Inarcassa

Da const.
Jump to navigation Jump to search

< Indice >

< prec > < succ >

< prec ind> < succ ind>

< Alcuni enti previdenziali >

La Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti (CNPAIALP), detta anche Inarcassa, è un ente fondato nel 1958 .[1], avente lo scopo di provvedere al trattamento pensionistico degli ingegneri e architetti ad esso iscritti. Cos’e’ Inarcassa - Inarcassa

L'iscrizione all'Inarcassa è obbligatoria per gli ingegneri e gli architetti che siano iscritti al relativo ordine professionale, titolari di partita IVA (individuale, di associazione o di società di professionisti) e non soggetti ad altro tipo di previdenza obbligatoria.Iscrizione - Inarcassa

Classificazione di Inarcassa fra le pubbliche amministrazioni[modifica | modifica sorgente]

Inarcassa, è nata nel 1958 come ente pubblico con personalità giuridica di diritto pubblico. Nel 1995, a seguito della legge 509/1994 è diventata una Associazione con personalità giuridica privata. Gli associati sono obbligati nella iscrizione se sono iscritti ad un ordine, hanno la partita Iva e non godono di altra forma di previdenza. I contributi obbligatori sono assunti al patrimonio della associazione che assume delle obbligazioni nei confronti dei pensionati secondo le regole vigenti al momento del pensionamento.Elenco pubbliche amministrazioni
La Sentenza Consiglio di Stato del 28/11/2012 ha affermato "Infatti, l’attrazione degli enti previdenziali – originari ricorrenti - nella sfera privatistica operata dal d.lgs. 30 giugno 1994, n. 509, riguarda il regime della loro personalità giuridica, ma lascia ferma l'obbligatorietà dell'iscrizione e della contribuzione (art. 1 d.lgs. cit.); la natura di pubblico servizio, in coerenza con l’art. 38 Cost., dell’attività da essi svolte (art. 2); il potere di ingerenza e di vigilanza ministeriale (art. 3, per il cui comma 2 tutte le deliberazioni in materia di contributi e di prestazioni, per essere efficaci, devono ottenere l’approvazione dei Ministeri vigilanti), e fa permanere il controllo della Corte dei conti sulla gestione per assicurarne la legalità e l'efficacia (art. 3). Inoltre, il finanziamento connesso con gli sgravi e la fiscalizzazione degli oneri sociali, insieme alla obbligatorietà della iscrizione e della contribuzione, garantiti agli Enti previdenziali privatizzati dall’art. 1 comma 3 del predetto decreto legislativo, valgono a configurare un sistema di finanziamento pubblico, sia pure indiretto e mediato attraverso risorse comunque distolte dal cumulo di quelle destinate a fini generali." omissis "La trasformazione operata dal d.lgs.509/1994 ha lasciato, quindi, immutato il carattere pubblicistico dell'attività istituzionale di previdenza ed assistenza svolta dagli Enti in esame, che conservano una funzione strettamente correlata all’interesse pubblico, costituendo la privatizzazione una innovazione di carattere essenzialmente organizzativo."

La situazione dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 28/11/2012[modifica | modifica sorgente]

La sentenza ha evidenziato che la forma giuridica privata adottata per Inarcassa, non rispetta la legge 509/1994 che prevedeva la trasformazione in associazione "a condizione che non usufruiscano di finanziamenti pubblici o altri ausili pubblici di carattere finanziario.". Secondo la sentenza, i contributi previdenziali soggettivi e soprattutto integrativi, versati questi ultimi anche dalle società di ingegneria (di recente anche sul fatturato estero), che non usufruiscono di prestazioni previdenziali, sono imposte sottratte alla fiscalità generale. Ai sensi dell' art.11 della L. 1046 del 11/11/1971 , "Sono estesi alla Cassa tutti i benefici, privilegi ed esenzioni tributarie concessi all'Istituto nazionale della previdenza sociale."

Distinzione fra le casse previdenziali di personalità giuridica privata[modifica | modifica sorgente]

Casse previdenziali trasformate con il D.L.vo 509/1994[modifica | modifica sorgente]

Le casse trasformate con il D. L.vo n. 509 del 30 giugno 1994 sono indicate nell'Elenco A della legge.

