Il conflitto pensionistico/Illusione di autonomia finanziaria

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La gestione finanziaria degli enti previdenziali che gestiscono i sistemi pensionistici pubblici a redistribuzione dei tributi è spesso descritta con luoghi comuni che sono difficili da scalfire dovendo spiegare la realtà con un linguaggio giuridico economico molto spesso distante dal modo di raffigurarsi della realtà.

Alla base di questi luoghi comuni vi è l'illusione della autonomia finanziaria degli enti previdenziali dallo Stato.

Questo è molto difficile da spiegare in quanto, a parte l'INPS, i bilanci sono redatti con i principi della contabilità economico-patrimoniale che evidenzia tale autonomia finanziaria, mentre gli enti previdenziali sono sempre amministrazioni pubbliche soggette a norme di diritto della previdenza sociale, che gestiscono un settore pubblico per l'erogazione di servizi pubblici e quindi sottoposti al principio della copertura finanziaria e al principio del pareggio del bilancio dello Stato.

I luoghi comuni sul sistema pensionistico pubblico italiano[modifica | modifica sorgente]

La non conoscenza di tali principi contabili porta ad una sfilza di luoghi comuni:

  1. la pensione restituisce i contributi versati;
  2. l'INPS fallirà;[1]
  3. se lo Stato fallisce;
  4. L’Inps, che ha chiuso il 2014 con un rosso da 12,4 miliardi, se nulla cambia continuerà a realizzare perdite vicine ai 10 miliardi l’anno fino al 2025.[2]
  5. I disavanzi di bilancio dell’Inps sono dovuti alle prestazioni assistenziali;[3]
  6. il patrimonio dell'INPS non copre il debito;
  7. I lavoratori dovrebbero poter scegliere il destinatario dei propri contributi [4]
  8. I costi di amministrazione dell'INPS non saranno restituiti
  9. Il monopolio dell’INPS dovrebbe essere abolito
  10. Dovremmo poter scegliere quanto versare di contributi e quando andare in pensione
  11. lo Stato non ha versato i contributi dei dipendenti pubblici;
  12. il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti è attivo e sostiene l'INPDAI;
  13. i precari della Gestione Separata INPS finanziano i dirigenti dell'INPDAI.

Anche il presidente dell'INPS Tito Boeri ha segnalato tale difficoltà di interpretazione della realtà pur non spiegando la corretta chiave di lettura.[5]

Anche i quotidiani specializzati incorrono in questi luoghi comuni e non chiariscono la realtà che invece emerge dalla lettura delle leggi di riferimento come la riforma delle pensioni Dini o la riforma delle pensioni Fornero o la Costituzione o il Conto Economico Consolidato delle Amministrazioni Pubbliche.

File:Tomo I Rendiconto generale 2014 ParteI.pdf
Tomo I Rendiconto generale 2014 ParteI

La realtà contabile giuridica contro i luoghi comuni sul sistema pensionistico[modifica | modifica sorgente]

Invece dei luoghi comuni sopra citati la realtà è:

  1. le pensioni sono pagate con i tributi correnti; [6]
  2. l'INPS è una pubblica amministrazione che ha il compito di erogare servizi pubblici in base alle risorse che lo Stato gli assegna. Il fallimento non è previsto per le pubbliche amministrazioni ma solo per gli imprenditori. Le pubbliche amministrazioni possono essere soggette a liquidazione con un commissario che applica le leggi sulla liquidazione coatta in quanto applicabili (v.art. 2 c. 5 D.Lgs. 509/1994).
  3. uno stato fallito è uno Stato che non esercita le prerogative di uno Stato. Il default consiste nel non ripagare il debito pubblico, normalmente una parte. Nel caso di default dello Stato, lo stesso continua ad erogare i servizi pubblici in base alle entrate che avrà a disposizione.[7]
  4. l'INPS non realizza utili o perdite di esercizio in quanto non è una impresa. L'INPS può avere un avanzo o un disavanzo di amministrazione che lo Stato ripiana nell'esercizio successivo. L'INPS non ha ricavi da vendite o altro, non vende polizze assicurative. Ha i finanziamenti tramite tributi riscossi direttamente (contributi) o con trasferimenti dal bilancio dello Stato. Le uscite consistono nelle pensioni che deve erogare a chi ne ha diritto secondo quanto stabilito dalle leggi dello Stato sia per l'importo che per i destinatari. La gestione finanziaria non si verifica con un bilancio economico-patrimoniale ma con il rendiconto generale.
  5. I disavanzi di bilancio non esistono in quanto l'INPS non redige un bilancio consuntivo ma un rendiconto generale. Se si va a leggere il rendiconto delle gestioni previdenziali si vede che anche il settore previdenziale è in disavanzo in quanto per il 2013 a fronte di 194.794 milioni di euro di contributi sono stati erogati 231.148 milioni di euro di prestazioni (pag. 120 rendiconto generale 2013 tomo I). Nel 2014 a fronte di 195.727 milioni di euro di contributi sono stati erogati 219.622 milioni di euro di prestazioni (pag. 130 rendiconto generale 2014 tomo I). Ma la cosa più evidente è che delle 31 gestioni di cassa, la maggioranza 24 sono in disavanzo a dimostrazione che la previdenza sociale corporativa non è finanziariamente sostenibile ed infatti tali gestioni usufruiscono di partite di giro fatte all'interno del rendiconto INPS.
  6. Le pensioni sono garantite dal Bilancio dello Stato inteso in senso lato ossia come specificato in Costituzione in base alle ultime modifiche costituzionali sul pareggio di bilancio in costituzione.[8]

