Moneta

Da const.

Il potere di emettere la propria moneta, di fare progetti sulla propria banca centrale, è l'elemento principale che definisce l'indipendenza nazionale. Se un Paese rinuncia a questo potere o lo perde, acquisisce lo status di un ente locale o di una colonia. Wynne Godley economista inglese




Dialoghi[modifica | modifica sorgente]

"MONETA" È UN AGGETTIVO, NON UN SOSTANTIVO

"Mi è sembrato sempre utile spiegare agli studenti che indicare la moneta con un sostantivo è stata una sfortuna e che sarebbe stato di maggiore aiuto per la comprensione dei fenomeni monetari fare del termine 'moneta' un aggettivo con cui indicare una proprietà che varie cose possono possedere in vario grado"

Friedrich August von Hayek (1899-1992)

Xxxxx LA MONETA DEVE ESSERE A DEBITO O A CREDITO ?

La Moneta non deve essere ne a debito, ne a credito, la moneta viene emessa sulla base della produzione di ricchezza reale, creata col lavoro, per compensare una crescita economica o per stimolare una crescita economica che andrà a coprire il denaro creato in eccesso. La proprietà deve rigorosamente essere popolare, al portatore. Lo Stato non regala denaro ad alcuno, tutto si scambia, beni, servizi o prestazione da lavoro con denaro.

Documenti[modifica | modifica sorgente]

2020 08 30[modifica | modifica sorgente]

http://www.statominimo.it/la-moneta-e-la-produzione/

2020 08 11[modifica | modifica sorgente]

https://www.associazioneitalianacartamoneta.it/caute-persolvere-chartis-strumenti-finanziari-con-funzione-monetaria-origini-struttura-e-caratteri/

2020 06 16[modifica | modifica sorgente]

L'HuffPost: I tre errori da matita blu dei teorici sovranisti monetari di casa nostra. https://www.huffingtonpost.it/entry/i-tre-errori-da-matita-blu-dei-teorici-sovranisti-monetari-di-casa-nostra_it_5ee6305dc5b69e601337db1f

2020 04 25[modifica | modifica sorgente]

La creazione di moneta è una forma di tassazione. Spetta al Tesoro non alle banche. Keynes, 1923

2020 04 09[modifica | modifica sorgente]

https://www.ilpost.it/2020/04/09/eurobond-cosa-sono-coronabond/

2020 04 06[modifica | modifica sorgente]

https://www.afroconnessioni-news.it/2019/01/11/una-piccola-conchiglia-svela-i-misteri-dellafrica/

2019 12 04[modifica | modifica sorgente]

Questo è un copia ed incolla di un commento ad un post condiviso che titolerò:

CHIAREZZA

di Virginio Magnani

La BCE stampa (Emette) denaro a fronte di nulla e ce lo addebita attraverso le banche private sue proprietarie (Azioniste) senza averci corrisposto nessun bene o servizio reale e pretende pure gli interessi (Almeno questo il falsario non lo fa: ti frega una volta sola). Gli italiani usano e consumano beni e servizi che appartengono a loro quindi che debito dovremmo mai avere visto che i beni e servizi sono NOSTRI ? Da questo escludiamo i risparmiatori italiani che hanno sottoscritto con denaro preesistente (Non stampato in cantina) e quindi ricevuto a seguito di cessione di beni o servizi. Premesso che la banconota alla sua nascita veniva emessa da chi possedeva (O deteneva in seguito a depositi) oro e la banconota era rappresentante e convertibile con esso. Il problema è che: il denaro deve essere emesso dal proprietario dei beni o servizi che il denaro rappresenta e permette di acquisire; quel PROPRIETARIO siamo NOI (Il Popolo Italiano) quindi solo lo Stato (Che ci rappresenta) può emettere denaro, tutti gli altri svolgono la stessa attività svolta dal falsario. La lecita emissione in prima istanza spetta allo Stato e SOLO allo Stato: gli altri sono FALSARI. E noi ai falsari non dobbiamo proprio nulla. Aggiungo: se uno Stato vuole costruire un ponte lo costruisce con materiali e personale di sua appartenenza e non con pezzetti di carta che si può benissimo stampare (Emettere) da solo. I pezzetti di carta (Materiali o telematici) sono semplici documenti che rappresentano e riconoscono un credito in favore di chi ha fornito prestazioni o beni, prestazioni o beni APPARTENENTI ai Cittadini Italiani. quindi nessun Cittadino Italiano ha debito alcuno nei confronti di chi gli ha fornito NIENTE (BCE e banche private sue proprietarie).

