Inarcassa 2

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< Alcuni enti previdenziali >


La Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti liberi professionisti (CNPAIALP) o Inarcassa è una associazione, quindi con persona giuridica privata, che gestisce un sistema pensionistico pubblico detto anche previdenza di primo pilastro.

Inarcassa svolge l'attività istituzionale di una pubblica amministrazione[1] istituita dallo Stato Italiano ai fini previsti dall'art. 38 della Costituzione Italiana per la gestione del sistema pensionistico pubblico per i cittadini che svolgono la libera professione di ingegnere e architetto secondo le norme di diritto pubblico sulle assicurazioni obbligatorie.[2]

Tale situazione giuridica è stata chiarita dalla Sentenza del Consiglio di Stato 4882/2014.

Inarcassa è quindi parte del più generale sistema pensionistico pubblico italiano con il quale è coordinato per altre fattispecie (lavoratori dipendenti, riscatti, ricongiunzione, totalizzazione ecc.).

Inarcassa svolge quindi l'attività istituzionale di un ente previdenziale impositore ed esattore, che gestisce un sistema pensionistico senza patrimonio di previdenza finanziandosi con il pagamento di imposte quali i contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie dovuti in virtù di un rapporto giuridico di diritto pubblico che sorge dallo svolgimento dei lavori in cui la competenza è esclusiva delle professioni di ingegnere o architetto, ed erogando prestazioni previdenziali calcolate con delle formule variabili ossia secondo le leggi speciali vigenti al momento del conseguimento dei requisiti secondo uno dei tanti schemi pensionistici con formula delle rendite predefinita.

Inarcassa quindi paga le pensioni e le altre prestazioni previdenziali con le imposte che riscuote.

Fondata nel 1958,[3] fa quindi parte del sistema pensionistico pubblico in Italia[4] basato sul modello previdenziale corporativo fascista.

L'iscrizione a Inarcassa è obbligatoria per gli ingegneri e gli architetti che siano iscritti al relativo ordine professionale, titolari di partita IVA (individuale, di associazione o di società di professionisti) e non soggetti ad altro tipo di previdenza.[5]

Inarcassa eroga le pensioni finanziandosi con le imposte dirette (contributo soggettivo) e le imposte indirette (contributo integrativo) pagate sia dagli iscritti, sia dai soggetti non iscritti ma previsti per legge (committenti, società, ingegneri e architetti dipendenti).

Sono soggetti quindi alla contribuzione obbligatoria, pur non essendo obbligati all'iscrizione a Inarcassa, le società di ingegneria e gli iscritti all'albo professionale che non esercitano la professione in via principale (es. dipendenti); essi trasferiscono ad Inarcassa, in qualità di sostituto d'imposta le imposte indirette ripetute ai clienti per le loro prestazioni (contributo integrativo).

Classificazione di Inarcassa fra le pubbliche amministrazioni[modifica | modifica sorgente]

Inarcassa è nata nel 1958 come ente pubblico con personalità giuridica di diritto pubblico.[6] Nel 1995, a seguito della d.lgs. 509/1994, art. 1 cc. 1 e 2[7] è diventata una associazione riconosciuta, con personalità giuridica privata, senza comunque perdere la natura pubblicistica dell'attività istituzionale che svolgeva e quindi di erogazione di un servizio pubblico in qualità di pubblica amministrazione.

È quindi un soggetto di diritto che sebbene operi con persona giuridica privata, lo fa all'interno di un quadro di norme di diritto pubblico che regolano i rapporti giuridici derivanti dall'applicazione dell'art. 38 della Costituzione Italiana.

Non bisogna confondere la persona giuridica privata di Inarcassa, con le norme che è obbligata ad attuare che sono di diritto pubblico, che fanno si che l'ente appartenga alla previdenza di primo pilastro finanziata con le imposte e gestita senza copertura patrimoniale del debito previdenziale latente, con i fondi pensionistici italiani che operano in un quadro legislativo di diritto privato e che appartengono alla previdenza di terzo pilastro con gestione a capitalizzazione (in Italia il secondo pilastro secondo la classificazione della World Bank non è stato implementato).

A partire dal 2005 l'ISTAT ha classificato Inarcassa fra le pubbliche amministrazioni.[8] Inarcassa è quindi una pubblica amministrazione soggetta alla normativa fiscale di un ente privato non commerciale.[9] Inarcassa è un ente gestore di forme di previdenza obbligatoria, ovvero di un sistema pensionistico pubblico degli ingegneri ed architetti liberi professionisti detto anche"previdenza di primo pilastro".[10]

Inarcassa come centro di spesa all'interno del conto economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche e la responsabilità sul deficit dello Stato[modifica | modifica sorgente]

L'entrata in vigore, dal primo gennaio 2014, del nuovo dall'art. 97 della Costituzione Italiana, ha totalmente cambiato la responsabilità contabile di Inarcassa nel quadro complessivo del deficit di bilancio dello Stato Italiano e di conseguenza sull'incremento del debito pubblico esplicito dello Stato. L'art. 97 infatti al primo comma recita Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea, assicurano l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilita' del debito pubblico.

La situazione dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 28 novembre 2012[modifica | modifica sorgente]

La sentenza[11] ha evidenziato che la forma giuridica privata adottata per Inarcassa, non rispetta il D.Lgs. 509/1994,[7] che prevedeva la trasformazione in associazione "a condizione che non usufruiscano di finanziamenti pubblici o altri ausili pubblici di carattere finanziario." Secondo la sentenza, i contributi previdenziali soggettivi e soprattutto integrativi, versati questi ultimi anche dalle società di ingegneria (di recente anche sul fatturato estero) che non usufruiscono di prestazioni previdenziali, sono imposte sottratte alla fiscalità generale. Ai sensi della L. 1046/1971, art. 11,[12] "Sono estesi alla Cassa tutti i benefici, privilegi ed esenzioni tributarie concessi all'Istituto nazionale della previdenza sociale."

