attentato alla sovranità dello stato ed il lottare per ottenerli un atto di lesa maestà che: travalicato il codice penale di pace, sconfina nel codice penale militare configurando il tradimento, il terrorismo ed il ricorso a leggi speciali e straordinarie.

In questopaese, il nostro paese, porta bandiera delle società antidemocratiche ed incivili, a queste situazioni ci siamo abituati giacché tante sono le volte, oramai, in cui con esse ci siamo dovuti confrontare. Qualcuno dirà che io mento perché, liberamente e senza conseguenze, posso scrivere e dire quanto scrivo e dico; a quel qualcuno, così ingenuo, quando non colluso e complice da credere alla sua stesa baggianata, io rispondo che è LUI A MENTIRE sapendo di farlo dato che questa mia libertà non è un diritto esercitato, ma una concessione, furbescamente, fattami e fattaci dalla protervia di un potere che si crede immarcescibile, insostituibile e che, particolare decisivo, se ne strafotte di me, di voi, di noi tutti.

Pensateci: cosa vi accade se non pagate una multa?, e a quali conseguenze andreste in contro, voi semplici cittadini, se evadeste, corrompereste, violentereste o paghereste una minorenne o anche solo tentereste di chiedere pietà per una vostra conoscenza che, pur colpevole, non riesce a sopravvivere al carcere?. Quale sarebbe il Vostro destino se tramaste nel buio; se faceste sparire milioni di euro pubblici; se impediste a dei profughi di sbarcare sul suolo patrio; se rendeste qualcuno in una povertà tale da costringerlo a cercare cibo nella spazzatura; se lo distruggeste moralmente al punto da indurlo al suicidio e, perdonatemi se ne tronco l’elencazione e se lascio a ciascuno il diritto dovere di proseguire?.

Lo stato, questo stato e questi governi e questi governanti e politici, sarebbero inflessibili nel giudicarvi e condannarvi!. 

I DOVERI, santo Iddio, SONO DOVERI e vanno fatti rispettare!.

Ma come la mettiamo con il diritto al lavoro, con quello allo studio e poi con quello alla sanità e con quello alla meritocrazia, e con quello all’uguaglianza, e con quello alla giustizia e con quello alla libera determinazione del proprio stato sessuale, familiare, di procreazione, di legittima difesa, di opportunità e della pura e semplice sopravvivenza?.

Questi DIRITTI, presi uno per uno ed nel loro insieme diventano, IN QUESTOBRUTTOBELPAESE (crasi eccetera eccetera), casi limite, situazioni sub iudice, da valutare caso per caso, su cui filosofeggiare avanzando centinaia di scusanti, migliaia di eccezioni, milioni di valutazioni religiose, miliardi di arzigogolamenti; ciascuno funzione di come, la mattina, il solone politico, il funzionario di partito, il lecchino sodomita, il prezzolato o il profeta di turno ha aperto gli occhi o ha ricevuto e recepito GLI ORDINI SUPERIORI impartiti: dal deus ex machina di riferimento; dal partito di appartenenza; dal proprio interesse personale; dalle aspettative di carriera e chi più ne ha più ne aggiunga essendo certo di non sbagliare e di non subirne conseguenze perché la considerazione che ne riceverebbe, che ne riceviamo noi tutti, è semplicemente quantificabile come inferiore allo zero:

NOI NON CONTIAMO UN … .

Ora ditemi: perché sono pronto, sicuro di vincere, a scommettere la qualunque che nessuno di VOI è amico, conoscente, parente, anche alla lontana, di un ministro o, quale che sia, immarcescibile uomo politico?. Perché scoppio a ridere di rabbia e frustrazione quando sente un politicante del c … affermare che è suo diritto … qualsiasi cosa dica?. Perché, di conseguenza, non ho nessuna pietà e comprensione per quei cittadini, bellamente protestatari per ogni dove e cosa, i quali pur vivendo nelle condizioni più estreme e più sporche, nemmeno come estrema ratio tentano di trascinare a sé ed al loro stesso, sporco, putrido, infame livello i responsabili di quella condizione?; perché, sempre più spesso sento il bisogno di uniformarmi alla strafottenza generale?:

CONOSCENTI d'Italia, L'Italia s'e' desta, Del CULO di Scipio FACCIAMO la Festa. Dov'e la VERGOGNA? Le porga Le terga, Che schiava di Roma Iddio la creo'. (f. briganti; ndr).

Quindi ed in conclusione per pochi semplici lapalissiani e scomodi motivi; non lo facciamo giacché conosciamo la risposta ad ognuna delle domande sopra espresse; giacché è QUELLO PARAFRASATO IL NOSTRO INNO NAZIONALE e giacché: in cuor suo ciascuno di noi sa che chi è causa del proprio male deve solo piangere sé stesso e, quindi, riconosciamo che siamo noi i primi responsabili, ma sopratutto E’ così ...

perché ESSERE POPOLO, per noi, è un concetto sconosciuto!.

2021 02 09[modifica | modifica sorgente]

… caro Draghi ti scrivo (2) … ovvero: a chi ancora dovrò raccontarlo? Ovvero: ovvero che ne sai tu di un campo di grano?

“ Ho compiuto 68 anni e tra poco ne avrò 69. A questa età ed ancora una volta ho parlato con Dio.

Aveva il viso di un adolescente e mi diceva che ho strappato a morsi la vita; forse ne volevo una diversa; forse non ho saputo godere di quella che, invece, ho vissuto; forse sono solo uno che non ha capito mai in quale verso girava il mondo, sono certo, però, che all’ultimo appello potrò gridare: “ PRESENTE “ con orgoglio e senza dover abbassare gli occhi.

A 68 anni, ho scoperto che non voglio essere una persona alterata dal male. Dove l’arroganza urla, l’abuso sconfigge i diritti, l’odio si elegge a sistema, la paura comanda padrona ed il silenzio diventa il linguaggio scelto dai più e si afferma come una glaciazione che inesorabilmente stringe nella propria morsa ogni cosa. (...) “ Per cui:

“ Io sottoscritto Francesco Briganti, nato a Napoli il 12 agosto 1952 e residente in Uzzano (Pt) chiedo di poter sottoporre alla Sua attenzione ed in modo aperto, ma ufficiale, i fatti a seguire:

Fatto: per sedici anni e 9 mesi ho versato contributi continuativi a questo Ente (ENASARCO) per un totale di 47.347,91 euro.

Fatto: avendo compiuto i sessantasei anni e non espletando la professione di agente di commercio con incarichi di mandato dal settembre 2013, cessando la contribuzione a far data dal 28/2/2014 non raggiungerò mai la quota pensione dei vent’anni di contributi.

Fatto: non essendoci possibilità di cumulo con i versamenti INPS, insufficienti, peraltro, da soli alla stessa esigenza, nemmeno questi mi consentiranno mai di usufruire di una pensione.

Fatto: non sarò mai, comunque ed in nessun caso, a volere operare onestamente, salvo separarmi da mia moglie ed andare a vivere sotto un ponte, in condizioni di poter ricevere una pensione sociale.

