Il conflitto pensionistico/Amministrazioni pubbliche che fanno i sindacati

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Amministrazioni pubbliche che fanno i sindacati[modifica | modifica sorgente]

I guai maggiori per i liberi professionisti derivano dal fatto che le rappresentanze sindacali sono state regolarmente snobbate dai governi e dal parlamento a vantaggio degli Ordini professionali e dei Consigli Nazionali degli Ordini.

E' bene ricordare che questi residui del fascismo come tribunali speciali, sono delle amministrazioni pubbliche vigilate dal Ministero di Grazia e Giustizia.

Ora queste stesse organizzazioni, si vogliono, da sempre fare portavoce dei liberi professionisti come difensori dei loro diritti.

Un corto circuito giuridico istituzionale pazzesco.

Basti pensare che negli ordini degli ingegneri, i dipendenti iscritti superano largamente i liberi professionisti.

Come fanno dei dipendenti a rappresentare i liberi professionisti?

Infatti mi è capitato di sentire l'audizione della organizzazione sindacale dei Quadri della CGIL che in questo marasma veniva convocata dalla Commissione Lavoro per dire che loro non erano interessati ai minimi tariffari.

Ora sembra che ci sia uno spiraglio rispetto ai 90 anni precedenti.

In parlamento forse si sono accorti della puttanata secolare che stanno tranquillamente portando avanti.

Gli unici rappresentanti legittimati dalla Costituzione a tutelare gli interessi dei liberi professionisti sono i Sindacati dei liberi professionisti, come lo sono le altre associazioni dei lavoratori autonomi, delle società o dei lavoratori dipendenti.

Se i liberi professionisti non hanno associazioni sindacali che li tutelano davanti al Governo ed al Parlamento, come possono essere tutelati i loro diritti?

Uno dei maggiori esponenti della discriminazione in questi termini è l'on. Cesare Damiano che, come risulta dalla lettera allegata, vede nella Rete delle Professioni Tecniche il legittimo rappresentante dei liberi professionisti.

Stessa cosa avviene anche per la Protezione Civile che ha stipulato con la suddetta Rete delle Professioni Tecniche dei protocolli di intesa che prevedono un tetto alle parcelle dei liberi professionisti, a prescindere dal tipo di prestazioni richieste e a prescindere da un prezziario concordato come avviene per tutte le attività della ricostruzione.

Ecco quindi la proposta politica di una rappresentanza istituzionale libera che sostituisca il sistema attuale.

lettera a Cesare Damiano