Lasseiz faire

Da const.


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La teoria del laissez-faire – in breve, un’economia libera dagli interventi e dalle sovvenzioni politiche — sostiene che l’istinto dell’interesse personale è il fattore motivante dello sforzo produttivo. Niente è prodotto se non dal lavoro umano, e il lavoro stesso rappresenta qualcosa a cui l’essere umano concede molta parsimonia: se potesse soddisfare i suoi desideri senza sforzo, eviterebbe quest’ultimo molto volentieri. Questo è il motivo per cui inventa dispositivi che fanno risparmiare lavoro. Tuttavia, egli è „congegnato“ in maniera tale per cui ogni gratificazione dà origine a nuovi desideri, ch’egli procede a soddisfare investendo il lavoro risparmiato. È insaziabile. La capanna fatta di tronchi, abitazione sufficiente nella terra selvaggia, sembra decisamente inadeguata non appena il pioniere accumula un’eccedenza di beni di prima necessità; allora comincia a sognare di tende e quadri, acqua corrente, una scuola o una chiesa, per non dire del baseball o di Beethoven. L’interesse personale prevale sull’avversione al lavoro: il costante impulso a migliorare le proprie circostanze e allargare i propri orizzonti…

È nel libero mercato che l’interesse personale trova la sua migliore espressione; questo è un punto cardine dell’individualismo. Se il mercato viene regolarmente saccheggiato, da ladri o dal governo, e la sicurezza della proprietà viene compromessa, l’individuo perde interesse nella produzione, per cui si riduce l’abbondanza delle cose create. Ne consegue che per il bene della società, l’interesse personale nella sfera economica deve procedere libero e senza impedimenti.

Invero, l’interesse personale non coincide con l‘egoismo. L’interesse personale stimolerà il produttore a migliorare i suoi prodotti in modo da favorire il commercio, mentre l’egoismo lo indurrà a cercare i privilegi speciali e il favore dello stato, finendo per distruggere proprio il sistema di libertà economica dal quale egli dipende. Il lavoratore che cerca di migliorare il suo destino attraverso un perfezionamento delle sue capacità, difficilmente può essere chiamato egoista; questo termine si addice piuttosto al lavoratore che pretende di essere pagato per non lavorare. Il cercatore di sussidi è egoista, così come lo è qualsiasi cittadino che usa la legge per arricchirsi a spese degli altri cittadini.


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