Emissioni[modifica | modifica sorgente]

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2017/08/12/come-dovrebbe-essere-la-contabilita-della-creazione-monetaria-di-un-popolo-sovrano/

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2016/05/24/costituzione-larticolo-che-non-fu/

Ungheria[modifica | modifica sorgente]

http://www.stopeuro.news/lungheria-ce-lha-fatta-la-banca-centrale-e-nuovamente-di-proprieta-degli-ungheresi/


ilGiornale.it: Quel piano segreto di Juncker per far stampare nuova moneta. http://www.ilgiornale.it/news/politica/piano-segreto-juncker-far-stampare-nuova-moneta-1713465.html






2019 11 18[modifica | modifica sorgente]

MONETA ED ORO

La Moneta non ha bisogno di avere copertura in oro, in questo modo solo i possessori di riserve auree potrebbero stampare moneta, ed è assurdo, così i paesi poveri non potrebbero avere una propria moneta.

Il valore alla moneta lo da solo ed esclusivamente la ricchezza reale prodotta dal lavoro dell'uomo, cioè i beni e servizi, che poi è ciò che il denaro scambia.

Il quantitativo monetario è regolato dal valore reale prodotto dallo Stato, dai lavoratori, se crei più denaro del necessario, il denaro perde valore ed aumenta il prezzo delle ricchezza reale, se crei poco denaro, meno del dovuto, il denaro aumenta di valore e si riduce il valore della ricchezza reale, quindi stampare tanto denaro o stamparne troppo poco non ha senso, prima o poi le due ricchezze vanno in equilibrio.

Lo disse per primo Adolf Hitler, che poi Stampo la Moneta Mefo, dove 1 Mefo valeva 1 ora di lavoro, e con questa moneta, legata al lavoro, alla produzione di ricchezza reale, e non all'Oro, portò la Germania, priva completamente di riserve d'oro, da bancarotta, da iperinflazione a 3a potenza economica e militare del mondo, in soli 4 anni.

Il popolo col lavoro creava ricchezza reale e lo Stato creava la moneta coperta dalla ricchezza prodotta dal lavoro del popolo.

Marco Cristofoli Moneta Pubblica

2019 10 03[modifica | modifica sorgente]

L’obbiettivo del sistema Bancario è quello di diminuire sempre più il denaro circolante, andando ad attaccare il denaro in deposito (4.000 MLD), come propone la Boschi, i risparmi dei cittadini, che una volta spolpati dei propri denari e fatti indebitare con le banche, con le finanziarie, con lo stato, saranno costretti a svendere a mettere all’asta anche i propri averi, le proprietà, sia dei privati che dello Stato, comprati al 30% del valore, coi nostri soldi, quelli di ritorno dai prestiti bancari, denaro creato dal nulla al posto del denaro reale da lavoro, più gli interessi. In poche parole il Debito Pubblico serve ad impedire che gli Stati stampino moneta e che tengano la quantità di denaro in circolazione adeguata all’economia, gli interessi sul debito, gli interessi sui prestiti bancari, i sistemi di pagamento elettronico, servono a sequestrare, drenare denaro dalla circolazione e le tasse servono a togliere più denaro possibile dalla circolazione (900 MLD anno) per lasciare spazio al denaro prestato dalle banche ad interesse (1.800 MLD anno). Per questo motivo il Denaro che è uno strumento Pubblico, deve essere di proprietà popolare, una Moneta Pubblica di Stato, creata dal Tesoro, gestita da una Banca Centrale Pubblica e da una Rete di Banche pubbliche ben distribuite sul territorio, dove il denaro quando necessita viene stampato dallo Stato, immesso in circolazione attraverso la Spesa Pubblica, dove i prestiti bancari in Banca Pubblica sono ad interesse 0%, dove i sistemi di pagamento elettroncici sono rigorosamente a costo zero, per evitare che il denaro circolante venga drenato, che la gente rimanga senza denaro, sia costretta ad indebitarsi e che il denaro in circolazione non venga sequestrato dalle truffe di interessi non dovuti, commissioni non dovute e da un sistema fiscale truffa a fondo perduto.