Fatto: dal 2012 questo Ente, con il coevo Regolamento, consente agli iscritti da quell’anno in poi la possibilità, al raggiungimento dell’età pensionabile, di ottenere una pensione minima per la quale sono bastevoli 5 anni di contributi. Per tutti gli altri gli anni di contribuzione minima necessari sono venti. In caso di mancato raggiungimento della predetta quota minima i contributi versati divengono “ silenti” ovvero inutili per gli stessi agenti.

Fatto: questo Ente, sulla scorta di dati ufficiali, ha un resoconto consuntivo 2020 pari ad una realtà finanziaria superiore ai 174.000.000 milioni di euro.

Fatto: e’ innegabile, quel che fosse la considerazione particolare, che al raggiungimento di quella realtà finanziaria, comunque ha contribuito l’esistenza anche dei versamenti miei e di tutti gli altri silenti.

Fatto: conseguenza di un regolamento interno questo Ente dispone legalmente dei miei versamenti ed altrettanto legalmente, mercé una politica se non complice quanto meno colpevolmente disattenta, può rifiutarne la restituzione.

Fatto: In un intervista il dr. Costa, ex Presidente di questo ente: oggi non so chi è e tanto meno mi interessa, dichiarava, sue proprie parole, “Siamo consapevoli di quanto la norma possa apparire sfavorevole nei confronti di alcuni iscritti che hanno versamenti insufficienti per maturare il diritto alla pensione; per questo motivo sarebbe auspicabile un intervento del legislatore che ne riduca le implicazioni più gravose…” (Pensioni. Enasarco. Costa “Pronto a incontrare ex agente in sciopero fame” www/adepp/info/2018/05/pensioni-enasarco-costa-pronto ad incontrare-ex-agente-in-sciopero-fame/)

Fatto: la stessa situazione: uguale, simile, variamente classificabile, vede come disabili economici numerose persone ad essere agenti di commercio silenti: circa in 700.000.

Fatto: numerose personalità politiche di varia estrazione e la regione Toscana in particolare (giugno 2017) con una mozione presentata dalla Lega ma avallata da tutte le forze politiche, hanno rimarcato e portato all’attenzione pubblica e Parlamentare rispettivamente la situazione parimenti definendola iniqua.

Fatto: e’ indubbio che 38 anni del sottoscritto in giro per il paese ed alla guida di un autoveicolo come libero professionista, commerciante ed agente di commercio sono per chiunque uno sforzo lavorativo logorante e stressante.

Fatto: è per me, ad essere quel colui da 38 anni alla guida di un autoveicolo, chiaro e lampante che, data l’età raggiunta, i riflessi, l’attenzione, la capacità di reazione, scemano di continuo e giorno per giorno in maniera crescente al pari della voglia e dell’impegno, in una fase della vita in cui altri dovrebbero essere gli interessi e le aspettative .

Fatto: la situazione collide con le previsioni Costituzionali. Quelle che prevedono e tutelano l’uguaglianza sostanziale e quelle che danno diritto alla assistenza e garanzia delle aspettative di vita nel periodo della anzianità.

Fatto: stando i fatti suddetti inconfutabilmente veri e chiedendo venia per tutto ciò ad esistere che avessi dimenticato di citare ne rendo con questa mia lettera aperta contezza pubblica.

Fatto: “ La Fondazione Enasarco provvede alla previdenza e all’assistenza degli agenti e dei rappresentanti di commercio. Le prestazioni previdenziali garantite sono integrative rispetto a quelle fornite dal “primo pilastro” Inps. Gli agenti iscritti sono oltre 250.000 e le ditte mandanti sono 100.000. Le pensioni e le prestazioni erogate sono rispettivamente più di 112.000 e circa 12.000. (…) (da Enasarco/it/ mission.)

Tutto quanto sopra premesso sono a scrivere per porre una sola esaustiva domanda:

“ Quali Aspettative di Vita o di Morte sono riconosciute ad un uomo nella mia situazione ? ”.

Veda Sua Eccellenza, dr. Draghi P.d.C in fieri, in verità non è che io mi aspetti molto, anzi non mi aspetto nulla dal suo eventuale prossimo governo, e questo non solo perché Lei sarà a tutt’altre faccende affaccendato, ma sopratutto giacché, chiunque dovesse esser Le di supporto, comunque saranno gli stessi che sin qui …

hanno fatto di questopaese ciò che è diventato!. "

Grazie per l’attenzione, ossequiosi saluti Francesco briganti

R. M.N.

Un Governo di Alto Profilo. A volte gli slogan mi fanno sorridere. Perché penso come possa definirsi tale uno in cui i papabili ministri siano soliti nomi. Diceva mia nonna " falla comu la voi sempri cucuzza esti" ( falla come vuoi , sempre zucca è) . Lo chef impasta sempre zucconi perché quello è il materiale umano che ha. Tecnici? Forse li metterà nei ministeri chiave perché così vuole l'Europa. E ora che persino i sovranisti per " amor di soldi...ops di patria" sono divenuti europeisti fervidi nessuno obietterà. Eppure io non amo i governi tecnici. Alla fine non rispondono a nessuno. È vero che neppure i governi politici con la legge elettorale che abbiamo, rispondono agli elettori, ma almeno avevamo l'illusione di un potere popolare esercitato attraverso il voto. Dunque, ricapitolando. In diciassette anni, ormai venti sono passate 4 legislature. Governi politici ,tecnici, di unità nazionale e via ad libitum sfumando secondo le bizze di un putto, di un cazzaro, di rimpasti di democristiana memoria, di troike e imbecilli matricolati. Quindi 4 legislature e i Silenti rimasti tali, bacino di utenza di stelle, di maglie verdi e ampolle del Po, e di chi prometteva attenzione. L'attenzione che promettevano la distoglievano dalla vigilanza che avrebbero dovuto prestare sui regolamenti vere e proprie ragnatele vischiose pronte a fagocitare i poveri ignari " obbligati " alla doppia contribuzione. No, amico mio. La Politica non vi aiuterà. Ricordo il tuo grandioso intervento in Senato dinanzi a un senatore . Ti sei rivolto a lui ma il discorso era per tutta una classe avulsa dai dolori della gente comune. E io pensavo. Quante formalità per entrare. Per parlare. In Casa Nostra!!!!! Cavolo. È casa nostra e con tracotanza hanno chiuso le porte ai diritti. E glielo abbiamo concesso e si sono arrogati il diritto di perseverare nella sordità. No. Non verrà da nessun governo la considerazione per una categoria martoriata. Non lo hanno fatto quando un uomo languiva nello sciopero della fame, quando un giovane si è ucciso facendo un j accuse terribile nei confronti di un ministro dell'epoca. Non lo farà neanche adesso. Fino a che non gli sbatteremo in faccia quel " in nome del popolo italiano" . Finché i Silenti saranno narcotizzati dalla paura di metterci la faccia. Ogni Governo teme i Numeri. Per uno è caduto. Beh, 700.000 Silenti forti della loro legittima rivendicazione e coesi avrebbero fatto tremare qualsiasi forza politica. Dove non giunge la politica arriverà il Diritto. È sempre stato così nei vuoti di Etica e di Dignità