Altri interventi di finanza pubblica[modifica | modifica sorgente]

In tema di spesa pubblica, Inarcassa risulta inserita nella normativa del d.l. 95 del 6/7/2012, convertito in L. 135 del 7/8/2012, detta "spending review" che ha riguardato la riduzione dei costi in termini di: consumi intermedi, auto di servizio, buoni pasto, ferie e permessi, canoni di locazione, dismissione di immobili. L’AdEPP, di cui Inarcassa è socio, ha impugnato le circolari attuative della spending review.

Le attività di Inarcassa[modifica | modifica sorgente]

Fin dalla costituzione nel 1958, Inarcassa ha lo scopo di attuare un trattamento di pensione di invalidità, vecchiaia e superstiti a favore degli iscritti;[13] ciò in attuazione dell'art. 38 della Costituzione,[14] che prevede che "i lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia"; quindi Inarcassa svolge un servizio di interesse pubblico. Il nuovo statuto approvato nel 2012 all'art. 3[15] ha ampliato i compiti di Inarcassa.

Inarcassa promuove dal 2009 InArCommunity, il social network degli ingegneri e architetti liberi professionisti ad essa iscritti,[16] con lo scopo di sfruttare la rete per aiutare i professionisti a incrementare il proprio business grazie alla collaborazione e alla condivisione delle conoscenze.[17]Alcuni temi su cui la community ha lavorato e che ha portato al Salone internazionale dell'industrializzazione edilizia (SAIE) riguardano internazionalizzazione, Fab lab e Smart Cities.[18] Il social network è gestito dal 2013 dalla Fondazione Architetti e Ingegneri liberi professionisti iscritti a Inarcassa.[19]

Autonomia gestionale del servizio[modifica | modifica sorgente]

Fin dalla sua costituzione, il servizio di previdenza e assistenza è gestito a ripartizione con patrimonio a copertura delle sole obbligazioni previdenziali definite e non dei versamenti degli iscritti;[20] il sistema previdenziale di gestione a ripartizione consiste nell'erogazione delle prestazioni attingendo al patrimonio netto dell'associazione e non da accantonamenti legatii all'iscritto.[21]

Entrate[modifica | modifica sorgente]

Il patrimonio è aumentato dalle imposte previste per legge e dai rendimenti del patrimonio. Le imposte previste per legge[22] sono dirette[23] (contributo soggettivo) e indirette (contributo integrativo). Sono iscritti ai ruoli di Inarcassa sia gli iscritti ingegneri ed architetti liberi professionisti (con i requisiti di iscrizione all'albo e con partita IVA), che usufruiscono del servizio, sia le società di professionisti e le società di ingegneria[24] o i dipendenti già iscritti all'INPS, detti anche "contribuenti non iscritti", in quanto non usufruiscono del servizio.

Uscite[modifica | modifica sorgente]

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Inarcassa è gestita secondo il sistema pensionistico senza copertura patrimoniale, e le prestazioni previdenziali sono stabilite secondo la legge vidente (modello PAYG) a prescindere quindi dai contributi previdenziali effettivamente versati. Attualmente le prestazioni previdenziali sono stabilite nel Regolamento Generale di Previdenza 2012.

Debito previdenziale e patrimonio[modifica | modifica sorgente]

Inarcassa nel 2003 aveva un debito previdenziale latente di 13,71 miliardi di euro, passati a 20,7 miliardi nel 2006.

Inarcassa nel 2006 aveva una copertura patrimoniale del debito pensionistico latente valutato a gruppo chiuso del 18% (3,7 miliardi di euro di patrimonio a fronte di 20,7 miliardi di euro di riserva matematica di debito latente).[25][26]

Il patrimonio preda di 3,7 miliardi di euro al 31/12/2006, secondo il bilancio tecnico 2006[27] era impegnato al 67,1% (2,5 miliardi di euro) per la copertura delle sole pensioni in essere, con il restante 32,9% (1,2 miliardi di euro) destinato alla copertura del debito previdenziale degli iscritti attivi superiore a 18 miliardi di euro.

Il patrimonio preda di 4,9 miliardi di euro al 31/12/2009, secondo il bilancio tecnico 2009[28] era impegnato al 79,6% (3,9 miliardi di euro) per la copertura delle sole pensioni in essere, con il restante 20,4% (1 miliardo di euro) destinato alla copertura del debito previdenziale degli iscritti attivi ormai superiore ai 20 miliardi di euro.

Nel 2006 quindi la bolla previdenziale era di ca. 17 miliardi di euro.

Come si è formata la bolla previdenziale[modifica | modifica sorgente]

Il caso di Inarcassa è utile per comprendere come si forma una bolla previdenziale, nel caso di un ente che gestisce un sistema pensionistico senza patrimonio di previdenza aggravato dal patrimonio preda secondo il modello previdenziale corporativo fascista.

Nel 2008 e nel 2012 sono state approvate due riforme previdenziali e l'analisi fatta dalla Corte dei Conti fa comprendere come si è sviluppata e a chi si accollano i costi.

Prima della riforma del 2008[modifica | modifica sorgente]

Bisogna avere innanzi tutto presente che gli iscritti ad Inarcassa dal 1990 al 2010 sono praticamente quadruplicati, da ca. 40.000 a ca. 160.000.

L'aliquota contributiva pensionistica di equilibrio previdenziale, secondo la relazione della Corte dei Conti del 2008, sarebbe passata dal 5% del 2007 al 30% del 2045 circa.[29]

Significa che il costo del servizio in base allo stesso schema pensionistico con formula delle rendite predefinita sarebbe aumentato di sei volte al momento della stabilizzazione demografica della cassa, visto che il rapporto tra pensionati ed iscritti sarebbe passato da 1/8 a 1/1 .[30]

Ma l'aliquota contributiva pensionistica effettiva veniva mantenuta al 13% ca.

Quindi la Corte dei Conti evidenziava che con la formula a rendite definite dell'epoca, chi avesse pagato il 13% del reddito (mediamente) avrebbe ricevuto una prestazione che vale il 30% del reddito (mediamente), poi vi sono in realtà casistiche specifiche tra i vari iscritti per cui alcuni sono penalizzati rispetto a tale media ma altri sono ancora di più avvantaggiati. Da notare che il 30% è viziato da parametri dello scenario macroeconomico su cui è sviluppato il bilancio tecnico attuariale assolutamente fantasiosi.

