Pensione gonfiata

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Pensione gonfiata, (fenomeno speculare a quello degli stipendi gonfiati) in inglese "pension spiking", è il processo che aumenta o "gonfia" gli stipendi negli anni immediatamente precedenti il pensionamento al fine di ricevere pensioni più alte di quelle che altrimenti si sarebbero potute ottenere in virtù di sistemi pensionistici senza patrimonio di previdenza| con pensione di vecchiaia calcolata con un metodo appartenente ad uno schema pensionistico con formula delle rendite predefinita legato alle ultime retribuzioni ovvero, in casi specifici, norme speciali per categorie limitate di lavoratori che permettono l'ottenimento di elevati assegni integrativi a fronte di limitati versamenti di contributi obbligatori.

Il fenomeno della pensione gonfiata aumenta anche i costi della spesa pensionistica degli enti previdenziali contribuendo significativamente all'esplosione della bolla previdenziale.

Il fenomeno della pensione gonfiata in Italia[modifica | modifica sorgente]

La pensione gonfiata, legata agli enti previdenziali pubblici con gestione finanziaria senza copertura patrimoniale, si può ottenere quando il metodo di calcolo della pensione di vecchiaia non è legato ai contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie versati, ma solo agli stipendi per cui, l'aumento elevato di poche annualità di stipendio consente di aumentare la riserva matematica corrispondente alla pensione concessa è ben superiore al montante contributivo individuale corrispondente al medesimo lavoratore.

Ciò determina la nascita di un ulteriore debito previdenziale latente che viene posto a carico dello Stato italiano attraverso l'aumento del debito pubblico implicito prima e successivamente del debito pubblico esplicito.

E' un sistema di spoliazione legale a vantaggio di elite della società italiana.

Il caso dei vice comandanti dell'arma dei Carabinieri[modifica | modifica sorgente]

Un esempio di pensione gonfiata è ben descritto da un articolo di Tito Boeri relativo ai trattamenti dei vice comandanti dell'arma dei Carabinieri.[1]

La pensione integrativa gonfiata dei sindacalisti[modifica | modifica sorgente]

Un esempio di spoliazione legale evidenziato dal programma televisivo le Iene| nella trasmissione del 17/09/2014 e nella trasmissione del 1/10/2014, riguarda l'applicazione dell'art. 3 del D.Lgs. 564/1996 che, per alcuni dirigenti sindacali, a fronte di versamenti di un solo anno di stipendio ricevono, con costi a carico dell'INPS, una pensione integrativa agganciata all'importo dell'ultimo stipendio.[2][3][4][5]

Ad esempio, versando per otto mesi i contributi su uno stipendio di circa 8.000€ al mese, si può ottenere un assegno integrativo di ca. 5000€ al mese.

Tale tipo di prestazione, nella classifica dei regali del sistema pensionistico pubblico in Italia, è sicuramente al vertice in tutti gli indicatori.

Il D.Lgs. 564/1996 è stato approvato dal governo Prodi I con Tiziano Treu ministro del lavoro e della previdenza sociale Carlo Azelio Ciampi ministro del tesoro.[6]

L'autore della legge Tiziano Treu, divenuto commissario straordinario dell'INPS il primo ottobre 2014, in una intervista nella trasmissione del 8/10/2014 del programma televisivo Le Iene| dichiarava ”Hanno usato la legge in questo modo un po’ furbesco – ha aggiunto Treu – per gonfiare le retribuzioni e quindi le pensioni. E’ un uso distorto della legge che va corretto”.[7]

In Italia i sindacati assommano, come sigle distinte, a diverse centinaia, quindi ogni anno ci sono centinaia di dirigenti sindacalisti che, potenzialmente, potrebbero usufruire di tale normativa.

Il sindacalista[modifica | modifica sorgente]

https://www.linkiesta.it/it/article/2015/07/15/pensioni-doro-ecco-gli-assegni-gonfiati-di-17mila-sindacalisti/26699/

Pesaro, sindacalista si auto assume senza stipendio per ‘integrarsi’ la pensione

Ha sfruttato una norma ad hoc del 1996. Per i giudici è truffa ma lui si difende: “Così fanno tutti”. Intanto i cittadini lo definiscono faccia di cucù

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Si chiama Luigi Malmerenda, ha 67 anni e lo sguardo di chi non alzarebbe il sopracciglio nemmeno per l’atterraggio di un’astronave sotto casa: «Ne ho viste di tutti i colori in tanti anni di sindacato allo Snals». Ma il problema per lui è che gli è caduta addosso una condanna che non s’aspettava: un anno di reclusione, 600 euro di multa (pena sospesa) e confisca di eventuali risparmi fino a 26mila euro per truffa aggravata all’Inps. Il giudice non gli ha riconosciuto nemmeno le attenuanti generiche che si danno anche ai lazzaroni di secondo pelo ma solo perché «l’imputato non ha avuto alcun ravvedimento né ha capito il disvalore del suo comportamento».