Facebook 2019 06 12[modifica | modifica sorgente]

Torniamo a parlare di minibot. Nei giorni passati abbiamo visto come possano essere solamente o nuovi debiti o una nuova moneta, qui https://www.facebook.com/massimo.fontana.52/posts/2537146449650242 Il fatto curioso è che simili esperimenti finanziari non è la prima volta che compaiono nella storia. Ci sono perlomeno due esempi molto noti che presentano notevoli similarità con la proposta leghista. Stiamo parlando degli assegnati rivoluzionari francesi e i Me-fo bonds nazisti. Proviamo ad esaminarne la storia, notando infine che entrambi i prodotti finanziari sono finiti per essere o debito o moneta, per l'appunto.

Partiamo allora dalla Francia di fine settecento, e precisamente dal 1790 e dalla decisione del nuovo regime rivoluzionario di onorare il debito precedente, al quale però aggiunse nuove spese anche se di importo relativamente contenuto. Non solo: il nuovo regime decide pure di sopprimere il grosso delle tasse del vecchio ordine. E' logico: se la rivoluzione nasce da una crisi fiscale, il nuovo regime su questo tema non può mantenere l'esistente. Valeva due secoli fa esattamente come oggi. Ora, non bisogna essere dei geni per capire che più spese e minori entrate fanno maggiore deficit e maggiore debito. E di nuovo, due secoli fa come oggi. Come finanziare il tutto? E' vero che la convenzione aveva stabilito la nascita dell'imposta sul reddito di tutti i cittadini, ma ci vorranno almeno tre anni prima che arrivi a regime . Questo i rivoluzionari in erba lo sapevano e quale soluzione avevano pronta all'uso? Ovvio: stampare moneta. Come? Questi proto-signoraggisti si inventarono i cosidetti "assegnati" . Tutto nasceva dall'esproprio fatto il 2 novembre del 1789 dei beni ecclesiali. Questi vennero conferiti con il successivo decreto del 19 dicembre in una Cassa straordinaria destinata a finanziare l'abbattimento del debito. Ma di nuovo, ci voleva del tempo prima di riuscire a vendere i beni incamerati e il tesoro aveva bisogno di soldi subito. Ecco allora la nascita degli assegnati: lo stato emise dei veri e propri titoli del tesoro con collaterale proprio i beni espropriati dalla chiesa, col tasso di rendimento deciso dallo stato al 5% e imposti per legge, ovvero i creditori dello stato dovevano accettarli volenti o nolenti. Inizialmente tutto andò abbastanza bene: gli assegnati vennero emessi per un importo all'incirca uguale al collaterale rappresentato dai beni ecclesiali. Lo stato aveva ad esempio un patrimonio immobiliare ecclesiale di 100 franchi, emetteva titoli statali legati agli immobili per 100 franchi più un rendimento del 5%, vendeva successivamente gli immobili e quindi potenzialmente poteva cancellare sicuramente il debito emesso con i titoli di debito. Gli assegnati almeno inizialmente avevano quindi una solida base “reale” alle loro spalle. Inoltre pagavano un rendimento che li rendeva sicuramente appetibili. Il problema sorse proprio per questo: essendo inizialmente appetibili la richiesta di tali titoli fu elevata. Il governo allora, vista la notevole richiesta ne emise degli altri. E poi degli altri ancora. E ancora. E ancora. Alla fine inoltre, tolse anche il rendimento, trasformando l'assegnato in vera e propria carta moneta dal valore fiduciario, ovvero senza nessun valore reale alle sue spalle, se non quello imposto per legge dallo stato. Se uniamo a questo, l'emissione da parte dei club giacobini di “billets de confiance”, ovvero vere e proprie banconote convertibili con gli assegnati, vediamo subito che ci fu un aumento elevatissimo della quantità di moneta fiduciaria in circolazione. Aumento che andava ben oltre il collaterale rappresentato dai beni ecclesiali.