La differenza rappresenta la bolla previdenziale che viene caricata sulle generazioni successive attraverso il debito pensionistico latente grazie all'utilizzo del patrimonio preda.

Normative antecedenti al 2003 dovevano essere ancora più generose visto che il limite di sostenibilità non superava i 10 anni (con la riforma Fornero il limite è di almeno 50).[31]

La riforma del 2008[modifica | modifica sorgente]

La riforma del 2008, entrata in vigore nel 2010, è una riforma solo sul lato delle entrate, infatti con essa aumenta l'aliquota contributiva pensionistica effettiva dal 13% ca. al 18% ca. caricando i costi della bolla previdenziale sulle nuove generazioni, alle quali comunque non si disdegna di mantenere le insostenibili promesse pensionistiche ed infatti non cambia la aliquota contributiva pensionistica di equilibrio previdenziale anche se il grafico 3 nella relazione della Corte dei Conti è palesemente contraffatto in confronto ai dati del 2008.[32]

Nella elaborazione del bilancio tecnico 2010, in base a uno scenario macroeconomico più stringente, si evidenzia in modo più eclatante l'entità della bolla previdenziale; l'aliquota contributiva pensionistica di equilibrio previdenziale arriva al 44,2% "fino a raggiungere nel 2059 un livello di due volte superiore a quanto attualmente richiesto agli iscritti alla Cassa." [33][34] tendenzialmente destinato a crescere esponenzialmente.[35]

La bolla si manifestava in tutta la sua evidenza quando con la crisi economica, nel 2012, la pensione media superava il reddito medio degli iscritti.

Ciò era dovuto anche all'aumento di iscritti definiti come falsa partita Iva.

La riforma del 2012[modifica | modifica sorgente]

La riforma del 2012, è stata fatta sul taglio delle promesse pensionistiche, l'aliquota contributiva pensionistica effettiva aumenta ancora fino al 20% ca. mentre l'aliquota contributiva pensionistica di equilibrio previdenziale cresce dall'8% del 2012 al 18,91% del 2061, senza superare l'aliquota effettiva ma diminuendo significativamente le promesse pensionistiche dal precedente 42% agendo sulla adeguatezza della prestazione pensionistica con un evidente abbassamento del tasso di sostituzione.

La previsione sconta una crescita del 3,5% del monte dei redditi quando lo stesso in termini reali negli ultimi 5 anni è diminuito.

La Corte dei Conti segnala che "Il nuovo Bilancio Tecnico 2011, inviato ai Ministeri Vigilanti il 13/9/2012, ha evidenziato una situazione di equilibrio strutturale dei conti finanziari di lungo periodo di Inarcassa, conseguente all’adozione della riforma in senso contributivo; i risultati, di conseguenza, si differenziano in modo significativo da quelli del precedente Bilancio Tecnico 2009, in particolare con riferimento alla (minore) spesa per prestazioni. Il 19 novembre 2012, i Ministeri vigilanti hanno approvato la riforma contributiva di Inarcassa. La riforma segna il passaggio, a partire dal 1° gennaio 2013, dal metodo di calcolo retributivo della pensione a quello contributivo in base pro-rata che si differenzia in diversi aspetti da quello definito dalla legge 335/1995, riservando, inoltre, spazio agli interventi per la solidarietà e l’equità tra le generazioni. "

Quindi si può affermare che la bolla previdenziale sarà riassorbita secondo quanto schematizzato nel bilancio tecnico 2011.

Aspetti legislativi[modifica | modifica sorgente]

Fino al 1995, Inarcassa è stata un ente pubblico soggetto alle leggi, regolamenti e circolari dello Stato, secondo il consueto ordine gerarchico. Successivamente alla trasformazione in associazione riconosciuta con forma giuridica privata, sono diventati cogenti il primo Statuto[36] con le sue modifiche ed integrazioni e dal 2012 il nuovo Statuto[15] e i regolamenti, in particolare il Regolamento Generale di Previdenza 2012.[37]

Certificato di regolarità contributiva DURC[modifica | modifica sorgente]

Inarcassa ha tra i compiti istituzionali, la certificazione della regolarità degli obblighi previdenziali (L. n. 166/02 - art. 90 D.Lgs. n.163/2006 comma 7), condizione necessaria per l'affidamento di incarichi professionali.

Vigilanza[modifica | modifica sorgente]

Gli enti pubblici che fanno parte quindi della pubblica amministrazione sono soggetti alla vigilanza sul loro operato da parte di altri istituti, organi, enti previsti dalla legge. Fin dalla costituzione come ente pubblico, Inarcassa è stata quindi soggetta a diversi livelli di controllo che con la trasformazione in associazione non sono stati rimossi, ma anzi integrati da ulteriori livelli. I livelli di controllo dell'associazione sono:

Le riforme previdenziali[modifica | modifica sorgente]

La riforma previdenziale di un ente gestore di un sistema pensionistico pubblico con il gestione senza patrimonio di previdenza e metodo di calcolo PAYG, consiste nella approvazione delle nuove leggi e regolamenti che regolano le entrate e le uscite dell'ente. La riforma previdenziale si sostanzia quindi in una manovra economica con effetti di bilancio, per l'ente, di oneri e di prestazioni per gli iscritti, sia nel breve che nel lungo periodo. La correzione può essere attuata con un aumento del carico fiscale (aumento dei contributi previdenziali) o con una diminuzione delle uscite (diminuzione dell'importo delle prestazioni previdenziali, diminuzione del tempo di erogazione delle pensioni con l'aumento dell'età per il pensionamento di vecchiaia). Una similitudine può considerarsi la Legge finanziaria (Italia) per lo Stato Italiano.

La riforma previdenziale di Inarcassa del 1981[modifica | modifica sorgente]

Il quadro normativo[modifica | modifica sorgente]

Contenuti[modifica | modifica sorgente]

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La riforma previdenziale di Inarcassa del 1990[modifica | modifica sorgente]

Il quadro normativo[modifica | modifica sorgente]

Contenuti[modifica | modifica sorgente]

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La riforma previdenziale di Inarcassa del 2010[modifica | modifica sorgente]

Il principio cardine della riforma è quello classico dei sistemi di gestione a ripartizione ove volendo tutelare i diritti acquisiti, si alza l'aliquota contributiva complessiva, in questo caso dal 12,7% al 20%, senza rinunciare alle promesse pensionistiche in virtù della solidarietà intragenerazionale e intergenerazionale, visto che la stabilità della gestione finanziaria richiesta dalla norma era a 30 anni in termini di saldo totale valutato mediante il bilancio tecnico attuariale.