2021 02 02[modifica | modifica sorgente]

… sulla riva del fiume ... “ Chi sia io, lo sapessi almeno io, sarebbe già una grossa scoperta da ascrivere se non ad altri, di sicuro a me stesso; che da ciò che scrivo, quotidianamente e da anni, ognuno possa e debba farsi una propria idea, è esattamente ciò che vado predicando da sempre; che l’essere oggi al centro di una attenzione mediatica di livello ben superiore a quella di un social sia frutto di una posizione estremizzata di protesta contro questo sistema sociale e politico: baro, infingardo e grassatore è, senza dubbio alcuno, una affermazione vera; che tutto questo sia fatto per ricavarne qualcosa o per dare smalto ad un commediante in cerca di una scrittura è una opinione, legittima e ci mancherebbe, ma che comunque classifica e caratterizza chi la esprime, chi la riceve e coloro a non scegliere da che parte stare; Il resto?; chiacchiere da cortile in un pomeriggio di mezza primavera!. “ Era il 7 maggio 2018 quando scrivevo queste righe essendo all’undicesimo giorno di uno sciopero della fame che sarebbe durato per altri 4 lunghissimi giorni al termine dei quali il mio peso corporeo era diminuito di ben 15 kg. Era quella, a quei giorni, la mia personale ed auto lesiva protesta contro una decisione, quella dell’ente di previdenza integrativa Enasarco, che trasformava la gestione di versamenti, obbligatori per gli agenti di commercio ed effettuati ad uso pensione, in un possesso proprietà di quell’ente qualora gli stessi non fossero stati effettuati per un minimo di 20 anni consecutivi. Succedeva così che “ quell’ente “: mercè un regolamento interno approvato da una politica quanto meno disattenta per non dire esplicitamente ignave di fronte ad una palese ingiustizia, si dichiarava padrone dei 50.000 euro da me versati e rispondendo alla mia legittima richiesta di una restituzione degli stessi visto che non erano stati sufficienti per generare una pensione: “ ci dispiace Briganti, tu ne hai perso ogni diritto, perciò quale che sia il tuo futuro a noi poco importa, questi soldi te li puoi sognare giacché oramai sono nostri “ naturalmente il tutto espresso con quelle melliflue parole ad hoc per indorare la pillola di quello che per me e per altri quasi 700.000 ex agenti era ed è un dichiarato abuso e sopruso. Da quei giorni sono passati quasi tre anni ed a Novembre prossimo saranno tre quelli effetivi di una causa da me intentata a “ quell’ente “ affinché un tribunale di questa Repubblica sancisca una volta per tutte quali e quanti sono i diritti, di chi sono quei diritti, chi li viola: se, cioè, è nel giusto chi si impossessa o chi vorrebbe una restituzione; se ci sono danni conseguenti e per chi; se la nostra Costituzione vale qualcosa nel suo essere la carta ispiratrice di ogni altra legge succeduta nel tempo del divenire suo successivo ed infine se a valle di una sentenza questo francesco briganti, a scrivere queste righe, debba dare seguito ad una sentenza di morte sociale e civile oppure sia quello che finalmente, avendoci scommesso la vita, può ricominciare a respirare liberamente pensando al futuro avendola persa o avendola vinta quella scommessa. Vedete, io so che la giustizia italiana, alla quale nel novembre del 2018 mi sono affidato affinché decidesse la questione, pur nei suoi tempi e pur in questo marasma da covid 19, sta comunque facendo il suo corso peraltro seguendo strade e prendendo decisioni sin qui mai percorse prima; ma so anche che per me ogni giorno che passa è un giorno in più di mortificazioni indotte, di pensieri truci a volta insopportabili; di patimenti materiali e psicologici che non si possono comprendere se non si è nella situazione di chi avendo lavorato una vita si accorge all’improvviso di quanto tutto il proprio spendersi non è servito a nulla al fine di potersi garantire una vecchiaia non dico di agiatezze, ma almeno serena e tranquilla. Già, tranquilla!. Cosa impossibile giacché allo stato dei fatti il sottoscritto non avrà una pensione di anzianità da contributi giacché quelli Enasarco e quelli INPS non sono cumulabili; non avrà la pensione sociale perché sposato con una moglie con reddito; non avrà quella di anzianità perché i contributi Inps sono anch’essi, da soli, insufficienti a generare una pensione; dunque secondo questopaesedimerda uno come me a 68 anni, dopo una vita di lavoro, DEVE solo decidersi a morire di propria mano se non vuole vivere di carità e non vuole piegare la propria dignità a questa situazione così squallidamente mortificante. Oramai siamo prossimi, molto vicini, ad un redde rationem che potrebbe essere il punto focale della risoluzione di una palese ingiustizia; in queste mie notti in cui il sonno si risolve in quelle due tre ore di quiete che il cervello mi concede, ho sognato spesso di una vecchiaia onorevole e confortevole poi delusa ad ogni risveglio; mai, però la rassegnazione al torto subito ha avuto, sin qui, il sopravvento e questo perché, a prescindere di come andrà a finire, Enasarco comunque maledirà il giorno in cui s’è beffata di me … perché da vivo o da morto sarò io quello che vincerà!.

Il vero nemico non è Enasarco o la Giustizia che non esiste ma la società di imbecilli indotti inconsapevoli che la sorregge.

Ormai la storia è piena di esempi.

Quando si vuole assegnare all'imbecillocrate di turno tutte le colpe della storia si è solo pronti per ripetere gli stessi errori.

Xxxx

… la collina dei ciliegi … ovvero ogni volta tutte le volte

Non mi stupirò mai abbastanza di quanto stupida riesca ad essere la gente. Si dice che, in questopaese (crasi eccetera eccetera) ci siano delle condizioni che, esaminate senza pregiudizi di nessun genere, non possono essere che di due nature differenti ed opposte:

Sono false Sono vere.

Nel primo caso noi dobbiamo oggettivamente ammettere che i media, tutti e di ogni estrazione politica, ogni giorno ci raccontano catastrofismi vari per un qualche motivo oggettivo che li accomuna tutti:

quindi non esistono 11 milioni di persone che non riescono più a curarsi; non c’è una disoccupazione giovanile al 40% del totale; non esiste un disoccupazione media che viaggia intorno al 11% della popolazione; non ci sono banche ed imprese pubbliche, leggi Alitalia solo per citarne una, salvate con i soldi pubblici; non esiste una casta politica attesa ai propri affari ed all’inciucio reso sistema; non esiste una tassazione affama popolo; non esistono sgherri di quella tassazione a prendersela in maggior modo con chi non può difendersi; non esistono privilegi vari per i politici, la chiesa, gli alti burocrati, i manager, fallimentare o no che fosse la loro azione; non esiste una scuola pubblica allo sfascio, né una sanità tagliata di continuo, né, tanto meno una giustizia poco e male finanziata ed assistita; non ci sono morti sul lavoro per incuria e strafottenza; il lavoro è offerto ed è tutelato a piene mani; la dignità delle donne, dei “diversi”, dei malati, dei pensionati, dei bambini è al primo posto nella graduatoria delle preoccupazioni pubbliche; la vita nel suo totale e generale divenire è una delle migliori al mondo senza se e senza ma!.