Ovviamente potete immaginare la felicità dei possessori iniziali degli assegnati che si trovarono con un titolo ora diventato moneta, senza rendimento e la quantità in circolo slegata dal collaterale e aumentata esponenzialmente. Felicità che ovviamente si trasformò in rifiuto puro e semplice dell'uso e del possesso del titolo di stato in questione . A questo punto si verificò nel mercato un doppio processo: la moneta “buona”, ovvero quella metallica dotata di un pur minimo valore intrinseco venne tesaurizzata facendola letteralmente sparire, mentre la nuova moneta, gli assegnati, divenne dominante nel mercato proprio per l'accaparramento di quella buona (legge di gresham). Moneta cattiva dominante allora, ma unicamente perchè faceva talmente schifo che tutti tesoreggiavano quella buona, scaricando subito nel mercato appena la gente ne entrava in possesso quella per l'appunto cattiva. L'unione di un aumento della velocità di circolazione della moneta “assegnato”, con un aumento della stampa di essa da parte del governo rivoluzionario, portò il paese verso l'iperinflazione.

Cosa comportò l'iperinflazione all'atto pratico? Innanzitutto una repentina svalutazione del cambio (nel solo mese di aprile 1791 del 15%) . Ma soprattutto una diminuzione del valore reale degli stipendi dei salariati . A cui si aggiunse l'altra ovvia conseguenza : chi deve essere pagato con una moneta che vale il 57% in meno rispetto al valore nominale solo nei sogni degli apprendisti stregoni stampatori di moneta accetterà di essere pagato con questa carta(straccia)moneta . E così fu : i contadini un anno dopo l'introduzione degli assegnati si rifiutarono di essere pagati con la moneta rivoluzionaria e di consegnare i loro prodotti ai prezzi ufficiali. Il risultato fu la caduta della produzione agricola e il rincaro delle derrate alimentari . Ciò ovviamente spinse da un lato a ribellioni diffuse dei contadini, dall'altro a rivolte dei salariati che vedevano ulteriormente diminuire la capacità d'acquisto dei loro stipendi già falcidiati dall'inflazione.

Ma passiamo ora alla Germania degli anni '30. Come dovremmo sapere Hitler arriva al potere nel gennaio del 1933. Tra i primi provvedimenti economici che prese per rilanciare l'economia, operò semplicemente una serie di sgravi fiscali per un importo pari all'1.6% del Pil , ovvero un valore tutto sommato poco consistente. Questo nel primo anno di governo, il 1933. Ma dal 1934 le cose cambiano. A quanto sopra va aggiunto un raddoppio della spesa pubblica per investimenti nel 1934 e un ulteriore suo aumento di circa il 50% nel 1935. In totale la spesa pubblica per investimenti passò da 3.2 miliardi di marchi del 1933 a 9 miliardi nel 1935 . Ma, magia contabile: se noi guardiamo il bilancio statale vediamo che il deficit pubblico nel 1933 era lo 0.2% del Pil e nel 1935 era lo 0.5% . Come è possibile ? Se la spesa pubblica per investimenti è triplicata come fa il deficit ad essere quasi inalterato ? Come finanziò la spesa pubblica il regime nazista ? L'idea venne al presidente della banca centrale, Hjalmar Schacht: numerosi intermediari privati, tra cui la Metallurgische Forschungsgesellschaft m.b.H, da cui Me-fo, emettevano cambiali di finanziamento scontate dalle banche commerciali e dalla stessa Reichsbank. Il funzionamento era semplice: gli istituti finanziari avevano una funzione di ponte e raccoglievano fondi attraverso l'emissione di cambiali, e potevano fare questo sulla base di un credito aperto dalla banca centrale o da una banca commerciale. Ma a questo punto una domanda sorge: chi garantiva alla fine le cambiali ? La risposta è semplice: il Reich, ovvero lo stato. "Con questa garanzia di accettazione infatti, Schacht credeva di avere in mano uno strumento di limitazione delle cambiali (e quindi dell'espansione monetaria), perchè in caso di inadempienza, si sarebbe potuto intentare una azione legale contro il Reich, che secondo Schacht, non si sarebbe mai esposto a questo rischio." (1)