Che si può riassumere così: Luigi Malmerenda, segretario provinciale Snals, si è integrato la pensione di 330,84 euro in più al mese arrivando ad un netto di 1.900 euro grazie ad una leggina del ’96 che i sindacalisti conoscono a memoria «e che in tanti, come me, in tutta Italia, hanno messo a frutto», ha confessato candidamente al giudice, chiamando a testimoniare al processo una dirigente nazionale che per due volte non si è presentata. La trafila seguita dal nostro è semplice: essendo un insegnante di educazione tecnica distaccato allo Snals dal 2003, arrivato nel 2008 in vista della pensione, ha chiesto alla sua direzione generale di applicare la leggina 564 del ’96 per integrare il futuro assegno. Ottenendo, lui dice, il via libera da Roma ma solo al telefono. Così si è auto-assunto come co.co.co. con delibera firmata da lui concedendosi uno stipendio mensile di 1.500 euro. Che nessuno ovviamente gli ha mai pagato visto che le casse dello Snals di Pesaro erano vuote al tempo e ora pure. Per i versamenti all’Inps, ha provveduto sempre lui versando in pochi mesi circa 15mila euro in otto tranche risultando quindi lavoratore a libro paga dello Snals dal primo settembre 2008 al 31 agosto 2009, quando è poi andato in pensione con dimissioni volontarie dalla scuola. L’Inps non ha avuto niente da ridire e gli ha calcolato l’assegno arricchito di 330,84 al mese grazie a quell’assunzione allo Snals, decisa da lui stesso.

La Guardia di Finanza, battendo a tappeto chi sta usufruendo di quella leggina risalente all’era «vacche grasse», ha scoperto che Malmerenda si era assunto da solo e non c’erano buste paga che testimoniassero il pagamento di uno stipendio. Ma per l’imputato non c’è nulla di illegale o sbagliato: «Ho lavorato giorno e notte per il sindacato, prendendo sempre il mio stipendio di professore. Disponibile con tutti per i loro problemi, ho viaggiato a Roma e da altre parti, senza ricevere niente in cambio. Ho chiesto alla direzione generale dello Snals a Roma la possibilità, un anno prima di andare in pensione, di essere assunto e mi hanno detto di sì perché così facevano tutti gli altri, e io l’ho fatto. Se sono colpevole io, gli altri come me cosa sono? La verità è che io ho diritto a quella integrazione per tutto il lavoro svolto volontariamente per tanti anni». Ma ora c’è la confisca di 26mila euro, cioè dell’ammontare di quella fetta di pensione non dovuta maturata dal primo settembre 2009 al 16 giugno 2016.

«Ma sono soldi che io non ho – ha detto il sindacalista – dove li prendo? Se mi portano via la pensione come faccio a vivere?» ma per il tribunale sono soldi che Malmerenda deve restituire allo Stato, subito. Intanto, il sindacalista ha sempre due validi alleati nella sua battaglia: lo Snals e lo Stato. «Sono sempre a capo della segreteria provinciale Snals, ma adesso ci hanno dato lo sfratto e rischiamo di chiudere». E aggiunge rasserenato: «Per fortuna l’Inps continua a pagarmi la mia pensione di 1.900 euro»


https://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/96564dl.htm

Documenti[modifica | modifica sorgente]

[1]

https://www.agenpress.it/notizie/2019/05/01/giorgia-meloni-ai-sindacalisti-rinunciate-ai-vostri-privilegi-sarete-piu-credibili/


https://www.ilmessaggero.it/economia/economia_e_finanza/cisl_stipendi_furlan-1187931.html?fbclid=IwAR1RVZOsD5InpkR5ACnTv3Gnx3YH3ovdLTF-gMVH0bMbGVL-Nuqfq2hxcgQ