Casse previdenziali nate con il D.L.vo 103/1996[modifica | modifica sorgente]

Le casse nate con il D. L.vo n. 103 del 10 febbraio 1996 sono indicate nel Primo Rapporto ADEPP [2].

Gestione finanziaria[modifica | modifica sorgente]

Fin dalla nascita dell'ente, nel 1958, la gestione finanziaria è avvenuta con il metodo a ripartizione, ossia i contributi versati sono utilizzati per il pagamento delle pensioni in essere. Ciò ha determinato uno scollamento tra contributi versati e prestazioni previdenziali, in quanto non viene accantonato il capitale per la singola posizione contributiva, come avviene ad esempio nei fondi pensione o negli enti previdenziali nati con la legge 103 del 1996. Le prestazioni sono determinate con diversi metodi di calcolo. Fino alla riforma previdenziale del 2012, vigeva esclusivamente il metodo di calcolo retributivo, particolarmente generoso, per cui la prestazione previdenziale può risultare coperta solo al 40% rispetto ai contributi versati.

Diritti acquisiti[modifica | modifica sorgente]

Riserva matematica e metodi di calcolo della pensione[modifica | modifica sorgente]

In termini assicurativo-previdenziali, la riserva matematica, è il capitale necessario per la erogazione di una pensione, dal momento dell'inizio del pensionamento, fino alla morte dell'associato, comprendendo anche le pensioni legate a quella principale, come le pensioni di superstiti, di reversibilità o indirette. Nel regolamento generale di previdenza 2012, la riserva matematica è denominata "montante contributivo" (art. 26) e la pensione annua è data dal prodotto della riserva matematica con il coefficiente di trasformazione.
Regolamento generale di previdenza 2012 [3]
Tabella (H48)
Coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione di vecchiaia unificata

Età di pensionamento Coefficiente di trasformazione 1/Coefficiente di trasformazione
57 4,426% 22,593
58 4,545% 22,002
59 4,676% 21,385
60 4,814% 20,772
61 4,965% 20,141
62 5,114% 19,554
63 5,288% 18,911
64 5,464% 18,302
65 5,655% 17,683
66 5,859% 17,067
67 6,092% 16,415
68 6,340% 15,773
69 6,618% 15,110
70 6,909% 14,474
71 7,227% 13,837
72 7,528% 13,284
73 7,889% 12,676
74 8,224% 12,160
75 8,683% 11,517
76 9,227% 10,838
77 9,701% 10,308
78 10,325% 9,685
79 10,961% 9,123
80 11,655% 8,580

es. 1 metodo di calcolo della pensione totalmente contributivo: età di pensionamento 65 anni; montante contributivo o riserva matematica €353.660; pensione annua €20.000 (€353.660 x 5,655% oppure €353.660/17,683). Dall'esempio si vede che il reciproco del coefficiente di trasformazione, rappresenta le annualità di pensione necessarie, dal punto di vista assicurativo-previdenziale, per coprire la riserva matematica o montante contributivo di un assicurato al momento della pensione.

es. 2 metodo di calcolo della pensione totalmente retributivo: età di pensionamento 65 anni; anni di iscrizione e versamento contributi 40; reddito medio degli ultimi 25 anni €25.000; coefficiente di rendimento annuo 2%; pensione annua €20.000 (25.000 x 40 x 2%)

Nei casi evidenziati, a parità di trattamento pensionistico, scaturito da differenti metodi di calcolo della pensione, corrisponde la stessa riserva matematica.

Riserva matematica e versamenti contributivi[modifica | modifica sorgente]

La riserva matematica serve anche a valutare quale è stato il contributo di ogni iscritto dell'associazione fino al momento di andare in pensione. Nel tempo le aliquote contributive sono cambiate.

es. 1 nel periodo 1973-2013 l'aliquota media non ha superato il 12,70% pertanto nel caso di un reddito medio di €25.000 rivalutato con l'inflazione, considerando che gli stessi non fruttano degli interessi in quanto impiegati nell'anno del versamento per le pensioni in essere, la riserva matematica è di €25.000x12,70%x40anni=€127.000.
es. 2 nel periodo 2013-2053, l'aliquota media prevista attualmente è di 19,9%, ma l'aliquota considerata come montante contributivo è di 17,70%, pertanto nel caso di un reddito medio di €49.950 si avrà una riserva matematica di €49.950x17,70%x40anni=€353.660 coincidente con la pensione calcolata con il metodo di calcolo contributivo di una pensione di €20.000 annui. In realtà nello stesso periodo sarà stata pagata una riserva matematica di €49.950x19,90%x40anni=€397.602
In due periodi di 40 anni consecutivi, cambiando le regole previdenziali del lato dei contributi e dal lato delle prestazioni, per avere le stessi prestazioni bisogna costituire una riserva matematica di 3,13 volte la precedente generazione (€397.602/€127.000).