Il quadro normativo[modifica | modifica sorgente]

La necessità della riforma nasce da:

  1. Art. 1 c. 763 L. 296/2006 Legge Finanziaria 2006 in vigore dal 26/12/2006. Impone la stabilità per non arco temporale non inferiore a 30 anni valutato in termini di saldo totale positivo valutato mediante il bilancio tecnico attuariale.

La riforma è consistita nella approvazione da parte dei Ministeri Vigilanti di:

  1. lo Statuto del 2010;
  2. il Bilancio tecnico al 31/12/2009.

Contenuti[modifica | modifica sorgente]

Entrate

  1. aumento a regime dell'aliquota del contributo soggettivo al 14%;
  2. nuova aliquota del 0,5% per l'assistenza;
  3. aumento dell'aliquota del contributo integrativo al 4%;
  4. complessivamente l'aliquota contributiva effettiva arriva al 20%.

Uscite Modeste variazioni rispetto alla situazione precedente.

Equità intragenerazionale[modifica | modifica sorgente]

Nominalmente le prestazioni sono costanti per le varie generazioni, ma il limite della stabilità della gestione dell'ente è solo a 30 anni, pertanto oltre questo arco temporale sono delle pensioni promesse, mentre per quelle in essere o in procinto di essere concesse, si tutelano i diritti acquisiti.

La riforma previdenziale di Inarcassa del 2012[modifica | modifica sorgente]

Le motivazioni sulla necessità di una riforma previdenziale a distanza di due anni dalla precedente del 2010, non rientra nella manifestazione di un rischio demografico o di un rischio economico ma nella presa d'atto da parte della politica che la bolla previdenziale legata al debito pensionistico latente accumulato da Inarcassa non aveva un limite di sostenibilità adeguato.

Lo Stato chiedeva quindi a tutte le sue amministrazioni pubbliche di porre un limite all'espansione della bolla previdenziale programmando un percorso di rientro del debito pensionistico latente.

Il principio cardine della riforma previdenziale è quello della tutela dei diritti acquisiti attraverso la solidarietà intragenerazionale propria del sistema di gestione a ripartizione senza rinunciare alle promesse pensionistiche legate alle incertezze delle verifiche basate sui bilanci tecnici attuariali e all'introduzione del metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita della pensione di vecchiaia.

Per le categorie più deboli non si esitava ad introdurre il furto intergenerazionale.

Il quadro normativo[modifica | modifica sorgente]

La necessità di approvare la riforma nasce:

  1. dalla legge "Salva Italia" all'art. 24 c. 24[38] con l'obbligo, per gli enti, di garantire entro il 30 settembre 2012, nel bilancio tecnico, il saldo previdenziale positivo a 50 anni;
  2. dalla precedente normativa che prevedeva l'obbligo di garantire, nel bilancio tecnico, il saldo totale positivo a 30 anni.

La riforma è consistita nella approvazione da parte dei Ministeri Vigilanti di:

  1. lo Statuto del 2012;[39]
  2. il Regolamento Generale di Previdenza 2012;[40]
  3. il Bilancio tecnico al 31/12/2011.

Contenuti[modifica | modifica sorgente]

Le innovazioni che hanno determinato i maggiori effetti di bilancio (bilancio di previsione 2013 e bilancio tecnico 2011) sono:
Entrate

  1. aumento dei contributi soggettivi e integrativi minimi;."[41]
  2. aumento dello scaglione per l'applicazione del contributo soggettivo a 120.000 € per il 2013;
  3. aumento dell'aliquota dei contributi complessivi correnti al 23% del monte dei redditi imponibili."[42]
  4. aumento degli anni di contribuzione da 30 a 35 anni a regime dal 2023;

Uscite La riduzione dei costi delle prestazioni previdenziali avverrà:

  1. introduzione della pensione di vecchiaia unificata con un sistema di calcolo della pensione pro-rata che utilizza il metodo di calcolo retributivo per gli anni di contribuzione maturati fino al 2012 ed il metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita per gli anni di contribuzione maturati a partire dal 2013;
  2. aumento dell'età pensionabile da 65 a 66 anni a regime dal 2017 con successivo aumento in base alla speranza di vita."[43] L'aumento dell'età per il pensionamento di vecchiaia determina una riduzione dei costi per la quota determinata con il metodo di calcolo retributivo;
  3. rivalutazione dei contributi versati attraverso un apposito indice[44] legato alla crescita dei redditi complessivi (cosiddetta "capitalizzazione simulata").[45] L'introduzione del metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita comporta sia la riduzione della spesa rispetto al metodo retributivo in quanto la pensione è legata alla media di tutti i redditi durante la vita lavorativa, rispetto alla media degli ultimi migliori 10 redditi sugli ultimi 15 anni. Inoltre viene eliminata la funzione ridistributiva propria del metodo retributivo;
  4. eliminazione della pensione minima per tutti;

Il tasso apparente di rivalutazione[modifica | modifica sorgente]

Con l'introduzione del metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita doveva essere scelta un indice da utilizzare come tasso annuo di capitalizzazione per la rivalutazione del montante contributivo individuale.

Il nuovo metodo è sempre appartenente ad uno Schema pensionistico con formula delle rendite predefinita come nel precedente metodo di calcolo retributivo.

Il tasso di rendimento apparente è determinato, a differenza che nel caso dell'INPS o del CNPADC, non quale media mobile quinquennale di rivalutazione del PIL nominale, bensì quale media mobile quinquennale di rivalutazione del monte dei redditi degli iscritti ad Inarcassa, con un minimo dell'1.5%.

Tale scelta, che è stata giustificata con la garanzia di maggiore sostenibilità dell'ente previdenziale.