Nel secondo caso noi dobbiamo oggettivamente ammettere che i media, tutti e di ogni estrazione politica, ogni giorno ci raccontano una realtà a viversi quotidianamente, da cui nessuno di loro può esimersi senza per questo divenire carta straccia o bottega delle marionette, se non perdendo ogni e qualsiasi credibilità anche davanti ai propri stessi occhi.

Fatta, perciò una scelta onesta tra le due possibilità di cui sopra, qual è il compito unico e possibile di quell’elettore che fosse finalmente chiamato ad un proprio dovere istituzionale se non quello di votare secondo coscienza?

E cosa dovrebbe suggerire, anzi dire, per lo più affermare gridandolo una coscienza onesta a chi avesse scelto di sinergizzarsi con la prima o la seconda di quelle possibilità?:

Hanno fatto bene, gli do fiducia e ne confermo l’autorità e l’autorevolezza anche governtiva!. Hanno fatto male è ora di toglierseli dalle palle!.

Checché se ne voglia dire, argomentare, trovare scusanti politiche e sociali, nazionali o trans nazionali, morali ed etiche, di parte e disinteressate, altre alternative possibili non ci sono senza diventare complici, collusi, vittime consenzienti, martiri per fede, coglioni di infima lega, impotenti senza nerbo e schiavi genetici senza alcun rimedio.

C’è onestamente da aggiungere che alternative da intendersi come soluzione probabile nemmeno ci sono; e c’è anche da sottolineare che il “ NON VOTO “, l’astensione tanto per intenderci o la scheda bianca e/o annullata, non possono essere, per ovvie ragioni, neanche loro una soluzione giacché anche qui due ipotesi:

1a) la classe politica che si va eleggere è disonesta ed allora se ne strafotte del non voto ed anzi se ne avvantaggia 2a) la classe politica è onesta ed allora perché bocciarla non votandola per protesta?.

Detto questo potrebbe sembrare che la nostra prossima condizione di elettori, meno liberi nelle scelte per una legge secondo me ad hoc e promulgata proprio e solo per mantenere lo “ statu quo”, sia la migliore possibile avendoci, comunque, lasciato una vasta gamma di offerte politiche tra cui, ciascuno di noi, può selezionare la propria.

Di fatto non è cosi in quanto e per quanto sopra le scelte sono obbligate:

1b) o si vota per per il mantenimento dello “ statu quo ” e della condizione attuale: quindi il visto e rivisto stantio dei politicanti

2b) o si vota per il cambiamento: quindi quella unione politica finalmente unita e coesa che vuole riuscire ad interpretare un cambiamento ancora possibile .

In entrambi i casi, a prescindere alternativi tra loro, il voto dovrebbe essere, PER LOGICA DEDUTTIVA, unidirezionale e cioè indirizzato verso una unica parte di modo che quella stessa avesse, poi, tutta la forza necessaria per completare la propria opera di conferma o di cambiamento di questo sistema.

Disperdere i voti in mille rivoli diversi non farebbe, infatti, altro che aumentare la confusione ed il caos conseguente diverrebbe CASINO lasciando campo libero ad un miliardo di PROBABILITA’ di cui nessuna è auspicabile.

Dunque, e per una volta nella vita, occorre, finalmente, assumersi una responsabilità precisa e netta, e quale che sia la scelta, rendersi conto che avendola fatta, non ci si può, dopo pentire in quanto e dopo, quel pentimento avrebbe anche il sapore della beffa.

La vita è questo; la vita è fatta di scelte; fingere che non sia così, non è da stupidi …

é da suicidi e criminali!.

2020 12 07[modifica | modifica sorgente]

… futura … ovvero: “ io ve lo sto dicendo prima “

Quando ero giovane, qualche eone fa, mi inventai il decalogo del lupo; eravamo, io ed alcuni altri amici, da poco, stati artefici di una sorte golpe bianco in una radio privata: il nostro scopo era, molto presuntuosamente, trasformare quella che ci sembrava essere una programmazione scanzonata e per nulla di impegno sociale, in qualcosa che avesse più i crismi del funzionale al politico ed al sociale e che inducesse le persone all’ascolto, alla curiosità intelligente per i fatti ad accadere, nonché una riflessione, soggettiva per ognuno, che fosse l’inizio di una crescita, di una auto coscienza e di una coscienza collettiva attesa al cittadino, al regionale ed al nazionale.

Erano gli anni ottanta; erano i tempi di radio piana lametina; erano le frequenze dei 101,7 Mhz; erano gli anni dei cantautori, di trasmissioni come “ lo Spillo “ e “ la Giostra “, dei collettivi femministi; del Psiup, di Lotta Continua, Potere Operaio; dei due registratori al seguito di cui uno spento così che su invito nel fingere di adeguarsi uno comunque restasse acceso; erano gli anni dei Mimmo, dei Sarino, dei Pasquale, delle Francesca, Irene, Luciana e così via elencando.

Erano i giorni della Calabria; di un ammodernamento repentino e veloce degli usi e dei costumi; erano i giorni i cui gli universitari fuori sede tornavano a casa portandosi dietro, ognuno, la propria esperienza ad integrarsi con quella di chi, rimasto in paese, aveva, comunque ed a prescindere, seguito una propria via di crescita e di impegno.

Erano gli anni del nostro personale e privato “ cerchio magico “ e di un “ cambieremo il mondo “ il cui unico torto, nella convinzione di riuscirci, era quello di non aver compreso che dalla introduzione di una maggiore libertà concessa alle e nelle frequenze audio e televisive, si stava, scientemente, programmando, una massificazione del pensiero che nella, propria ampiezza, doveva, gioco forza tollerare quelle sporadiche voci a fare da contraltare.

Quel decalogo era, in fondo, molto semplice e presuntuoso e si articolava così: Lupi si nasce e non si diventa Il lupo è lupo e va rispettato Il lupo non riconosce capi o padroni, ma è il capo e padrone Il lupo ragiona del proprio istinto Il lupo ha, quindi, sempre ragione Gli articoli successivi e fino al decimo: una ripetizione convinta e rispettiva per ognuno dei primi cinque.

Ci accorgemmo, nel periodo del nostro interregno, che l’essere integralisti e fondamentalisti, non è mai una buona politica; che pretendere di avere una verità in tasca significa SEMPRE possedere quella sbagliata; che imporre le proprie idee: fosse costante anche la maggiore buona fede possibile, non è un modo inclusivo ed utile, quando anche si fosse nel giusto, per favorire la democrazia; che se non ci si apre all’altrui pensiero, ci si confronta e si media per il meglio condiviso, con ciascuno degli altri modi di vedere la vita, quest’ultima, prima o poi, degenera in uno scontro finale che vedrà solo parti sconfitte e nessuna a poter gridare vittoria se non su macerie di una tale complessità e vastità da richiedere una ricostruzione ex novo dell’intero sistema in gioco.

