Ulisse 20191128

Da const.

OGGETTO: POLTRONE E INTRECCI APICALI. ADESSO BASTA CON LE ILLECITE IMMUNITÁ A NUNZIO LUCIANO E SODALI

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Spettabile Banca d’Italia, Spettabile ANAC, Spettabile CONSOB, Spettabile COVIP, Spettabile Bicamerale di Controllo, Spettabile Corte dei Conti, Spettabile Procura della Repubblica di Campobasso, Spettabile Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Campobasso,

Spettabili Autorità,

Faccio ancora una volta seguito alle mie precedenti e documentate note denunce ed espongo quanto segue: In questi giorni Cassa Forense ed i suoi delegati hanno reclamizzato in ogni dove, anche via social, la polizza c.d. “long term”. Non mi dilungo sulla esposizione fatta nei post, spesso rappresentazioni d’impatto fuorvianti ed ingannevoli nei confronti della Colleganza già in grave difficoltà economica con le loro famiglie che prima leggono speranzosi ma che subito restano delusi non appena approfondito requisiti e finalità di cui ai post “propagandistici”. Ebbene, proprio documentandomi in tal senso dietro richiesta di Colleghi in difficoltà che mi chiedevano ragguagli, mi sono imbattuto nel sito web di EMAPI – Ente di Mutua Assistenza per i Professionisti Italiani – dove notavo l’ennesima presenza del Presidente di Cassa Forense Nunzio Luciano nel Consiglio di Amministrazione. Certo posizione sicuramente meno grave di quella attuale di occupare il Consiglio di Amministrazione di F2i, il maggiore gestore indipendente italiano di fondi infrastrutturali, o della sua “passata” posizione (solo 2017 secondo quanto dichiara da Nunzio Luciano all’Amministrazione della Regione Molise) nel C.d.A. della Toti Holding SPA. Ma visto che piazzo da tanti anni, “dettagliata” documentazione, e che quando verrà richiamata nelle opportune sedi dovranno pur rendere conto coloro che hanno tradito la Pubblica funzione; anche questa mia nota, come nelle precedenti vi è quanto basta per consentire le segnalazioni ex artt. 50, p. 4; 51, p. 1 e 3; e 54, p. 3, della L. 247/2012. Nonché, sempre per le Autorità preposte, per procedere e provvedere per il danno erariale e non solo. Vi allego pertanto i curricula a firma di Nunzio Luciano e giurisprudenza. Esattamente quanto basta di per sé, anche senza vagliare le mie precedenti note, per procedere nei confronti del soggetto. Sebbene io abbia puntualmente documentato tutto quanto necessario per poter procedere, penalmente e disciplinarmente, anche verso ogni altro soggetto parte del “sodalizio” che gli ha dato, e gli da, coperture ed immunità. Oppure vogliamo far finta, ancora una volta, di non comprendere perché in Cassa Forense di 80 delegati, ed un numero spropositato di avvocati tra i diversi “Organi” dell’Ente previdenziale forense, nessuno abbia sollevato nemmeno il problema della “incompatibilità” di Nunzio luciano? Ovvero perché il Direttore Generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dott.ssa Concetta Ferrari che ne è al corrente non ha mai effettuato le segnalazioni? La situazione è alquanto vergognosa e sempre più lo sta diventando. Specialmente quando in presenza di forme associative che non hanno mai – così si legge come da copione anche sul sito web di EMAPI – “finalità di lucro”; eppure in tanti in questo intreccio tra società e fondazioni e associazioni varie senza un apparente scopo di lucro ci sguazzano dentro e ci scialacquano sempre a spese dei soggetti “deboli” che predicano di tutelare. Un “poltronificio” ignobile dove lo stesso Presidente della Cassa Forense, in contrasto col Codice Etico che si adotta solo di facciata (e mi riferisco sia a quello interno all’Ente previdenziale forense sia a quello di cui alla L. 247/2012), opera i propri affari e coordina e dispensa incarichi “suggellandoli” con un consenso collegiale che poi diventa il prezzo del silenzio dei privilegi e degli abusi (v. mie passate note denunce). Arrivando persino a “preconfezionare” querele nei confronti dell’istante con l’unico scopo di farlo tacere, arrivando a dichiarare al Presidente della Bicamerale di Controllo degli enti previdenziali