Friedrich August Von Hayek

Da const.

Lo posto ancora, visto che è nato l'8 maggio e leggerlo fa bene. Però voglio aggiungere un'altra citazione a quelle scelte allora, insieme ad un commento che gli allegai, sempre su Facebook, qualche anno fa:

Hayek ha speso molte delle sue eccezionali energie intellettuali nel tentativo di spiegarci quanti e quali siano (o possano essere) le conseguenze inintenzionali delle azioni intenzionali. Soprattutto in politica, dove spesso sono nefaste. Infatti, non essendo onniscenti, esse non solo non garantiscono l'appagamento dei nostri desideri, ma spesso, contravvenendo all'ordine più naturale delle cose, si ribaltano nel loro contrario. I totalitarismi del secolo passato (e presente) costituiscono un esempio eclatante. Come spiega un noto studioso (Lorenzo Infantino), "se nella nostra vita ci fossero solo le intenzioni, non ci sarebbe alcuna reale interazione con l’Altro. Mancherebbe il mondo sociale propriamente detto. Saremmo degli esseri diversi da quelli che siamo; e non ci sarebbe bisogno delle scienze sociali."

"La massima di Socrate, secondo cui il riconoscimento della nostra ignoranza è il principio della saggezza, ha un significato profondo per capire che cosa sia la società. A tal fine, la prima cosa è divenire coscienti dell’inevitabile ignoranza dell’uomo su molto di ciò che lo aiuta a realizzare i suoi scopi. Molti dei vantaggi della vita sociale, specie nelle sue forme più progredite che chiamiamo «civiltà», sono basati sul fatto che l’individuo beneficia di un numero di conoscenze maggiore di quello di cui si rende conto. Si può affermare che la civiltà ha avuto inizio quando l’individuo, nel perseguire i suoi fini, ha potuto utilizzare conoscenze maggiori di quelle da lui stesso acquisite e quando, approfittando di una conoscenza che egli stesso non possedeva, è potuto uscire dai confini della sua ignoranza. Questo fatto fondamentale dell’inevitabile ignoranza dell’uomo, su cui si basa lo sviluppo della civiltà, non è stato molto approfondito."

F. HAYEK, "La società libera", dal secondo capitolo: "Le capacità creative di una civiltà libera"

FRIEDRICH AUGUST VON HAYEK. IN MEMORIAM: 23 MARZO 1992 - 23 MARZO 2019

“La concezione della libertà sotto il governo della legge […] si basa sull’asserzione che quando obbediamo alle leggi, intese come norme generali e astratte stabilite senza tener conto della loro applicazione a noi, non siamo soggetti alla volontà di altri e pertanto siamo liberi.” Friedrich August von Hayek, “La società libera” (1960)

“Molti dei vantaggi della vita sociale, specie nelle forme più progredite che chiamiamo ‘civiltà’, sono basati sul fatto che l’individuo beneficia di un numero di conoscenze maggiore di quello di cui si rende conto.” Friedrich August von Hayek, “La società libera” (1960)

“Dobbiamo guardare al sistema dei prezzi come ad un siffatto meccanismo atto a comunicare informazioni, se vogliamo comprendere la sua reale funzione […]. Il fatto più significativo in questo sistema è costituito dall’economia di conoscenza con cui esso opera, o in altri termini da quanto poco devono sapere i partecipanti individuali per essere in grado di agire nel modo giusto.”

Friedrich August von Hayek, “L’uso della conoscenza nella società” (1945)

“L’attività legislativa, e cioè la deliberata creazione delle norme, è giustamente stata descritta come l’invenzione umana più gravida di importanti conseguenze e vasti effetti, ancor di più di quanto lo siano state la scoperta del fuoco e della polvere da sparo. A differenza del diritto, che in questo senso non è mai stato “inventato”, l’invenzione dell’attività legislativa è avvenuta relativamente tardi nella storia dell’umanità. Essa ha dato agli uomini uno strumento molto potente di cui avevano bisogno per raggiungere buoni risultati, ma che essi non hanno tuttavia imparato a controllare così bene da evitare di produrre gravi danni.” Friedrich August von Hayek, “Legge, legislazione e libertà” (1973-79)