Dunque ci convincemmo che anche fosse giusto l’intento, sbagliato era, però, l’approccio!. Ultimamente, due cose mi hanno fatto ripensare a quel periodo:

la stupidità politica di certi esponenti, supporter, semplici simpatizzanti quale che sia l'idea cui aderiscono e l’assoluta stupidità politica dei " convinti a prescindere" quando seguono la logica dei massimi sistemi espressi a slogan fini a sé stessi.

Entrambe queste due realtà si ispirano al decalogo del lupo; entrambe queste realtà hanno sbattuto: a muso duro quella dei " convinti a prescindere", e devono sbattere contro un muro di acciaio temperato per: finalmente e forse COMPRENDERE quello che una società democratica DEVE ESSERE e quello che chi voglia risolvere veramente dei problemi DEVE FARE.

Non parlo di altri consessi politici, ma della sinistra in genere, giacché parrebbe che certe cose le abbiano comprese nell’arco di una dittatura: quella fascista; di una guerra partigiana e di un settantennio di pseudo democrazia, tra collusioni e corruzioni varie, soltanto quella destra a vincere che rimane unita e coesa, in tempo di elezioni, senza mai dare: agli elettori ed in prossimità di un voto, il benché minimo dubbio di divisioni interne e propedeutiche ad una successiva divisione come poi, invece, puntualmente avviene.

Non si capirà mai perché, invece, per le sinistre (sic: LE SINISTRE!) il RIUSCIRE AD UNIRSI E AD ESSERE UNITE E COESE sia qualcosa di improbabile e addirittura, fin qui, di impossibile nel gestire, quasi con piena soddisfazione, ogni sconfitta annunciata: questa sì comunque ed a prescindere!.

Dunque l’Italia: il suo futuro prossimo ed a medio termine; le prossime elezioni, se e quando si faranno; i sempiterni aventi diritto al voto; i sempre più convinti che nella propria astensione ,i politici e la politica in generale, possano ravvedere uno schifo condizionante; le vox clamans in deserto a perdere tempo in elucubrazioni e ragionamenti che tutti sentono, che qualcuno ascolta, di cui pochi fanno motivo di riflessione, di cui ancora meno ricavano utilità per ragionarci su e vedere oltre al semplice sentire e guardare.

Perciò quel muro di acciaio temperato contro cui sbattere ancora e di nuovo; collisione annunciata che serve ad una regione: la CALABRIA per l’ennesima volta senza che essa sia mai utile a ritrovare sé stessi, la propria dignità ed il proprio onore.

Da qui la risposta ad una sempre più frequente domanda e stante questa realtà sociale e politica a perpetrarsi per il prossimo futuro: “ per chi voterete ? “.

Verrebbe da dire: “ fatelo per chiunque, ma fatelo, in molti, in tantissimi; tutti se possibile; ognuno sapendo, però, che il risultato, qualunque fosse l’ESERCITO SPARIGLIATO per il quale ciascuno voterà, non sarà quello dei vincitori, ma quello che HA COMBATTUTO e CORSO …

sapendo di perdere: comunque ed a prescindere!.

2020 09 30[modifica | modifica sorgente]

… vengo anch’io …

ovvero fondazioni e dintorni

Quando la Pulitzer e la Boniscontro-Gazzoni, due case famaceutiche romane associate, fecero il primo versamento dei mie 50.000 euro di contributi Enasarco, io mi sentii orgoglioso di essere entrato in quella che consideravo una grande famiglia.

Avevo un esperienza di sinistra, una frequentazione sindacale di esperienza CGIL e considerai l’iscrizione ad Enasarco come un altro dei traguardi di cui potevo andar fiero; credevo infatti che, così come la sinistra ed i sindacati di allora: era il settembre del 1993, l’ente fosse un orgnismo di previdenza ad aver cura di tutti i propri iscritti; a proteggerne il futuro, ad utilizzare quei contributi per garantire una vecchiaia dignitosa per tutti.

Non mi curai allora, quindi, e non me ne sono curato per anni, di seguirne le evoluzioni, la cronaca giornaliera, i fatti ed i fattacci che, invece, nel suo divenire accadevano in perfetta sintonia con quella che, poi, è stata la storia di questo intero paese.

Ho avuto, quindi, una maledetta sorpresa quando, ad averne bisogno, ho trovato un’ente a negarmi il mio, a sancire, grazie a regolamenti approvati nel disinteresse della politica ( e sono un signore! ), che io e quelli come me dovevano morire da poveracci: SOLI E ABBANDONATI DA TUTTI E DA TUTTO!.

Ho cominciato così una lotta credendo di trovare al mio fianco non dico TUTTI quelli definiti “ SILENTI ENASARCO “: non sono così ingenuo, ma almeno una buona parte di essi.

Delusione su delusione, giorno dopo giorno, manifestazione dopo manifestazione, ho dovuto accorgermi che la mia era, invece, una battaglia solitaria: se si escludono quelle poche decine che mi hanno manifestato una solidarietà ad essere, però, una percentuale ridicolissima rispetto al numero totale dei silenti: più di 700.000 e, se non fosse stato per la vicinanza affettuosa degli AMICI CARISSIMI che allora mi dettero ogni supporto affettivo e materiale possibile, probabilmente quella lotta sarebbe finita nel dimenticatoio in cui, in “questopaese”, viene relegato tutto ciò che è scomodo e pericoloso per il “ SISTEMA ITALIA “.

“ Bene! … “ pensai di certo sconfortato, ma deciso a procedere comunque, “ … il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare … “ e abbandonai quella maggior percentuale ritenendola solo un’altra delle negatività italiane, mai pensando che in esse oltre all’ignavia ci fosse anche di peggio e di squallido fino alla sublimazione del doppio e multiplo gioco.

“ Dire ciò che si fa e fare ciò che si dice “ è il motto di una persona: inutile farne il nome, che in qualità di agente di commercio, di pseudo sindacalista, più volte, nonostante il mio ignorarlo, mi ha sollecitato ad una collaborazione, una iscrizione, un mio supporto al suo dire e fare; cosa che, istintivamente e senza evidente ragione alcuna, mi sono sempre rifiutato di fare.