Costo dei diritti acquisiti e debito acquisito[modifica | modifica sorgente]

La differenza tra la riserva matematica ottenuta con le prestazioni pensionistiche e la riserva matematica effettivamente versata costituiscono il costo dei diritti acquisiti.
es. 1 pensionato del 2013 nel caso in cui ottenesse una riserva matematica di €353.660 ed avesse pagato con i contributi una riserva matematica di €127.000, il costo dei diritti acquisiti per avere una pensione retributiva di €20.000 annui sarebbe di €236.660 (€353.660-€127.000).
es. 2 pensionato del 2053 nel caso in cui ottenesse una riserva matematica di €353.660 ed avesse pagato con i contributi una riserva matematica di €397.602, il costo dei diritti acquisiti sarebbe negativo ossia avrebbe un debito acquisito di €43.942 (€353.660-€397.602), ed avrebbe una pensione contributiva di €20.000 annui (in aggiunta al debito acquisito, avrebbe anche la mancata capitalizzazione dei contributi versati).

Accollo del debito previdenziale sulle generazioni future[modifica | modifica sorgente]

Esistono due tipi di debito previdenziale.
Il primo è quello corrispondente alla pensione corrispondente ai contributi versati e quindi ad un diritto acquisito dovuto, che rappresenta un debito che lo Stato si impegna a restituire, finanziandosi con le contribuzioni future, facendosi garante della solidarietà intergenerazionale.
Il secondo è quello corrispondente al surplus di pensione corrispondente ad un diritti acquisito non dovuto, che rappresenta un debito che lo Stato si impegna ad accollare alle generazioni future, obbligandole a sopportare dei debiti non giustificati.

Contributi previdenziali e pressione fiscale[modifica | modifica sorgente]

I contributi previdenziali, detti anche oneri sociali, sono delle imposte (dirette per il contributo soggettivo e indirette per il contributo integrativo) e come tali sono calcolate nel conto consolidato dello stato per valutare la pressione fiscale complessiva ed individuale. Dagli esempi sopra menzionati si evidenzia che per ottenere la stessa prestazione previdenziale, in due casi estremi, la pressione fiscale aumenta di 3,17 volte in termini assoluti, e del 50% (da 12,70% a 19,90%) in termini percentuali ma comunque applicati su redditi di importo doppio.

Debito previdenziale[modifica | modifica sorgente]

Il debito previdenziale di un ente gestore di forme obbligatorie di previdenza, è la somma delle riserve matematiche relative a tutti i suoi associati, attivi e non attivi (pensionati non iscritti, iscritti cancellati).
Inarcassa nel 2006 aveva una copertura patrimoniale del debito previdenziale del 18% (3,7 ml € di patrimonio a fronte di 20,7 mld di riserva matematica di debito latente. Fonte bilancio tecnico a gruppo chiuso 2006 pag. 17 [4] .)

Il rapporto tra patrimonio e prestazioni previdenziali correnti[modifica | modifica sorgente]

Negli enti gestiti a ripartizione, l'indicatore che dà immediatamente la fotografia della solidità finanziaria è dato dal rapporto tra il patrimonio a fine anno e le prestazioni pensionistiche correnti. Tale valore non deve scendere, per legge sotto le 5 annualità. Il rapporto deve comunque essere correlato anche alla variazione demografica degli iscritti.