dott. Sergio Puglia che questo avvocato dice “sciocchezze” e fa denunce non corrispondenti al vero: veritas filia temporis. Inutili sono state le segnalazioni all’ “Organismo di Vigilanza” di Cassa Forense. E proprio a seguito delle mie denunce i suoi curricula – quelli del Presidente Luciano – compaiono e scompaiono, si aggiornano e si riaggiornano ed appaiono e “spariscono” voci. Così (fate sempre riferimento alle mie passate denunce documentate in vostro possesso!) sparisce dal sito della Regione Molise il curriculum di fine 2018, ma si mantiene quello di maggio 2018 e se ne aggiunge uno di giugno 2019. In quest’ultimo si legge proprio in cima: “Componente Consiglio di amministrazione F2i SRG”, tra le esperienze lavorative! La posizione attualmente rivestita risulta anche dal sito dell’ente gestore e dai suoi comunicati stampa. Non parrebbe più sedere nel C.d.A. della Toti Holding S.p.A. tanto per tenersi alla larga da eventuali riflettori e controlli visti i recenti coinvolgimenti giudiziari e condanne che hanno coinvolto alcuni esponenti di spicco della predetta società. Ma assolutamente fatti non coperti da prescrizione per le proprie responsabilità, neppure per quelle ex art. 56 della L. 247/2012. Ora non riassumo certo qui le magie dei curricula del Presidente Luciano, né mi dilungherò sulle tante fattispecie tra le quali la questione della esperienza di lavoro come “componente nel Comitato Territoriale di Consultazione e Credito Centro Sud – BPM” di BANCO BPM S.p.A. che sparisce proprio in concomitanza con gli “illeciti” avvenuti in seno a Cassa Forense circa il Servizio Tesoreria e le gravi anomalie del bando ed alle cui mie passate e documentate note denunce ed esposti vi rimando. Ma vorrei focalizzare su quanto segue, anche perché, come detto, in molti dovrebbero come si dice “saltare dalle poltrone” e forse affrettarsi a riconsiderare quanto già sulle loro scrivanie prima che il mio countdown si attivi. Si pensi che determinate posizioni se non fossero state “intercettate” dall’esponente causa errori ed ingordigia per via degli intrecci che devono gestire e reggere neppure sarebbero venuti alla luce accedendo alla banca dati dell’Agenzia delle Entrate. Perché basta che certe “posizioni” siano fatturate come avvocato che per magia non si saprebbe nulla di un dato incarico. Sicuramente non lo saprebbe quella Colleganza che paga costantemente il prezzo dei privilegi e degli abusi di quegli Apicali che stanno indecentemente utilizzando le loro cariche. E ripeto, se solo le Autorità vagliassero le registrazioni audio integrali che ho ben indicato, se non sono state già distrutte, l’esimio Presidente Luciano finirebbe radiato dall’Albo e dunque sarebbe fuori dai giochi anche semplicemente con le violazioni alla L.247/2012 e che sono quelle che sono state documentate e che si palesano senza bisogno degli approfondimenti dell’Autorità giudiziaria. Ed i procedimenti penali si aprirebbero a frotte anche solo sulla base delle violazioni ed omissioni d’ufficio di chi rivestiva in determinati frangenti, come Giudice della deontologia e/o come Consigliere dell’Ordine, le qualità di un Pubblico Ufficiale i quali rendono con le loro condotte artificiosamente “immuni” determinati soggetti per non farli “decadere” dalle cariche proprio come Nunzio Luciano (v. e cfr. mie passate note denunce con puntuali riferimenti ai reati ed agli articoli dello Statuto della Cassa Forense). E forse è proprio il momento che anche i Consigli di disciplina – già destinatarie di note tutte puntualmente documentate – si adoperino in tal senso visto che è la legge che le da “l’Autorità” ex art. 51 L. 247/2012, come altresì, una volta acquisite e verificatele le indicate fonoregistrazioni, le “impone” l’obbligo ex art. 54, sempre della predetta legge, quando “(…) emergono estremi di un reato procedibile d'ufficio” di informare l’Autorità giudiziaria. E dunque non di continuare insabbiare le responsabilità penali e disciplinari di esponenti Apicali dell’avvocatura. E non me ne vogliate quando poi, volenti o nolenti, persistendo l’inerzia sarò costretto a fare sempre