In realtà tale parametro mette in evidenza la vulnerabilità finanziaria degli enti previdenziali di categoria gestiti con il sistema pensionistico senza patrimonio di previdenza applicato a categorie ristrette di lavoratori secondo il modello previdenziale corporativo fascista.

Tali gestioni sono infatti soggette al rischio economico ed al rischio demografico in maggior misura di un sistema basato sul modello previdenziale universale, come nel caso in cui si verifichi l'estinzione della categoria o di crollo dei redditi.

Il rendimento minimo dell'1,5% inoltre non è affatto garantito in quanto essendo la cassa senza patrimonio di previdenza, nel caso del crollo dei redditi come avvenuto nel periodo 2007-2012, si ha una diminuzione della contribuzione legata al monte dei redditi si rende necessario intervenire nella gestione finanziaria (rischio politico).

Equità intragenerazionale[modifica | modifica sorgente]

L'introduzione della pensione di vecchiaia unificata su base pro-rata, istituzionalizza la disparità di trattamento previdenziale tra gli iscritti in quanto il metodo di calcolo retributivo è mantenuto a "tutela delle promesse pensionistiche normalmente confuse con i diritti acquisiti.

  1. Il metodo di calcolo retributivo della pensione, può restituire una riserva matematica superiore a quattro volte i contributi previdenziali versati.
  2. Il metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita della pensione, tende a restituire una riserva matematica coincidente con il montante contributivo individuale paragonabile ai contributi previdenziali versati in quanto lo schema pensionistico con formula delle rendite predefinita applica la legge di capitalizzazione con un tasso di rendimento apparente e non con un tasso di interesse reale in quanto il patrimonio di previdenza è inesistente.

Infatti non può avvenire la capitalizzazione dei versamenti come nei fondi pensione in quanto Inarcassa è gestita secondo il sistema pensionistico senza copertura patrimoniale, con accumulo di patrimonio limitato alla copertura delle obbligazioni in essere (pensioni) e pari a circa il 20% di tutto il debito previdenziale latente, cosicché quello degli iscritti attivi, è scoperto.

Gli interventi di riequilibrio a regime consistono in:[46]

  • quota retributiva fino a 10 anni: montante con 14,5% (contr. soggettivo)+ 2,00% (contr. integrativo)
  • quota retributiva fino a 20 anni: montante con 14,5% (contr. soggettivo)+ 1,75% (contr. integrativo)
  • quota retributiva fino a 30 anni: montante con 14,5% (contr. soggettivo)+ 1,50% (contr. integrativo)
  • quota retributiva > di 30 anni: montante con 14,5% (contr. soggettivo)+ 1,25% (contr. integrativo)

La penalizzazione massima per chi usufruisce della quota retributiva massima è pari a 0,75% punti della contribuzione integrativa per la quota di pensione pro-rata calcolata con il metodo contributivo.

Ciò significa che nel calcolo della pensione l'aliquota contributiva pensionistica di computo sarà al massimo di circa il 17,2% = (14,5% + 2% x 1,35) con 1,35 il rapporto tra il fatturato medio e il reddito medio.

Poiché nel caso dei dipendenti, l'aliquota contributiva pensionistica di computo è pari al 33%, mentre per gli artigiani ed i commercianti, con la riforma delle pensioni Fornero, a regime arriverà al 24%, si evince che la riforma ha risolto i problemi di sostenibilità dell'ente, ma non il problema dell'adeguatezza della prestazione pensionistica come invece richiesto dalla legge.

Il tasso di sostituzione netto per le diverse figure della riforma varia:

  • pensione di vecchiaia con 30 anni di contribuzione determinata con il metodo retributivo 59%(2010)e pressione fiscale al 12,7% (aliquota contributiva complessiva);
  • pensione di vecchiaia con 36 anni di contribuzione determinata con il metodo contributivo 39% (2049) e pressione fiscale al 23,7% (aliquota contributiva complessiva);
Parametro Pensione contrib. Pensione retributiva % squilibrio
anni contribuzione 36 30 120%
pressione fiscale 23,7% 12,7% 187%
tasso sostituzione netto 39,2% 59% 151%
coeff. di trasformazione 17,782 18,398 103%
totale 349%

Furto intergenerazionale[modifica | modifica sorgente]

La riforma crea ulteriori forma di disparità all'interno della stessa generazione di iscritti, favorendo la figura di chi riesce a rimanere iscritto alla cassa per tutta la carriera, introducendo retroattivamente, per chi ha meno di 20 anni di contribuzione al 31/12/2012, il metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita anche per gli anni precedenti.[47][48]

Quindi si attua una forma di furto intergenerazionale retroattivo che penalizza chi avrà una vita lavorativa non continuativamente legata ad Inarcassa.

Ma la tecnica della spoliazione legale è insita nel sistema stesso per cui era ovvio che con la riforma le élite accollassero il debito previdenziale latente ai soggetti privi di rappresentanza e senza tutele da parte degli organi di controllo dello Stato quali il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali o la Corte dei Conti o la Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza.

Un ovvio superamento dell'antiquato principio che ha portato alla nascita degli Stati Uniti d'America: "no taxation without representation" nessuna tassazione senza rappresentanza, esattamente quello che accade a chi è espulso dal lavoro e perde la possibilità di raggiungere i 35 anni di iscrizione.

Adeguatezza delle prestazioni[modifica | modifica sorgente]

  1. È previsto il rinvio del pensionamento che consente la prosecuzione della contribuzione senza usufruire delle prestazioni previdenziali fino a 70 anni con il conseguente aumento dell'importo della pensione per la diminuzione della speranza di vita (v. coefficiente di trasformazione, tasso di sostituzione);[49]
  2. È prevista una contribuzione volontaria aggiuntiva fino al'8,5% del reddito imponibile, soggetta anch'essa a rivalutazione con il metodo della capitalizzazione simulata.[50]

Gruppi di opposizione alla riforma del 2012[modifica | modifica sorgente]

Con la presentazione della riforma si sono costituiti o schierati alcuni gruppi di iscritti tra cui:

Critiche alla mancanza di trasparenza della gestione[modifica | modifica sorgente]

Inarcassa non pubblica i verbali del Consiglio di Amministrazione, i verbali dei collegi sindacali, le delibere, i piani di investimento.[51][52] I bilanci sono pubblicati a discrezione sul web, ad esempio il bilancio tecnico 2011 è stato pubblicato nel marzo del 2014, 18 mesi la sua approvazione.

