Giuseppe Carlo Marino

Da const.

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2020 06 12[modifica | modifica sorgente]

CHE COSA SONO GLI "STATI GENERALI" DI GIUSEPPE CONTE Per quel che ho modestamente capito, sono l'equivalente (ma in grande) di quel che sono state per Matteo Renzi le "Leopolde". Servono al personaggio per aggregare i consensi di cui attualmente beneficia nel Paese e per farsi "incoronare" e per sacralizzare il progetto di "società digitale" (tecnologico-finanziaria) che ci chiede l'Europa. Irrita e potrebbe far ridere il fatto che si stia svolgendo nello stile "grande fratello" di Rocco Casalino, ma inquieta che se ne intraveda l'occulta regia di Casaleggio (quel tizio enigmatico per il quale il parlamento è ormai cosa superata).



2019 09 14[modifica | modifica sorgente]

L'INQUIETANTE ANOMALIA ITALIANA So bene che il pensare sulla "cosa pubblica" è ormai così impoverito che basta poco per essere fraintesi. Ci si sta abituando a "pensare"(?) soltanto sostituendo i concetti con le passioni di fazione. E, pertanto, a scanso di equivoci, premetto che sono quasi felice per il fatto che un tipo come Salvini sia stato finalmente allontanato dal potere Ma la questione che comunque mi inquieta è un'altra ed è costituita dall'anomalia italiana alla quale non si sta prestando attenzione. L'anomalia, davvero molto e molto inquietante, è la seguente: d'ora innanzi, con questo nuovo governo Conte, l'UNICA OPPOSIZIONE PRESENTE IN PARLAMENTO COINCIDE CON LE FORZE DELLA LEGA E DEI NEOFASCISTI DELLA MELONI. Una situazione del genere non si era mai verificata in Italia. E il guaio appare ancora più grande, se si pensa anche che l'unica "opposizione sociale di massa" nel nostro Paese, d'ora innanzi sarà costituita dalle pericolose moltitudini della peggiore destra. .

Facebook 20 aprile 2019[modifica | modifica sorgente]

Occorrerebbe capire che la questione non si risolve in un fenomeno di "bullismo accademico": è molto più complessa. Soltanto se si conoscono i processi storici di questa complessità si può sperare in un cambiamento reale, al di là di tutti i fallimentari tentativi operati nel tempo dalle cosiddette "riforme" dell'Università. Le ingiustizie che si sono a lungo abbattute sull'amico Sciré e su altri impigliati in analoghe vicende hanno una lunghissima storia: ne costituiscono soltanto le più recenti epifanie. Il degrado "baronale"del sistema universitario è la sua stessa storia. Ma chi vuole saperne ai nostri tempi degli approfondimenti delle questioni? Si rimane alla superficie dei problemi, sicché non sorprende poi che rimangano costantemente irrisolti. Fate la prova a proporre un saggio che tenti di spiegare il perché di quanto è accaduto e sta ancora accadendo, con il fine di avviare, una seria riflessione. Ebbene, non troverete un solo editore di prestigio disposto a pubblicarlo.

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