più precisi nomi, cognomi e particolari. Non posso che augurarmi ancora una volta un sollecito intervento del nuovo Procuratore della Cassazione dott. Giovanni Salvi in quanto Giudice di impulso di ultima istanza della disciplina forense come nel caso della inerzia e delle “colpevoli” omissioni già denunciate ma accantonate dal suo predecessore dalla non “cristallina” condotta. Si tenga presente che nella fantasiosa ipotesi che il Presidente Luciano contasse come il due di briscola quando l'asso è in tavola, quindi senza alcun potere: allora mi domando – e vi chiedo – ma tutti questi curricula che manda a destra e a manca, ad enti pubblici e non solo, che modifica e rimodifica a piacimento con quelle che indica come “posizioni lavorative” cosa rappresentano? Perché a quel punto si indicherebbe come posizioni lavorative mere attività farlocche. E la situazione sarebbe “ben più grave” di quella che già si ha se Luciano nei Consigli di Amministrazione di S.p.A., come in quello di Toti Holding S.p.A. nel recente passato, o quella attuale in F2i SRG SPA, non contasse nulla di nulla e non fosse neppure pagato. Perché vorrebbe dire, ed è – lo ripeto – ancora più grave, che i sui ruoli hanno un senso sotto ben altro profilo e si certificherebbe, ancor di più l'interesse confliggente. E gratuite o meno, dimostrerebbe, come ho già in passato dettagliato e documentato, che nessuno vigila concretamente sugli investimenti. E qui, per il momento, mi fermo. Vi esorto dunque ad adoperarvi per perseguire l’Avv. Nunzio Luciano come si evince da quanto precede e dagli allegati, nonché di adoperarvi per il danno erariale dal medesimo prodotto. Si rammenta che la Corte di Cassazione, sez. Lavoro, con sentenza n. 30571/19, depositata in questi giorni, il 22 novembre 2019, ha ribadito che: “(…) 13. La L. n. 319 del 1975, art. 2, comma 3, dispone che l’attività professionale svolta in una delle situazioni di incompatibilità di cui al R.D.L. n. 1578 del 1933, art. 3 "ancorché l’incompatibilità non sia stata accertata e perseguita dal consiglio dell’ordine competente, preclude sia l’iscrizione alla Cassa, sia la considerazione, ai fini del conseguimento di qualsiasi trattamento previdenziale forense, del periodo di tempo in cui l’attività medesima è stata svolta", ma non revoca in dubbio che l’attività professionale sia stata legittimamente esercitata in virtù dell’iscrizione all’Albo.”. Quindi Nunzio Luciano tuttora e continuativamente Presidente ed avvocato “incompatibile” va cancellato dalla Cassa Forense senza alcuna declaratoria del Consiglio dell’ordine di appartenenza con annullamento delle annualità previdenziali coincidenti poiché l’incompatibilità preclude di per sé l’iscrizione al COA ed alla Cassa Forense come sopra chiarito dalla massima Corte. Di conseguenza rimosso “immediatamente” dalla Presidenza dell’Ente previdenziale forense. Sebbene ex art. 57 della L. 247/2012, per le gravi infrazioni non possa più artatamente sottrarsi neanche alle sue responsabilità disciplinari fino ad irrogazione delle sanzioni. Quanto precede oltre quanto da tempo denunciato e documentato e che avrebbe dovuto già portare al commissariamento della Cassa Forense ed a “ripristino” della legalità. Non rifinisco con ulteriori note di dettaglio ritenendole a questo punto davvero superflue. A momento debito seguiranno specifiche denunce querele, anche ex art. 368 co. 1 del Codice penale, nei confronti di tutti coloro che si sono adoperati in condotte coordinate nei confronti dell’istante con l’unico fine di tacitarlo dal denunciare le condotte illecite di esponenti in posizione apicale dell’avvocatura che anche mentre scrivo “continuano a rubare alla luce del sole” profittando delle loro posizioni di privilegio e delle denunciate coperture. Restando come sempre a disposizione delle Autorità per ogni ulteriore chiarimento, approfondimento e documentazione, si porgono Cordiali Saluti Pisellinolandia, addì 25 Novembre 2019. Avv. Pisellino Verde “Inviata a mezzo p.e.c. la firma è apposta digitalmente ad ogni effetto di legge.”

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