Legalità

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Diritto (indice)

La legalità non ha nulla a che vedere con la giustizia cit.

La legalità consiste nelle strisce continue che confinano


Quello che è legale non sempre è legittimo e quello che è legittimo non sempre è legale


La legalità è il principio su cui si basa il fenomeno giuridico e serve per limitare la libertà dei fenomeni umani intervenendo sui fenomeni intelligenti che si svolgono in una struttura sociale regolata da una istituzione.

La legalità si svolge in tre fasi:

1) Le regole di condotta legale;

2) La coercizione;

3) L'uso della forza;


La legalità, nell'ambito di una organizzazione sociale statuale, con l'uso della forza, limita la libertà degli uomini nelle loro azioni, nella applicazione di una tecnologia sociale o di una dottrina, al fine di mantenere un ordine sociale legale.

Quindi agire nella legalità significa confinare la propria libertà nei limiti delle regole legali ossia regole di condotta che le istituzioni hanno il potere di fare applicare con l'uso della forza.


Legalità e valori[modifica | modifica sorgente]

Le scienze assolute non hanno bisogno della legalità perché le leggi naturali sono assolute ossia inviolabili.

L'applicazione delle scienze assolute che avviene con lo sviluppo delle tecnologie, per garantire uno sviluppo ordinato della società, spesso necessita della legalità es. un limite di velocità.

Passando alle discipline volontarie, essendo queste dei contenitori delle più svariate dottrine, una società, con la sua evoluzione nel tempo tende a realizzare l'ordine sociale basato su un ordinamento che è sintesi dei principi morali della élite di potere (armonia dell'élite).

Quando la legalità tutela l'individuo, essa protegge i diritti.

Quando la legalità obbliga l'individuo, si hanno i doveri.

Quindi i diritti, senza la legalità non esistono.

Legalità e giustizia[modifica | modifica sorgente]

Legalità e giustizia sono concetti completamente differenti.

Legalità significa conforme alla legge ma ciò non significa che ciò sia ritenuto giusto da chiunque è soggetto ad essa.

Nel migliore dei casi, la legge è la sintesi del conflitto sociale legale con l'affermazione della morale della maggioranza, quindi con una minoranza che recepisce la legalità come una ingiustizia o quantomeno come un compromesso su quanto ritiene sia giusto.

In genere la legalità è la volontà di una élite della spoliazione legale che con la legalità gestisce il regime imbecillocratico.

Costituzione e legalità[modifica | modifica sorgente]

Le Costituzioni degli ultimi due secoli sono state una evoluzione notevole, anche se spesso non attuata, nell'avvicinamento tra legalità e giustizia.

La Costituzione ha diverse funzioni negli ordinamenti vigenti.

La parte definita programmatica rappresenta il punto di arrivo del conflitto sociale caldo ed il punto di partenza del conflitto sociale legale.

La legalità nella storia[modifica | modifica sorgente]

La schiavitù era legale, l'apartheid era legale, il delitto d'onore era legale, le leggi razziali erano legali, fumare nei locali pubblici era legale, guidare senza cintura di sicurezza o senza casco era legale ecc.

Viceversa, il divorzio, l'aborto, il matrimonio omosessuale erano illegali.

Perché serve la legalità[modifica | modifica sorgente]

Il caso Moro[modifica | modifica sorgente]

https://it.m.wikisource.org/wiki/Le_lettere_di_Aldo_Moro_dalla_prigionia_alla_storia/I_testi

" Inoltre la dottrina per la quale il rapimento non deve recare vantaggi, discutibile già nei casi comuni,

[p. 100] [foglio 4]


dove il danno del rapito è estremamente probabile, non regge in circostanze politiche, dove si provocano danni sicuri e incalcolabili non solo alla persona, ma allo Stato. Il sacrificio degli innocenti in nome di un astratto principio di legalità, mentre un indiscutibile stato di necessità dovrebbe indurre a salvarli, è inammissibile. "

Dialoghi[modifica | modifica sorgente]

2020 01 24[modifica | modifica sorgente]