in milioni di euro
RAFFRONTO PATRIMONIO/PRESTAZIONI PREVIDENZIALI
BILANCI CONSUNTIVI-BILANCI TECNICI

Anno PATRIM.1 Prestaz.2 1/2 BT2006 3 4 3/4 BT2009 5 6 5/6 BT2011 7 8 7/8
2000 1905,0
2001
2002
2003
2004 2976,2
2005 3357,1
2006 3772,5
2007 4200,8 4200 239 17,5
2008 4327,0 4733 251 18,8
2009 4961,4 268 18,5 5308 270 19,6
2010 5405,3 290 18,6 5928 291 20,3 5469 311 17,5
2011 5763,1 319 18,0 6587 318 20,7 6264 334 18,75
2012 * 6377 363 17,5 7278 355 20,5 7159 367 19,5
2013 * 7079 419 16,9 7997 399 20,0 8163 407 20,1
2014 8731 453 19,2 9220 458 20,1
2015 9473 516 18,3 10323 519 19,9
2016 10220 583 17,5 11477 582 19,7
2020 13093 919 14,2 16508 903 18,2
2030 17657 2116 8,3 30357 2044 14,8
2040 7908 4772 1,6 39212 4295 9,1
2050 -33621 7026 * 28257 7341 3,8
2059 -78900(56) 8140(56) * -10096 9818 -1*

tratto da [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13]

Dalla tabella si evince l'immediato scostamento del rapporto patrimonio/prestazioni previdenziali per gli anni 2009-2010 rispetto al Bilancio Tecnico 2006 e per gli anni 2011-2012 dal Bilancio Tecnico 2009, da cui la necessità delle Riforme Previdenziali del 2010 e del 2012. [14]

in milioni di euro
RAFFRONTO PATRIMONIO/PRESTAZIONI PREVIDENZIALI
BILANCI CONSUNTIVI, PRECONSUNTIVI, DI PREVISIONE

PATRIM 1 2 1/2 PRECONS 3 4 3/4 PREVISION 5 6 5/6
2000 1905,0
2001
2002
2003
2004 2976,2
2005 3357,1
2006 3772,5
2007 4200,8
2008 4327,0
2009 4961,4 268 18,5
2010 5405,3 290 18,6
2011 5763,1 319 18,0 5805 318 18,2
2012 6377 363 17,5 6419 358 17,9
2013 7079 419 16,9
2014
2015
2016

tratto da [14] [15] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13]

Bilanci[modifica | modifica sorgente]

Componenti dei bilanci[modifica | modifica sorgente]

Attivo o Entrate[modifica | modifica sorgente]

Le entrate sono stabilite dall' art.21 della L. 179 del 4/3/1958 e consistono principalmente nei contributi e nelle rendite del patrimonio. I contributi si distinguono in soggettivo e integrativo.

Passivo o Uscite[modifica | modifica sorgente]

Le uscite sono stabilite dall' art.2 della L. 179 del 4/3/1958 e consistono principalmente nella corresponsione delle pensioni di vecchiaia, anzianità, vecchiaia unificata, totalizzazione, prestazione previdenziale contributiva, prestazione supplementare, reversibilità, superstiti o indirette, invalidità e inabilità.

Saldo previdenziale[modifica | modifica sorgente]

Il saldo previdenziale è la differenza tra le entrate contributive e le uscite per le prestazioni pensionistiche, con esclusione delle prestazioni assistenziali. Può anche essere detto primo margine della gestione caratteristica.

Patrimonio[modifica | modifica sorgente]

Il patrimonio può essere impiegato come stabilito dall' art.22 della L. 179 del 4/3/1958 e s.m.


Asset allocation[modifica | modifica sorgente]

L'asset allocation è la ripartizione del patrimonio per classi d’investimento. Nel 2012 l'asset allocation strategica è (v. pag. 31 del Bilancio di previsione 2012 [15]).

Classe di investimento Percentuale 2012
Monetario 2%
Obbligazionario 41,5%
Azionario 20%
Alternativi 11,5%
Immobiliare 25%

Negli anni 2008 e 2011, gli investimenti in azioni e in titoli derivati hanno determinato delle perdite che hanno determinato un rendimento negativo del patrimonio mobiliare.

Nel 2013 l'asset allocation strategica è (v. pag. 36 del Bilancio di previsione 2013 [14]).

Classe di investimento Percentuale 2013
Monetario 2%
Obbligazionario 48,5%
Azionario 15,5%
Alternativi 11,5%
Immobiliare 22,5%
  • un rendimento atteso gestionale non inferiore all’1% reale (netto imposte ed inflazione), al fine

di coprire il parametro di rendimento tecnico fissato dal Ministero per la redazione del Bilancio Attuariale;

  • il Comitato Nazionale dei Delegati ha individuato il nuovo rendimento atteso dell’Asset Allocation al 3,64% lordo imposte ed inflazione.