Critiche sull'informazione previdenziale di Inarcassa[modifica | modifica sorgente]

Template:C Inarcassa, come pubblica amministrazione e secondo lo statuto, dedica delle risorse alla divulgazione di notizie previdenziali ai suoi iscritti tramite una Rivista ed una Newsletter. Alcuni articoli con tecniche proprie della disinformazione creano una visione distorta della realtà. Anche il linguaggio usato nei documenti ufficiali quali i bilanci o gli statuti ingenerano false convinzioni. Alcuni esempi.

Critiche all'affermazione "... casse di previdenza private e privatizzate"[modifica | modifica sorgente]

"Non ci si può esimere, ancora una volta, dal segnalare l’iniquità dei provvedimenti c.d. di spending review nella loro testuale ed effettiva applicazione alle Casse di previdenza private e privatizzate."[53]

Affermare che Inarcassa sia stata privatizzata al momento della trasformazione in associazione ovvero un ente senza scopo di lucro con persona giuridica privata ai sensi dell'art. 12 del C.C. poi sostituito dal D.P.R. 361/2000, è una grande falsità. Infatti il D.Lgs. 509/1994 permetteva la trasformazione dell'ente pubblico in una pubblica amministrazione con persona giuridica privata[54] Affermare ciò in un documento come il Bilancio di Previsione 2014, sottoposto al controllo sia dei delegati nazionali, del collegio dei revisori dei conti, del Ministero del Lavoro, della Corte dei Conti, amplifica a dismisura la falsità in quanto genera negli iscritti una errata percezione della natura di pubblica amministrazione dell'ente previdenziale che ha solo la personalità giuridica privata, ma non è mai stato privatizzato.

Privatizzare significa trasferire la proprietà ad un privato, ma Inarcassa, come tutte le casse di previdenza dei liberi professionisti che gestiscono sistemi pensionistici senza copertura patrimoniale avevano un elevatissimo debito previdenziale latente che nessun privato si sarebbe mai accollato, anche gratuitamente.

Critiche all'affermazione "I contributi previdenziali non sono una tassa"[modifica | modifica sorgente]

Giocando sulla differenza tra la definizione di tassa[55] ed imposta (i contributi previdenziali sono un'imposta; v. contributo soggettivo e contributo integrativo),[56] si tende ad ingenerare nel lettore l'idea che ai contributi previdenziali corrisponda un ipotetico "risparmio previdenziale" (che non esiste in quanto il sistema pensionistico è senza patrimonio di previdenza), mentre quello che è un servizio pubblico derivante dal dettato costituzionale, per la quale Inarcassa è stata istituita e predisposta, diventa il corrispettivo monetario vantaggioso (ma non per tutti).[57]

Critiche all'affermazione "... contrariamente a quanto avviene nella previdenza pubblica, Inarcassa ..."[modifica | modifica sorgente]

Si arriva nelle pubblicazioni ufficiali a pubblicare articoli che palesemente disconoscono verità oggettive.[58] Inarcassa è una pubblica amministrazione[59] che gestisce un sistema pensionistico pubblico in Italia. Inarcassa ha personalità giuridica privata, in quanto è una associazione costituita ai sensi della D.Lgs. 509/1994, ma è inserita nell'elenco delle pubbliche amministrazioni e quindi nel Conto Economico Consolidato delle Pubbliche Amministrazioni. È un ente impositore al pari dell'INPS e attua la gestione utilizzando per il calcolo della pensione il metodo pay as you go. Inarcassa eroga prestazioni previdenziali che derivano da un rapporto giuridico previdenziale di diritto pubblico, e non da un contratto assicurativo di diritto privato. Inarcassa gestisce il sistema pensionistico in base alla legge istitutiva dell'ente pubblico con tutte le sue successive modifiche, ancorché abbia assunto personalità giuridica di diritto privato. Inarcassa finanzia il sistema con la riscossione delle imposte dirette ed indirette (contributi previdenziali, secondo le leggi previste dallo Stato Italiano cui sono obbligati anche soggetti che, non essendo iscritti, non ricevono alcuna prestazione previdenziale.

Critiche all'affermazione "Un versamento previdenziale è garanzia e certezza"[modifica | modifica sorgente]

Chi legge una simile affermazione,[60] pensa sicuramente garanzia e certezza delle prestazioni pensionistiche, ma non chi lo ha scritto, che ben sa, come ampiamente documentato nel bilancio tecnico 2011 che le prestazioni previdenziali fornite da Inarcassa sono secondo determinate con uno schema pensionistico con formula delle rendite predefinita. Magari si riferisce alla certezza che sarà registrato ed alla garanzia che sarà conservata la registrazione, ma altrimenti non si comprende quale garanzia possa avere chi paga il contributo integrativo ed è una società di progettazione. Garanzia di una pubblica amministrazione della certezza di aver assolto al pagamento.

Critiche all'affermazione "... D.L. 201/2011, che ha imposto parametri stringenti ..."[modifica | modifica sorgente]

"L’intervento normativo più pesante, mirato all’essenza delle Casse e al loro scopo istituzionale, è stato attuato dal legislatore con l’emanazione della D.L. 201/2011, che ha imposto parametri stringenti sia in tema di rendimenti sia sul versante dell’equilibrio finanziario, traguardandolo ad un orizzonte temporale di 50 anni, ignoto al comparto della previdenza pubblica."[61]

La riforma delle pensioni Fornero, all'art. 24 c. 24 del Decreto "Salva Italia" del 2011, imponendo la verifica della sostenibilità a 50 anni ha solo cercato di mettere un termine alla crescita indefinita del debito previdenziale latente arrivato a circa 30 miliardi di euro, debito che si andava ad accollare alle coorti successive di iscritti lavoratori. Inarcassa faceva beneficiare del primo periodo di avvio di un sistema pensionistico senza patrimonio di previdenza quale essa è, le prime coorti di pensionati, soprattutto gratificando i trattamenti pensionistici del favorevole rapporto pensionati/iscritti che si è creato negli ultimi 20 anni in cui si è avuta la quadruplicazione degli iscritti, tenendo basse le aliquote sia del contributo soggettivo che del contributo integrativo.