La Giustizia è una realtà solo Trascendente e per chi crede, ma proprio per questo non può appartenere al vocabolario delle istituzioni, che invece sono molto terrene, se non come dogma di una concezione religiosa e fondamentalista delle stesse, con tutti i danni di ogni fondamentalismo che diventa norma imposta. A me sorprende, soprattutto in chi dotato di copioso ingegno, l'incapacità di cogliere la testimonianza della millenaria storia umana. È nella storia che si legge come sia solo inganno accostare legalità e Giustizia, la prima essendo unicamente espressione e al servizio del potere. Il non riuscire a vedere come, attraverso le leggi, si concretizza e si realizza la sottomissione dei più deboli, lo sfruttamento del popolo e la spoliazione dei lavoratori a vantaggio di chi, della legge, ne ha il monopolio. Come si fa a non capire che legalità e Giustizia sono del tutto e assolutamente inaccostabili e che quando, in qualche rara occasione coincidono, è solo per mere contingenze, concessioni, convenienza o strategia del potere? Se la legalità è il mezzo attraverso il quale si sono realizzati quei numeri da me riportati nel post, non solo è ingiusta ma, in se, diventa il disvalore, l'inganno per eccellenza. Non giustifico chi commette ingiustizie ma se, chi osserva la legge formalmente, causa più sofferenza di chi non l'osserva, non posso, in un sistema che potrà essere sempre legale ma mai giusto, non evidenziare che l'osservante è peggiore e più ingiusto assai del reo e, in questo senso, la cd "prima repubblica" era meglio assai di questo mostro, giuridicamente inqualificabile che è la "seconda" o "terza" repubblica, che dir si voglia; ed è sempre in questo senso che ai politici della prima, che abbiamo fatto fuori attraverso la legge, per fare instaurare poi, molti di noi inconsapevoli, un sistema profondamente ingiusto, diseguale e di dolore, pur se in regola con la legge, credo, per una questione di giustizia, di dovere chiedere scusa.



2020 01 19[modifica | modifica sorgente]

Il diritto naturale non esiste https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/filosofia/legalita-e-giustizia/


Mario Paolo Rossi, quindi se la abbondante maggioranza decide, senza nessun motivo razionale, che Lei non abbia diritto di vivere e che debba essere molestato ogni giorno, questa decisione sarebbe "giusta" solo perché sancita da chi ne ha il potere?


Matteo Maro la legalità non ha nessun collegamento con la morale, l'etica e la giustizia

https://const.miraheze.org/wiki/Legalit%C3%A0




Mario Paolo Rossi la legalità è l'atteggiamento che scaturisce dalla norma oggettivizzata e nei confronti di essa. La legalità comporta disciplina e coercizione. Il problema è quale sia la fonte del diritto che è oggetto della legalità. La legalità senza giustizia è dittatura: che sia dittatura di un tiranno o della maggioranza poco cambia. Prova ne sia che, nell'Unione Sovietica, si parlava di legalità socialista. La legalità esiste anche (anzi, soprattutto!) nei fascismi dove, grazie al regime di polizia, è persino più rigorosa che nelle confusionarie democrazie. La legalità è una questione di forza impositiva: come spiegava Pascal nei Pensieri, poichè non si potè rendere forte ciò che è giusto, si dichiarò giusto ciò che è forte. La legalità è appunto la capacità del potere di far rispettare la legge cioè sé stesso. Ma le persone di buona volontà vogliono e devono fare in modo che il potere della forza sia dato soltanto a ciò che è giusto. Più la legge si avvicina al diritto naturale, meno è necessaria la coercizione, perché ciascuno ha interesse a rispettare la norma che vuole che gli altri rispettino nei suoi confronti. Gesù Cristo ci ha indicato la regola aurea sulla traiettoria della quale la legalità è superata: non fare agli altri quello che vorremmo non fosse fatto a noi, e fare noi per primi quello che vorremmo fosse fatto a noi. Per questo egli ha potuto dire 《Venite a me voi che siete affaticati ed oppressi, perchè il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero》. Iugum, in latino, ha la stessa etimologia di "ius", nel senso di vincolo, obbligo: il giogo di Cristo è dolce, poichè tutti siamo creati a immagine di Dio e la legge naturale è la nostra stessa natura più profonda, tutto all contrario delle opprimenti normazioni dei Farisei e dei Dottori della Legge che 《carica[vano] gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi [loro] non li tocca[vano] nemmeno con un dito》(Lc 11,46) esattamente come succede, puntualmente e dovunque, ai tutori della legalità.



In poche parole, più la legge si avvicina al diritto naturale, più il pattugliamento della legalità diventa superfluo, perchè non c è scorta di polizia più efficiente che la propria coscienza.


Matteo Maro se il predatore rispettasse la legge naturale, non sarebbe un predatore. Per questo la legge naturale non esiste. Tu fai riferimento a quella divina.






Documenti[modifica | modifica sorgente]

https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/filosofia/legalita-e-giustizia/


https://www.labsus.org/2019/01/cose-veramente-la-legalita/

https://en.m.wikipedia.org/wiki/Law


https://www.mondoprofessionisti.it/intervento/lavvocatura-che-resiste-al-limite-del-doppio-mandato/

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]


Diritto (indice)

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