Il Primo rapporto AdEPP-2011 (pag. 271) [2] fa capire bene cosa significa acquistare una azione.

La tabella a pag. 280 [2] del medesimo rapporto mostra la ripartizione degli investimenti mobiliari di tutte le casse di previdenza con persona giuridica privata aderenti all'AdEPP

Composizione Componente Mobiliare: AdEPP

CLASSE DI INVESTIMENTO MOBILIARE IMPORTO (mil) %
AZIONI 1.404,44 4,37%
OBBLIGAZIONI GOVERNATIVE 4.055,44 12,62%
OBBLIGAZIONI NON GOVERNATIVE 9.036,86 28,11%
(Corporate) 3.440,19 10,70%
(Istituti Bancari) 1.745,00 5,43%
(Perpetuity) 87,76 0,27%
(Strutturate) 3.763,92 11,71%
POLIZZE FINANZIARIE 239,39 0,74%
PRONTI CONTRO TERMINE 1.127,59 3,51%
LIQUIDITA' 3.317,50 10,32%
FONDI IMMOBILIARI 2.829,53 8,80%
FONDI COMUNI MOBILIARI 5.796,00 10,03%
ALTRO(es GESTIONI PATRIMONIALI) 4.338,86 13,50%
TOTALE 32.145,61 100,00%

Pag. 280 Primo rapporto AdEPP [2] Mostra che la media dell'investimento in azioni è inferiore al 5% Se si toglie Inarcassa [13], la percentuale che le altre casse investono in azioni non supera il 2%.

Saldo totale[modifica | modifica sorgente]

Il saldo totale è rappresentato dalla differenza tra le entrate costituite dai contributi e da rendimenti del patrimonio e delle uscite costituite dalle prestazioni previdenziali, dalle prestazioni assistenziali e dai costi di gestione.

Bilanci tecnici[modifica | modifica sorgente]

I bilanci tecnici servono per valutare la stabilità della gestione finanziaria nel lungo periodo, dell'ente gestore di forme di previdenza. Essi sono indispensabili nel caso di enti che gestiscono le risorse finanziarie a ripartizione, senza la capitalizzazione delle stesse come nel caso di Inarcassa che nel 2006 aveva una copertura patrimoniale del debito previdenziale del 18% (3,7 ml € di patrimonio a fronte di 20,7 mld di riserva matematica di debito. Fonte bilancio tecnico a gruppo chiuso 2006) Presentazione riforma 2010
La redazione dei bilanci tecnici avviene ogni 3 anni (art. 20 L. 179/1958), ai sensi delle seguenti norme:

In sede di approvazione dei bilanci consuntivi e di previsione, nel caso di scostamento con le previsioni del bilancio tecnico vigente, debbono essere effettuate le necessarie modifiche della gestione previdenziale (aumento dei contributi e/o dell'età pensionabile e/o diminuzione dei trattamenti pensionistici). La stabilità della gestione finanziaria dovrebbe essere valutata su bilanci tecnici sviluppati per 90 anni. Il bilancio tecnico 2006 prevedeva la stabilità della gestione finanziaria in termini di saldo totale per 15 anni. Il bilancio tecnico 2009 prevedeva la stabilità della gestione finanziaria in termini di saldo totale, per 30 anni, ma a causa della crisi economica iniziata nel 2007, non è stata mai garantita.

Bilancio tecnico al 31/12/2009 [6]


Bilancio tecnico al 31/12/2006 [5]

Bilanci consuntivi[modifica | modifica sorgente]

Bilancio consuntivo 2011 [13]

Bilancio consuntivo 2010 [12]

Bilancio consuntivo 2009 [11]

Bilancio consuntivo 2008 [10]

Bilancio consuntivo 2007 [9]

Bilancio consuntivo 2006 [8]

Bilancio consuntivo 2005 [7]

Bilanci di previsione[modifica | modifica sorgente]

Bilancio di previsione 2013 [14]

Bilancio di previsione 2012 [15]

Le riforme previdenziali di Inarcassa[modifica | modifica sorgente]