La gestione pensionistica è fatta dallo Stato[modifica | modifica sorgente]

L'impossibilità dell'opting out[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. redazione, Pensioni, Boeri: «Il sistema è solido. Correttivi necessari per l’equità, non per la sostenibilità finanziaria», in Il Sole 24 Ore, 18/11/2015. URL consultato il 3 gennaio 2016.
    «Anche se l’Inps fallisse, se lo Stato non fallisce queste prestazioni verranno erogate.».
  2. F.Q., Inps, allarme del consiglio di indirizzo e vigilanza: “Buchi da 10 miliardi fino al 2025 e rischi per erogazione dei servizi”, in Il Fatto Quotidiano, 28/10/2015. URL consultato il 3 gennaio 2016.
    «L’Inps, che ha chiuso il 2014 con un rosso da 12,4 miliardi, se nulla cambia continuerà a realizzare perdite vicine ai 10 miliardi l’anno fino al 2025.».
  3. redazione, Pensioni, Boeri: «Il sistema è solido. Correttivi necessari per l’equità, non per la sostenibilità finanziaria», in Il Sole 24 Ore, 18/11/2015. URL consultato il 3 gennaio 2016.
    «I disavanzi di bilancio dell’Inps sono dovuti alle prestazioni assistenziali».
  4. Elisa Serafini, Pensioni e INPS: 5 riforme possibili per la generazione Under35, in Linkiesta, 8/12/2015. URL consultato il 3 gennaio 2016.
    «I lavoratori dovrebbero poter scegliere il destinatario dei propri contributi».
  5. Redazione On Line, Boeri: «Vitalizi ai politici, tagli fino al 50% sopra gli 85 mila euro», in Il Corriere della Sera, 1/11/2015. URL consultato il 3 gennaio 2016.
    ««È un errore definire l’Inps un “carrozzone”. Sulla cattiva reputazione dell’Inps pesano le leggi che sono a monte, ma l’Inps deve applicare queste leggi. Il bilancio dell’Inps non deve preoccupare questi pensionati che dovrebbero preoccuparsi solo in caso di fallimento dello Stato. C’è un equivoco di fondo, non si sanno leggere i bilanci dell’Inps. Il bilancio Inps fornisce una fotografia limitata della stabilità del sistema»».
  6. Michele Poerio e Carlo Sizia, Inps, tutte le false verità sulle pensioni, in Formiche, 5/12/2015. URL consultato il 3 gennaio 2016.
    «I pensionati di oggi non stanno mangiandosi nulla perché le future pensioni degli attuali giovani saranno pagate a loro volta con i contributi dei loro figli e nipoti,secondo la logica del “sistema a ripartizione”, applicato storicamente in quasi tutti gli stati occidentali, in base al quale le pensioni in essere sono pagate da chi lavora oggi.».
  7. Carmen Reinhart, Carmen Reinhart Warns "Serious Sovereign Debt Defaults" Are Looming, in Project Syndacate, 5/12/2015. URL consultato il 3 gennaio 2016.
    «When it comes to sovereign debt, the term “default” is often misunderstood. It almost never entails the complete and permanent repudiation of the entire stock of debt; indeed, even some Czarist-era Russian bonds were eventually (if only partly) repaid after the 1917 revolution.».
  8. Maurizio Sacconi, Pensioni. Aggiungere, non togliere sicurezze., in Amici di Marco Biagi, 6/11/2015. URL consultato il 3 gennaio 2016.
    «Le pensioni sono sostenute dalle generazioni più giovani per cui incidono la demografia, l’occupazione, il Pil. E in ogni caso sono garantite ieri come oggi, e così sarà domani, dal Bilancio dello Stato.».


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