Riassumendo abbiamo società private fantasma che emettono cambiali che sono però garantite dalla banca centrale e dallo stato, il quale riceve poi sottobanco i fondi raccolti. Il meccanismo allora è chiaro: la spesa pubblica come sempre veniva finanziata con DEBITO PUBBLICO, solo che non era esplicitato, o meglio era "fuori bilancio": le obbligazioni statali non le emetteva lo stato direttamente, ma società private alle quali lo stato dava la sua garanzia. Ed è bene ricordare questo punto: obbligazioni alle quali lo stato dava la SUA garanzia. Chiaro e semplice. Come chiaro e semplice è l'effetto dell'emissione di questo nuovo debito. Infatti, nonostante quanto si racconti in Italia, l'economia tedesca si è si ripresa, ma il debito pubblico si è espanso nel mentre fortemente. Su questo fanno luce i dati ufficiali della Bundesbank: il debito pubblico tedesco alla fine della guerra, nonostante quindi l'iperinflazione degli ultimi due anni che avrebbe dovuto cancellare almeno il grosso del debito, era arrivato al 95% del Pil dal 15% del 1932. Ricordiamo in favore dei più distratti che la favola keynesiana del moltiplicatore della spesa pubblica a debito sostiene non tanto che con più deficit l'economia cresce, ma che con più deficit l'economia cresce e il debito pubblico......scende.

Cerchiamo a questo punto di fare qualche breve considerazione. I Mefo bonds nazisti essendo cambiali garantite dallo stato sono molto vicini ai minibot. Ma nascono esplicitamente come puro debito pubblico. Ne di più ne di meno. L'unica differenza con l'emissione diretta di debito che ogni stato fa oggi è che era nascosta e di fatto tenuta occulta tramite truffe contabili. I minibot invece, come spiegato nel pezzo precedente sono ancora una via di mezzo tra moneta e debito. Via di mezzo che sarà chiarita solo quando verranno approvati e quindi verrà esplicitato il loro uso. Chiaramente per un confronto dobbiamo guardare da un altra parte. Agli assegnati? In parte. All'inizio questi avevano un collaterale pesante e completo alle loro spalle, oltre che a dare un rendimento. I minibot no. Questi nascono con al massimo la promessa di sconti fiscali. La cosa che chiaramente più si avvicina ai minibot sono allora gli ultimi assegnati, ovvero quelli quasi privi di collaterale e senza rendimento. E non a caso si trasformano infine in moneta. E sempre non a caso è bene far notare che in quel momento l'economia francese collassa.

Ultimo punto da far notare: la Francia rivoluzionaria e la Germania nazista dicevamo. Ma nella lista possiamo inserirci anche l'Argentina del 2001-2002 con i suoi “patacon bonds”, i quali peraltro fecero la stessa brutta fine. Abbiamo in sostanza tutti regimi ed economie disastrate. E questa è la vera caratteristica dei paesi che si mettono a fare simili giochetti monetari. Siamo proprio sicuri di volerne seguire le orme? Dove portano già lo sappiamo, e non è un bel luogo. Per l'Italia e per gli italiani. E con questo auguro una buona giornata a tutti.

Bibliografia per gli assegnati: - "La rivoluzione francese", di Francois Furet e Denis Richet , Laterza. - "Rivoluzione e controrivoluzione. La Francia dal 1789 al 1815", di Donald M.G. Sutherland , Il Mulino. - "Storia dei tassi di interesse" , di Sidney Romer-Richard Sylla , Laterza.

Bibliografia per i Mefo bonds: - "Economia e finanza in Germania. 1876-1948", a cura della Deutsche Bundesbank, Cariplo-Laterza, 1976-1988. (1) Brani tratti dal medesimo libro.

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