Recentemente, però, mi è capitato di leggere quanto a seguire:

“ Senti, ma ragionandoci: se diffondiamo le vostre puntate tecniche a reti unificate? Io ho il problema di srazzolare fuori dall’ambito di XXXXX: ho bisogno di poter invitare nei programmi miei, che non sono a reti unificate, YYYYY, OOOOOO, le KKKKKKK ecc. Ho quindi bisogno di non essere indicato come XXXXXXNO ma come indipendente. Questo ha come vantaggio per voi parlare con un pubblico + ampio, superare le barriere di chi ha pregiudizi, avere diffusione su tutti i miei social ed il vantaggio di non auto incensarci ma avere l’accreditamento di MMMMMMM (MMMMMMM ha detto di XXXXX) essere ascoltati dagli iscritti agli altri sindacati ( essendo voi più bravi poi si iscrivono da voi come sta avvenendo). Io do un servizio di alto livello e mantengo la verginità. La conduzione facciamo un po’ per uno ma non è un problema. Le registrazioni vengono caricate sui canali MMMMMMM e sui vostri. Scrivo anche ad An……. se mi finanzia o mi da una percentuale sui nuovi iscritti e le nuove sedi che vi faccio aprire. Se siete d’accordo lo sottopongo al mio CDA. “

Testuale, copiato parola per parola, esattamente come è stato scritto e, forse per sbaglio, pubblicato così da essere rilevato da un sindacato concorrente ( anche di quest’ultimo tacerò il nome) a cui, forse, non sarà sembrato vero sfruttarne lo sputtanamento. (vedi foto del trittico odierno; ndr). Per non incorrere nella stessa macchina del fango e/o onde evitare di favorire l’uno piuttosto che l’altro in elezioni già di per sé, ed a mio parere, da non fare, i nomi propri sono stati tutti mimetizzati; è in mio possesso, però, una foto intatta dell’originale.

Ora, nel confermarmi nel mio istintivo disgusto e per concludere, mi sembra evidente come in “questopaese” qualcosa non vada più per il verso giusto; sembra chiaro oramai che certi comportamenti incitano al peggio indipendentemente da quale abiezione possa raggiungere quel peggio; sembra indiscutibile, infine, il come tutti si adeguino all’andazzo oramai sistemico, con quasi nessuno mai a seguire quello che sarebbe stata, invece e nella fattispecie, la giusta opzione: richiedere l’intervento della giustizia per valutare l’eventuale dolo e/o quant’altro di penalmente condannabile ci fosse.

E’, infine, evidente che, in questo squallore in particolare, l’ente non entra affatto se non per l’aver lasciato intendere, sicuramente senza volerlo, che lì dove c’è chi trasforma una gestione in un possesso legittimato da regolamenti interni approvati per legge, in quegli intorno SERVE mostrarsi nel peggior modo possibile per riuscire a partecipare ...

alla gestione/possesso di una immensa disponibilità!.

2020 09 29[modifica | modifica sorgente]

…respirando enasarco news …

“ … è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago prima che un ricco entri in paradiso … “.

“ "La guerra in Enasarco e le ombre di Mincione e Mainetti

“ Con riferimento alla vicenda legata al signor Mincione, sono state fatte pressioni per ottenere investimenti che si ponevano al di fuori delle disposizioni regolamentari interne adottate dalla Fondazione e per le quali la Fondazione si è opposta nettamente”.

Ad affermarlo è Gianroberto Costa, presidente di Enasarco, il potentissimo e ricchissimo ente nazionale d’assistenza degli agenti e rappresentanti di commercio, che gestisce un patrimonio, in fondi e immobili, di ben 7 miliardi e 300 milioni di euro.

Di questa denuncia è rimasta traccia nel verbale del consiglio d’amministrazione del 19 settembre 2018, ma solo oggi viene alla luce, perché ora il collegio sindacale della Fondazione Enasarco chiede espressamente ai vertici dell’ente “i nomi di chi ha tentato di esercitare pressioni per indirizzare gli investimenti”, “se sono state fatte denunce in proposito” e se in seguito si sono aggiunte precisazioni o delucidazioni. Il fulmine cade in un momento delicato per Enasarco, perché oggi, 24 settembre, si apre la procedura elettorale per scegliere i nuovi vertici dell’ente.

C’è un tema cruciale che nessuna delle sette liste in gara ha messo in evidenza: a chi affidare la gestione dell’ingente patrimonio della Fondazione? Riaprire la porta a Raffaele Mincione, il finanziere italiano con base a Londra citato nella denuncia di Costa e già coinvolto (e indagato) nella vicenda del palazzo londinese venduto al Vaticano? Uno dei candidati alle elezioni viene indicato come persona in conflitto d’interessi proprio per i rapporti intrattenuti con Mincione e con un altro finanziere, Valter Mainetti: è Alfonsino Mei, già consigliere d’amministrazione di Enasarco, ma anche membro del comitato di gestione del fondo Megas, quando questo era gestito da Sorgente sgr, società di Mainetti.

Il finanziere ha la sua sede al numero 132 di via del Tritone, a Roma, in un palazzo di Enasarco, gestito fino al 2018 proprio dal fondo Megas. Oggi tra Enasarco e il Gruppo Sorgente (intanto posto da Bankitalia sotto amministrazione straordinaria) è in atto un contenzioso milionario per il mancato pagamento dei canoni d’affitto. Ha sede in via del Tritone 132 anche un’altra società di Mainetti, la Nova Re Siiq, presso cui è stata assunta Rebecca Mei, nipote di Alfonsino (e figlia di suo fratello Mario Mei, già consigliere regionale Pd in Lazio).

Un intreccio di rapporti, conflitti e interessi che si stringono attorno alla torta da 7,3 miliardi di Enasarco. Chi siede in cda, dicono le regole, non deve occuparsi della gestione dei fondi e non deve avere contatti con i finanzieri gestori del patrimonio dell’ente. Nel ricco portafoglio Enasarco c’erano anche quote del fondo Athena di Mincione, impiegato nell’operazione d’acquisto del palazzo londinese del Vaticano. Nel 2015 – dichiara la Fondazione – “i fondi Athena sono stati liquidati, con restituzione (cash) dei capitali senza registrare perdite rilevanti”.

Al Fatto risulta che le perdite siano state di circa 7 milioni, evidentemente non ritenuti “rilevanti”. Il presidente di Enasarco, Costa, ha avuto numerosi incontri con Mincione, a Milano e a Roma. Uno di questi, il 12 gennaio 2017, è avvenuto presso la segreteria di Stato vaticana, dove a fare gli onori di casa era il cardinale Giovanni Becciu, allora grande sponsor di Mincione e oggi invece accusato dal promotore di giustizia vaticano di aver fatto perdere un sacco di soldi alla Santa Sede.“ ". (G. Barbacetto; 24/09/20; ilFattoq; ndr)

Enasarco non finisce mai di stupire: è una fonte inesauribile di sorprese sia che ci si inoltri nelle sue viscere: basta farsi un giro nelle inchieste del passato, quando è possibile naturalmente, sia che si circumnavighi esplorando i suoi annessi e connessi in corsa per un consiglio di amministrazione tanto operoso e meritevole: visti i consuntivi in crescita di ogni fine d’anno, che quello di una grande SPA quotata in borsa rischia di sembrare una cooperativa di dopolavoristi.

