Spoliazione costituzionale

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Si dice spoliazione costituzionale di una azione che avviene in violazione dei diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione o di altri diritti e prescrizioni costituzionali.

Se la violazione dei diritti costituzionali fondamentali è fatta in violazione di una legge, si dice che è una spoliazione illegale, se è fatta nel rispetto di una legge si dice che è una spoliazione legale.

Quando la spoliazione costituzionale avviene attraverso una legge, si dice che la legge è illegittima costituzionalmente in quanto la Costituzione è superiore a tutte le leggi e le leggi, nel caso di Costituzione rigida, devono rispettare la Costituzione.

Ogni volta che il Parlamento o un altro organo legislativo emana una legge illegittima costituzionalmente, fa una spoliazione costituzionale ai danni dei propri cittadini.

Fin quanto la legge di spoliazione legale resta vigente nell'ordinamento, si ha la spoliazione costituzionale.

Quando la Costituzione o una legge Costituzionale o un'altra legge permettono la permanenza per un tempo illimitato delle leggi di spoliazione costituzionale senza che vi sia una possibilità di farle eliminare dall'ordinamento, si ha che la spoliazione costituzionale è endemica di quell'ordinamento.

In sostanza i diritti sociali, economici, politici elencati nella Costituzione, non solo non vengono implementati nell'ordinamento in quello che viene definita come la costituzione materiale o il contratto sociale, ma vengono implementati al contrario.

Il quel caso, lo Stato di diritto viola sistematicamente e legalmente la Costituzione.

Es. la tassazione non solo non è progressiva, ma regressiva, la solidarietà non è dal ricco al povero ma viceversa dal povero al ricco, l'assistenza viene fatta ai ricchi e negata a chi ne ha bisogno, sono tutti casi di spoliazione costituzionale con leggi di spoliazione legale.

Quindi il giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale o principale viene sempre richiesto per verificare se una legge è una legge di spoliazione legale che attua la spoliazione costituzionale.

Sovranità parlamentare[modifica | modifica sorgente]

Nei paesi privi della Costituzione, la sovranità appartiene al parlamento e non esiste il concetto di spoliazione costituzionale e tanto meno quello di spoliazione legale ad esso collegato.

Solo negli stati che hanno una Costituzione è possibile sviluppare azioni di spoliazione costituzionale.


La truffa semantica particolare[modifica | modifica sorgente]

Il caso delle leggi incostituzionali è un caso particolare di truffa semantica ossia anziché aversi il cambio di significato tipico della truffa semantica, in questo caso si ha la non esistenza di un nome o di una locuzione per definire una fattispecie.

Ad es. la locuzione falso in bilancio non solo definisce un particolare reato ma riassume la definizione ossia "in diritto societario è la compilazione di false comunicazioni sociali ovvero un rendiconto non veritiero e corretta dei fatti accaduti e degli indicatori di rilievo che dovrebbero essere espressi nel bilancio d'esercizio di un'azienda.".

Se non esistesse la locuzione falso in bilancio bisognerebbe dire tutta la definizione associata, ma non ci si sognerebbe mai di dire che il documento di bilancio viola semplicemente il diritto societario.

Per le leggi incostituzionali si dice invece semplicemente che violano la Costituzione, mentre il concetto è quello della violazione dei diritti tutelati costituzionalmente.

Il potere legislativo contro il potere giudiziario[modifica | modifica sorgente]

Il controllo di legittimità delle leggi è il terreno di scontro tra il potere legislativo ed il potere giudiziario.

Il potere legislativo rivendica la superiorità delle proprie scelte in quanto riceve il mandato diretto dal popolo mentre il giudizio dato da giudici non eletti sarebbe una limitazione del potere del popolo senza un controllo democratico.

"O la Costituzione è una legge superiore prevalente, non modificabile con gli strumenti ordinari, oppure è posta sullo stesso livello della legislazione ordinaria e, come le altre leggi, è alterabile quando il legislatore ha piacere di alterarle. Se la prima parte dell'alternativa è vera, allora una legge contraria alla Costituzione non è legge; se la seconda parte è vera, allora le Costituzioni scritte sono un tentativo assurdo, da parte del popolo, di limitare un potere per sua stessa natura illimitabile"

In questa decisione della sentenza della Corte Suprema Marbury contro Madison, più che sul contratto sociale espresso dalla Costituzione o dalla definizione di fonti del diritto, sta la classificazione delle Costituzioni moderne nello Stato di diritto.

La Costituzione quindi rappresenta il limite che un popolo pone al legislatore nel compiere il suo operato, a prescindere se l'investitura viene dal popolo o meno.

Il potere giudiziario, basandosi su quanto previsto nella Costituzione ha quindi il potere di cancellare le leggi che la violano.

Si dice che la Corte Costituzionale (o altro istituto equipollente) è il giudice delle leggi.

E il giudizio si basa sui parametri costituzionali che sono precettivi ma ad applicazione differita ossia al momento in cui il legislatore emana una legge ovvero quando questa legge viene sottoposta al giudizio di legittimità costituzionale.

Unico caso in cui si annulla il reato ripristinando le condizioni pregresse (si cancella la legge come se non fosse mai esistita, anche se non sempre) ma non si punisce chi lo ha commesso ossia il legislatore.

Una legge che non è legge[modifica | modifica sorgente]

Negli ordinamenti con una Costituzione rigida, ossia non modificabile da una legge ordinaria, una legge che viola la Costituzione non è mai esistita.

Questo quando viene cancellata dall'ordinamento a seguito di un ricorso di costituzionalità ed alla valutazione positiva di una corte di giustizia.

Per poter esistere uno Stato di diritto con una Costituzione rigida, le leggi sotto ordinate devono necessariamente essere coerenti con essa e se una non lo è non esiste alternativa alla sua cancellazione come se non fosse mai esistita.

E' un discorso di logica matematica.

Il giudizio della Corte Costituzionale viene definito giudizio di legittimità costituzionale in quanto una legge ha ragione di esistere ossia è legittimata solo ed esclusivamente dalla Costituzione.

In un ordinamento con una carta costituzionale tutte le leggi hanno ragione di esistere solo ed esclusivamente per la Costituzione e in coerenza con la Costituzione.

Non ha senso affermare che si difendono i principi Costituzionali e quelli espressi da un ordinamento subordinato in quanto un ordinamento subordinato non può che contenere i principi costituzionali e nella peggiore delle ipotesi violarli.

Ma l'ordinamento deve prevedere una procedura efficace e celere che permetta l'eliminazione di tutte le leggi che violano la Costituzione.

Se ciò non è invece possibile per legge, sia essa la Costituzione, una legge costituzionale o ordinaria, la Costituzione diventa una farsa.

La farsa costituzionale italiana[modifica | modifica sorgente]

L'Italia è una delle poche nazioni del mondo occidentale ove una legge incostituzionale riesce a restare vigente anche 40 anni ma perfino più di un secolo.

La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di una legge vigente un secolo prima della sentenza.

In sede di discussione di un disegno di legge, i parlamentari possono proporre una mozione d'ordine con una questione pregiudiziale di costituzionalità.

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