Il fenomeno della pensione gonfiata in Illinois[modifica | modifica sorgente]

Gli aumenti di stipendio negli ultimi quattro anni di attività sono un fenomeno anche nell'Illinois tanto che si arriva alle pensioni degli insegnanti che in 20 mesi restituiscono tutti i contributi versati durante l'attività e, il resto della pensione è a carico dei contribuenti, arrivando a costare fino a 2 milioni per ogni pensionato, nel tempo del pensionamento.[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. Tito Boeri e Giuseppe Pisauro, Todos generales, in lavoce.info, 7 febbraio 2014. URL consultato il 29 ottobre 2014.
    «Paradossalmente, ai vice comandanti dei Carabinieri fino a oggi la Sip è stata riconosciuta dopo la cessazione dal servizio, per via del meccanismo di calcolo del trattamento economico che spetta al personale militare quando va in ausiliaria. Poiché al momento della cessazione si è promossi al grado superiore (un capitano diventa maggiore, un colonnello diventa generale e così via), ecco che per i vice comandanti l’aggancio, secondo un’interpretazione delle norme decisamente generosa (a rigore ricoprono già il grado massimo, che è quello di generale di corpo d’armata), fa incassare anche la Sip. Pensioni che raddoppiano, con un esborso complessivo, dal 2005 (da quando cioè l’importo della Sip ha avuto l’ultimo importante incremento) a oggi di svariati milioni. Il tutto nel mezzo di una crisi pesantissima, mentre venivano chiesti duri sacrifici a milioni di italiani.».
  2. D.Lgs. 564/1996 art.3
  3. Lo strano caso della sindacalista in pensione dopo un mese di lavoro, in TODAY, 18 settembre 2014. URL consultato il 29 ottobre 2014.
    «Secondo le Iene, l’ex professoressa avrebbe lavorato per lo Snals di Roma soltanto per un anno, poco prima di andare in pensione, con uno stipendio di quasi duemila euro al mese, grazie al quale, una volta andata in pensione, ne ha ottenuto una integrativa di circa 1500 al mese, calcolata in base all’ultimo mese di stipendio percepito.».
  4. Le Iene e le pensioni-scandalo dei sindacalisti, in Giornalettismo, 19 settembre 2014. URL consultato il 29 ottobre 2014.
    «Italiauno spiega come sia possibile sfruttare una legge per assicurarsi un ricco vitalizio alle spalle dei contribuenti (e con un solo mese di "lavoro")».
  5. Un sindacalista tutto d'oro. Stipendio e pensione da nababbo per l'ex segretario Bonanni, in Il Giornale, 99 ottobre 2014. URL consultato il 39 ottobre 2014.
    «Dai 118.186 euro del 2006 fino ai 336mila euro di pochi mesi fa. Guadagna più di Obama».
  6. Roma, marcia anti manovra, in Il Corriere della Sera, 12 novembre 1994. URL consultato il 31 ottobre 2014.
    «Scusi D' Antoni, ma in questo Paese si puo' decidere qualcosa senza l' accordo dei sindacati? "Certamente che si puo' ". Sulle pensioni no, pero' . "Su temi come le pensioni, che riguardano milioni di persone che danno fiducia al sindacato, non si puo' decidere senza il nostro accordo.».
  7. Redazione, Le Iene, Nadia Toffa e Tiziano Treu: “Legge 564 venuta male”, in BlizQuotidiano, 08/10/2014. URL consultato il 9 ottobre 2014.
    «Si sono verificati degli abusi, si poteva pensare a dei limiti. La legge è venuta male.».
  8. Washingtontimes 01/09/2014

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Documenti[modifica | modifica sorgente]

http://www.lemeridie.it/2016/06/01/pensioni-milionarie-caste-lobby/


https://www.la7.it/piazzapulita/video/boeri-pensioni-privilegiate-dei-sindacalisti-ho-provato-a-vietarle-ma-poletti-e-poi-di-maio-mi-hanno-24-10-2019-289509


Il Fatto Quotidiano: Pensioni d’oro, Calderoli: “Abbiamo tagliato quelle dei dipendenti del Senato dal 15 al 40%”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/06/pensioni-doro-calderoli-abbiamo-tagliato-quelle-dei-dipendenti-del-senato-dal-15-al-40/5237350/

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Web[modifica | modifica sorgente]

6 - Spoliazione legale (indice)

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