La storia passata dell’Ente, sconosciuta solo a chi dei propri soldi ha poca cura o non ha bisogno, rischia cosi di trovare, nel presente, nuovi spazi nella cronaca quotidiana giudiziaria, fatta salva ogni innocenza possibile e fino al terzo grado di giudizio, promettendo di riservare scalini di aberrazione economica e finanziaria, sprofondi di tradimento e doppio gioco, abissi di trasformismo e piaggerie: degni di un premio Oscar meritato per il puro e semplice fatto di esistere.

Dico chiaramente che questo post, per ora, non è che il primo di una serie a rallegrare, intristendo, chi come me è oramai agli sgoccioli di un conto alla rovescia risolutore: comunque vada, per la propria vecchiaia; ritengo, però, di poter dire che raramente ho visto tanto letame, sparso da mucche al pascolo, con la stessa frequenza e professionalità con cui questo ente riesce a mettersi nei guai e, per la miseria: nostra mica dell’ente, non siamo ...

che all’inizio di un copione tutto da leggere!.

2020 09 20[modifica | modifica sorgente]

… parenti alla lontana d’italia …

Centocinquanta anni fa cadeva Porta Pia a seguito di una cannonata del generale Segri: non che fosse lui di persona ad incendiare la miccia del cannone, ma fu sicuramente dietro un suo ordine che i bersaglieri entrarono attraverso la breccia creatasi dando così origine alla storia di Roma capitale d’Italia.

A priori conoscendo tutto quanto successo in questopaese (crasi a significare eccetera eccetera) io sono certo che il buon generale avrebbe forse tentennato nell’impartire quell’ordine; avrebbe forse girato il cannone in direzione opposta e, probabilmente, mirato in direzione di quella sabauda Torino così sperando di colpire quella genia di nani storici, tanto illusi dal loro sangue annacquato e biancamano, da sognare persino di diventare imperatori.

Secondo ne, invece, pur titubante, quel generale tra l’altro commilitone di quell’altro ad istituire i primi campi al mondo di sterminio variamente sparsi nel meridione, dovette pensare, essendo precursore di una cinquantina d’anni, di un re macchiettistica icona di un sovrano: “ … ne abbiamo provate tante, proviamo anche questa … “ e dunque rompendo i cosiddetti al papa di allora, regalando l’urbe eterna ad un trisavolo di Emanuele Filiberto: la cui figura a ballando con le stelle, spiega molte delle cose dell’oggi.

A ben guardare le vicende della storia italiana, sempre secondo me e quindi per quel che vale ciò che io penso, anche i nostri Padri Costituenti: Pertini, De Gasperi, Togliatti su tutti gli altri, a priori conoscendo la storia dei settantadue anni trascorsi sino ad oggi, avrebbero redatto una Costituzione molto più semplice ed esaustiva; L’avrebbero racchiusa in pochi articoli, molto probabilmente definendone uno solo corroborato da qualche corollario:

Articolo 1: “ L’Italia è una monarchia repubblicana in cui ciascuno degli italiani ha la capacità di farsi solo i cazzi propri; i diritti sono calpestabili a iosa, ma negarli è meglio; i doveri sono un opzional tanto facoltativo quanto più dovessero essere di rispetto agli altri; chi frega per primo frega due volte; fotte chi può, gli altri si fottano!.

Comma A: Nel mezzo del cammin di italiana vita occorrerà mettere in atto quei tentativi di ritorno al fascismo cercando di non rompere troppo i coglioni agli italiani e meglio sarà se nel farlo li si terrà addirittura del tutto all’oscuro.

Comma B: le leggi elettorali dovranno sempre essere anti costituzionali di modo che ogni cittadino, rendendosene conto, possa essere ligio a quel “ cazzi propri “ di cui all’articolo 1.

Comma C: i politici a reggerne i governi: manifesta e diretta conseguenza di quel “ cazzi propri “ di cui all’art. 1 cercheranno in Toscana, tra le province di Arezzo prima e di Milano dopo, di Firenze successivamente e di Napoli infine, quelle menti sapienti che recitando da burattini senza fili attueranno i piani mafiosi e golpisti attesi alla sodomizzazione degli italiani.

Comma D: pardon!, di quei cittadini dei principati e signorie, che figli delle mafie, delle criminalità variamente definite, dei secessionismi, delle storture discriminatorie, delle padronìe di questi su quelli e di tutto quanto può dividere ed incitare all’odio reciproco, erroneamente vengono definiti popolo italiano.

Comma E: andate tutti affanculo che se lo avessimo saputo prima, sticazzi che facevamo i partigiani!.

Certo, non avremmo avuto quella che UNIVERSALMENTE è riconosciuta come la MIGLIORE E PERFETTA Costituzione al mondo, ma,vuoi mettere come tutto sarebbe stato più semplice, lineare, fantasticamente e legalmente fruibile?.

Eppure, mentre un brivido freddo, strano in un settembre così caldo che pare ogni giorno il 15 di agosto e pieno solleone, sale dal profondo, una domanda mi sorge spontanea: “ … non è che quel popolo disunito, quei politici conseguenti, quei figlidi avrebbero incasinato tutto lo stesso? “. NO!, io dico NO!. Stronzi sì …

ma fino a quel punto, NO!, non può essere!.

2020 09 19[modifica | modifica sorgente]

... #enasarco: cronaca di una manifestazione ... (2)

Questo a seguire il testo del mio intervento; ma poi ho parlato a braccio ...

" Onorevoli Senatrici, Onorevoli Senatori

nel ringraziare per la Vostra attenzione, chiedo venia del leggere questo mio intervento, ma è tale il rispetto per la sacralità della Istituzione in cui mi trovo che preferisco questo modo: sicuramente a contenere quella rabbia e quel disamore per la politica che, da anni oramai, permea il mio sentire e non basterebbero 5 anni per esternarlo tutto.

Sono Francesco Briganti e sono qui, avendo l’onore di essere ascoltato da Voi, in quanto silente Enasarco e giacché ho scommesso la mia vita stessa sulla risoluzione di un problema che molti tra Voi certamente conoscono; personalmente ne ho discusso con l'allora on. Catalfo, oggi Ministro, con l’on. Migliore, con l’on. Cazzola: i quali tutti furono così accorati, ascoltandomi, da promettermi il loro massimo e costante impegno, per risolvere una stortura così generalizzata da rasentare la vergogna di una Costituzione; lo furono al punto da convincermi a desistere dal mio sciopero della fame.

Siamo qui, oggi, a due anni di distanza e nulla è cambiato nel frattempo; ciò nonostante io rassicuro tutti che non sono qui per la mia personale questione: ho affidato questo incarico alla giustizia italiana sapendo che prima o poi, magari prossimamente, ci sarà un giudice a decidere cosa è bene e cosa non lo è ed al contempo dichiaro, però, che qualora non avessi riconoscimento dei diritti che la Costituzione garantisce ad ogni cittadino italiano, la mia determinazione sarà pedissequa non solo alla sentenza, quanto a ciò che essa nei fatti significherà.