Critiche all'affermazione "Customer satisfaction. Ancora una promozione ..."[modifica | modifica sorgente]

In lingua inglese, customer significa cliente, quindi si ingenera nell'iscritto l'idea che la Cassa sia scelta di propria volontà e non un obbligo di legge. Nel caso di servizi pubblici forniti da un ente pubblico o da una pubblica amministrazione, l'interessato è un utente e non un cliente, cosa ben diversa.

Proposte sul futuro di Inarcassa[modifica | modifica sorgente]

Sono state presentate in Parlamento delle proposte di legge per l'accorpamento di tutte le casse di previdenza dei liberi professionisti di cui al D.Lgs. 509/1994 e al D.Lgs. 103/1996. La motivazione della chiusura delle stesse risiede in:

  1. riduzione dei costi di gestione;
  2. superamento della gestione secondo il modello previdenziale corporativo di origini fasciste e migrazione verso il modello previdenziale universale del tipo svizzero;
  3. riduzione del rischio demografico ed aumento della sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico pubblico;
  4. riduzione del rischio economico settoriale già evidenziato con la crisi del 2007;
  5. ritorno alla gestione pubblica con l'approvazione del nuovo art. 97 della Costituzione;
  6. eliminazione del conflitto di interessi nella gestione del patrimonio.

La chiusura di Inarcassa e l'accorpamento in INPS rappresenterebbe invece la normale conclusione dell'evoluzione del sistema pensionistico pubblico italiano, iniziata con la riforma Dini fino alla riforma Fornero, alla luce anche della confluenza in INPS già della gestione INPDAP dei dipendenti pubblici, contemplando quindi già ora il 95% dei lavoratori italiani.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. BilancioConsuntivo2012, pag. 163 - "Dall’inclusione di Inarcassa negli elenchi ISTAT di cui all’articolo 2 della legge n. 196/2009 e, quindi, dal suo inserimento tra le Pubbliche Amministrazioni, discende l’applicazione della normativa che si elenca di seguito:"
  2. Cos'è Inarcassa - Inarcassa
  3. L.179/1958
  4. Sentenza Cassazione 20/02/2014 n. 4050, Da essa si evince" - continuano i supremi giudici - "che il legislatore ha inteso regolare l'intera materia della prescrizione dei crediti contributivi degli enti previdenziali, con riferimento a tutte le forme di previdenza obbligatoria, comprese quelle per i liberi professionisti
  5. Iscrizione - Inarcassa
  6. L.179/1958, art. 1
  7. 7,0 7,1 D.Lgs.509/1994
  8. Elenco pubbliche amministrazioni
  9. BilancioConsuntivo2011
  10. Il primo pilastro della previdenza
  11. SentenzaConsiglioStato28/11/2012
  12. L.1046/1971, art.11
  13. L.179/1958, art. 2
  14. Costituzione, art.38
  15. 15,0 15,1 Statuto2012
  16. InArCommunity: il social network degli ingegneri e architetti, Inarcassa. URL consultato il 16 dicembre 2013.
  17. Inarcommunity: Ingegneri e Architetti, arriva il facebook di categoria, Inarcassa. URL consultato il 16 dicembre 2013.
  18. Seminari INARPoint, SAIE BolognaFiere. URL consultato il 16 dicembre 2013.
  19. Inarcommunity: Fondazione Architetti e Ingegneri liberi professionisti iscritti a Inarcassa presente al SAIE 2013, Ordine Architetti di Ferrara, URL consultato il 16 dicembre 2013.
  20. BilancioConsuntivo2011, v. Prestazioni previdenziali ed assistenziali - Bilancio consuntivo 2011 p. 90
  21. Rivista1/2010, Rivista n. 1/2010, L'abc della previdenza/ A cura di Claudio Guainetti
  22. Costituzione, art. 23
  23. Costituzione, art. 53
  24. Regole per le società
  25. PresentazioneRiforma2010, p. 17
  26. DirittoeGiustizia20130308, Si tratta quindi di un debito latente, non sempre correttamente rappresentato nei bilanci civilistici delle Casse, la cui copertura dovrebbe essere garantita da una consistenza patrimoniale tale da far permettere (unitamente ai rendimenti prodotti e agli ulteriori contributi da incassare) la copertura delle future passività garantite» (Alessandro Trudda, Casse di Previdenza, analisi delle dinamiche attuariali, Giappichelli editore,2008 pag. 97-98)
  27. BilancioTecnico2006, p. 49
  28. BilancioTecnico2009, p. 54
  29. Inarcassa Relazione della Corte dei Conti 2006-2008, p.48 tab. 45
  30. Inarcassa Relazione della Corte dei Conti 2006-2008, p.50 tab. 47
  31. Inarcassa Relazione della Corte dei Conti 2006-2008, p.46 tab. 43
  32. Inarcassa Relazione della Corte dei Conti Esercizio 2009, p.44 grafico 3
  33. Inarcassa Relazione della Corte dei Conti Esercizio 2010, p.46
  34. Inarcassa Relazione della Corte dei Conti Esercizio 2010, p.46 tab. 41
  35. Inarcassa Relazione della Corte dei Conti Esercizio 2010, p.47 grafico 3
  36. StatutoPrecedente2012
  37. RegolamentoGeneralePrevidenza2012
  38. D.L.201/2011
  39. Statuto2012
  40. RegolamentoGeneralePrevidenza2012
  41. BilancioPrevisione2013, pag. 7
  42. BilancioPrevisione2013, pag. 24-25
  43. BilancioPrevisione2013, pag. 8
  44. RegolamentoGeneralePrevidenza2012, art. 26
  45. LineeGuidaAttuari, con riferimento ai soli regimi di previdenza obbligatoria, i quali per molti aspetti presentano una loro specifica regolamentazione che raramente trova applicazione nelle forme complementari (capitalizzazione, talvolta simulata, dei conti individuali secondo le variazioni del PIL, coefficienti di trasformazione dei montanti in pensioni indistinti per sesso e per tipologia di prestazione, etc.)
  46. RegolamentoGeneralePrevidenza2012, art.26 c.5
  47. RegolamentoGeneralePrevidenza2012, Art. 32.6
  48. RegolamentoGeneralePrevidenza2012, Art. 20.2 - Nel caso non si raggiunga il requisito di anzianità contributiva minima di cui al comma 1, anche la quota relativa alle anzianità contributive maturate anteriormente al 1º gennaio 2013 sarà calcolata con le modalità di cui all’art. 26 del presente Regolamento (metodo di calcolo contributivo).
  49. RegolamentoGeneralePrevidenza2012, tab.H(48)
  50. BilancioPrevisione2013, pag. 7
  51. S2420120519, 3 ACCESSO ALLE DELIBERE DEGLI ORGANI STATUTARI Dare una dettagliata informazione sulle decisioni prese dal consiglio d'amministrazione, dal comitato investimenti e dal collegio sindacale. Andrebbe bene anche con un intervallo di tre mesi.
  52. S2420140516, «Verbali dei consigli d'amministrazione e dei collegi sindacali, delibere, piani di investimento: tutti i documenti devono essere inseriti sul web. C'è bisogno di massima trasparenza nel mondo delle Casse previdenziali. Di questo sono pienamente convinto e chiederò a tutti gli enti di muoversi in tal senso». A parlare è Lello Di Gioia, presidente della Commissione bicamerale di vigilanza sugli enti di previdenza ...
  53. BilancioPrevisione2014, pag. 4 - Non ci si può esimere, ancora una volta, dal segnalare l’iniquità dei provvedimenti c.d. di spending review nella loro testuale ed effettiva applicazione alle Casse di previdenza private e privatizzate.
  54. D.Lgs.509/1994
  55. Rivista1/2014, pag. 7. Ecco perché il contributo previdenziale Inarcassa non è né mai sarà una tassa
  56. Rivista1/2014, nota 1. Dall'entrata in vigore della L. 335/1995, tutti i redditi da lavoro sono assoggettati alla contribuzione previdenziale
  57. Rivista1/2014, Rivista n. 1/2014, Contributi, una risorsa e non una tassa/ A cura di Gianfranco Agostinetto
  58. Rivista1/2014, Pag. 8. Inoltre, contrariamente a quanto avviene nella previdenza pubblica, Inarcassa garantisce ...
  59. Treccani pubblica amministrazione
  60. Rivista1/2014, Pag. 7. Un versamento previdenziale è garanzia e certezza
  61. BilancioPrevisione2014, Pag. 42. L’intervento normativo più pesante, mirato all’essenza delle Casse e al loro scopo istituzionale, è stato attuato dal legislatore con l’emanazione della D.L. 201/2011, che ha imposto parametri stringenti sia in tema di rendimenti sia sul versante dell’equilibrio finanziario, traguardandolo ad un orizzonte temporale di 50 anni, ignoto al comparto della previdenza pubblica.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Leggi[modifica | modifica sorgente]