La riforma previdenziale consiste nella modifica delle regole di gestione finanziaria dell'ente gestore di forme di previdenza obbligatoria, al fine di garantire la stabilità della gestione finanziaria (sostenibilità). La modifica può essere dal lato delle entrate (aumento dei contributi e conseguentemente della pressione fiscale) oppure dal lato delle uscite (aumento dell'età pensionabile, diminuzione dei trattamenti previdenziali). La necessità di effettuare una riforma previdenziale può essere dettata da nuove leggi oppure dallo scostamento dei bilanci consuntivi rispetto alle previsioni dei bilanci tecnici. Una riforma previdenziale consiste quindi nella approvazione delle nuove regole (es. nuovi regolamenti o statuto), e nella approvazione di un bilancio tecnico che dimostra la stabilità della gestione finanziaria per un periodo stabilito dalla legge e secondo scenari di evoluzione della popolazione e dell'economia stabiliti per legge (es. nella riforma previdenziale del 2012 è stato approvato il Regolamento generale di previdenza 2012 e il bilancio tecnico al 31/12/2011).


La riforma previdenziale del 2010[modifica | modifica sorgente]

Cause[modifica | modifica sorgente]

La riforma dal lato delle entrate[modifica | modifica sorgente]

La riforma dal lato delle uscite[modifica | modifica sorgente]

La riforma previdenziale del 2012[modifica | modifica sorgente]

Cause[modifica | modifica sorgente]

La necessità di cambiare le regole previdenziali, non nasce tanto dal decreto "Salva Italia", ma erano già evidenti dalla errata riforma del 2010, che era intervenuta solo dal lato delle entrate prevedendo nel Bilancio Tecnico 2009 il saldo totale positivo per 30 anni. Il sistema di gestione a ripartizione, con il mantenimento quasi inalterato del generosissimo sistema di calcolo della pensione retributivo, non è stato riequilibrato dai forti aumenti contributivi, soprattutto a causa della crisi economica iniziata nel 2008 che ha portato ad un crollo dei redditi di oltre il 20%. La riforma 2012 ha riguardato essenzialmente le regole sul lungo periodo con l'introduzione del metodo di calcolo della pensione contributivo per gli anni di contribuzione maturati dal 2013.

La riforma dal lato delle entrate[modifica | modifica sorgente]

La riforma dal lato delle uscite[modifica | modifica sorgente]

Prospettive[modifica | modifica sorgente]

Come evidenziato dal Bilancio di Previsione 2013 [14], con la diminuzione del rapporto Patrimonio/Prestazioni previdenziali, sceso a 16,9 , si impone nel breve periodo una ulteriore riforma.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Monte volume d'affari IVA[modifica | modifica sorgente]

in milioni di euro

anno Iscritti solo p.IVA Società Totale
2006
2007 5974,5 745,8 1775,3 8495,6
2008 6193,8 758,8 1981,4 8933,2
2009 5888,8 688,7 1876,1 8453,5
2010 5881,6 635,0 1977,7 8493,3
2011
2012
2013
2014

tratto da [9] [10] [11] [12]

Contributi[modifica | modifica sorgente]

in milioni di euro

anno Soggettivi Integrativi Totale
2006 341,6 158,9 500,5
2007 382,8 174,5 557,3
2008 414,4 182,5 597,2
2009 430,7 194,8 625,5
2010 438,8 180,7 619,5
2011 508,6 184,5 693,1
2012

tratto da [8] [9] [10] [11] [12] [13]

Aliquote[modifica | modifica sorgente]

Nella colonna 4 e 5 la simulazione dei contributi pagati per 10.000 euro di reddito al netto della inflazione e con un rapporto fatturato/reddito pari a 1,35