Ma io, evito qui ed ora, anche di parlare della situazione codificata per legge che rende ad un ente pubblico la facoltà di trasformare una gestione, di certo molto redditizia: visti i bilanci a consuntivo che Enasarco vanta ad ogni fine anno, in un possesso ad ignorare ogni singola posizione; altri dopo di me lo faranno molto meglio fino ad esserne esaustivi.

Vi citerò, invece, un caso particolare: quello del collega Mario Mangano ad essere in condizioni fisiche e morali gravi al punto da impedirgli letteralmente di essere qui oggi ed è sopra tutto in nome suo che io Vi parlo oggi e sarei terribilmente offeso, come cittadino italiano, se il suo nome, la sua terribile storia, non vi dicessero gran ché, giacché sarebbe la dimostrazione di quanto, sedere su quelle onorevoli poltrone, vi allontani dal paese: quello vero!.

Dunque io sono qui, oggi, per offrivi i mie occhi e per guardare nei vostri; per offrirvi, se ce ne fosse ancora bisogno, la tangibile amarezza e la delusione che in sempre più persone, alberga e la fa da padrona.

Quella Politica che millanta un supposto bene del paese spendendolo, sempre e solo, sulle ed alle spalle dei paesani dovrebbe costituire vergogna per quei politici che la applicano e ne servono i dettami senza mai rivolgere verso in proprio gli stessi criteri di attuazione.

Dovrebbe rendersi palese ad ogni persona, che politica significa partire dal popolo, agire per il popolo ed in accordo con il popolo tutto e non solo con quelle percentuali a divenire maggioranze secondo i moti della luna o le diarroiche tendenze delle parti in auge: momento per momento considerato.

Non ho interesse altro che a rappresentare, manifestandolo, pur ripetendo l’immenso rispetto per le istituzioni, il rammarico per uno Stato lontano ed esso, si' Silente; nonché il distacco, fisico e mentale, da chi avesse fatto di un onore ricevuto: quello di essere scelto come rappresentante del popolo, il motivo risolutore di una vita quale che ne fosse la bandiera, dimenticando, o fingendo di farlo, le disperate condizioni di povertà che affliggono sei milioni di italiani a muoversi in un complesso più ampio di undici milioni di persone nemmeno più economicamente in grado di curarsi.

Per tutto ciò: io sono qui come una nemesi, nella ancora illusoria speranza che questa mie parole servano a qualcuno ed a qualcosa|.

Grazie della Vostra attenzione!. "

P.s. Sarà mia cura, oltre che degli amici #Ticozzelli e #Lucaselli, postare l’intera ora dell’incontro non appena ne avremo la registrazione!.


2020 09 18[modifica | modifica sorgente]

… povera patria …

Succede, in questopaese (crasi a significare tutto lo sdegno e lo schifo per le macchinazioni politiche che si perpetuano in Italia) che un cittadino abbia l’occasione di parlare con un rappresentante del popolo di un problema reale che affligge 650.000 persone; ci riesce grazie all’opera di persone accorate allo stesso modo da quel problema e così, con grande rispetto e deferenza, succede che, quel cittadino, si scriva un intervento pensando di poterne fare motivo di ampia diffusione.

Il problema: Un ente privato di assistenza: uno dei tanti ad esistere e tanto per citarne uno nelle fattispecie @ENASARCO, da anni bellamente, grazie ad un REGOLAMENTO INTERNO A PREVARICARE PERSINO LA COSTITUZIONE ITALIANA e CON LA COMPLICITA’ ESPLICITA DELLE POLITICA, trasforma una gestione dei contributi obligatoriamente versatigli, in un possesso a divenire diritto di proprietà quando quei contributi non fossero versati per almeno un ventennio, al contempo privando i contribuenti soggetti di quell’incompiuto ventennio di qualsiasi diritto su quei contributi.

Succede, quindi, che quel cittadino di cui sopra: nella fattispecie io Francesco Briganti, si trovi nell’aula Caduti di Nassirya al Senato convinto di ascoltare degli onorevoli lì convenuti per prospettare delle soluzioni immediate ai vari problemi delle Partite IVA italiane.

Succede anche che, invece, egli ed anche gli altri convenuti aventi problemi simili, uguali e/o coincidenti, ascoltino un comizio elettorale espresso dall’unico senatore presente, il quale, con la scusa di offrire una sponda ad una sacrosanta lamentela, ne fa occasione laida per una esaltazione del proprio partito: LEGA PER SALVINI, a danno del governo in carica e delle forze politiche dell’arco costituzionale.

Succede ancora ed inconseguenza che quel cittadino: sempre io Francesco Briganti, quando come previsto dal protocollo, prende la parola anziché leggere ciò che aveva diligentemente scritto, con una certa veemenza ed a braccio, ma pur sempre nel totale rispetto delle persone presenti e del sacro luogo istituzionale, renda al senatore presente: persona peraltro affabile e certamente abile come politico, il completo senso del proprio disgusto verso la politica, verso i tempi al futuro, verso le abilità che la POLITICA TUTTA ha nel riuscire a risolvere, a volte anche in una notte, certi problemi, cosi segnalando anche le COLPE DELLE POLITICA quando invece dei tanti, tantissimi altri problemi non si occupa nemmeno per sbaglio se non quando occorre far scena in prossimità di una elezione.

Dunque in estrema sintesi del fatto solo due giorni fa accaduto, quel cittadino si aspetta di poter rendere conto: alla propria categoria, a sé stesso ed a chi ne volesse avere notizia, di quanto accaduto in quell’aula, scoprendo, invece, che una registrazione dell’avvenimento, ad ora, ancora non si riesce ad avere, non la si trova da nessuna parte incluso il sito di senato TV pur già girando, on line, alcuni spezzoni di quella audizione; naturalmente essendone escluso il proprio.

A quel cittadino; sempre io Francesco Briganti, da fonti non ufficiali viene fatto sapere che la registrazione è in lavorazione e che presto sarà disponibile sui canali ufficiali; ma tutti ben sappiamo che se quella disponibilità dovesse avvenire oltre la mezzanotte di stasera, per le leggi vigenti, essa non potrebbe essere messa in circolo cosi da salvare un partito quale la lega e quel senatore in particolare e la politica in generale dalla vergogna derivante dall’evidente disamore e sdegno che quel cittadino: ancora io francesco briganti, ha con estrema sincerità significato in quell’aula.

Dunque e per concludere, sperando di essere sbugiardato a breve dalla messa in circolo di quella registrazione, comunque assumendomi tutte le responsabilità di ciò che ho scritto:

questa è l’Italia adesso; questo è il paese in cui la democrazia corre sempre sul filo di lana dell’interesse politico; questo è il mondo in cui si muovono ed agiscono certi modi di essere;

ed allora io chiedo UFFICIALMENTE AL SENATORE SIRI, ad essere quel senatore, che sia Lui ad adoperarsi affinché sia la democrazia a vincere ed almeno un volta nella vita …

NON l’interesse di parte e di partito. f. Briganti

Marina Neri Angelo Briganti Ticozzelli Stefano Mimmo Lucaselli #SenSiri



Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

< Autori >

Indice