“Con ‘ragione propriamente usata’ io intendo la ragione che riconosce i propri limiti e che, istruita dalla stessa ragione, affronta le implicazioni di quello straordinario fatto, rivelato dall’economia e dalla biologia, che l’ordine generato senza progetto può sorpassare di molto i piani esplicitamente concepiti dall’uomo.” Friedrich August von Hayek, “La presunzione fatale” (1988)

“Le politiche seguite al giorno d’oggi un po’ dovunque, attribuendo il privilegio della sicurezza [economica] ora a questo ora a quest’altro gruppo, stanno tuttavia creando rapidamente le condizioni per le quali l’ansia di raggiungere la sicurezza diventa più forte dell’amore per la libertà. La ragione è che, di tanto aumenta la garanzia di sicurezza assoluta per un gruppo, di altrettanto aumenta necessariamente l’insicurezza per altri.” Friedrich August von Hayek, “La via della schiavitù” (1944)

“Lungi dal propugnare ‘uno stato minimo', riteniamo indispensabile che in una società avanzata il governo debba usare il proprio potere di raccogliere fondi per le imposte per offrire una serie di servizi che per varie ragioni non possono essere forniti – o non possono esserlo in modo adeguato – dal mercato”. Friedrich August von Hayek, “Legge, legislazione e libertà” (1973-79)

“In effetti, nel caso che stiamo discutendo, le principali misure raccomandate dalla teoria macroeconomica dominante come rimedio alla disoccupazione, in particolare l’aumento della domanda aggregata, hanno causato una cattiva allocazione delle risorse su larga scala, da cui pare inevitabile derivi, in tempi successivi, una disoccupazione anch’essa di ampie dimensioni. La continua iniezione di quantità addizionale di moneta in punti del sistema economico nei quali essa crea una domanda temporanea che deve cessare quando si esaurisce o diminuisce l’incremento di quantità di moneta, insieme alle aspettative di un continuo aumento dei prezzi, spinge il lavoro e gli altri fattori produttivi verso occupazioni la cui durata è limitata al periodo nel quale l’incremento dell’offerta di moneta continuerà con il medesimo tasso (o addirittura al periodo in cui essa continuerà a svilupparsi a un dato saggio).” Friedrich August von Hayek, “La presunzione del sapere” (1974)

“Anche un moderato tasso di inflazione è pericoloso, perché lega le mani dei responsabili politici, creando una situazione in cui, ogni qual volta sorga un problema, la strada più facile per risolverlo sembrerà quella di aumentare l’inflazione un altro po’.” Friedrich August von Hayek, “La società libera” (1960)

“Parte della nostra difficoltà presente sta nel fatto che dobbiamo continuamente aggiustare le nostre vite, i nostri pensieri e le nostre emozioni, per vivere simultaneamente con diversi tipi di ordini secondo regole diverse. Se dovessimo applicare le regole immodificate e non represse del microcosmo (cioè della piccola banda o del gruppo, o, per dire, delle nostre famiglie) al macrocosmo (la nostra più ampia civiltà), come i nostri istinti e desideri emotivi spesso ci spingono a fare, noi lo distruggeremmo. Parimenti, se volessimo applicare le regole dell’ordine esteso ai nostri raggruppamenti più intimi, noi li frantumeremmo. Ecco allora che dobbiamo imparare a vivere in due modi allo stesso tempo.” Friedrich August von Hayek, “La presunzione fatale” (1988)

“Le opinioni che danno forza a una decisione politica sono sempre il risultato di una lenta evoluzione, che si estende per un lungo periodo, e procedono da molti e differenti livelli. Le idee nuove scaturiscono in mezzo a poche persone e gradualmente si diffondono fino a diventare patrimonio di una maggioranza che sa ben poco della loro origine.” Friedrich August von Hayek, “La società libera” (1960)



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