La banalità del male

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    https://www.radioradio.it/2021/05/sara-cunial-marco-gervasoni-fusaro-radio/


    2020 06 16[modifica | modifica sorgente]

    IPPOCRATE TRADITO

    I medici formulano il loro suggestivo giuramento di Ippocrate con il quale si impegnano a salvare vite umane, non certo a spegnerle. Nella vicenda Covid-19 a parte i delittuosi ritardi del governo, vi è che il Ministero della Salute (nelle mani di un incompetente e come tale socialmente pericoloso), ha dettato quali protocolli terapeutici andavano obbligatoriamente seguiti. In più quel tale Roberto Speranza ebbe a disporre che non andavano eseguite autopsie e bisognava disporre affrettate e frettolose inumazioni e cremazioni. La lacerazione spirituale per i congiunti dei defunti è facilmente immaginabile. A ciò si aggiunga che il contributo pubblico per ogni assistito per Covid-19 era enormemente superiore a qualsiasi altro. Anche questo spiega il perché, soprattutto in Lombardia, pare che i malati siano morti tutti per Covid-19. Nessuno è morto per nessun’altra patologia! Ma l’aspetto grave della vicenda è un altro: la medicina non è scienza, è conoscenza. La medicina progredisce sulla base dell’esperienza e, appunto, della conoscenza. E a questo servono i riscontri diagnostici autoptici. Se non si fossero eseguiti gli ordini ministeriali (protocolli terapeutici obbligatori, divieto di autopsie, cremazioni subitanee), la causa della morte da Covid-19 sarebbe stata individuata molto, molto tempo prima. Il Prof. Giuseppe De Donno lo ha reso chiaro, palese e conosciuto anche per quel che riguarda la terapia adeguata (plasmaforesi) di costo irrilevante e dunque fortemente contrastata dall’industria farmaceutica che profitta delle malattie. Si sarebbe capito da subito che la areazione polmonare forzata in luogo di curare, conduceva alla morte. E allora la domanda fondamentale: si mantiene fede al giuramento di Ippocrate eseguendo gli “ordini” demenziali e criminosi del Ministero, ovvero disattendendoli e così salvando vite umane? So bene che molti medici e infermieri hanno sacrificato la propria vita per salvare quella di altri, ma molti altri hanno impegnato il loro tempo spargendo con la radio e con la televisione immani cazzate, all’unico scopo di compiacere il “potere”, e senza ritegno nel mostrare la loro ignoranza e il loro tradimento di Ippocrate. A questi “medici” va tutto il mio più sentito schifo e disprezzo. AUGUSTO SINAGRA


    2020 06 13[modifica | modifica sorgente]

    Il disgusto sincero che ho sempre provato verso Montanelli come uomo mi ha reso ignorante nei suoi confronti. In questi giorni mi sto ricostruendo come posso la sua figura di giornalista, in modo da dare al mio disgusto un fondamento epistemico forte. Tra le cose curiosissime, ho scoperto una celebre lettera spedita da Montanelli a Erich Priebke, il gerarca nazista che, tra le altre cose, ideò l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Montanelli qui si rammarica per il processo a Priebke, giudicandolo ingiusto. Gli scrive: "Come cittadino italiano, non posso compiacermi certamente di una sentenza insensata. Ma siccome insensato era il processo, penso che anche lei se ne possa contentare. Da vecchio soldato, e sia pure di un esercito molto diverso dal suo, so benissimo che lei non poteva fare nulla di diverso da ciò che ha fatto". Montanelli chiude la missiva con tanto di auguri al Capitano Priebke. La logica montanelliana è quella della giustificazione che sguainò Eichmann a Gerusalemme (assodato che il riferimento bibliografico sulla vicenda è Arendt, La banalità del male): "nulla di più e nulla di meno del rispetto degli ordini". Questo ciò che opportunamente Eichmann sosteneva gli si potesse imputare. Altrettanto opportunamente, per lui vi fu la forca.

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