  • Legge 4 marzo 1958, n. 179, in materia di "Istituzione e ordinamento della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti."
  • Legge 11 novembre 1971, n. 1046, in materia di "Modifiche ed integrazioni alla L. 4 marzo 1958, n. 179, concernente l'istituzione e l'ordinamento della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti ed abrogazione della legge 6 ottobre 1964, n. 983, recante modificazioni alla predetta legge n. 179."
  • Legge 11 ottobre 1990, n. 290, in materia di "Modifiche e integrazioni alla legge 3 gennaio 1981, n. 6, concernente norme in materia di previdenza per gli ingegneri e gli architetti."
  • Decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, in materia di "Attuazione della delega conferita dall'art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza."
  • Decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, in materia di "Attuazione della delega conferita dall'art. 2, comma 25, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in materia di tutela previdenziale obbligatoria dei soggetti che svolgono attivita' autonoma di libera professione."

Circolari[modifica | modifica sorgente]

Statuto[modifica | modifica sorgente]

Regolamenti[modifica | modifica sorgente]

Bilanci[modifica | modifica sorgente]

  • Bilanci tecnici: 2011, docs.google.com. URL consultato il 12 aprile 2014., 2009, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013., 2006, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013.
  • Bilanci consuntivi: 2013, docs.google.com. URL consultato il 5 luglio 2014., 2012, docs.google.com. URL consultato il 10 luglio 2013., 2011, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013., 2010, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013., 2009, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013., 2008, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013., 2007, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013., 2006, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013., 2005, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013.
  • Bilanci di previsione: 2014, docs.google.com. URL consultato il 3 maggio 2014., 2013, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013., 2012, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013.

Corte dei Conti[modifica | modifica sorgente]

COVIP[modifica | modifica sorgente]

Rapporto AdEPP[modifica | modifica sorgente]

Sentenze[modifica | modifica sorgente]

Rivista "Inarcassa welfare e professione"[modifica | modifica sorgente]

  • Annata 2014: Rivista 1/2014, inarcassa.dapalab.it. URL consultato il 9 aprile 2014.,
  • Annata 2013: Rivista 4/2013, inarcassa.dapalab.it. URL consultato il 9 aprile 2014., Rivista 3/2013, inarcassa.dapalab.it. URL consultato il 9 aprile 2014., Rivista 2/2013, inarcassa.dapalab.it. URL consultato il 27 giugno 2013., Rivista 1/2013, inarcassa.dapalab.it. URL consultato il 20 marzo 2013.,
  • Annata 2012: Rivista 4/2012, inarcassa.dapalab.it. URL consultato il 20 marzo 2013., Rivista 3/2012, inarcassa.dapalab.it. URL consultato il 20 marzo 2013., Rivista 2/2012, inarcassa.dapalab.it. URL consultato il 20 marzo 2013., Rivista 1/2012, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013.
  • Annata 2011: Rivista 3/2011, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013., Rivista 2/2011, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013., Rivista 1/2011, docs.google.com. URL consultato il 20 marzo 2013.

News[modifica | modifica sorgente]

Web[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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