anno soggettivo integrativo aliquota tot. X 10.000
1982 10% 2% 12,7% 1270
1983 10% 2% 12,7% 1270
1984 9% 2% 11,7% 1170
1985 9% 2% 11,7% 1170
1986 9% 2% 11,7% 1170
1987 9% 2% 11,7% 1170
1988 6% 2% 8,7% 870
1989 6% 2% 8,7% 870
1990 6% 2% 8,7% 870
1991 6% 2% 8,7% 870
1992 6% 2% 8,7% 870
1993 6% 2% 8,7% 870
1994 6% 2% 8,7% 870
1995 6% 2% 8,7% 870
1996 6% 2% 8,7% 870
1997 6% 2% 8,7% 870
1998 6% 2% 8,7% 870
1999 10% 2% 12,7% 1270
2000 10% 2% 12,7% 1270
2001 10% 2% 12,7% 1270
2002 10% 2% 12,7% 1270
2003 10% 2% 12,7% 1270
2004 10% 2% 12,7% 1270
2005 10% 2% 12,7% 1270
2006 10% 2% 12,7% 1270
2007 10% 2% 12,7% 1270
2008 10% 2% 12,7% 1270
2009 10% 2% 12,7% 1270
2010 11,5% 2% 14,2% 1420
2011 12,5% 4% 17,9% 1790
2012 13,5% 4% 18,9% 1890
2013 14,5% 4% 19,9% 1990
2014 14,5% 4% 19,9% 1990
2015 14,5% 4% 19,9% 1990
2016 14,5% 4% 19,9% 1990
2017 14,5% 4% 19,9% 1990
2018 14,5% 4% 19,9% 1990
2019 14,5% 4% 19,9% 1990
2020 14,5% 4% 19,9% 1990
2021 14,5% 4% 19,9% 1990
2022 14,5% 4% 19,9% 1990
2023 14,5% 4% 19,9% 1990

tratto da: Statuto precedente al 2012, 5] Nota all'art. 22 (comma 1) [16]

Normativa di riferimento[modifica | modifica sorgente]

Leggi[modifica | modifica sorgente]

  • L. n. 179 del 4 marzo 1958 [17] Istituzione e ordinamento della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti.
  • legge n. 1046 del 11 novembre 1971 Modifiche ed integrazioni alla legge 4 marzo 1958, n. 179, concernente l'istituzione e l'ordinamento della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti ed abrogazione della legge 6 ottobre 1964, n. 983, recante modificazioni alla predetta legge n. 179.
  • D.P.R. n. 301 del 30 maggio 1975 Regolamento di esecuzione della legge 11 novembre 1971, n. 1046, in materia di ordinamento della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti.
  • legge n. 290 del 11 ottobre 1990 Modifiche e integrazioni alla legge 3 gennaio 1981, n. 6, concernente norme in materia di previdenza per gli ingegneri e gli architetti.
  • D. L.vo n. 509 del 30 giugno 1994 Attuazione della delega conferita dall'art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza.
  • D. L.vo n. 103 del 10 febbraio 1996 Attuazione della delega conferita dall'art. 2, comma 25, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in materia di tutela previdenziale obbligatoria dei soggetti che svolgono attivita' autonoma di libera professione.

Statuto[modifica | modifica sorgente]

  • Statuto di Inarcassa 2012 [18]
  • Statuto di Inarcassa precedente 2012 [16]

Regolamenti[modifica | modifica sorgente]

  • Regolamento generale di previdenza Inarcassa 2012 [3]

Altre fonti documentali[modifica | modifica sorgente]

Rapporto AdEPP[modifica | modifica sorgente]

  • Secondo rapporto AdEPP 2012 [19]
  • Primo rapporto AdEPP 2011 [2]

Corte dei Conti[modifica | modifica sorgente]

  • Relazione della Corte dei Conti 2010 [20]
  • Relazione della Corte dei Conti 2009 [21]
  • Relazione della Corte dei Conti 2006-2008 [22]
  • Relazione della Corte dei Conti 2006-2008 Errata corrige [23]

Commissione parlamentare[modifica | modifica sorgente]

COVIP[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Disinformazione[modifica | modifica sorgente]

https://www.tmnotizie.com/incontro-inarcassa-a-fermo-il-presidente-santoro-previdenza-e-pensare-al-futuro-gia-nel-presente/


Documenti[modifica | modifica sorgente]

Lavori Pubblici: Previdenza Architetti e Ingegneri, dall'Agenzia delle Entrate il modello F24 per il pagamento dei contributi Inarcassa. https://www.lavoripubblici.it/news/2020/05/PREVIDENZA/23708/Previdenza-Architetti-e-Ingegneri-dall-Agenzia-delle-Entrate-il-modello-F24-per-il-pagamento-dei-contributi-Inarcassa