Sistema delinquenziale legale

Da const.

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Il sistema delinquenziale legale è costituito dall'élite trasformata in gruppo di potere per la pratica della religione incivile in ambiti ove vige il reato dell'élite.

Chi, con dolo, predispone, approva ed applica le leggi di spoliazione legale, si associa al sistema delinquenziale legale che viene attuato dalle istituzioni di spoliazione legale.

Chi è esperto e non ne denuncia, pur essendone perfettamente cosciente, che esse violano la Costituzione, si associa al sistema delinquenziale legale.

Chi rivendica di essere nell'ambito della legalità, quando le leggi di spoliazione legale non sono in quello della legittimità, si associa al sistema delinquenziale legale.


Così come il sistema delinquenziale illegale è legato alla spoliazione illegale ed alla mafia ed organizzazioni simili, allo stesso modo, il sistema delinquenziale legale è legato alla spoliazione legale ed alla massoneria.

Non basta la legalità per non delinquere[modifica | modifica sorgente]

Ci si pone il problema di usare un linguaggio che non dia motivo di essere accusato di diffamazione.

Così come dare dell'imbecille indotto non significa diffamare, la stessa cosa avviene con l'affermazione di stare nel sistema delinquenziale legale ossia con il gruppo di potere che riesce a gestire la spoliazione legale in violazione della Costituzione, se ciò avviene con dolo.

Ove non ci fosse il dolo, ritornando tra gli stakeholder della imbecillocrazia, chi lo fa in fede, ritorna ad essere un comune imbecille indotto.

Delinquere ha, come la maggioranza dei termini, molteplici significati.

In questo caso delinquere si intende come "venire meno (al dovere)", "tralasciare" che unito con "legale" fa riferimento alla Costituzione.

Nasce quindi la locuzione di delinquente legale per indicare chi fa le leggi illegittime con dolo.

Così come una legge dell'ordinamento deve passare al controllo di legittimità costituzionale, anche chi la applica deve valutarla ossia capire se l'azione ricade nella legalità legittima o illegittima.

Genesi della locuzione[modifica | modifica sorgente]

Nel processo Ulisse VS Cassa Forense ho sentito per la prima volta parlare di sistema delinquenziale con protezioni multilivello.

Poiché non si tratta di un classico processo per violazione del codice penale ma di un tentativo di difesa dei diritti civili ricollegato alla spoliazione legale, mi sono reso conto che la terminologia usata fino ad ora e presa da Bastiat dove si parla di gruppi di potere, di predatori ecc. non è adeguata alla evoluzione dei tempi.

Quando può sembrare eccessivo in quanto ci si riferisce al Parlamento, ai parlamentari o ai giudici, l'esistenza della Costituzione rappresenta uno spartiacque che va preso in conto.

Così come si commettono i reati con dolo o per colpa, stessa cosa avviene per chi redige ed approva le leggi illegittime.

Chi persiste con dolo nel sostenere leggi illegittime in quanto tutelato dalla Costituzione italiana incostituzionale deve trovare una distinzione nel lessico che non sia quella del semplice redattore di leggi illegittime.

Le preoccupazioni dei padri[modifica | modifica sorgente]

http://orizzonte48.blogspot.com/2016/05/larticolo-1-della-costituzione-breve.html?m=1

Cit.

La questione lessicale che si poneva e se la sovranità "risiedesse", "promanasse", o "appartenesse" al popolo: la sua preoccupazione era che, comunque, fosse chiaro anche in futuro che il popolo italiano non ne potesse mai essere "spossessato". Non a caso, nella sopra riportata Relazione di Ruini, ovviamente anteriore al dibattito in plenum (ad esito emendativo), viene utilizzato il termini "risiede". Nell'argomentare sul punto, Lucifero svolge alcuni chiarimenti oggi attualissimi e ci consegna dei timori "profetici":


Lucifero. "...trovai un riscontro nelle affermazioni dell'onorevole Togliatti, che in un primo momento a questo mio emendamento non si era dimostrato favorevole, e tanto più poi che nelle successive formule che sono state già presentate, vi è stato un passo verso il concetto che io sostengo trasformando quell'«emana» (che secondo l'onorevole Conti sapeva di profumo) nel termine «appartiene», che è più esatto.

Può sembrare la questione sottile, ma è una questione concettuale; e diventa una questione sostanziale quando si pensa alla esperienza dalla quale siamo usciti, cioè quando si pensa che ad un certo punto ci siamo trovati di fronte a gente che si è sentita delegare dei poteri popolari, li ha assunti e non li ha restituiti più se non attraverso quella tragedia che abbiamo tutti vissuto. Quindi credo che la Costituzione democratica debba chiaramente sancire il concetto che la sovranità, cioè il potere, non solo appartiene al popolo, ma nel popolo costantemente risiede. Ed allora bisogna impedire qualunque interpretazione che un giorno possa far pensare a sovranità trasferite o comunque delegate. Ecco perché al termine «appartiene», come pure al termine «emana», preferisco il termine «risiede».

Gli organi attraverso i quali la sovranità e i poteri si esercitano nella vita di un popolo, sono organi i quali agiscono in nome del popolo, ma che non hanno la sovranità, perché questa deve restare al popolo. Ecco perché è preferibile il termine «risiede» in confronto a quello di «appartiene».

Quell'«emana», originario, dà il senso di una sovranità che si può trasferire agli organi i quali la esercitano; quell'«appartiene» dà un senso di proprietà; mentre il termine «risiede» consolida il possesso; non la proprietà. Il popolo, cioè, rimane possessore di questa che è la suprema potestà democratica.

Può sembrare una sottigliezza, ma sottigliezza non è. La verità è un'altra. Esistono fra gli uomini due categorie di persone di fronte ai problemi costituzionali: quelli che credono nelle Costituzioni e quelli che non credono nelle Costituzioni. Per quelli che non credono nelle Costituzioni, cioè che pensano che il giorno che avessero la maggioranza farebbero quello che vogliono, un'affermazione di principio può sembrare una sfumatura, e non ha importanza; ma per coloro che, come me, credono profondamente nelle Costituzioni e nelle leggi, ogni parola ha il suo peso e la sua importanza per il legislatore di domani. Noi ci dobbiamo preoccupare del documento che facciamo, guardando verso l'avvenire, cioè dando norme sicure ai legislatori di domani, in modo che la volontà di oggi non possa essere violata per improprietà di linguaggio, voluta o non voluta che sia."

Commento[modifica | modifica sorgente]

Prima di questo scritto non avevo pensato che ci potessero essere alcuni uomini che non credono nelle costituzioni e che, una volta al governo farebbero quello che vogliono.

Oggi so che lo hanno fatto, e che, se vogliamo, possiamo conoscere i nomi ed i cognomi.

Come individuare il sistema delinquenziale legale[modifica | modifica sorgente]

Mi è capitato spesso di sentire che la Costituzione è superata o che la Corte Costituzionale impone la sua volontà ai politici senza essere stati eletti da nessuno.

Sappiamo quante leggi vengono dichiarate illegittime ogni anno.

Ora il primo punto è capire se c'è il dolo o se abbiamo un parlamento di ignoranti o se abbiamo entrambi.

Quante volte abbiamo sentito parlare di una manina che interviene ad insaputa di tutti in situazioni di urgenza?


Documenti[modifica | modifica sorgente]

http://il24.it/scoperchiata-la-superloggia-segreta-lombra-lunga-di-messina-denaro/


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